Pallacanestro Trieste 2004

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Pallacanestro Trieste 2004
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Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali 600px Bianco Rosso e Bianco.png Bianco-Rosso
Dati societari
Città Trieste
Paese Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Campionato Serie A2 Gold
Fondazione 1863
Rifondazione 1975
Rifondazione 2004
Denominazione Società Ginnastica Triestina (1863-1975)
Pallacanestro Trieste (1975-2004)
Pallacanestro Trieste 2004 (2004-attuale)
Presidente Italia Mario Ghiacci
General manager Italia Dario Bocchini
Allenatore Italia Eugenio Dalmasson
Palazzetto PalaTrieste
(6.943 posti)
Sito web www.pallacanestrotrieste2004.it
Palmarès
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Scudetti 5

La Pallacanestro Trieste 2004 è la principale società di pallacanestro maschile di Trieste, erede della storica Pallacanestro Trieste fallita nel 2004.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

La prima società di basket con il nome di Pallacanestro Trieste viene fondata nel 1975 in una città dall'alta cultura sportiva e storica per il basket italiano. Negli anni '30-'40 la Società Ginnastica Triestina (SGT) ha infatti conquistato 5 titoli nazionali, e Trieste è tuttora la città che ha dato il maggior numero di giocatori alla nazionale azzurra.

La parabola della SGT ai massimi livelli si conclude definitivamente nella stagione 1974-75, quando, sponsorizzata Lloyd Adriatico, disputa il primissimo campionato di A2 con in campo nove dilettanti e un unico professionista, l'americano Steve Brooks. A quel punto lo sponsor abbandona e la Ginnastica si prepara a fare altrettanto. Di fronte al rischio di scomparire dal basket di vertice, diversi cittadini decidono di creare una nuova società, che eredita i diritti all'A2.

Il primo campionato è travagliato, di fatto è cambiato poco rispetto all'anno precedente, ora l'americano si chiama Butch Taylor ma per il resto sono ancora tempi pioneristici. La squadra, dopo un inizio promettente, infila una serie negativa che la porta a giocarsi la salvezza in un drammatico spareggio contro la Pinti Inox Brescia di Charlie Yelverton. Una retrocessione, dopo un solo anno di esistenza e con una struttura societaria ancora fragile, potrebbe avere conseguenze gravissime, ma Trieste vince 60-57 e rimane in serie A.

L'era Hurlingham[modifica | modifica sorgente]

Nel 1976-77 si registrano due importanti novità: l'ingaggio in panchina di Gianfranco Lombardi, detto "Dado", in passato grande giocatore e miglior marcatore della serie A, e l'arrivo di un solido sponsor, la linea di profumeria Hurlingham. Il roster è rinforzato con l'acquisto del playmaker Angelo Baiguera e del centro americano Ron De Vries. La squadra chiude la prima fase (regular season) all'ottavo posto, con 10 vittorie e 12 sconfitte. Nel successivo girone di classificazione (una specie di playout ante litteram, ma con possibile retrocessione in serie B), vince 5 gare e ne perde 9.

L'anno successivo, dopo la partenza di Lombardi, la squadra viene affidata al giovane Alberto Petazzi, mentre al confermato De Vries si affianca l'oriundo Bill Paterno. Dopo una regular season dignitosa, una serie negativa culminata nella sconfitta di Genova nel girone di classificazione costa la panchina a Petazzi. La società richiama Lombardi, ma il regolamento della Lega vieta al coach livornese, che poco prima era stato esonerato da Forlì, di sedere in panchina durante le partite. La salvezza arriva a fatica solo all'ultima giornata, a spese della Gis Napoli.

Nell'autunno 1978 approda in casa Hurlingham un giocatore destinato a fare epoca e a restare nel cuore dei tifosi: Rich Laurel. Agile mancino dal tiro micidiale, rimarrà a Trieste per tre stagioni viaggiando a medie di realizzazione altissime. Con al suo fianco il solido centro Larry Boston, Laurel trascina la squadra, che disputa un buon campionato concluso all'ottavo posto con 26 punti e il bilancio vinte/perse in pareggio. A un certo punto si fa anche un pensierino a puntare alla promozione, ma il quarto posto rimane un miraggio. All'ultima giornata del campionato 1978-79, contro la Juve Caserta, l'Hurlingham segna 117 punti, tuttora record assoluto della Pall. Trieste in un campionato di serie A.

