UFO Robot Goldrake

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UFO Robot Goldrake
serie TV anime
Fotogramma tratto dalla sigla di coda.
Fotogramma tratto dalla sigla di coda.
Titolo orig. UFOロボグレンダイザー
(UFO Robo Gurendaizā)
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autore Gō Nagai
Regia
Sceneggiatura
Character design
Studio
Musiche Shunsuke Kikuchi
Rete Fuji TV
1ª TV 5 ottobre 1975 – 27 febbraio 1977
Episodi 74 (completa)
Aspect ratio 4:3
Durata ep. 24 min
Reti it. Rai 2, Televisioni locali
1ª TV it. 4 aprile 1978 – 6 gennaio 1980
Episodi it. 71 / 74 Completa al 96%.
Target shōnen
Genere mecha
Cronologia
  1. Grande Mazinga
  2. UFO Robot Goldrake
UFO Robot Goldrake
manga
Titolo orig. UFOロボグレンダイザー
(UFO Robo Gurendaizā)
Autore Gō Nagai
Disegni Gosaku Ota
Editore Kodansha
1ª edizione ottobre 1973 – giugno 1973
Collanaed. Monthly TV Magazine
Rilegatura brossurato
Editore it. d/visual
1ª edizione it. 30 novembre 2007
Periodicità it. irregolare
Volumi it. 4 (completa)
Formato it. 12,5 × 18 cm
Rilegatura it. brossurato con sovracoperta
Lettura it. originale (da destra a sinistra)
Target shōnen
Genere mecha
Cronologia
  1. Grande Mazinga
  2. UFO Robot Goldrake

UFO Robot Goldrake (UFOロボグレンダイザー UFO Robo Gurendaizā?) è un anime televisivo di 74 episodi, prodotto dalla Toei Animation dal 1975 al 1977, e basato su un soggetto di Gō Nagai, già autore dell'omonimo manga nel 1973. È stata la prima serie mecha giapponese importata in Italia, dove venne originariamente trasmessa con il nome di Atlas UFO Robot nell'ambito del programma Buonasera con... sulla Rete 2, dal 1978 al 1980 con 71 dei 74 episodi. Per dare un'idea del successo avuto all'epoca basti pensare che il 45 giri prodotto dalla Fonit Cetra con le sigle della prima serie, Ufo Robot/Shooting Star (firmate con lo pseudonimo Actarus), ottenne addirittura il disco d'oro, superando il milione di copie vendute.[1]

La serie ebbe successo anche in Francia e nel mondo arabo, soprattutto in Egitto e Arabia Saudita.

Generalità e cronologia[modifica | modifica sorgente]

UFO Robot Grendizer è una serie anime cosiddetta Super Robot, prodotta dalla Toei Animation e ideata da Gō Nagai sulla base del suo omonimo manga, con le musiche di Shunsuke Kikuchi ed il character design e le animazioni di Kazuo Komatsubara, sostituito da Shingo Araki a partire dall'episodio 49 (in realtà anche gli episodi 17, 20, 25, 29, 36, 40 e 44 sono già opera di Araki). I 74 episodi complessivi della serie furono trasmessi per la prima volta in Giappone dalla Fuji Television dal 5 ottobre 1975 al 27 febbraio 1977.

Il film pilota[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Uchū enban daisensō.

Nel 1975 Gō Nagai aveva collaborato alla realizzazione di Uchū enban daisensō (宇宙円盤大戦争? lett. La grande battaglia dei dischi spaziali), un mediometraggio di circa 30 minuti uscito nei cinema in Giappone. Questo divenne poi il film pilota per lo sviluppo della serie televisiva e, in seguito, dalla sua trama vennero tratti gli ultimi tre episodi della stessa.

La trilogia con Mazinga Z e Grande Mazinga[modifica | modifica sorgente]

Per sfruttare il successo di pubblico incontrato dalle due precedenti serie create da Gō Nagai e prodotte dalla Toei, Mazinga Z e Grande Mazinga, il personaggio di Koji Kabuto (del tutto assente nel film pilota) venne appositamente inserito nella trama della nuova serie come trait d'union. Anche lo stile del robot e le sue fattezze furono modificate proprio per essere più in linea con lo stile dei mecha delle due precedenti serie di Nagai, in modo da far sì che UFO Robot Grendizer formasse con esse una trilogia, anche se, a differenza delle serie di Mazinger, fu concepito subito come prodotto destinato anche ad un pubblico femminile (shōjo).[2]

Il ritorno: "Dynamic Superobot Wars", "Dynamic Heroes", "Grendizer Giga"[modifica | modifica sorgente]

Garla, un manga del 1976, era stato originariamente pensato da Go Nagai come seguito di Goldrake, ma la sua disputa nata con la Toei Animation per i suoi diritti su Gaiking ha fatto sì che restasse un esperimento a sé stante e incompiuto. Nel 2002, dopo molti anni dalla serie animata, Goldrake è stato ripreso, anche se solo sotto forma di manga, nel sesto capitolo del volume "Dynamic Superobot Wars" (pubblicato in Italia nel 2005), e poi nuovamente nel 2004 nel manga Dynamic Heroes, pubblicato in italia nel 2007 dalla D/books nella doppia versione con nomi originali giapponesi e nomi dell'edizione storica italiana trasmessa dalla Rai Rete due a partire dal 78. Nell'agosto del 2014 viene annunciato che già dal settembre dello stesso anno la rivista Champion RED inizierà a pubblicare Grendizer Giga, un manga remake di Goldrake.[3]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il protagonista della serie è il principe Duke Fleed, fuggito dopo una disperata resistenza a bordo di un avanzatissimo robot da battaglia, Goldrake (Grendizer) dal suo pianeta natale Fleed in seguito all'attacco delle truppe del perfido Re Vega. Le Forze di Vega infatti si propongono di sottomettere i pianeti invadendoli ed annettendoli al loro impero.

