Pallacanestro Cantù

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Pallacanestro Cantù
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Logo Pallacanestro Cantu.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Kit body cantucasa.png
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Kit shorts.svg
Casa
Kit body cantutras.png
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Kit shorts cantutras.png
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Trasferta
Colori sociali 600px Blu e Bianco.png Blu-bianco
Dati societari
Città Cantù
Paese Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Campionato Serie A
Fondazione 1936
Presidente Italia Anna Cremascoli
General manager Italia Daniele Della Fiori
Allenatore Italia Stefano Sacripanti
Palazzetto Mapooro Arena
(3.910 posti)
Sito web www.pallacanestrocantu.com
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgSupercoppa di pallacanestro.svgSupercoppa di pallacanestro.svgIcona Euroleague.pngIcona Euroleague.png
Scudetti 3
Supercoppe italiane 2
Coppe Intercont. 2
Euroleghe 2
Coppe europee 4 Coppa delle Coppe
4 Coppa Korać
Basketball current event.svg Stagione in corso

La Pallacanestro Cantù è una società cestistica italiana della cittadina di Cantù (CO). Fondata nel 1936, rappresenta una delle squadre più titolate d'Italia, avendo conquistato 3 scudetti e due edizioni della Supercoppa italiana, nonché l'unica cittadina non capoluogo ad aver conquistato entrambi i titoli nazionali. Milita nel campionato di Serie A, dove ha disputato finora 53 stagioni.

La carica di presidente del club è ricoperta dal 2011 da Anna Cremascoli, prima donna presidente di una società cestistica del massimo campionato italiano[1], dopo che la famiglia Cremascoli acquisì la proprietà del club nel 2008. La sede delle gare interne di campionato è il Palasport Pianella di Cucciago (CO) mentre le partite di Eurolega vengono disputate presso il PalaDesio di Desio (MB).

Con 2 Coppe dei Campioni, 4 Coppe delle Coppe, 4 Coppe Korać e 2 Coppe Intercontinentali è una delle due squadre italiane (l'altra è l'Olimpia Milano) che hanno conquistato tutti i trofei internazionali e la seconda squadra più titolata nelle competizioni europee dopo il Real Madrid: per questo motivo viene chiamata la "Regina d'Europa"[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli albori[modifica | modifica sorgente]

Una delle prime formazioni dell'Opera Nazionale Dopolavoro Cantù
Levissima Cantù-Simmenthal Milano al palazzetto Parini

L'Associazione Pallacanestro Cantù nasce tra il 1936 e il 1937, grazie all'idea di Mario Broggi e Angiolino Polli. Negli anni trenta la pallacanestro è uno sport semisconosciuto, praticato solo da pochi intimi. Il primo campo, disegnato da Broggi all'interno del cortile delle Suore Sacramentine[3], è completamente all'aperto e quindi non è inusuale d'inverno spalare la neve prima dell'inizio della partita.

I primo componenti di quella che sarebbe diventata la Pallacanestro Cantù sono, oltre ai due giovani già citati, Attilio Molteni, Peppino Borghi, Alberto Broggi, Vittorio Sgariboldi, Nene Marchi e Peppino Colombo. Il nucleo storico di quella che sarebbe divenuta una delle società più titolate in tutta Europa.

Prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, la squadra assume il nome di Opera Nazionale Dopolavoro Cantù. Ad inizio del 1942, la formazione si fa conoscere in tutta Italia grazie alle ottime prestazioni offerte nella coppa Bruno Mussolini. L'A.P. Cantù, guidata in panchina da Luigi Cicoria (a tutti gli effetti primo allenatore dei biancoblù), vince infatti contro Mantova, Pavia, Varese e il General Cantore di Milano.