La promozione nella massima divisione arriva l'anno successivo, a conclusione di un'ottima stagione. Lasciato libero Boston, che aveva manifestato qualche problema di comportamento, la società mette a segno un colpo di mercato ingaggiando Jim McDaniels, pivot di classe già protagonista alcune stagioni prima in maglia Snaidero Udine. Però nel precampionato il giocatore è vittima di un grave infortunio che di fatto ne conclude la carriera, e l'Hurlingham è costretta a correre ai ripari. In breve tempo viene reperito un sostituto, che si rivelerà un jolly vincente: James Bradley. Il campionato 1979-80 si conclude con l'Hurlingham al primo posto, a pari punti con Pagnossin Gorizia, Mercury Bologna e Banco Roma. Solo la differenza canestri priva i neroverdi triestini della possibilità di giocare i playoff scudetto.

Conquistata la serie A1, la dirigenza cerca di rinforzare la rosa, ma incappa in una campagna acquisti destinata a rivelarsi fallimentare. Dopo aver ingaggiato l'italo-american-messicano Carlos Mina, che farà un campionato deludente, si cerca in particolare un centro di grido per sostituire Bradley, ritenuto inadeguato a tenere il campo contro i pivot del massimo campionato. Dopo aver invano inseguito Abdul Jeelani, l'Hurlingham rischia tutto puntando su Marvin Barnes, giocatore dal passato burrascoso. Dotato di grandissimo talento e di mezzi fisici impressionanti, Barnes ha fatto grandi cose nella American Basketball Association (ABA) per poi sprofondare nell'inferno della droga e del crimine. Nella NBA non ne vogliono più sapere, Trieste decide di dargli una chance ma perde la scommessa. Appesantito e svogliato, Barnes fa vedere pochi sprazzi del gioco stratosferico di cui è stato capace in passato, e si fa notare soprattutto per le sue "imprese" lontano dai parquet. Dopo sole 7 partite arriva il taglio, inevitabile, e la sostituzione con il giovane Dave Lawrence. La squadra accusa il colpo, paga anche una certa inesperienza perdendo molte partite per pochissimi punti, e a fine stagione retrocede in A2. A parziale consolazione, riesce a piazzare Laurel al secondo posto della classifica dei marcatori, con 24 punti di media, alle spalle del solo Bob Morse. Ma la parentesi triestina del tiratore di Philadelphia è giunta al termine: coinvolto assieme ad alcuni compagni in un giro di festini hard e droga, che causa alla società un grave danno di immagine, deve lasciare l'Hurlingham e la città. Ancora oggi viene ricordato dalla tifoseria.

Di nuovo in A1[modifica | modifica sorgente]

Dopo tanti problemi, abbandonata anche dallo sponsor storico, la dirigenza si trova a dover ricostruire la squadra per puntare a un pronto ritorno in A1. Persa la stella Laurel, la società vede partire anche Baiguera, che lascia il basket. Su quanto rimane del nucleo storico (Roberto Ritossa, Gino Meneghel, Claudio Scolini e il giovane Alberto Tonut) innesta allora due ottimi rinforzi provenienti da Bologna: il playmaker Piero Valenti e l'ala Gianni Bertolotti. Dal Real Madrid arriva l'americano Jim Abromaitis, mentre la solita difficile ricerca di un centro di peso porta all'ingaggio del massiccio John Campbell, gregario degli Harlem Globetrotters. Nelle prime fasi della stagione la squadra (ora sponsorizzata Oece) ha un rendimento altalenante: trova in Bertolotti un nuovo trascinatore ma risente delle performance a corrente alternata dei due americani. È soprattutto Campbell a mostrare tutti i suoi limiti tecnici, pur riuscendo a realizzare 30 punti (frutto di innumerevoli schiacciate) nella partita contro la Sacramora Rimini. Per il resto è un fiasco, e a novembre lascia il posto al ben più efficace Wayne Robinson, ala-pivot proveniente dai Detroit Pistons. La squadra si riprende ma chiude la regular season con 26 punti, a metà classifica, ben lontana dalle prime posizioni. Resta però da giocare la "fase ad orologio", escogitata per rendere un po' più lungo un campionato a 14 squadre, e l'Oece ha la fortuna di arrivarci in un ottimo stato di forma e con la mentalità giusta. Così, dopo una stagione di alti e bassi, riesce a vincere tutte e sei le gare della seconda fase agguantando il quinto posto che dà diritto allo spareggio con la terz'ultima di A1, la Recoaro Forlì. I triestini passano di misura fuori casa e una settimana dopo suggellano un finale di stagione straordinario battendo la Recoaro per 74-68 e conquistando la promozione.