Giunto sulla Terra Duke Fleed viene trovato gravemente ferito dal dottor Procton (Genzo Umon), direttore dell'Istituto di ricerche spaziali, il quale lo accoglie e lo nasconde sotto le mentite spoglie di Actarus (Daisuke Umon), facendolo passare per il proprio figlio di ritorno da un lungo viaggio. Anche Goldrake con il suo disco spaziale (Spacer) viene nascosto all'interno dell'Istituto, nei cui sotterranei viene costruito una sorta di enorme hangar.

Circa otto anni dopo, continuando il loro progetto di invasione, anche le truppe di Vega giungono presso la Terra e, sotto la guida del comandante Hydargos (Blacky) e del feroce generale Gandal (che è un tutt'uno con la moglie, Lady Gandal, essendo questa la metà femminile dell'essere mostruoso che insieme formano: anche lei fa dunque parte dei nemici) stabiliscono la base Skullmoon sulla Luna. Actarus si troverà ad utilizzare nuovamente Goldrake per difendere il suo pianeta adottivo. Ad aiutarlo c'è il giovane Alcor (Koji Kabuto), il quale pilota un disco volante di sua progettazione e costruzione chiamato TFO. I due oppongono una agguerrita resistenza, anche se a malapena riescono a rintuzzare i continui assalti degli invasori di Vega, che ogni volta inviano uno o più mostri combattenti (inizialmente solo robot pilotabili al loro interno, poi anche animali trasformati in cyborg) insieme a pattuglie di minidischi.

Durante i periodi di tregua, Actarus vive e lavora come inserviente nella fattoria di Rigel (Danbei Makiba) e dei suoi due figli, Mizar (Goro Makiba) e Venusia (Hikaru Makiba), innamorata di lui e inizialmente all'oscuro, come chiunque, della sua reale identità, finché un giorno per salvarla da una caduta da un precipizio egli deve ricorrere alle sue capacità superiori e trasformarsi in Duke Fleed, rivelando il suo segreto. Le battaglie contro le flotte di Vega intanto proseguono fino a quando Hydargos, stanco delle molteplici sconfitte che ne minano il prestigio e l'autorità sotto la pressione di Gandal, progetta e mette in pratica un massiccio attacco al centro spaziale con l'utilizzo di ben tre mostri spaziali e centinaia di minidischi. Il comandante di Vega stavolta sembra avere la meglio; il disco di Alcor viene distrutto, Venusia viene ferita gravemente e il centro spaziale viene invaso dalle truppe di Vega. Nel frattempo i tre mostri danneggiano seriamente Goldrake e Actarus è costretto a nascondere il robot in una caverna e tornare a piedi al centro spaziale per prendere i pezzi di ricambio; quando vi arriva trova il centro sotto l'invasione dei nemici ma con coraggio e abilità riesce a raggiungere la stanza dove Venusia è ormai in fin di vita. La ragazza si salva solo con una trasfusione del sangue alieno di Actarus che si rivelerà essere universalmente compatibile e addirittura terapeutico, tanto da permetterle di riprendersi velocemente. Venusia riuscirà persino a liberare Alcor e Procton prigionieri e ad ingannare il comandante Hydargos, fingendo di condurlo da Goldrake ma in realtà portandolo a spasso, dando il tempo ad Actarus di riparare il robot danneggiato . Per vendicarsi il perfido veghiano getta la ragazza da un dirupo, ma ella viene presa al volo dalle possenti mani di Goldrake ed affidata ad Alcor sopraggiunto con la speciale moto, con tre ruote e tre posti, di Actarus. Questi sconfigge i due mostri rimasti in una memorabile battaglia e subito dopo, facendo fuoco con tutte le armi di Goldrake e dello Spacer si scontra con l'enorme ma goffa e fragile astronave madre, distruggendola. Mentre Gandal fugge terribilmente ustionato dalle fiamme, Hydargos rimane coraggiosamente a combattere spinto dal suo onore di comandante e dall'odio inestinguibile per Actarus. In alcuni bellissimi quadri still-frame si vede la sequenza in cui Goldrake irrompe con lo Spacer nell'astronave madre fino a raggiungere un terrorizzato Hydargos che pagherà con la vita la sua malvagità.

In seguito Venusia, che si rivelerà essere un'abile ginnasta e una tenace combattente, deciderà di combattere al suo fianco. Ciò sarà reso possibile dal programma di potenziamento di Goldrake messo a punto dal dottor Procton. In realtà il robot non riceverà nessun upgrade, non avrà nuove armi e le sue prestazioni rimarranno le stesse (del resto non esiste sulla terra il metallo con cui è costruito, il guren, da cui il nome giapponese Gurendizer), ma verranno costruiti dei veicoli di appoggio sullo stile del jet scrander di Mazinga Z e del Great Booster del Grande Mazinger. Così Venusia si vedrà assegnare il Delfino Spaziale (Marine Spacer), un mezzo in grado di far muovere agevolmente il Goldrake anche al di sotto della superficie dell'acqua, dopo che Alcor aveva già ricevuto un nuovo mezzo battezzato Goldrake 2 (Double Spacer, appare nell'episodio "Il terremoto misterioso"), grazie al quale Goldrake potrà volare più agilmente rispetto al proprio disco Spacer. Questi mezzi (oltre ad aumentare il merchandising della serie), permettono al robot di superare i suoi limiti strutturali quali l'incapacità di volare senza la sua astronave e di muoversi in acqua.

