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Nadia - Il mistero della pietra azzurra

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Nadia - Il mistero della pietra azzurra
serie TV anime
I protagonisti dell'anime. Da sinistra: Jean, King, Marie, Sanson, Nadia, Grandis e Hanson.
I protagonisti dell'anime. Da sinistra: Jean, King, Marie, Sanson, Nadia, Grandis e Hanson.
Titolo orig. ふしぎの海のナディア
(Fushigi no umi no Nadia)
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Regia
Soggetto
Character design Yoshiyuki Sadamoto
Mecha design
Dir. artistica
Studio Gainax
Musiche Shiro Sagisu
Rete NHK
1ª TV 13 aprile 1990 – 12 aprile 1991
Episodi 39 (completa)
Durata ep. 25 min
Distributore it. Yamato Video (versione DVD non censurata)
Reti it. Italia 1 (1991 - 2000), Canale 5 (1991 - 1996), Rete 4 (1992), Italia Teen Television (2003 - 2006), Man-ga (2010, versione non censurata)
1ª TV it. luglio 1991
Episodi it. 39 (completa) (ep. 34 trasmesso solo su Man-ga, eliminato completamente invece nei suoi passaggi censurati, a causa di canzoni giapponesi)
Durata ep. it. 22'
Censura it. sì (Fininvest); no (Dvd; Man-Ga)
Genere steampunk
Cronologia
  1. Nadia - Il mistero della pietra azzurra
  2. Nadia e il mistero di Fuzzy

Nadia - Il mistero della pietra azzurra (ふしぎの海のナディア Fushigi no umi no Nadia?, letteralmente "Nadia dei mari delle meraviglie"), noto anche col sottotitolo internazionale The Secret of Blue Water, è un anime televisivo composto da 39 episodi prodotto dallo studio Gainax e diretto da Hideaki Anno e Shinji Higuchi, da un soggetto originale di partenza di Hayao Miyazaki[2] (non accreditato nei titoli di testa). La storia è basata molto liberamente su diversi romanzi di Jules Verne, in particolare Ventimila leghe sotto i mari, ma anche Cinque settimane in pallone e L'isola misteriosa. Dopo la serie televisiva la Gainax produsse anche un film, Nadia e il mistero di Fuzzy, seguito della serie TV.

La serie è stata trasmessa in Giappone dal 1990 al 1991 e, in Italia, dal luglio 1991 su Italia 1 con il titolo Il mistero della pietra azzurra, con varie repliche successive (l'ultima, non completa, sulla TV gratuita, nell'estate del 2007). Sempre nell'edizione italiana, nei primi anni novanta la serie è stata riproposta per l'home video dalla Bim Bum Bam Video a cui ha fatto seguito nel 2003 l'uscita della serie sempre nella sua edizione televisiva in videocassetta per il circuito delle edicole in contemporanea con l'uscita della versione integrale in DVD da parte della Yamato Video. Infatti, nel 2003, la Yamato Video ha curato una nuova edizione in versione integrale dal titolo Nadia - Il mistero della pietra azzurra contenenti tutti i trentanove episodi e il lungometraggio, con un nuovo adattamento e un nuovo doppiaggio. La versione integrale della serie nell'adattamento Yamato Video è trasmessa per la prima volta in TV a partire dal 1º luglio 2010 sul canale satellitare Man-ga[3].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Nadia - Il mistero della pietra azzurra.
« Sei uno spirito avventuroso? Nelle leggende cerchi forse la verità che dimora, remota e nascosta, oltre le terribili cascate del pericolo? Allora è me che cercherai. »
(Introduzione del 1º episodio[4])

È il 1889 - durante l'Esposizione Universale di Parigi - Nadia, una ragazza quattordicenne orfana e dalla pelle scura che lavora come acrobata in un circo, incontra Jean, un suo coetaneo. Il ragazzo, accompagnato a Parigi da suo zio, s'innamora a prima vista di lei, ed è un geniale inventore giunto alla realizzazione di un aeroplano efficiente, pronto da far mostrare alla Esposizione stessa. I due ragazzi devono però sfuggire a un tentativo di rapimento da parte di un trio di avventurieri (Grandis, Hanson e Sanson - Rebecca, Hanson e Sansone nella prima edizione italiana), che vogliono impossessarsi del gioiello che Nadia porta al collo, una pietra azzurra.