Ritrovata la massima serie, la Pallacanestro Trieste opera un'altra mezza rivoluzione. Il primo ad andarsene è coach Lombardi, artefice di due promozioni e per molti versi anima della società. È davvero la fine di un ciclo. Cambia ancora lo sponsor: all'Oece si sostituisce la Bic, multinazionale francese. Sul fronte della squadra si rinuncia a capitan Meneghel, si cede Ritossa a Udine in cambio di Carlo Fabbricatore e si saluta il pur valido Abromaitis. Al suo posto si cerca, ancora una volta, un centro di buon livello, con l'idea di ottenere di più dal confermato Robinson spostandolo all'ala forte. In estate arriva allora Coby Dietrick, veterano con alle spalle 13 stagioni da professionista. In panchina, per la prima volta, un tecnico straniero, Rudy D'Amico, che con un roster ridotto all'osso riuscirà a far vedere un bel basket. Già dalle prime giornate si capisce però che qualcosa non va. Dietrick è un buon giocatore, esperto e dotato di ottima tecnica, ma non è un "crack". In una squadra con più talento riuscirebbe probabilmente a rendersi utile, come fa John Gianelli a Milano, ma Trieste ha bisogno di una stella, non di un uomo-squadra. Così, per la terza stagione consecutiva, cambia in corsa uno dei due stranieri, tagliando Dietrick per il più giovane, atletico e spettacolare Mike Harper. L'avvicendamento dà i frutti sperati, e a fine campionato la squadra conquista la salvezza.

Nel 1984 la società venne acquistata dal magnate del tessile Giuseppe Stefanel. Al momento dell'acquisto la società militava nella seconda serie nazionale (A2) ma il presidente intendeva farne una squadra da scudetto. Le prime mosse furono l'acquisto di un nuovo capo allenatore il bosniaco Bogdan Tanjević. Il primo anno delle gestione Stefanel, tuttavia, terminò con la retrocessione in serie B1.

La doppia promozione[modifica | modifica sorgente]

Dejan Bodiroga, qui con la maglia di Roma

Tanjević dopo aver accettato di rimanere ancora alla guida della squadra impose alla società la linea dei giovani. In quell'estate arrivarono a Trieste tutti i migliori giovani italiani e jugoslavi disponibili sulla piazza della pallacanestro europea. Ci stiamo riferendo a giocatori del calibro di Dejan Bodiroga, Gregor Fučka, Alessandro De Pol, Davide Cantarello, Claudio Pilutti.

Con questo gruppo storico la squadra egregiamente guidata da Tanjević fu ottenere due promozioni di fila e tornare in serie A1 nell'anno 1990. Quell'anno la società si riadattò facilmente al clima competitivo della serie A1 senza difficoltà nonostante i pochi acquisti. Trieste poteva contare su un gruppo storico fortissimo e giovanissimo, per fare un esempio Bodiroga aveva solamente 16 anni quando esordì in A1. Con l'arrivo di Dino Meneghin e Sylvester Gray la società puntò decisamente al titolo.

La Serie A1[modifica | modifica sorgente]

La stagione migliore per Trieste fu il 1993-94. Al gruppo già citato si aggiunsero Ferdinando Gentile e Lemone Lampley. In quella stagione la Stefanel Trieste collezionò un secondo posto in coppa Korac e fu in grado di raggiungere la semifinale scudetto contro la Scavolini Pesaro.

Quella serie di semifinale (si giocava al meglio delle 3 gare) è tuttora ricordata come una delle più equilibrate. Si affrontavano due quadre completissime, da una parte Walter Magnifico e Carlton Myers dall'altra la Stefanel Trieste che presentava questo quintetto iniziale: playmaker Bodiroga (4), guardia Gentile (5), ala piccola e capitano Pilutti (6), ala forte Fucka (7), centro Lamplay (13).

La serie cominciò a Pesaro dove i triestini riuscirono a vincere ai supplementari e continuò a Trieste, dove la Stefanel fallì l'impresa di chiudere la serie; in particolare Fucka scivolò negli istanti finali del tempo regolamentare consentendo il canestro del pari a Pesaro e la vittoria della Scavolini nei supplementari. La gara 3 decisiva si giocò a Pesaro, il tutto esaurito fece da splendida cornice ad una partita passata forse nella storia. Ferdinando Gentile fallì il tiro libero a tempo scaduto che avrebbe consentito a Trieste di passare in finale, e, ancora una volta ai supplementari, Pesaro si impose. In questa semifinale si affrontarono due giocatori giovanissimi e maturi come Myers e Bodiroga. Fu il primo a vincere la sfida ed a condurre la sua squadra in finale (poi persa contro la Bukler Virtus Bologna di Danilovic).