Nel 1948-49 la Pallacanestro Cantù disputa la prima stagione in serie C. Da lì in poi per il basket canturino sarà una crescita costante con il passaggio in serie B nel 1952 e, l'anno successivo, la conquista, per la prima volta, della serie A. La stagione 1954-55 termina con una retrocessione, a cui segue però un'immediata promozione l'anno successivo. In quel periodo si ritirano dall'attività i fratelli Broggi e l'A. P. Cantù basa le sue fortune su Lino Cappelletti, primo biancoblù convocato in nazionale, e su Lietti, Ronchetti e Quarta. C'è spazio anche per il primo sponsor, Milenka, fornito da una distilleria di Asnago.

Milenka Cantù - Storm Varese, 1955. Lino Cappelletti in entrata, alle spalle in contrasto Yogi Bough. Sullo sfondo Sergio Marelli

Con la riconquista della massima serie nel 1956 si apre per il basket canturino una nuova era: entra infatti in società la famiglia Casella, che porta con sé un dipendente dell'azienda di acque minerali e bibite, Aldo Allievi. Insieme a loro arriva un nuovo sponsor: l'Oransoda.

Allenatore resta lo zaratino Maršan, mentre il nuovo straniero è l'americano Tony Vlastelica, soprannominato "Mister Uncino", che diventa l'idolo del Parini, finalmente ricoperto su invito della Federazione. È il 1957-58 e l'Oransoda di Racchi, Masocco, Vlastelica, Motto, Zia, Bernardis, Morani, Rogato e Cappelletti riesce nell'impresa di arrivare quarta al termine del campionato.

Gli anni Sessanta: il muro di Cantù[modifica | modifica sorgente]

La stagione successiva cambiano sia l'allenatore sia lo sponsor. La Pallacanestro Cantù si lega al marchio Levissima, mentre in panchina siede il giovane Gianni Corsolini. Iniziano i favolosi anni sessanta, un periodo di enorme sviluppo per il basket italiano in cui Cantù trova la propria collocazione tra le grandi squadre dell'epoca a fianco della Virtus Bologna e del Simmenthal Milano. In quel periodo si registra il ritiro di Lino Cappelletti e il debutto di un giovanissimo Charlie Recalcati, in arrivo proprio dal capoluogo lombardo.

Sono gli anni in cui si forma il "muro di Cantù", tridente composto da Burgess, De Simone e Merlati che diventerà famoso in tutto il mondo. La stagione 1967-68 regala a Cantù il primo scudetto della sua storia. Alla guida della formazione c'è Borislav Stanković, che più tardi sarebbe diventato il segretario della FIBA, in campo lottano, oltre a Burgess, De Simone e Merlati, Carlo Recalcati, Antonio Frigerio, Carlos D'Aquila. Lo sponsor è l'Oransoda che legherà per sempre il suo nome all'impresa fantastica di vincere sia il titolo di serie A, sia quello juniores nella stessa stagione.

Gli anni Settanta e Ottanta: l'epopea degli Allievi[modifica | modifica sorgente]

È l'inizio dell'epopea canturina, grazie anche all'esplosione di un giovanissimo talento di Figino Serenza: Pierluigi Marzorati. Dal 1969-70 comincia anche il sodalizio tra Aldo Allievi e Arnaldo Taurisano: un duo che porterà Cantù ai massimi livelli sia in Italia sia in Europa.

Per due volte consecutive la Forst, nuovo sponsor della compagine brianzola, conquista la coppa Korac (1973 e 1974) e, nella stagione 1974-75 arriva anche il secondo scudetto, ottenuto nel nuovo palasport costruito su una collina di Cucciago: il Pianella. La squadra è composta da giocatori che entreranno nella storia della pallacanestro: Marzorati, Della Fiori, Recalcati, Farina, Tombolato, Lienhard, Meneghel e Beretta. Un gruppo che porterà la piccola Cantù sul tetto del mondo, dopo il successo in Coppa Intercontinentale ai danni del grande Real Madrid.

Il 1976-77 è la stagione della prima Coppa delle Coppe, conquistata grazie ad Hart Wingo, talento nero con alle spalle una discreta carriera in NBA. La Coppa rimane a Cantù anche l'anno successivo, con il nuovo sponsor Gabetti e, in campo, l'estroso americano "Crazy Horse" Neumann.