Jean e Nadia riescono a fuggire grazie all'aereo del giovane inventore, ma naufragano nell'Oceano Atlantico a causa di un guasto. Vengono tratti in salvo da una nave da guerra impegnata nella caccia ad un misterioso "mostro marino" che da tempo sta imperversando in quelle acque, affondando le navi di passaggio. Di lì a poco il mostro attacca la nave e durante il terribile scontro i due ragazzi sono di nuovo sbalzati in mare assieme al loro aereo. A salvarli questa volta è un avveniristico sottomarino, il Nautilus, il cui equipaggio è comandato dal misterioso capitano Nemo, possessore a sua volta di un'altra pietra azzurra. A bordo del battello i ragazzi scopriranno che il "mostro marino" al quale le marine mondiali danno la caccia sono in realtà il Nautilus e i suoi diretti nemici, i sottomarini di Neo-Atlantide Garfish responsabili degli affondamenti delle navi.

L'aereo viene riparato dall'equipaggio del Nautilus e Jean e Nadia possono ripartire, ma poco dopo il decollo, mentre stanno sorvolando un'isola, l'aereo viene abbattuto da un colpo sparato da terra. I due ragazzi si salvano fortunosamente e scopriranno che l'isola è in realtà la base segreta dell'organizzazione di Neo-Atlantide da cui partono i Garfish. Neo-Atlantide è governata da Gargoyle (Argo nella prima edizione italiana), e aspira al dominio sul mondo tramite lo sconvolgimento dei commerci navali e la progressiva ricostruzione di misteriose tecnologie appartenenti ad una civiltà perduta: Atlantide.

Sull'isola Nadia e Jean incontrano la piccola Marie, una bambina di 5 anni, alla quale i neo-atlantidei hanno ucciso i genitori e la cui situazione rivela loro la crudeltà dell'organizzazione "Neo-Atlantide". Stranamente Gargoyle sembra conoscere perfettamente Nadia e il suo passato, tentando di catturarla per impossessarsi della sua pietra azzurra. Nadia, Jean e Marie sono quindi obbligati ad allearsi con Grandis, Hanson e Sanson, che erano riusciti a raggiungerli, nel tentativo di sfuggire ai tentativi di cattura da parte delle truppe di Neo-Atlantide.

Nel frattempo sull'isola, Gargoyle sperimenta la Torre di Babele, la prima super-arma ottenuta dalle antiche tecnologie di Atlantide. Il potere della Torre è così immenso da poter vaporizzare un'isola nelle vicinanze, ma la macchina può effettuare solo un test, a causa di un malfunzionamento: la componente mancante - infatti - è la misteriosa pietra azzurra al collo di Nadia, senza la quale i surrogati neo-atlantidei sono inutili. I tre ragazzi e i tre avventurieri vengono salvati di nuovo dal Nautilus mentre la base di Neo-Atlantide è distrutta dall'esplosione della Torre di Babele.

Inizia da quel momento per Nadia un lungo viaggio in compagnia di tutti i suoi nuovi amici, Jean, Marie, il capitano Nemo ed il suo equipaggio, ma anche Grandis, Hanson e Sanson, sempre inseguiti da Gargoyle, bramoso di possedere la pietra e con essa dominare il mondo. Tuttavia, il viaggio sarà anche interiore e Nadia lentamente comincerà a capire sempre più cose su sé stessa, sulle sue misteriose origini e sullo strano legame che ha con il capitano Nemo. Di avventura in avventura, alcune divertenti, altre drammatiche, la ragazza alla fine scoprirà con sgomento la sua natura malvagia e non umana, ed il terribile ed imprevisto ruolo che ha in tutta la vicenda, fino a rendersi conto di ritrovarsi in realtà dalla parte dei suoi nemici: al di sopra dei neo-atlantidei e di Gargoyle c'è infatti lei, la "principessa Nadia", principessa di Neo-Atlantide, detentrice del terribile potere della Pietra Azzurra e destinata a distruggere l'umanità. Nell'ultimo episodio comunque Nadia sarà liberata dalla sua condizione di principessa di Neo Atlantide scoprendo anche che l'Imperatore altri non era che suo fratello maggiore, entrambi figli del capitano Nemo, antico Re della perduta civiltà di Tartesso (Tarthesos nella prima edizione italiana), distrutta 14 anni prima dallo stesso Nemo per evitare che il colpo di Stato effettuato dal primo ministro Nemesis Ra Algol (poi ribattezzatosi Gargoyle) portasse all'attivazione della Torre Di Babele, e quindi alla dominazione della Terra. Gargoyle (che era umano e non atlantideo) morirà per mano della Luce emanata dalle Pietre Azzurre e tutti i membri del Nautilus si salveranno grazie al Capitano Nemo, che, lasciando un figlio a Electra, sacrificherà la sua vita per gli altri e soprattutto per la figlia Nadia.