La partenza di Stefanel[modifica | modifica sorgente]

Quella splendida partita e le discordie con la giunta comunale sulla costruzione del nuovo palazzetto dello sport spinsero Stefanel a lasciare Trieste con tutti i giocatori per acquistare l'Olimpia Milano. Lo stesso gruppo di giocatori che militava nella pallacanestro Trieste fu in grado di vincer lo scudetto del 1995/96.

Alla Stefanel subentrò un nuovo gruppo dirigente presieduto dal sindaco della città Riccardo Illy. Fu proprio la società del sindaco a salvare la Pallacanestro dalla crisi economica con una sponsorizzazione della sua società, la Illycaffè. nonostante tutti gli sforzi per salvarsi anche in campo la società retrocesse in A2.

Gli ultimi anni in A1[modifica | modifica sorgente]

Si ricominciò a costruire per il ritorno in A1. Tutto ruotò attorno alla coppia di stranieri composta da Michael Williams e da Teoman Alibegović. Con questi due talenti la società tornò in serie A1 e cercò di rilanciarsi.

Dopo alcune buone stagioni, che permisero anche la partecipazione alla Coppa Korać (ottenuta anche grazie a giocatori come il compianto Conrad McRae o l'emergente gioiellino Samuele Podestà, arrivato alla fine del 1999 da Livorno) la società fu costretta ad indebitarsi nel 2001 per permettere alla squadra di salvarsi. La formazione di quell'anno, guidata inizialmente da Luca Banchi prima del ritorno di Cesare Pancotto fu costruita male e, lacerata da forti dissidi interni (sfociati anche in una rissa), riuscì a salversi solamente grazie all'acquisto di Dante Calabria e Milan Gurović. Due acquisti di altissimo livello che, però, furono alla base dell'indebitamento della società e dei problemi finanziari degli anni successivi.

Con una gestione alquanto parsimoniosa dettata dal presidente Roberto Cosolini la squadra rimase in serie A1 (nonostante per due anni di fila risultò essere la squadra con il monte stipendi più basso di tutta la serie A1) anche se con grossissime difficoltà. Ancora una volta alla guida del team in quegli anni di magra, fu chiamato coach Pancotto affiancato al general manager Mario Ghiacci. Nonostante tutto la società non riuscì ad appianare i debiti. Finì tutto con l'annus horribilis 2003/2004. In quella stagione, la squadra, molto debole nel ruolo del pivot (Andrea Camata giocò al di sotto delle aspettative) ed in generale con difficoltà sull'asse play-pivot, riuscì a vincere solamente 10 gare in tutto il campionato (curiosamente le prime e le ultime 5). La stagione sportiva si concluse con un'attesa retrocessione in Legadue ed il fallimento con conseguente ripescaggio in B2.

La Pallacanestro Trieste 2004[modifica | modifica sorgente]

Dalle ceneri di quella squadra nacque la Pallacanetro Trieste 2004, attuale squadra di vertice a Trieste. Partita dalla Serie B2, viene subito promossa in B1. Nel 2005-06 l'Acegas Aps Trieste arriva quinta nel girone A di Serie B1 e si gioca la promozione in Legadue ai play-off, che però perde. Nel 2006-07, sponsorizzata ancora dall'Acegas, la squadra giunge al quattordicesimo posto nel girone A di Serie B1. Ai play-out, perde la serie per 2-1 contro Patti e retrocede in Serie B2. Nel 2007-8 la Pallacanestro Trieste 2004 partecipa al campionato di serie B2 (attuale serie B dilettanti) e lo inizia sotto la guida di un giovane ed ambizioso allenatore triestino Ferruccio Mengucci (reduce dalla positiva esperienza al Bor società della minoranza slovena militante in serie C1) il quale dopo sole sei giornate di campionato viene esonerato a causa del record negativo (1-5) e dei profondi dissapori con la presunta stella della squadra (il quarantunenne livornese Claudio Bonaccorsi). Al suo posto la società ingaggia l'esperto Piero Pasini, che non riesce a dare la svolta né a lottare mai per l'obbiettivo dichiarato ad inizio stagione, cioè la promozione in serie B1 (attuale serie A dilettanti) La stagione regolare è conclusa al 12º posto. A seguito di ciò la squadra partecipa ai play out per evitare di finire in serie C1 (attuale serie C dilettanti) e dopo aver perso la prima opportunità di salvarsi (0-2 contro la Nuova Pallacanestro Gorizia) riesce a sconfiggere la Fiorese Bassano 3-2 in una serie drammatica, che condanna i veneti alla retrocessione. In vista della stagione sportiva 2008-9 la Pallacanestro Trieste 2004 avvia una totale rifondazione azzerando i vertici tecnici e dirigenziali. Il progetto, di durata triennale e con l'obbiettivo di riportare la Pallacanestro Trieste in serie A, è affidato a Matteo Bonicciolli (Coach of the year serie A1 campionato 2007-8, vincitore della coppa Italia e qualificatosi all'Eurolega alla guida dell'Air Avellino) in qualità di plenipotenziario tecnico-dirigenziale ed organizzativo della società, Massimo Bernardi (allenatore prima squadra) e Stefano Comuzzo (responsabile settore giovanile).