È un periodo magico per la Pallacanestro Cantù, che inanella una serie di trionfi in Europa e diventa una delle formazioni più temute ed ammirate di tutto il continente. Anni ricchi di successi, accompagnati dallo sponsor Squibb, che culminano nello scudetto 1980-81. In panchina siede Valerio Bianchini, mentre in campo, oltre al capitano Marzorati e agli americani Flowers e Boswell, esalta il pubblico brianzolo il nuovo talento scoperto da Cantù: il bomber di Rovagnate Antonello Riva.

Ma le soddisfazioni più grandi la Pallacanestro Cantù se le toglie, ancora una volta, in ambito continentale. A Colonia, nella primavera del 1982, la piccola Cantù sfida il Maccabi Tel Aviv, simbolo di un'intera nazione, e lo sconfigge per 86 ad 80, salendo sul trono d'Europa grazie al nuovo acquisto C.J. Kupec ed ai giovani Bosa, Cattini, Cappelletti, Bargna e Innocentin.

Il trionfo più bello e sentito dai tifosi arriva però l'anno successivo: la Ford Cantù di Giancarlo Primo batte a Grenoble i rivali storici del Billy Milano per 69-68 e si riconferma regina d'Europa. Nelle memoria della Pallacanestro Cantù restano anche i nomi dei due statunitensi di quell'anno: Jim Brewer e Wallace Bryant.

A questa grande soddisfazione segue qualche stagione di alti e bassi, con sponsor come Jolly Colombani, Arexons e Vismara, e americani come Dan Gay, Richard Anderson, Lorenzo Charles, Jeff Turner e Kent Benson. In Italia si arriva più volte vicini alla finale scudetto, senza mai raggiungerla, in Europa Cantù viene sconfitta, nell'atto conclusivo della coppa Korac del 1989, dal Partizan Belgrado di Vlade Divac.

Gli anni Novanta: l'ultimo trionfo europeo e la retrocessione[modifica | modifica sorgente]

Per tornare a sollevare una Coppa bisogna attendere sino al 1991, quando, con Frates in panchina e Pace Mannion in campo (dopo l'addio di Riva, passato ai rivali di Milano), la Clear conquista la Coppa Korac battendo nella doppia finale il Real Madrid, ultimo successo della leggenda Pierluigi Marzorati. L'annata successiva è entusiasmante, Cantù, allenata ancora da Frates e con Mannion e Caldwell come stranieri, arriva terza in campionato qualificandosi per la Coppa dei Campioni, diventata nel frattempo Eurolega.

La squadra, allenata inizialmente da Diàz-Miguel, va male in campionato, soprattutto per una serie di scelte sbagliate e per una girandola di stranieri: da Craig Hodges a Ricky Winslow, da Geert Hammink a Michael Curry. L'annata finisce con la retrocessione in serie A2 e con l'addio al basket, dopo 40 di esperienza al vertice, della famiglia Allievi, che cede la proprietà a Franco Polti.

Dopo due anni di purgatorio nella seconda categoria, Cantù riconquista a suon di vittorie la serie A al termine della stagione 1995-96. L'anno del ritorno in A1, con Dado Lombardi in panchina e il confermatissimo Thurl Bailey in mezzo all'area, è molto positivo. Cantù arriva ottava in campionato ma, soprattutto, si qualifica per la finale di Coppa Italia, perdendo contro la Virtus Bologna.

L'era Corrado e la prima Supercoppa Italiana[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999 si registra un nuovo cambio di proprietà: Francesco Corrado acquista la società evitando che Cantù perda la pallacanestro e si assume il compito di riportare la città brianzola ai massimi livelli del basket tricolore.

La prima stagione è funestata da una terribile tragedia: Enrico Ravaglia, ventitreenne di belle speranze che stava rinascendo in maglia biancoblù dopo stagioni rovinate da un brutto infortunio, muore in un incidente stradale. La squadra di Franco Ciani reagisce sul campo, conquistando la salvezza anche grazie all'apporto di Antonello Riva, che diventa il miglior marcatore del campionato italiano.