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Dopo i titoli di coda dell'ultimo episodio, la scena si sposta nel 1902, dodici anni dopo gli ultimi avvenimenti e Marie ormai adulta racconta che cosa è avvenuto ai protagonisti dopo il termine della storia:

  • il Nuovo Nautilus è stato fatto affondare al largo del Giappone e l'equipaggio si è sciolto;
  • Echo e Icolina si sono fidanzati;
  • Electra sta allevando da sola il bambino che ha avuto con il capitano Nemo;
  • Jean e Nadia si sono sposati cinque anni prima, nel 1897 e vivono a Le Havre. Nadia è diventata madre e continua ad essere vegetariana;
  • Grandis è ancora circondata da mille spasimanti, ma continua a cercare il "vero amore";
  • Hanson dopo aver fondato una società automobilistica, sta diventando l'uomo più ricco del mondo, ma non si è mai sposato;
  • Ayrton, che era veramente conte, ha ereditato le ricche proprietà della sua famiglia;
  • Sanson e Marie si sono sposati (nonostante la netta differenza d'età) e l'anno seguente la ragazza diventerà madre.

Epilogo alternativo[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima bozza dell'epilogo redatta dal regista Anno, Nadia diventa giornalista (idea utilizzata per il lungometraggio Nadia e il mistero di Fuzzy) per il New York Times, Sanson studia recitazione e sposa Grandis, Hanson e Jean vanno a studiare in Germania, mentre un radiofaro farà in modo che gli abitanti di M78 giungano sulla Terra nel 1999. Già previsto fin dall'inizio, l'epilogo avrebbe dovuto essere ambientato molti anni dopo gli eventi della serie, il 6 agosto 1945 a Le Havre, dove Jean e Nadia ormai anziani apprendono sgomenti dal Paris Match dell'esplosione della bomba atomica su Hiroshima[5].

