Tercio

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Rappresentazione della Battaglia di Pavia (1525)

Tercio (anche "Tercios spagnoli") era un termine utilizzato dall'esercito spagnolo per descrivere un tipo misto di fanteria, composto da circa 3000 picchieri e moschettieri.

Questo tipo di formazioni militari e le loro tecniche belliche furono formalizzate e sviluppate soprattutto dal generale Gonzalo Fernández de Córdoba, durante le guerre d'Italia del XVI secolo. Rappresentò la trasformazione e il passaggio dalle istituzioni militari medievali a quelle moderne.

Oggi la legione straniera spagnola e i corpi della Marina militare spagnola utilizzano il termine "Tercio" per definire la loro unità.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Era composto principalmente da soldati di professione, disciplinatissimi e molto combattivi, che furono conosciuti per la loro invincibilità in combattimento in pieno Rinascimento e persino durante i secoli XVI e XVII. E proprio per la loro determinazione in battaglia furono sempre molto temuti dai loro nemici (questa reputazione nacque con la battaglia di Pavia del 1525, in cui fu catturato il sovrano francese, Francesco I), tanto che la loro apparizione in battaglia o il semplice sapere che sarebbero scesi in combattimento provocò spesso diserzioni tra i nemici.

Combinando la rigidità della linea dei picchieri e la potenza di fuoco a lunga gittata dei moschettieri, il tercio si rivelò ideale sia per la difesa che per l'offesa. Fu proprio con la battaglia di Rocroi che ebbe fine il predominio del tercio, e così, nel tardo XVII secolo gli spagnoli abbandonarono questa ormai obsoleta struttura militare, per adottare quella più flessibile di battaglioni e reggimenti, sul modello francese. Questo nuovo sistema fu promosso da Gustavo II Adolfo di Svezia e sarebbe stato dominante nel XVIII secolo.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

Per gran parte era formato da mercenari tedeschi, italiani, valloni e soldati provenienti dai territori spagnoli in Olanda, Napoli e Sicilia. Tipico esempio fu il famoso Tercio Viejo di Sardegna o più semplicemente Tercio de Cerdeña, i cui mercenari isolani erano anticamente inquadrati persino nella gamurra. Le truppe miste dei Tercios spagnoli, già orgoglio di sovrani come Ferdinando II il Cattolico, si distingueranno in seguito per disciplina e professionalità, dimostrandosi superiori ad altri combattenti. Tra le testimonianze belliche d'epoca post-rinascimentale si ricorda lo scontro che li vide restare sul campo insieme al loro comandante nella battaglia di Rocroi (1643), mentre i tedeschi e i valloni si davano alla fuga. Solamente con la quarta carica di cavalleria francese, supportata dal fuoco dell'artiglieria nemica, furono costretti pure loro a rompere i ranghi.

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