Il 2000-01 inizia con una serie di sconfitte che portano all'esonero di Ciani e alla promozione di Stefano Sacripanti, allenatore cresciuto nel settore giovanile canturino, già vincitore di tre titoli giovanili. La squadra, sponsorizzata dalla Poliform, raggiunge un'insperata salvezza grazie anche agli innesti in corsa di Matt Santangelo e Marcelo Damião.

L'anno successivo, approfittando del cambio dei regolamenti, Cantù punta su un folto gruppo di americani. Grazie a Jerry McCullough, Bootsy Thornton, Sam Hines, Shaun Stonerook, Todd Lindeman e Ryan Hoover, la Oregon Scientific ritorna nelle alte sfere della pallacanestro italiana, ottenendo la quarta posizione in campionato valida per un posto in Eurolega. Corrado è però costretto ad una scelta difficile, rinuncia all'Europa (lasciando il posto alla Montepaschi Siena) per mantenere quello spettacolare gruppo di americani che aveva fatto innamorare il Pianella, convertitosi nell'occasione in Palaoregon.

Nella stagione successiva i biancoblù conquistano la finale di Coppa Italia, perdendo solo in volata contro la Benetton. La rivincita arriva il 27 settembre 2003: Cantù sconfigge a Treviso i padroni di casa della Benetton e si aggiudica la sua prima Supercoppa Italiana, riportando un trofeo in Brianza dodici anni dopo la coppa Korac. La compagine brianzola torna anche a calcare i palcoscenici europei. Nel 2004-05 partecipa all'Uleb Cup, nel 2005-06 all'Eurocup, sempre abbinata al marchio dello sponsor Vertical Vision.

Nel 2007 Francesco Corrado diventa Presidente della Lega Basket. A capo della Pallacanestro Cantù viene nominato il figlio Alessandro, che diventa l'ottavo presidente della storia biancoblù. Un cambio avviene anche in panchina. Dopo sei anni da capo allenatore Sacripanti lascia la panchina brianzola e passa a Pesaro. Il suo posto viene preso dal coach imolese Luca Dalmonte.

Gli ultimi anni: nuovo passaggio di proprietà e ritorno ai vertici[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate 2008 la Pallacanestro Cantù cambia nuovamente proprietà, pur mantenendo Corrado come Presidente. Il gruppo NGC, di proprietà della famiglia Cremascoli, guidato dal fondatore Eugenio con i figli Paolo ed Anna, diventa socio di maggioranza, con l'obiettivo di tornare a scrivere pagine piene di successi.

Nell'estate 2009 Luca Dalmonte lascia la panchina brianzola dopo due stagioni in biancoblù e lo sostituisce il giovane coach Andrea Trinchieri, che raggiunge subito le Final Eight di Coppa Italia.

Al termine di un'annata esaltante, chiusa con il quarto posto in regular season, la NGC Medical Cantù conquista, a distanza di sette anni dall'ultima volta, la semifinale scudetto contro la Montepaschi Siena al termine di un'appassionante serie di quarti di finale contro la Virtus Bologna (3-2), e il diritto di tornare in Europa, grazie alla qualificazione in Eurocup.

La stagione successiva per la società bianco-blu, che si presenta al via con il nuovo abbinamento Bennet, è ancora più strepitosa. La formazione guidata da coach Andrea Trinchieri, che può contare sulla conferma di molti atleti dell'anno precedente come capitan Nicolás Mazzarino, Manuchar Mark'oishvili, Maarten Leunen e Vladimir Micov, raggiunge infatti sia la finale di Coppa Italia, sia, dopo 30 anni di assenza, la finale scudetto. In entrambi i casi i bianco-blu si arrendono alla Montepaschi Siena, ma questi risultati riportano Cantù ai massimi livelli in Italia e in Europa, visto che la Bennet acquisisce il diritto di giocare l'Eurolega a distanza di 18 anni dall'ultima apparizione.