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Nadia - Il mistero della pietra azzurra.
  • Nadia: è una ragazza quattordicenne[6], orfana, vegetariana, che lavora come acrobata in un circo di Parigi. Ha la pelle scura, e questo la rende nostalgica nei confronti della sua terra d'origine, che effettivamente ignora, ma continua a pensare che sia l'Africa. Possiede un ciondolo, una pietra azzurra, che s'illumina quando lei si trova in pericolo. È molto dolce, ma anche scontrosa e testarda: solo Jean e Marie riescono a farla ragionare. Il regista Anno ha costruito il personaggio di Nadia ispirandosi a sé stesso: entrambi hanno infatti un carattere simile, sono vegetariani, pacifisti ed animalisti, odiano il sangue e sono terribilmente testardi.[senza fonte]
  • Jean: coetaneo di Nadia, occhialuto e grande appassionato di scienza e meccanica. Ha un formidabile talento per le invenzioni, ma, data la sua inesperienza, spesso finiscono con il rompersi. Ha perso la madre da piccolissimo, e il padre è perito in mare dopo un attacco di Gargoyle alla sua nave; è stato dunque allevato dagli zii. Incontra Nadia all'esposizione universale di Parigi, ed è, per lui, un colpo di fulmine.
  • Grandis: avvenente donna italiana dai lunghi capelli rossi, molto abile nel cucinare, ironica ed irascibile. Era la figlia del ricco proprietario di una miniera di ferro, ma, quand'egli perse tutti i suoi averi, si ritrovò in strada, e divenne ladra di gioielli. L'incontro con Jean e Nadia le farà cambiare ideali.
  • Hanson: era il meccanico della famiglia di Grandis, l'unico, assieme a Sanson, a rimanerle fedele. Ha una grande passione per la scienza e per la meccanica: farà infatti molto presto amicizia con Jean, al quale darà molti consigli di vita. Il Gratan o Caterina, come lo chiama Grandis, è una sua invenzione. Durante la serie farà continue riparazioni a quest'ultimo a causa delle varie avventure, fondamentale sarà l'aiuto di Jean.
  • Sanson: era l'autista della famiglia di Grandis, a cui rimase fedele. È muscoloso e dotato di una forza straordinaria, ma è anche molto narcisista. Oltre alla forza sovrumana è molto abile nell'uso della pistola. Anch'egli darà molti consigli a Jean insieme al suo amico Hanson, che è anche il suo migliore amico.
  • Capitano Nemo: uomo di mezza età, dallo sguardo misterioso: affascina subito Grandis. Ha un passato molto oscuro alle spalle che verrà mostrato nel corso della serie. È comunque un ottimo comandante, costretto a volte a prendere delle scelte durissime per la sopravvivenza del sottomarino.
  • Electra: ufficiale in seconda del Nautilus, ha perso tutta la famiglia durante la distruzione di Tartesso e viene in seguito salvata da Nemo, al quale è legata da un rapporto di affetto, che si scoprirà, verso la fine della serie, essere amore.
  • Marie: graziosa bimba, ha perso i genitori, uccisi dai soldati di Neo Atlantide nella loro base. Considera Nadia e Jean come suoi genitori, ma all'occasione può divenire più adulta e coscienziosa di loro. Diventerà una grande amica di King. Alla fine della serie rimarrà a terra con Ayrton, King e una parte di equipaggio del Nautilus: inoltre, sarà lei a narrare l'epilogo della serie, ormai sposata con Sanson (nonostante la differenza d'età) e incinta di lui.
  • Gargoyle: quando la civiltà di Tartesso era ancora fiorente era il primo ministro del re. Successivamente, con un colpo di stato, prese il potere e fondò l'organizzazione di Neo Atlantide. Ora che la civiltà di Atlantide è scomparsa, il suo scopo è quello di riportarla alla luce usufruendo della razza umana come schiava: per questo scopo, è determinante la pietra azzurra, necessaria a controllare tutti gli antichi frutti della tecnologia atlantidea. Per buona parte della serie ha volto e spalle coperti da un cappuccio; inoltre indossa una maschera. Alla fine della serie, si coprirà con un cappuccio di acciaio a cono, poi lascerà intravedere una parte di viso e dei contorni molto sfocati al momento della sua morte. Dopo che per tutta la vita ha creduto di essere un Atlantideo, proprio pochi istanti prima della sua morte scoprirà di essere anch'egli un terrestre e perciò morirà a causa del potere delle Pietre Azzurre.
  • Imperatore Neo: è l'imperatore di Neo Atlantide e fratello di Nadia, ma è effettivamente una marionetta nelle mani di Gargoyle, che, avendolo trovato ucciso dall'esplosione della Torre di Babele, utilizzò la tecnologia di Atlantide per ricostruire un automa a partire dai suoi pochi resti. Egli dunque non sembra avere la facoltà di provare emozioni, tuttavia quando viene messo duramente alla prova dalla vista di suo padre in agonia e di sua sorella Nadia in pericolo, prenderà nuovamente coscienza di sé e salverà quest'ultima, perdendo poi quell'ultimo barlume di vita rimastogli.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto di Fushigi no umi no Nadia nacque nel 1988 dal produttore Hiroshi Kubota, impiegato della rete televisiva nazionale giapponese NHK. Questi, trovandosi da poco a trattare con l'animazione, volle puntare su soggetti non ancora trasposti. L'attenzione cadde su due opere di Jules Verne, ovvero Ventimila leghe sotto i mari e L'isola misteriosa. Non essendo presenti bambini nei soggetti originali, Kubota decise di mantenere il tema portante dei racconti, cioè il contrasto tra scienza e natura, trasferendolo in due ragazzi tredicenni (nella stesura finale avranno 14 anni): un ragazzo amante delle invenzioni e una controparte femminile più legata alla natura.

Tuttavia il progetto è, in modo abbastanza evidente, una riformulazione di Laputa: il castello nel cielo di Miyazaki, il quale, tra l'altro, presenta elementi "riciclati" dalla sua serie Conan, il ragazzo del futuro, oltre ad elementi, come il nome e l'idea del castello volante, ispirati a I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.

La realizzazione venne affidata allo studio Group TAC (Holly e Benji, Touch), che subappaltò il lavoro allo studio Gainax. Inizialmente si pensò di affidare la regia a Yoshiyuki Sadamoto, che cercava di rendere meno palesi i richiami all'opera di Miyazaki. La sua proposta venne però bocciata dalla NHK, portandolo a ritirarsi dal ruolo di regista della serie.

Non avendo altre soluzioni, nel giugno del 1989 la Gainax affidò tutto il progetto alle mani del giovane Hideaki Anno che stava appena terminando la sua prima opera come regista Punta al Top! GunBuster, una mini-serie di 6 OAV. Messo in difficoltà dalle diverse richieste di NHK, Toho e Group TAC, tutte ferme sulle loro posizioni, Anno scelse allora l'unica alternativa che gli sembra possibile, quella della parodia, solamente nei primissimi episodi della serie, riuscendo così ad imporre la sua idea di conduzione per il resto dell'opera, portandola su binari ben diversi.

