Alabarda

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Pallade armata di un'alabarda da parata

L'alabarda è un'arma bianca, classificata come tipo di ascia ma da combattimento, a punta, tagliente da entrambi i lati, montata su un'asta e munita nel punto di inserzione sull'asta di una corta scure, da una parte, e di una o più punte, dall'altra. Si differenzia dalla picca perché quest'ultima è priva della scure.

Usata in Cina (dove è chiamata Guan dao 關刀) da tempo immemorabile, fu introdotta in Europa intorno al 1300 dai Tedeschi e dagli Scandinavi.

Si può dire la "fusione" fra l'ascia e la picca. È un'arma versatile perché può uccidere per perforazione ma anche per taglio. Tuttavia è un'arma pesante e difficile da manovrare. Per far fronte a questi problemi, ma anche a questioni estetiche, viene progettata con una scure dalla lama molto sottile o che presenta aperture per ridurne il peso. Durante tutto il medioevo sono presenti molti tipi di alabarde, da quelle semplici a quelle con martelli, tridenti, palle provviste di borchie, mazzefrusto, ma anche torce, bandiere, statuette raffiguranti persone o animali, vessilli, per via estetica.

Indice

[modifica] Araldica

In araldica l'alabarda è simbolo di buona guardia e virtù guerriere ed è anche un'allegoria della famiglia che, forte e armata, vigila sul proprio avvenire.

È definita alabarda anche l'arma che compare nello stemma di Trieste. Per questo motivo i giocatori della Triestina sono spesso chiamati gli alabardati.

Naturalmente è un errore chiamare 'alabarda' l'arma che compare sullo stemma di Trieste. Si tratta di una corsesca che era l'arma di San Sergio uno dei patroni della città.

Ma non dimentichiamo nei cartoni animati degli anni '80 l'alabarda spaziale di Goldrake, frutto della fantasia di Go Nagai, che era formata da due semi aste con delle ASCE che si univano a formare un'asta tagliente da entrambe i lati grazie appunto alle due asce

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