Nella stagione 2008/2009 la pallacanestro Trieste, fu in grado di costruire una squadra equilibrata inserendo un buon numero di giovani Triestini che, fra i normali alti e bassi stagionali, si classificò al 3º posto della Serie B Dilettanti, qualificandosi così per i play-off, dove sconfisse prima Como e poi Trento. Il 28 maggio 2009 la Acegas Aps Trieste viene promossa in A Dilettanti dopo aver sconfitto Riva del Garda.

Per la stagione sportiva 2009-10 la squadra che Boniciolli ha ri-affidato al tecnico Bernardi è una squadra giovanissima: fatta eccezione per capitan Bocchini, l'età media dei giocatori è estremamente bassa.

Il 22 aprile 2011 ufficializza la presentazione della richiesta per la wild card per partecipare al campionato di sviluppo 2011-'12[1].

Il 14 giugno 2012 viene promossa in Legadue battendo la Pallacanestro Chieti.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria della Pallacanestro Trieste 2004




Prima fase di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
4ª nel girone B degli ottavi di finale di Coppa Italia.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Semifinali di Coppa Italia.
Semifinali di Coppa Italia.
4ª in Coppa Italia.
Finale di Coppa Korać.
Finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

2ª nel girone G della fase a gironi di Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 2002-2003 · 11ª in Serie A, ottavi di finale dei play-off scudetto.
  • 2003-2004 · 17ª in Serie A, Red Arrow Down.svg retrocessa in Legadue, Nuvola actions cancel.png non si iscrive alla stagione successiva per fallimento.
  • 2004 · Società rifondata come Pallacanestro Trieste 2004.
  • 2004-2005 · in Serie B2, Green Arrow Up.svg promossa in Serie B d'Eccellenza.
  • 2005-2006 · 5ª nel girone A di Serie B d'Eccellenza, quarti di finale dei play-off promozione.
  • 2006-2007 · 14ª nel girone A di Serie B d'Eccellenza, perde i play-out, Red Arrow Down.svg retrocessa in Serie B2.
  • 2007-2008 · 11ª nel girone B di Serie B2, vince i play-out.
  • 2008-2009 · 3ª nel girone A di Serie B Dilettanti, vince i play-off promozione, Green Arrow Up.svg promossa in Serie A Dilettanti.
  • 2009-2010 · 10ª nel girone A di Serie A Dilettanti.

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Sponsor ufficiali


Roster 2013/2014[modifica | modifica sorgente]

  Naz.   Ruolo Nome Anno Alt.   Note
4 Stati Uniti PG Ryan Hoover 1974 188 fino a gennaio 2014
5 Italia GA Massimiliano Fossati 1993 194
6 Italia A Giacomo Norbedo 1994 201
7 Italia G Stefano Tonut 1993 192
8 Stati Uniti A Will Harris 1986 198
9 Italia GA Daniele Mastrangelo 1991 189
10 Italia P Michele Ruzzier 1993 185
11 Italia GA Andrea Coronica 1993 188
12 Italia C Dane Diliegro 1988 205
13 Italia C Francesco Candussi 1994 211
14 Italia P Marco Carra 1980 185
15 Italia AC Emanuele Urbani 1993 203
18 Stati Uniti PG Brandon Wood 1989 189 da gennaio 2014

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

1930, 1932, 1934, 1939-40, 1940-41.

Finali disputate[modifica | modifica sorgente]

  • Coppa Italia

1995 - contro Benetton Pallacanestro Treviso

  • Coppa Korac

1994 - contro PAOK Salonicco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ufficio Stampa FIP, 2011-12. Le società che hanno richiesto la wild card in FIP, 22 aprile 2011. URL consultato il 24 aprile 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]