Problemi tecnici[modifica | modifica wikitesto]

A circa due terzi della serie la produzione andò incontro a difficoltà finanziarie e a ritardi sulla produzione, tanto che Anno dovette lasciare la regia all'amico Shinji Higuchi per la realizzazione degli episodi 23/27 (il capitolo delle isole), in modo da potersi completamente dedicare alla parte finale.

Anime[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Nadia - Il mistero della pietra azzurra.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la serie ha avuto due edizioni. La prima è quella curata da Mediaset e la cui prima trasmissione televisiva risale all'estate 1991 (da luglio a settembre). Come per altre serie, questa versione ha subito diverse censure: ad esempio, il trentaquattresimo episodio è stato totalmente eliminato a causa della presenza di numerose canzoni che lo rendevano in sostanza un musical. Altri tipi di censura relativi alla prima versione riguardavano, inoltre, alcune scene violente e drammatiche degli ultimi due episodi, ove è visibile una grande quantità di sangue. Infine, erano presenti alcuni errori di traduzione e adattamento. Sempre per quanto riguarda la versione Mediaset, la trasmissione dell'estate del 2000 ha subito ulteriori tagli e una divisione in episodi diversa da quella originale: apparentemente, infatti, venivano trasmessi quasi due episodi al giorno, tagliati in molteplici punti per non superare i quaranta minuti di durata complessiva. Alla fine di dicembre 2001/inizio gennaio 2002 e nell'estate del 2007 la serie è stata trasmessa in modo parziale (interrotta dopo le prime nove puntate nel secondo caso), andando in onda ogni lunedì, mercoledì e venerdì. La seconda versione italiana, a cura della Yamato Video e distribuita in DVD a partire dal 2003, corregge tutti gli errori di adattamento ed è priva di censure di alcun tipo.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Edizione italiana Fininvest (1991)
Edizione italiana Yamato (2003)

I nomi dei personaggi che nell'adattamento Yamato hanno subito leggere modifiche per essere più aderenti ai nomi originali, sono indicati tra parentesi[7].

Personaggio Doppiatore giapponese Doppiatore italiano
(Edizione Fininvest)
Doppiatore italiano
(Edizione Yamato video)
Nadia Yoshino Takamori Nadia Biondini Debora Magnaghi
Jean Noriko Hidaka Davide Garbolino
Marie Anne Löwenbräu Yuko Mizutani Marina Massironi Daniela Fava
Rebecca (Grandis) Kumiko Takizawa Mariagrazia Errigo Dania Cericola
Sansone (Sanson) Kenyu Horiuchi Diego Sabre
Hanson Toshiharu Sakurai Sergio Romanò Stefano Albertini
Capitano Nemo Akio Otsuka Giovanni Battezzato Massimiliano Lotti
Electra Kikuko Inoue Paola Messina Paola Della Pasqua
Argo (Gargoyle) Motomu Kiyokawa Maurizio Scattorin Claudio Moneta
Imperatore Neo Shiozawa Kaneto Federico Danti Patrizio Prata
Echo Villan Yasunori Matsumoto Massimo De Francovich Giorgio Bonino
Ayrton Kōji Tsujitani Marco Balzarotti

Censure e tagli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Adattamento e censura degli anime.

I passaggi televisivi sulle reti Fininvest/Mediaset sono stati censurati, rimuovendo per esempio alcune scene in cui compare del sangue o la protagonista senza abiti. Anche alcuni dialoghi sono stati riadattati, come quelli in cui Gargoyle si riferisce agli Atlantidi come a dei, in altri casi questi riadattamenti sembrano soltanto rivolti alla riduzione della durata dell'episodio. Nell'episodio 13 ("Marie è in pericolo") è stato completamente tagliato un passaggio che ha come sottofondo musicale la canzone della sigla di testa giapponese. Inoltre l'episodio 34 ("La mia adorata Nadia") che contiene numerose canzoni, non è mai stato trasmesso.

Yamato Video nell'edizione per DVD con il suo nuovo doppiaggio, ha recuperato tutte le scene tagliate e ha curato i dialoghi in modo da renderli più vicini agli originali giapponesi.