Dopo la morte di Hydargos, Gandal viene affiancato dal Ministro delle Scienze Zuril, proveniente da una stella alleata a Vega; un individuo decisamente audace (che non esita a scendere personalmente in campo, anche travestendosi) e di grande cultura scientifica, nonché abile stratega. Questi si contrapporrà spesso a Gandal (la cui parte femminile ha cambiato aspetto dopo i trattamenti cui si è sottoposta per curare le bruciature riportate nell'esplosione in cui era perito Hydargos) sicché i due finiranno sovente per contrastarsi anziché cooperare (emulando le lotte intestine che dividevano il Conte Blocken e il Barone Ashura in Mazinga Z, e i vari generali delle sette armate di Mikenes in Grande Mazinger), anche se non mancheranno di allearsi contro Dantus, un altro comandante di Vega che aveva quasi sconfitto Goldrake utilizzando un gigantesco gorilla-cyborg da lui costruito. In questa occasione vediamo che, come in tante altre serie robotiche, l'eroe della serie non è in realtà invincibile e che a volte si salva solo per la stoltezza del nemico, così come a volte è l'impulsività del pilota a metterlo in pericolo: in definitiva, non sempre vince il più forte e anche la fortuna ha una grossa parte.

Intanto ha fatto la sua entrata in scena Maria (Maria Grace Fleed), la sorella di Actarus, che appare nell'episodio nr 49 " fratelli di sangue". Anche lei era arrivata sulla Terra, salvata (ancora bambina) da un anziano abitante del pianeta Fleed che l'aveva allevata come fosse sua nipote. Costui morirà, ucciso accidentalmente da un disco di Vega. In punto di morte, egli rivelerà tutto a Maria implorandola di riprendersi la sua eredità, il Goldrake, e consegnandole l'emblema del suo lignaggio reale, un medaglione, una pistola a raggi e un pugnale. In seguito Maria, credendo di trovare in Actarus il suo acerrimo nemico, cerca di ucciderlo ma il suo pugnale riesce solo a lacerare la sua casacca e a far cadere un medaglione col simbolo del pianeta Fleed, uguale al suo che le svela la verità: i due sono fratello e sorella, eredi della famiglia reale di Fleed. Da questo momento anche Maria coadiuva il fratello in battaglia, e lo fa con un nuovo mezzo, la Trivella Spaziale (Drill Spacer), in grado di far penetrare il Goldrake sottoterra.

La lotta prosegue e le forze di Vega subiscono numerose sconfitte, mentre il loro impero comincia a dissolversi. La Stella Vega, contaminata dalle radiazioni del Vegatron, il minerale fonte di energia della sua civiltà, sta per diventare una stella morta e la Terra apparirà agli alieni come l'unica speranza per la sopravvivenza. Gli attacchi si faranno quindi sempre più decisi e disperati. Actarus e gli altri fronteggiano non solo con i propri mezzi, ma principalmente con il coraggio, la forza di gruppo e lo spirito di sacrificio, gli invasori che intanto sono sempre più impegnati in lotte interne per conquistarsi i favori del loro sovrano.

Intanto la guerra s'inasprisce, con molte vittime: Cain e Marcus, grandi amici d'infanzia di Maria e Actarus, e il giovane e coraggioso condottiero Fritz, figlio di Zuril. Queste morti susciteranno nell'una e nell'altra parte forti desideri di rivalsa.

Re Vega, nel tentativo di assicurarsi il buon esito della guerra, approfitta dell'amore che la figlia Rubina, ex promessa sposa di Actarus, dimostra per quest'ultimo, per cercare di attirarlo in una trappola. Actarus, catturato dal ministro Zuril (infatuato anch'egli di Rubina), l'accusa di averlo ingannato, ma la giovane principessa con un gesto estremo lo salva, finendo per morire fra le sue braccia. Morirà anche il ministro Zuril, folgorato dal raggio laser di Alcor.

Ormai l'esercito di Vega è quasi privo di risorse e riesce a costruire un ultimo fortissimo robot mostro che, pilotato dalla parte femminile del comandante Gandal, si lancia in un ennesimo disperato attacco. Contemporaneamente Actarus si mette in viaggio verso la base nemica meditando un attacco suicida ma Alcor intuisce le sue intenzioni, lo insegue e lo costringe a tornare minacciando di seguirlo anche a costo della vita, infatti mentre stanno per uscire dall'atmosfera terrestre la struttura del Goldrake 2 comincia a cedere perché non è costruito per volare nello spazio. Mentre stanno tornando vengono attaccati a tradimento da Lady Gandal: Alcor perde i sensi e Actarus lo salva gettandosi con il Goldrake dal suo spacer e prendendo al volo il mezzo dell'amico, ma viene nuovamente attaccato e indebolito dai raggi dell'avversario. Quando ormai è sul punto di soccombere l'arrivo dei mezzi di soccorso distrae la moglie di Gandal, e finalmente Goldrake riesce a distruggere il robot nel quale si trova la coppia, tagliandogli la testa, che però non esplode: il violento trauma provoca un mutamento di personalità nella parte femminile di Gandal che dopo aver addormentato l'altra metà propone ai terrestri di lasciarla vivere in pace sulla Terra promettendo di uccidere il proprio re. Ella sta quasi per riuscirci ma viene fermata e uccisa dalla sua metà maschile, che desiderando riscattarsi con re Vega si schianta volontariamente con la sua astronave contro Goldrake senza riuscire a distruggerlo, morendo dopo aver invocato il nome del suo sovrano, mentre si inabissa col suo mezzo in mare.