Nel settembre del 2011 si registra un cambiamento anche ai vertici societari: numero uno della società diviene Anna Cremascoli, prima donna presidente non solo della Pallacanestro Cantù, ma dell'intero basket italiano di serie A.

La stagione della Bennet si caratterizza per il ritorno sui massimi palcoscenici continentali dove la formazione di Andrea Trinchieri rispolvera la grandiosa tradizione europea dei bianco-blu qualificandosi alla Top 16 di Eurolega e mancando solo per la differenza canestri l'accesso ai playoff. Le gare di Eurolega vengono disputate al PalaDesio di Desio (MB). Cantù perde invece per un soffio la Supercoppa Italiana (73-70) e viene anche sconfitta in finale di Coppa Italia sempre dalla Montepaschi Siena. Il cammino in campionato dei bianco-blu si interrompe invece nei quarti di finale dei playoff per mano della Scavolini Pesaro.

La stagione successiva inizia nel migliore dei modi: la Pallacanestro Cantù, con la fortunata denominazione Mapooro, azienda del gruppo NGC che produce integratori, conquista la Supercoppa Italiana ai danni degli eterni rivali della Montepaschi Siena regalando il primo trofeo della proprietà Cremascoli. L'MVP della gara è Manuchar Mark'oishvili. I ragazzi di coach Andrea Trinchieri si guadagnano anche l'accesso all'Eurolega per la seconda stagione consecutiva vincendo i Qualifying Rounds organizzati al PalaDesio.

La stagione procede positivamente per la Pallacanestro Cantù che, pur battendo al Paladesio armate del calibro di Fenerbahçe Ülker e Real Madrid, viene eliminata dalla Regular Season di Eurolega a causa dell'ultima sfortunata sconfitta di Istanbul. A fine del mese di gennaio la società deve, a malincuore, privarsi di Manuchar Mark'oishvili che riceve un'offerta irrinunciabile da parte del Galatasaray poi vincitore del campionato turco. La squadra, dopo un iniziale periodo di difficoltà, disputa degli ottimi playoff, grazie anche all'inserimento del playmaker Joe Ragland e, eliminando il Banco di Sardegna Sassari, conquista per la terza volta in quattro anni l'accesso alla semifinale scudetto. La formazione di coach Trinchieri, sponsorizzata Lenovo, non riesce però ad accedere alla finale venendo sconfitta in gara 7 dall'Acea Roma.

L'estate è all'insegna di altri grandi cambiamenti. In panchina torna infatti Stefano "Pino" Sacripanti che sostituisce Andrea Trinchieri volato alla volta di Kazan mentre diventa Direttore Sportivo, al posto di Bruno Arrigoni, il canturino Daniele Della Fiori, che ricopriva precedentemente il ruolo di team manager della società. Novità arrivano anche dal fronte sponsor con Acqua Vitasnella che diventa main sponsor della Pallacanestro Cantù. La stagione è decisamente positiva per i biancoblu che rimangono sempre nelle prime posizioni in classifica, raggiungono le Final 8 di Coppa Italia, le Last 32 di Eurocup e si qualificano ai playoff mantenendo l'imbattibilità casalinga per l'intera Regular Season. Purtroppo però l'Acqua Vitasnella non riesce a superare i quarti di finale dei playoff venendo eliminata, come nell'annata precedente, dall'Acea Roma.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria della Pallacanestro Cantù

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Semifinali di Coppa Italia.
Semifinali di Coppa Italia.
Vince la Coppa Korać (1º titolo).
Terzo posto in Coppa Italia.
Vince la Coppa Korać (2º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Vince la Coppa Korać (3º titolo).
Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo).
Semifinali di Coppa dei Campioni.
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (2º titolo).
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (3º titolo).
Finale di Coppa delle Coppe.

Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (4º titolo).
Icona Euroleague.png Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).
Vince la Coppa Intercontinentale (2º titolo).
Icona Euroleague.png Vince la Coppa dei Campioni (2º titolo).
Finale di Coppa Intercontinentale.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinali di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finale di Coppa Korac.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Vince la Coppa Korać (4º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

4ª nel girone H della fase a gironi di Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finale di Coppa Italia.
Supercoppa di pallacanestro.svg Vince la Supercoppa Italiana (1º titolo).
Semifinali di Coppa Italia.
Semifinali di Coppa Italia.
Regular season di ULEB Cup.
Seconda fase di FIBA EuroCup.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Finale di Coppa Italia.
Regular Season di Eurocup.
Finale di Supercoppa Italiana.
Finale di Coppa Italia.
Top 16 di Eurolega.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Supercoppa di pallacanestro.svg Vince la Supercoppa Italiana (2º titolo).
Regular season di Eurolega.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Last 32 di Eurocup.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1967-1968, 1974-1975, 1980-1981
2003, 2012

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

1981-1982, 1982-1983
1976-1977, 1977-1978, 1978-1979, 1980-1981
1972-1973, 1973-1974, 1974-1975, 1990-1991
1975, 1982

Competizioni giovanili[modifica | modifica sorgente]

1967-1968, 1968-1969, 1970-1971, 1993-1994
1968-1969, 1972-1973, 1973-1974, 1980-1981, 1982-1983, 1983-1984
1979-1980, 1980-1981, 1986-1987, 1995-1996, 1996-1997

Riconoscimenti individuali[modifica | modifica sorgente]

Miglior allenatore

Italia Stefano Sacripanti: 1 (2001-2002)
Italia Andrea Trinchieri: 2 (2009-2010, 2010-2011)

MVP Supercoppa Italiana

Stati Uniti Nate Johnson: 1 (2003)
Georgia Manuchar Mark'oishvili: 1 (2012)

Finali disputate[modifica | modifica sorgente]

Campionato Italiano[modifica | modifica sorgente]

Coppa Italia[modifica | modifica sorgente]

Supercoppa Italiana[modifica | modifica sorgente]

Coppa delle Coppe[modifica | modifica sorgente]

Coppa Korać[modifica | modifica sorgente]

Coppa Intercontinentale[modifica | modifica sorgente]

  • 1983 vs Obras Sanitarias

Roster attuale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pallacanestro Cantù 2013-2014.
  Naz.   Ruolo Nome Anno Alt. Peso  
1 Stati Uniti PG Darius Johnson-Odom 1989 188 98
4 Stati Uniti Rep. Dominicana G James Feldeine 1987 193 86
5 Italia AP Awudu Abass 1993 198 100
8 Italia P Giacomo Bloise 1990 183 78
9 Italia PG Marco Laganà 1993 198 80
18 Stati Uniti AP DeQuan Jones 1990 203 100
22 Stati Uniti Ungheria AG Damian Hollis 1988 203 103
25 Croazia AG Ivan Buva 1991 208
30 Italia PG Stefano Gentile 1989 191 90
31 Stati Uniti Bulgaria C Eric Williams 1984 207 128
Senegal C Cheikh Mbodj 1987 208 107
Italia A Giacomo Maspero 1992 202 94

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Allenatore: Stefano Sacripanti

Vice-allenatore: Massimiliano Oldoini

Assistente: Nicola Brienza

Direttore sportivo: Daniele Della Fiori

Impianti di gioco[modifica | modifica sorgente]

La Pallacanestro Cantù disputa le sue partite dal 1975 all'interno del Palasport Pianella, situato su un colle di Cucciago, comune limitrofo a Cantù. In precedenza le partite casalinghe venivano disputate nel Palazzetto Parini, situato nel centro di Cantù, che nei primi anni di vita della squadra era addirittura scoperto. Nel 1975 il Palasport Pianella risultava essere l'impianto più all'avanguardia in Europa e vi furono disputate parecchie competizioni internazionali. Visto l'exploit di risultati della stagione 2010-2011, la società si è vista costretta ad omologare il campo del PalaDesio di Desio come sede ufficiale per l'Eurolega, data l'inagibilità del Palasport Pianella per questioni di capienza e standard qualitativi.

Cestisti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti della Pallacanestro Cantù.