Home video[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione Mediaset è stata poi riproposta in sei videocassette prima dalla Bim Bum Bam Video nei primi anni novanta, poi dalla Yamato Video all'inizio degli anni duemila per il circuito delle edicole. Nel 2003 sempre la Yamato Video ha curato una nuova edizione integrale dal titolo Nadia - Il mistero della pietra azzurra in dieci DVD per il mercato delle fumetterie, contenenti tutti i trentanove episodi e l'OAV Nadia e il mistero di Fuzzy con un nuovo adattamento e un nuovo doppiaggio, più fedeli all'originale giapponese e senza censure. In questo adattamento anche i nomi dei personaggi hanno subito leggere modifiche, sempre nello spirito di essere più aderenti ai nomi originali.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione originale giapponese la sigla di apertura è Blue Water e la sigla di chiusura è Yes, I will..., cantate entrambe da Miho Morikawa.

Sigla italiana[modifica | modifica wikitesto]

La sigla di apertura e chiusura della versione televisiva italiana, intitolata Il mistero della pietra azzurra, è cantata da Cristina D'Avena. Scritta da Alessandra Valeri Manera (testo) e da Carmelo "Ninni" Carucci (musica), la sigla è inserita nell'album Fivelandia 9 pubblicato nel 1991 dalla Five Record. Altre incisioni si possono trovare negli album Cristina D'Avena e i tuoi amici in TV 7 del 1994 e Fivelandia 18 del 2000.

Esiste anche un rarissimo 45 giri contenente la versione strumentale incisa sul lato B. Inoltre, è stata incisa anche la base originale con cori che si può trovare sulla musicassetta Cantiamo con Cristina - Che avventura! del 1992.

Sono state realizzate due versioni differenti della videosigla italiana: si tratta sostanzialmente di un diverso montaggio dei fotogrammi, dovuto forse al fatto che la prima versione, utilizzata per la prima trasmissione nel 1991 su Italia 1 e nelle repliche successive su Canale 5 e Rete 4, mostrava troppe scene che svelavano il finale della serie. Nella trasmissione dell'estate 2007 (misteriosamente interrotta dopo solo 9 episodi) è stata utilizzata la prima versione per l'apertura e la seconda versione per la chiusura. In entrambe le versioni è stata comunque mantenuta la celebre sigla di Cristina D'Avena.

È da notare che nella sigla italiana viene detto «Se un ragazzo tredicenne salverà/un'acrobata del circo della stessa età», ma in realtà i protagonisti sono quasi quindicenni[6].

Nella versione DVD curata da Yamato video è stata invece mantenuta la sigla originale giapponese.

OAV[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fushigi no umi no Nadia - Omake.

Gli extra della versione DVD dell'anime distribuita in Giappone, contengono anche Fushigi no umi no Nadia - Omake, una serie OAV di dieci episodi comici di circa 6 minuti l'uno, che alternano divertenti retroscena a puntualizzazioni su alcuni episodi della serie regolare. Questi OAV non sono mai stati distribuiti al di fuori del Giappone.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

  • Alcuni personaggi di Il mistero della pietra azzurra (Nadia, Jean, Electra e King) comparvero anche in Evangelion & good friends per Playstation, venduto solo in Giappone nel 1999-2000.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Ascolti[modifica | modifica wikitesto]

In rete, sono stati diffusi i dati Auditel di due puntate della serie, riguardanti la replica del 2007 dell'anime[8].

Puntata

Data

Telespettatori

Share

1 4 giugno 2007 816.000 11,09%
5 13 giugno 2007 466.000 7,23%

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Anche se Nadia pensa di provenire dall'Africa e il colore della sua pelle sembra effettivamente confermarlo, i suoi capelli sono lisci, piuttosto che ricci. Sulla rappresentazione dei capelli gli anime si prendono generalmente molte libertà, ma gli autori ammisero di non aver potuto disegnare Nadia come avrebbero voluto[senza fonte]. Alcuni dei disegni preparatori mostrano un taglio di capelli più vicino ai tratti etnici tipici dell'Africa. Inoltre uno dei bozzetti per il Capitano Nemo suggerisce che inizialmente anch'esso avrebbe dovuto essere nero. Le speculazioni dei fan su questo cambiamento vanno dall'ipotizzare che i produttori ritenessero il pubblico giapponese non ancora pronto per un personaggio nero protagonista, all'idea che avrebbe reso troppo ovvia la connessione tra Nadia e Nemo. Il character design finale del personaggio di Nemo ricorderà molto il capitano Bruno J. Global/Henry J. Gloval della serie Macross/Robotech, serie per cui lo stesso Hideaki Anno aveva lavorato ad inizio carriera come animatore. In ogni caso i caratteri somatici di Nadia, apparentemente molto più vicini a quelli indiani piuttosto che a quelli africani (anche Jean, nell'episodio 1, chiede a Nadia se lei non sia nata in India) sono giustificabili dalla trama, visto che anche se Nadia è nata effettivamente in Africa, la sua etnia non è riconducibile ad alcun ceppo terrestre.