Nella battaglia finale contro tutte le forze di Vega rimaste, lanciate in un ultimo disperato attacco, i compagni di Actarus alla guida di una nuova astronave, il Cosmo Speciale distruggono sistematicamente tutte le navi e i minidischi mentre Goldrake combatte contro la nave imperiale di Re Vega. Inizia un lungo combattimento e Actarus, dopo essere stato in difficoltà, con l'aiuto dei suoi amici riesce a danneggiare gravemente il nemico e re Vega, vistosi sconfitto, per vendicarsi ordinerà di fare schiantare la propria astronave sulla Terra per contaminarla con le proprie ceneri radioattive, ma Actarus riuscirà a fermarlo in tempo: con un ultimo colpo della sua alabarda spaziale, la sua arma più caratteristica, il Goldrake squarcia la sezione di comando della nave colpendo lo stesso sovrano che, in un ultimo delirio di onnipotenza, muore nell'esplosione finale, mentre i nostri eroi si lasciano andare ad un pianto di gioia.

Terminata la guerra con la rassicurazione che la loro patria natale Fleed sta tornando alla vita, Actarus e Maria decidono di tornarvi per ricostruire, assieme a coloro che scamparono all'invasione da parte di Vega, il regno perduto.

In un commosso commiato dal padre adottivo Procton e dagli amici più cari, Actarus e Maria decollano alla volta di Fleed e l'ultima sequenza li vede arrivare sul loro pianeta ormai rifiorito.

Lista degli episodi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di UFO Robot Goldrake.

Personaggi e doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Nell'edizione italiana del 1978 per alcuni nomi dei protagonisti ci si è riferiti all'edizione francese, per altri direttamente all'originale giapponese. Per l'edizione DVisual del 2005, supervisionata da Go Nagai, sono state create due versioni italiane, la 1° mantiene i nomi dell'edizione storica del 1978 con unica eccezione "Alcor" lasciato in originale, "Koji Kabuto", per creare continuità con Mazinga Z e Il Grande Mazinga, la 2° mantiene i nomi originali giapponesi.

Nella tabella sono riportati i nomi dei personaggi dell'adattamento Rai del 1978 con i nomi originali (tra parentesi).[4]

Personaggi principali[modifica | modifica sorgente]

Personaggio Giapponese Italiano: ed. 1978 Italiano: ed. 2005 Italiano: ed. cinema
Duke Fleed / Actarus / Goldrake (Daisuke Umon) Kei Tomiyama Romano Malaspina Romano Masalpina Romano Masalpina
Alcor (Koji Kabuto) Hiroya Ishimaru Giorgio Locuratolo Fabrizio Vidale Giorgio Locuratolo
Venusia (Hikaru Makiba) Chiyoko Kawashima Rosalinda Galli Rosalinda Galli Rosalinda Galli
Dottor Procton (Genzo Umon) Jōji Yanami Elio Zamuto Elio Zamuto Elio Zamuto
Rigel (Danbei Makiba) Armando Bandini Oliviero Dinelli Armando Bandini
Mizar (Goro Makiba) Fabrizio Mazzotta Valeria Vidali Fabrizio Mazzotta
Maria (Maria Grace Fleed) Rihoko Yoshida Emanuela Rossi
Liliana Sorrentino
Re Vega (Vega Kyosei Daiho) Jōji Yanami Gino Donato Sergio Tedesco Gino Donato
Hydargos (Blacky) Aldo Barberito
Franco Odoardi
Erasmo Lo Presto
Vittorio Di Prima Franco Odoardi
Gandal Kōsei Tomita Guido De Salvi
Germano Longo
Massimo Bitossi Erasmo Lo Presto
Lady Gandal Francesca Palopoli
Anna Teresa Eugeni
Anna Teresa Eugeni Anna Teresa Eugeni
Zuril Banjou Ginga Sandro Iovino
Andrea Lala
Carlo Reali
Fabrizio Pucci
Hayashi Enzo Consoli Fabrizio Picconi
Yamada Massimo Rossi Gabriele Trentalance
Hamon Roberto Del Giudice
Banta Harano Kenichi Ogata Willy Moser Fabrizio Mazzotta Willy Moser