Maglie ritirate[modifica | modifica sorgente]

Maglia14cantù.png

Pierluigi
Marzorati

1991
Maglia6cantù.png

Enrico
Ravaglia

1999

Allenatori e Presidenti[modifica | modifica sorgente]

Logo Pallacanestro Cantu.png
Gli allenatori biancoblu
Logo Pallacanestro Cantu.png
I presidenti biancoblu
  • 1945-1956 Italia Luigi Molteni
  • 1956-1958 Italia Ettore Casella
  • 1958-1960 Italia Aldo Allievi
  • 1960-1967 Italia Ettore Casella
  • 1967-1969 Italia Erminio Casella
  • 1969-1995 Italia Aldo Allievi
  • 1995-1999 Italia Franco Polti
  • 1999-2007 Italia Francesco Corrado
  • 2007-2011 Italia Alessandro Corrado
  • 2011-oggi Italia Anna Cremascoli


Denominazioni e sponsorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Logo Pallacanestro Cantu.png
Denominazioni e sponsorizzazioni
  • 1936-1945: O.N.D. Cantù
  • 1945-1951: A.P. Cantù
  • 1951-1955: Milenka
  • 1955-1956: Mobili Cantù
  • 1956-1958: Oransoda
  • 1958-1965: Fonte Levissima
  • 1965-1969: Oransoda
  • 1969-1970: A.P. Cantù
  • 1970-1977: Forst
  • 1977-1980: Gabetti
  • 1980-1982: Squibb
  • 1982-1983: Ford
  • 1983-1985: Jolly Colombani
  • 1985-1988: Arexons
  • 1988-1989: Wiwa Vismara
  • 1989-1990: Vismara
  • 1990-1994: Clear
  • 1994-1999: Polti
  • 1999-2000: Canturina Servizi
  • 2000-2001: Poliform
  • 2001-2004: Oregon Scientific
  • 2004-2006: Vertical Vision
  • 2006-2008: Tisettanta
  • 2008-2010: NGC Medical
  • 2010-2012: Bennet
  • 2012-2013: Lenovo (campionato) - Mapooro (Eurolega e Supercoppa Italiana)
  • 2013-2014: Acqua Vitasnella (campionato) - FoxTown (Eurocup)


Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Coreografia degli Eagles in occasione dei settant'anni della Pallacanestro Cantù

Da sempre la squadra canturina ha un buon seguito, considerando anche il suo bacino d'utenza molto limitato rispetto alle altre metropoli del basket italiano. Tra il 1989 e il 1990 venne deciso di dar vita ad un gruppo organizzato per il tifo nel Pianella e venne deciso come nome Eagles, le aquile della curva, scartando le proposte Onda d'Urto e Sturm und drang[4]. Il tifo organizzato garantisce uno spettacolo unico in tutte le partite casalinghe della squadra, che segue anche in trasferta su tutti i campi. Sono tra i gruppi ultras della pallacanestro più attivi in Italia e si distinguono per la passione e il calore con cui sostengono sempre la squadra, coinvolgendo anche il pubblico del Pianella che diventa così il "sesto uomo" in campo. Gli Eagles possiedono anche uno spazio all'interno del palazzetto per la vendita del proprio materiale.

Le presenze all'interno del Palasport Pianella raggiungono l'apice in occasione dei derby contro l'Olimpia Milano e la Pallacanestro Varese, oppure nelle sfide contro le rivali storiche come la Virtus Bologna e, ultimamente, la Montepaschi Siena.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bennet Cantu': i progetti di Anna Cremascoli, presidente in prima linea
  2. ^ È morto Aldo Allievi, Con lui Cantù fu regina d'Europa - La Gazzetta dello Sport
  3. ^ Il campo in questione è quello, ancora presente, all'interno dell'Istituto Scolastico Cardinal Ferrari, in pieno centro a Cantù
  4. ^ Cantù, alla festa degli Eagles il coach cucina le salamelle - cantù - mariano - La Provincia di Como - Notizie di Como e Provincia

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]