Il film della Walt Disney Atlantis - L'impero perduto viene criticato da alcuni appassionati perché ritengono che il film ricalchi troppo palesemente alcuni elementi - anche stilistici - della serie, pur discostandosi molto per quanto riguarda la trama. Secondo i difensori del film, la Disney usa semplicemente le ben conosciute leggende di Atlantide e, piuttosto, Atlantis somiglia di più all'opera di Hayao Miyazaki Laputa: il castello nel cielo da cui la stessa serie di Nadia ha dichiaratamente attinto, essendo stata commissionata dalla rete televisiva nipponica NHK come parziale rifacimento di Laputa.[9]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

La serie ha vinto il premio Animage per le categorie:

  • Miglior titolo (1990)[10].
  • Migliori episodi (1990 con La vendetta di Electra[10] e 1991 con Le pietre azzurre[11].
  • Miglior personaggio femminile (1990[10] e 1991[11]).
  • Miglior canzone (1991)[10]

Riferimenti ad altre opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il regista Hideaki Anno ha riutilizzato nella serie alcuni nomi presenti nella sua prima opera d'animazione ad episodi, ovvero Punta al Top! GunBuster. Ad esempio quelli originari del Nautilus e del Nuovo Nautilus, "Eritrium" ed "Exelion", erano già stati assegnati alle due grandi navi spaziali che appaiono nella precedente serie. Nell'episodio 14, la Scogliera 64 è un riferimento a Leaf 64, gigantesco astro verso il quale si dirige l'Exelion nel terzo episodio di GunBuster. Inoltre l'arma del robot GunBuster chiamata "Homing Laser" è esattamente la stessa, anche per animazione, che il Capitano Nemo utilizza durante la spettacolare battaglia contro il Red Noah.
  • L'aspetto dei personaggi ed il design delle macchine ricompaiono anche in lavori successivi dello studio Gainax; infatti il character designer della serie è Yoshiyuki Sadamoto che curerà assieme ad Anno anche Neon Genesis Evangelion, i cui personaggi somigliano vagamente a quelli del Mistero della Pietra Azzurra .
  • L'opera contiene anche numerose tematiche e situazioni che saranno riprese ed amplificate in Neon Genesis Evangelion; per esempio il limite del potere della scienza, il mistero sulla causa della distruzione di una società: qui Atlantide, nell'altra opera il Second Impact, il viaggio al polo sud, la visione di un Adamo primordiale e la problematica origine dell'uomo (negli ultimi episodi).
  • La serie contiene numerose citazioni ed omaggi ad altre serie di produzione nipponica, per esempio i tre presunti "cattivi" Grandis, Sanson e Hanson (Rebecca, Sansone e Hanson nell'edizione italiana Mediaset) sono un omaggio ai cattivi della serie delle Time Bokan (le varie serie di Yattaman, I predatori del tempo, Calendar Men, ecc.), conosciuti come il Trio Drombo.
  • Nel videogioco Gunstar Heroes, prodotto dalla Treasure per Mega Drive nel 1993, vi è una evidente citazione a Grandis, Sanson e Hanson nei personaggi di Pink e i suoi due scagnozzi, i quali attaccano con un robot da guerra e dovranno essere affrontati per due volte come boss di fine livello.
  • La tuta indossata da Rei Ayanami in Neon Genesis Evangelion e da Nadia in una delle illustrazioni negli art-book è stata ripresa da quella di Electra nella parte nel nuovo Nautilus negli ultimi episodi. Quest'ultimo personaggio ricorda, durante l'incontro con i protagonisti, un'altra eroina di anime: Simone, La stella della Senna, dalla serie Il tulipano nero: la maschera a farfalla ha simile forma e stesso colore, i capelli, gli occhi e l'acconciatura sono gli stessi.
  • Una citazione da Il tulipano nero si ritrova nel nome degli aerei costruiti da Jean e citati nei primi episodi della storia come Étoile de la Seine (Stella della Senna, appunto) seguiti dai numeri di serie. L'aereo che appare nel primo episodio, che deve essere usato nella gara all'Esposizione Universale, è l'Étoile de la Seine VII e quello sul quale i due "naufragano" è l'Étoile de la Seine VIII.
  • Il character design del capitano Nemo è basato su quello di Bruno J. Global di Macross, ma alcuni dettagli ricordano un altro capitano spaziale famosissimo, Capitan Harlock (nelle ultime puntate il nuovo look di Nemo richiama esplicitamente quello del pirata dello spazio); inoltre la sua uniforme somiglia a quella del capitano Jūzō Okita (capitano Avatar negli adattamenti occidentali) della serie Star Blazers (La corazzata Yamato).
  • Nell'episodio 33, allorché Nadia e Grandis sono legate a terra nella roulotte di Gonzales, una rapida carrellata su alcuni manufatti rubati dal cacciatore di tesori mostra la lampada del Mago Pancione.
  • Il cane di Marie che nell'episodio 5 viene ucciso dai neo-atlantidei ha lo stesso nome di quello di Monsley in Conan, il ragazzo del futuro.
  • La scena della dichiarazione di guerra di Neo del 37º episodio cita quella di Devilman, in cui Zenon compare contemporaneamente in tutto il mondo, con tanto di didascalie, per annunciare la guerra totale
  • Come diventerà prassi della Gainax, l'ultimo episodio di alcune sue serie ha il titolo di un romanzo di fantascienza: in questo caso, il titolo del 39º episodio, Eredita le stelle, è letteralmente la traduzione di quello del romanzo d'esordio di James Patrick Hogan Inherit the stars, pubblicato in Italia come Lo scheletro impossibile.