Altri personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Hanta Harano, madre di Banta
  • Shiniki (episodio 10)
  • Kiki (episodio 12)
  • Boss (episodi 13, 14 e 31): Gastone Pescucci
  • Nuke (episodi 14 e 31): Vittorio Guerrieri
  • Mucha (episodi 14 e 31): Marco Guadagno
  • Stella, fidanzata di Hayashi (episodio 16): Emanuela Rossi
  • Mankiki (episodio 19)
  • Oriana (episodio 19)
  • Midori (episodio 44): Laura Boccanera
  • Hiroshi (episodio 44): Rodolfo Bianchi
  • Prof. Schreiber (episodio 56): Dario De Grassi
  • Elsa, assistente di Schreiber (episodio 56): Daniela Caroli
  • Jimmy (episodio 57)
  • Gorman, membro della Guardia Imperiale di Vega (episodio 7): Germano Longo
  • Mineo, aliena di una stella conquistata dai veghiani (episodio 9): Mirella Pace
  • Iara, giovane scienziato veghiano pacifista (episodio 15)
  • Whiter, il veghiano artefice degli efferati massacri su Fleed (Ishtar, episodio 24): Silvano Tranquilli
  • Naida, ex fidanzata di Duke Fleed (episodio 25): Liliana Sorrentino
  • Haruck, alleato di Vega, proveniente da Delta (Haruk, episodio 29): Guido De Salvi
  • Marine, la perfida veghiana sosia della madre di Duke Fleed e Maria (Mariene, episodio 32): Emanuela Fallini
  • Ergos, il licantropo siderale, principe di una stella conquistata dai veghiani (Gauss, episodio 34): Andrea Lala
  • Bitor, capitano veghiano (Beetle, episodio 35): Diego Michelotti
  • Zigura, membro della Guardia Imperiale di Vega (Zigra, episodio 36)
  • Gaska, comandante veghiano (episodio 42): Guido De Salvi
  • Gyllan, capitano veghiano (episodio 44): Rodolfo Bianchi
  • Edoro, comandante veghiano (episodio 48): Mario Milita
  • Nonno adottivo di Maria (episodio 49): Mario Milita
  • Gemelle aliene, tre sicarie veghiane inviate sulla Terra da Lady Gandal (episodio 50)
  • Garen, comandante veghiano (episodio 51)
  • Dantos, Ministro della Difesa di Vega (Dantus, episodi 51, 52, e 53): Erasmo Lo Presto, Franco Odoardi
  • Dakile, comandante veghiano (episodio 59)
  • Aensu, giovanissimo veghiano, capo di un commando (episodio 59)
  • Kirida, sorella di un veghiano morto (Shira, episodio 63): Mariù Safier
  • Sadon, comandante veghiano (episodio 65): Renzo Stacchi
  • Cain, l'antico amico di Maria (episodio 68): Vittorio Guerrieri
  • Zouril Ziya, il figlio di Zuril (Fritz, episodio 69): Vittorio Guerrieri
  • Schuller, comandante veghiano (episodio 70): Dario De Grassi
  • Morus, amico di Duke Fleed, proveniente da Altair 2 (Marcus, episodio 71): Diego Reggente
  • Rubina, la figlia di Re Vega, ex promessa sposa di Duke Fleed (episodio 72): Laura Boccanera

Mecha[modifica | modifica sorgente]

Goldrake (Grendizer)[modifica | modifica sorgente]

Scheda tecnica[modifica | modifica sorgente]

  • Altezza: 30 m
  • Peso: 280 t
  • Potenza: 1.800.000 CV
  • Velocità al passo: 75 km/h
  • Velocità in corsa: 700 km/h
  • Velocità in acqua: 45 nodi
  • Salto in elevazione: 1.000 m
  • Composizione: Gren (lega metallica della stella Fleed)
  • Alimentazione: Energia fotovoltaica, nel nostro sistema solare sfrutta la luce del sole.

Armamento[modifica | modifica sorgente]

Tra parentesi il nome dell'adattamento televisivo italiano.

  • Hand Beam (Disintegratori paralleli). Sul dorso di ogni mano Goldrake possiede tre cannoncini laser che sparano contemporaneamente raggi di colore violaceo. A volte vengono anche nominati "disintegatori multipli" o "raggi esplosivi" ed all'occorrenza possono servire anche a perforare il sottosuolo, come si vede nell'episodio 27.
  • Hanjuuryoku Storm (Raggio antigravità). Questo raggio che ricorda l'arcobaleno viene emesso dalla V sul petto di Goldrake; solleva i nemici sottraendoli alla gravità, per poi farli ricadere al suolo. Nonostante l'indubbia potenza è un'arma usata raramente. In un paio di occasioni viene chiamata anche "Tifone Elettronico", "Tempesta Anti-fiamme" e "Tempesta Anti-gravitazionale".
  • Double Screw Crasher Punch (Doppio maglio perforante). Gli avambracci si sganciano dal resto del corpo e, volando autonomamente, si indirizzano sul bersaglio; sono dotati di una serie di lame taglienti ribaltabili che scattano in avanti andando a coprire il pugno oppure lo circondano come un ventaglio e che, ruotando velocemente, li rendono a tutti gli effetti delle trivelle. A volte viene usato un solo avambraccio (maglio perforante/colpo di maglio) e non sempre le lame taglienti si ribaltano: in quest'ultimo caso si parla di semplice "maglio" o "doppio maglio" spaziale.
  • Shoulder Boomerang (Boomerang elettronici). Le due lamine a forma di mezzaluna presenti sulle spalle possono sganciarsi e volare contro il nemico.
  • Double Harken[5] (Alabarda spaziale). I boomerang elettronici possono anche essere utilizzati agganciati a due aste che fuoriescono dalle spalle e poi uniti per formare un'alabarda lunga 28 metri circa, con un peso totale di 12 tonnellate. È probabilmente l'arma più famosa di Goldrake e, nella maggior parte delle battaglie, è l'arma risolutiva.
  • Single Harken (Uncino spaziale). Il singolo boomerang agganciato alla sua asta, utilizzato come tomahawk. Nell'episodio numero 63, i singoli uncini vengono utilizzati come arma, ma non uniti fra loro: il comando che viene dato è "Doppia Alabarda".
  • Space Thunder (Tuono spaziale). È una potente scarica elettrica generata dalle corna laterali della testa di Goldrake e condensata verso le piccole corna frontali, che successivamente la rilasciano.
  • Dizer[6] Beam (Raggio disintegratore) Un potente raggio laser esce dagli occhi di Goldrake.
  • Magnetic Field (Campo/Attrazione magnetico/a).

Spacer[modifica | modifica sorgente]

Scheda tecnica[modifica | modifica sorgente]

  • Diametro: 34 m
  • Peso: 150 t
  • Velocità massima: Mach 9 nell'atmosfera terrestre, sconosciuta nello spazio
  • Altitudine massima: illimitata
  • Tempo di agganciamento con Goldrake: 12,5 secondi
  • Composizione: Gren

Armamento[modifica | modifica sorgente]

Tra parentesi il nome dell'adattamento televisivo italiano.

  • Melt Shower (Pioggia di fuoco, a volte chiamati Disintegratori multipli e/o paralleli come gli Hand Beam). È una sorta di acido molecolare che viene emesso dalle sei aperture sulla parte superiore dello Spacer.
  • Spin Saucer (Lame rotanti). Consistono nei due dischi rossi posti alle estremità delle ali dello Spacer. Questi dischi si aprono rivelando delle lame, e vengono sparati contro il nemico dopo aver assunto un moto rotatorio. Volano a una velocità pari a Mach 10.
  • Spin Drill (Missili perforanti). I dischi delle Lame rotanti nascondono al loro interno un cannoncino che spara dei dardi a punta di trapano. Possono essere sparati a colpo singolo oppure a ripetizione.
  • Hyper Top Speed (Velocità Subfotonica)
  • Frequency-Disturbing Fog (Nebbia anti-radar)

L'edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

In Italia la serie fu trasmessa per la prima volta alle 18.45 di martedì 4 aprile 1978 sull'allora Rete 2 (oggi Rai 2) all'interno del contenitore serale Buonasera con..., intitolato in quell'occasione "Buonasera con... Superman - Atlas Ufo Robot", per la realizzazione di Lucio Fasano. La prima puntata trasmessa in TV, fu introdotta da una breve presentazione fatta da Maria Giovanna Elmi,[7] allora annunciatrice RAI, che spiegava al pubblico italiano le caratteristiche della serie e della fantascienza giapponese e che raccontava del successo riscosso all'estero da questi «particolari cartoni animati»: era infatti la prima serie robotica giapponese ad essere trasmessa in Italia.

Il nome italiano derivò da una svista. La serie venne acquistata dalla Francia e la guida informativa ai programmi in quel paese è detta, appunto, Atlas. I funzionari italiani che si occupavano dell'adattamento lessero "Atlas Ufo Robot" e pensarono che quello fosse il titolo della serie.

La programmazione Rai suddivise la serie in tre blocchi: dal 4 aprile al 6 maggio 1978 (24 episodi); dal 12 dicembre 1978 al 12 gennaio 1979 (25 episodi); dall'11 dicembre 1979 al 6 gennaio 1980 (22 episodi). Furono infatti doppiate e trasmesse in TV solo 71 puntate su 74, con esclusione degli episodi 15, 59 e 71, e ciò malgrado la RAI avesse acquistato l'intera serie.[8]

Pur essendo la terza parte di una trilogia insieme con Mazinga Z e Grande Mazinga, in Italia la serie fu trasmessa prima delle altre due, e così nelle edizioni italiane la continuità fra le tre storie si è completamente perduta, anche per l'alterazione dei nomi originali che, ad esempio, impedisce di cogliere l'unicità del personaggio di Koji Kabuto, rimasto tale nell'adattamento del Grande Mazinga, ma chiamato Ryo in Mazinga Z, ed Alcor in UFO Robot Goldrake.[8]

Di fatto gli spettatori italiani si accorsero probabilmente che qualcosa univa le tre serie, se non altro quando fu trasmessa una puntata di Goldrake in cui compare come guest star il Boss Robot. Boss, infatti, è presente sia in Mazinga Z, in cui collabora goffamente proprio con Koji contro il Dottor Inferno, sia nel Grande Mazinga, in cui ricopre lo stesso ruolo di aiutante maldestro al fianco di Tetsuya Tsurugi, e dove Koji comparirà solo negli ultimi episodi.

Le sigle italiane[modifica | modifica sorgente]

Particolare successo ebbero le due sigle italiane e il relativo LP contenente la colonna sonora della serie. Ufo Robot, la prima sigla, sfondò il tetto del milione di copie vendute, raggiungendo la quarta posizione dei singoli più venduti[9]. Goldrake raggiunse la settima posizione, vendendo oltre settecentomila copie[10]. Entrambe le sigle, scritte da Luigi Albertelli su musica e arrangiamento di Vince Tempera, Ares Tavolazzi e Massimo Luca, confluirono nell'album Atlas Ufo Robot.

La Goldrake-mania[modifica | modifica sorgente]

La Goldrake-mania fece impazzire il Paese, che ben presto divenne il maggiore acquirente occidentale dei cartoni animati made in Japan proprio grazie al successo di Atlas UFO Robot. Gli indici di ascolto della RAI salivano alle stelle quando Goldrake compariva sugli schermi e si scatenò una sorta di delirio collettivo. L'immagine di Goldrake finì su centinaia di prodotti diversi: fumetti, libri, dischi, maschere di carnevale, tatuaggi lavabili, modellini e addirittura dei doposci, riempirono i negozi di tutta Italia.

Tuttavia, mentre bambini e ragazzini erano entusiasti, molti genitori si mostrarono perplessi, se non ostili alla novità, come del resto gran parte dell'opinione pubblica (adulta). Malgrado il disappunto verso la serie avesse trovato finanche l'appoggio di alcuni parlamentari, come il deputato Silverio Corvisieri, membro della Commissione di Vigilanza RAI, che intervenne con un articolo fortemente critico dal titolo "Un ministero per Goldrake" pubblicato su La Repubblica del 7 gennaio 1979, la serie non fu però interrotta, e la sua popolarità continuò a crescere.[11]

In piena Goldrake-mania si diffuse, sia sulla stampa per ragazzi che nelle pubblicazioni sui programmi televisivi, la falsa informazione secondo cui i cartoni animati giapponesi (fra cui Goldrake, ovviamente) non erano "animati a mano", ma generati da un computer, che, sulla base dei dati inseriti (immagini dei protagonisti, tipo di storie, ecc...), avrebbe realizzato il tutto automaticamente.[12]