Imprecisioni[modifica | modifica wikitesto]

La serie è ambientata verso la fine dell'Ottocento, ma gioca molto su divertenti anacronismi, soprattutto riguardanti le invenzioni di Jean (dalle minibatterie al litio dell'episodio 29 alla macchina per il karaoke dell'episodio 34), che non vanno quindi considerati come imprecisioni. Il regista ha tra l'altro cercato, nel capitolo dell'isola deserta, di non rendere troppo pesante il problema della sopravvivenza dei protagonisti limitandosi col descrivere una situazione più leggera, dove due ragazzini "moderni" (molto più moderni del XIX secolo) abituati all'elettricità e all'acqua corrente devono fare i conti con l'assenza di questo genere di comodità.

Sono solo tre i casi in cui si potrebbero riscontrare un anacronismo e un errore: il primo nell'episodio 1: la cima della Torre Eiffel non era composta da due balconi sovrapposti con delle estremità ad ogni angolo, conformazione con cui si presenterà dal 1957.[12] Il secondo si nota per la prima volta nell'episodio 5, dove i soldati che danno la caccia ai protagonisti imbracciano quelli che sembrano dei fucili Mondragòn, ma, come già accennato, la storia è ambientata nel 1889 mentre il progetto di quest'arma risale al 1907, cioè a diciotto anni dopo. Il terzo si riscontra nell'episodio 35, dove Nadia rivela che la sua gente proviene dalla nebulosa M78, affermando che essa dista dalla terra 277,5 anni luce, mentre in realtà la nebulosa dista dalla Terra 1.600 anni luce.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fushigi no Umi no Nadia su "The Ayao Miyazaki web".
  2. ^ (EN) Nadia - The Secret of Blue Water (TV), Anime News Network. URL consultato il 15-02-2015.
  3. ^ Man-ga: un nuovo canale Sky dedicato all'animazione giapponese, tutti i titoli, Mangaforever.net, 28 giugno 2010. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  4. ^ La frase viene pronunciata anche dal Capitano Nemo nell'Episodio 16.
  5. ^ Extra del DVD Yamato Video.
  6. ^ a b Nadia compie quindici anni nell'Ep. 35 ("Il segreto della pietra azzurra").
  7. ^ Il mistero della pietra azzurra, Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  8. ^ Telefilm News Auditel 04/06/2007 e 13/06/2007 sul blog di Antonio Genna
  9. ^ Fan site italiano, che analizza le somiglianze tra "Il mistero della pietra azzurra", "Atlantis - L'impero perduto" e "Laputa: il castello nel cielo" tramite il confronto di alcuni fotogrammi delle tre opere.
  10. ^ a b c d (JA) Anime Grand Prix 1990, Animage, maggio 1991. URL consultato il 10 giugno 2013.
  11. ^ a b (JA) Anime Grand Prix 1991, Animage, maggio 1992. URL consultato il 10 giugno 2013.
  12. ^ http://www.thesecretofbluewater.com/note11.htm.

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