Nel maggio 1990 la fanzine Mangazine pubblicò un dossier sulla Toei Animation di Luca Raffaelli, contenente un'intervista ad Umeda-san, l'allora responsabile della Toei, il quale, sull'argomento, così si espresse: «Computer? Qui non ci sono affatto. So che in Italia circola la leggenda secondo cui i nostri cartoni animati sono realizzati con il computer, ma le assicuro che qui dentro non ce n'è uno».[13] Anche sul n. 8 (novembre 1991) della rivista Mangazine fu pubblicato un dossier sulla Toei, a cura di Federico Colpi. L'intervistatore ricorda che il portavoce della Toei, dopo una lunga risata, rispose: «Scusi, ma li ha visti i nostri studi? Qui non c'è nemmeno l'aspirapolvere, perché è tecnologia troppo avanzata... E poi, Goldrake è del 1975! A quei tempi non c'erano nemmeno i word processors».

Goldrake nei cinema italiani[modifica | modifica sorgente]

In Italia sono stati realizzati tre adattamenti cinematografici non autorizzati della serie televisiva, nati da un'operazione di montaggio di vari episodi: Goldrake all'attacco, Goldrake l'invincibile e Goldrake addio.
Particolarmente rilevante è il primo, con il sottotitolo "La più grande avventura di UFO Robot". Il film, basato su un collage dei primi episodi della serie, presenta infatti una colonna sonora modificata, in cui sono stati aggiunti a più riprese i nove brani in italiano (Ufo robot, Rigel, Venusia, Alcor, Vega, Goldrake, Pianeta Terra, Atlas UFO Robot, Procton) dell'introvabile LP Atlas Ufo Robot, cantati, tra gli altri, da Fabio Concato (Rigel, Procton, nonché cori in tutte le altre) e Dominique Regazzoni (Venusia). Nel film si può inoltre ascoltare l'inedita versione strumentale della famosa sigla TV italiana Ufo robot, orchestrata da Vince Tempera (che in un'intervista ha dichiarato di avere ottenuto proprio con la canzone Ufo Robot il suo maggior successo di vendite). Il basso è suonato da Ares Tavolazzi, ex componente degli AREA.[14]
Il secondo film, Goldrake l'invincibile, raccoglie gli episodi con le prime apparizioni di Maria Grace Fleed, mentre il terzo, Goldrake addio, contiene tra gli altri l'episodio 71 (titolo giapponese Morus, il capo della guardia dal tragico destino), uno dei pochi non trasmessi nella edizione TV italiana, e come sigla di testa presenta la versione strumentale della sigla originale giapponese prelevata direttamente, con tanto di effetti sonori, dalla musica di sottofondo che accompagna la corsa di Actarus verso il suo robot, nell'hangar sotterraneo.

Nel film di montaggio Mazinga contro gli Ufo Robot, uscito nelle sale italiane nel 1978, è contenuto anche il cortometraggio UFO Robot Goldrake contro il Grande Mazinga, che può considerarsi a tutti gli effetti un episodio cinematografico della serie televisiva, in quanto compatibile con la storyline di questa, eccezion fatta per la distruzione del TFO, il disco volante di Alcor/Koji, di cui propone una versione alternativa.

Goldrake, infine, compare anche nel film di montaggio Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali, uscito nei cinema italiani nel 1979, in cui è contenuto il mediometraggio Il Grande Mazinga, Getta Robot G, UFO Robot Goldrake contro il Dragosauro, del 1976.

Goldrake in home video[modifica | modifica sorgente]

Dopo circa trent'anni dalla trasmissione televisiva, la serie è ritornata in Italia per il mercato home video con il progetto di una edizione integrale in 12 DVD curata e prodotta dalla d/visual. La versione home video è stata però ridoppiata e non contiene il vecchio doppiaggio RAI del 1978, mentre i dialoghi sono stati ampiamente rivisti per correggere tutte le imprecisioni e gli errori dell'adattamento precedente. La pubblicazione tuttavia è stata interrotta dopo l'uscita di 10 DVD.

Una nuova edizione DVD sta uscendo in edicola, in allegato a La Gazzetta dello Sport e al Corriere della Sera, dal 28 agosto 2014. L'opera, composta da 19 DVD, è realizzata da Yamato Video, che in autunno distribuirà i DVD raccolti in un box. L'azienda si occuperà in seguito della distribuzione di altri anime di Nagai finora inediti in DVD: Mazinga Z, Il Grande Mazinger e Jeeg robot d'acciaio.[15]

Note sui nomi[modifica | modifica sorgente]

Il nome Grendizer deriva secondo alcuni dal Gren, il metallo alieno di cui sarebbe fatto il robot, mentre altri sostengono più semplicemente che derivi dalla parola inglese grand (grandioso, imponente). L'origine del nome italiano del robot è avvolta nel mistero e le uniche persone che avrebbero potuto fornire informazioni attendibili, gli autori del doppiaggio televisivo Annibale Roccasecca e Willy Moser, sono entrambe decedute. Secondo la tesi più accreditata, tuttavia, il nome viene dalla Francia, dove la serie fu importata in esclusiva per l'Europa da Jacques Canestrier di Antenne 2, e dove la RAI l'acquistò. In particolare, Goldrake appare come l'anglicizzazione di Goldoràk, il nome inventato dallo stesso Canestrier. Per quanto riguarda, invece, il nome della serie, Atlas UFO Robot è il frutto di una vera e propria svista dei funzionari RAI: come detto, la serie fu acquistata in Francia e, come ogni programma televisivo, era accompagnata da quella che gli addetti ai lavori chiamano guide book, ossia la scheda illustrativa, in francese chiamata atlas, cosicché la dicitura Atlas UFO Robot stampata sulla guida fu scambiata per il titolo originale della serie.[16] Il nome Goldrake in quanto tale è comunque un evidente inglesismo: in inglese, infatti, esso può leggersi come una crasi dei due vocaboli golden (dorato) e drake (voce arcaica per 'drago'), che ben si addice ad un'opera proveniente dall'Estremo Oriente. D'altro canto, molti sostengono che si tratterebbe della fusione dei nomi Goldfinger e Mandrake, anche se questa sembra essere più verosimilmente l'origine del nome di un altro Goldrake, "Goldrake, l'agente playboy" (Edizioni EP), un fumetto italiano per adulti realizzato da Renzo Barbieri e Sandro Angiolini nel 1966. In ogni caso non esistono prove di un rapporto di derivazione tra il nome del fumetto e quello dell'adattamento italiano dell'anime.[17]

I nomi italiani dei personaggi, mutuati quasi tutti dall'adattamento francese, sono di pura fantasia, ad eccezione di Alcor, Mizar e Rigel, che come Vega (Alpha Lyrae) sono nomi propri di origine araba di altrettante stelle. Alcor e Mizar (Zeta UMa) si trovano nella costellazione dell'Orsa Maggiore e sono un sistema binario di stelle doppie, mentre Rigel (Beta Orionis), pure doppia, si trova in quella di Orione. Actarus, invece, è la trascrizione fonetica della pronuncia inglese di Arcturus (Alpha Bootis), nella costellazione di Boote. Venusia viene chiaramente dall'aggettivo venusiana, ossia del pianeta Venere, mentre Procton deriva probabilmente dall'inglese proton (protone), o più verosimilmente è una trasformazione del nome francese del personaggio, Procyon, che pure è una stella (doppia).[18]

Goldrake nel mondo[modifica | modifica sorgente]

  • Italia Goldrake in Italia
  • Francia Goldorak in Francia
  • Stati Uniti Grandizer in USA
  • Germania Grandizer in Germania
  • Libano Grīndāyzar (جريندايزر), nei paesi arabi
  • Giappone Grendizer (グレンダイザー, traslitterato in Gurendaizā)
  • Svezia Goldorak, rymdfantomen in Svezia
  • Corea del SudMazinger X in Corea del Sud[19]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Videointervista a Luigi Albertelli, Vince Tempera e Alberto Tadini, successo che venne poi replicato con la sigla della seconda serie intitolata Goldrake.
  2. ^ Alessandro Montosi, Ufo Robot Goldrake. Storia di un eroe nell'Italia degli anni ottanta, Coniglio Editore, 2007, pp. 7 e segg.
  3. ^ Sherlock, Grendizer Giga, Go Nagai lancia a settembre la sua nuova serie a fumetti, http://www.blogo.it/, 18-8-14. URL consultato il 21-8-14.
  4. ^ Scheda di Atlas Ufo Robot su Antoniogenna.net.
  5. ^ ハーケン è la traslitterazione in giapponese del tedesco Haken (uncino). La romanizzazione Harken è errata.
  6. ^ Dizer indica il robot, contrapposto a Spacer che è il disco. Grendizer è il nome dell'unione dei due.
  7. ^ Alcune immagini originali della presentazione della Elmi che accompagnano un'intervista radiofonica a Romano Malaspina.
  8. ^ a b Mazinger Z, il Grande Mazinger e Goldrake, Supereva. URL consultato il 16-02-2010.
  9. ^ [1].
  10. ^ [2].
  11. ^ Paolo Buscaglino Strambio. Pericolo Giallo. I cartoni giapponesi e il loro impatto sul pubblico. ADAM Italia-Lulu.com, 2008, p. 14.
  12. ^ Si vedano per es la rassegna stampa del sito http://www.goldrake.info , contenete scansioni e trascrizone di Topolino 1181 del 16 luglio 1978, l'articolo C'erano una volta i "cartoni fatti con il computer": la storia vera!, di AnimeClick.it, che cita stralci di TV Sorrisi e Canzoni 14 del 1978, e di Radiocorriere Tv del settembre 1979, oltre al già citato Topolino 1181.
  13. ^ Luca Raffaelli in Mangazine, Hobby Fumetto, n. 4, maggio-giugno 1990, p. 9. Vedi pure Il computer più potente del mondo! in Leggende, d/visual. URL consultato il 28-12-2008.
  14. ^ Tavolazzi e Tempera si erano conosciuti e frequentati dai tempi della comune militanza nei The Pleasure Machine trio composto anche da Ellade Bandini, anch'egli richiamato da Tempera per suonare la batteria in questa occasione
  15. ^ Goldrake in edicola con La Gazzetta, il piano dell'opera in DVD
  16. ^ Ma "Atlas" chi è? in Leggende, d/visual. URL consultato il 02-06-2008.
  17. ^ Alessandro Montosi, op. cit., p. 82.
  18. ^ Sui nomi degli adattamenti francese ed italiano in generale cfr. soprattutto Alessandro Montosi, op. cit., pp. 43 e segg.; pp. 79 e segg.
  19. ^ Articolo di Stella di Fleed su www.nagaifans.it - http://www.nagaifans.it/Curiosita/Mazinger_X/mazx_1.pdf

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alessandro Montosi, Ufo Robot Goldrake. Storia di un eroe nell'Italia degli anni ottanta, Roma, Coniglio, 2007, ISBN 978-88-6063-054-4

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]