Scherma tradizionale

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La scherma tradizionale, scherma antica o scherma storica è la ricostruzione dei sistemi sviluppatisi prima della codifica sportiva della scherma (ovvero dell'uso sistematizzato di una spada o altra arma), sulla base della documentazione storica rimasta, dei sistemi tradizionali ancora conservati e della verifica in simulazione di combattimento.

Non va confusa con la scherma teatrale e coreografica, che sono genericamente ispirate ai sistemi effettivamente esistiti, molto diverse dalla moderna scherma sportiva agonistica che ha perso il senso dell'uso dell'arma come se fosse vera ed affilata.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scherma.

Il termine originario è Scrima, o Scrimia, poi Schermo. L'etimologia palesa la funzione prevalentemente difensiva di quest'arte il cui scopo è il colpire senza essere colpiti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il manoscritto MS I.33, datato circa al 1290, mostra scherma con spada e brocchiero.

L'uso della spada, la prima arma inventata con il solo scopo di uccidere altri esseri umani, è molto antico. Le prime fonti che accennano a particolari tecniche risultano fin dal periodo ellenico, ma è nel tardo Medioevo che appaiono i primi trattati scritti da Maestri d'Arme veri e propri. In Italia, i più famosi Maestri che ci hanno lasciato testimonianza dei loro insegnamenti sono Fiore dei Liberi (Flos Duellatorum - Ferrara - 1410 circa) e Filippo Vadi (De arte gladiatoria dimicandi - Urbino - 1485 circa). In questo periodo, che per l'Italia è da considerarsi già rinascimento delle arti e delle scienze (e la scherma è considerata come una di esse), il combattimento è particolarmente legato all'utilizzo di spade a due mani, daghe, lance, azze, bastoni e lotta a mani nude. Dal '500, con il graduale affermarsi dell'arma da fuoco sui campi di battaglia la spada diventa più un'arma da difesa personale o da uso civile che non da guerra. In questo periodo la spada viene spesso accompagnata da una seconda lama più corta da impugnarsi con l'altra mano, spesso chiamata daga o pugnale da duello, oppure accompagnata da armi difensive quali piccoli scudi (brocchieri e targhe), scudi più grandi (rotelle e targoni) oppure semplici mantelli (cappe). La scherma diventa nel primo '500 espressione di arte e scienza senza precedenti. Con i suoi grandi Maestri (Achille Marozzo o Antonio Manciolino giusto per citarne alcuni), l'Italia diventa punto di riferimento europeo anche per quest'arte. L'origine aristocratica della scherma, in cui l'utilizzo di armi secondarie viene gradualmente limitato da motivi etici e di etichetta, porta a una progressiva codifica della disciplina. In essa diventano preponderanti sempre più i colpi di punta, decisamente più letali dei tradizionali colpi di taglio. È per l'appunto dopo il 1600 che la vecchia spada da lato (detta così poiché di uso civile da portare alla cintura) si trasforma nella spada da lato a striscia o semplicemente "striscia". L'evoluzione dell'arma porta ad un cambiamento delle tecniche: ormai si usa per lo più la spada sola o la spada ed il pugnale; ancora per tutto il 1600 l'Italia produce notevoli Maestri, quali Ridolfo Capoferro da Cagli.

Nei secoli successivi, la scherma si allontana sempre più dai casi di combattimento reale, perdendo d'importanza la dottrina d'uso principale: la sopravvivenza in un combattimento in steccato, in Duello "alla macchia" o in caso di aggressione in strada. La scherma diventa gradualmente un passatempo da gentiluomini, che vedono nel circolo di scherma anche una sorta di club per ritrovarsi. Nell'800 questo cambiamento generalizzato della scherma porta alla scomparsa di Maestri che possano insegnare efficacemente quest'arte in condizioni di combattimento reale. Per tale motivo gli ambienti militari delle potenze dominanti del tempo, cominciano a ricercare fuori dai propri territori, persone in grado di insegnare il combattimento con la sciabola ai propri ufficiali. Ad ogni modo, anche nel '900 gli schermidori Italiani di spada erano rinomati proprio per la loro esperienza e pratica nell'uso della spada da duello, sebbene le tecniche originali di scherma antica, la quale sfrutta combinazione di colpi di taglio e colpi di punta, risultavano ormai non più praticate.

« Da quando i Goti introdussero il costume del duello, l'arte della difesa divenne uno studio necessario: venne codificata da determinate regole e vennero create accademie che istruissero i giovani alla pratica. I moderni hanno adottato lo spadino a discapito delle armi antiche, cosa che ha portato allo sviluppo di una nuova forma di difesa, distintasi con l'appellativo di Scherma, che figura a pieno titolo quale parte dell’educazione di una persona di rango, garantendole maggior forza di corpo, propriocettività, grazia, agilità, indirizzo, mettendolo parimenti nella condizione di portare a compimento con maggior facilità altre forme d’esercizio. »
(Tremamondo, Angelo (1763), L'Ecole des Armes, avec l'explication générale des principales attitudes et positions concernant l'escrime, prefazione.)

Scherma tradizionale come arte marziale moderna[modifica | modifica sorgente]

Le tecniche di scherma antica, al giorno d'oggi, vengono riproposte grazie allo studio degli scritti che i Maestri del tempo ci hanno lasciato o, in taluni casi, recuperando quanto è rimasto in ambiti non collegati al mondo della Scherma Sportiva. Si possono così scoprire le peculiarità di un'arte marziale occidentale, che ha trovato in Italia un terreno particolarmente fertile per svilupparsi ed accrescersi al punto da poter essere considerata a pieno titolo l'Arte marziale Italiana. Un'Arte che si fonda sul principio del "toccare senza essere toccati" e su oltre sette secoli di storia codificati nelle decine di Trattati d'Arme fino ad oggi recuperati.

Numerose sono le associazioni sportive dilettantistiche che organizzano corsi dedicati a questa attività, sebbene in Italia non esista alcuna federazione nazionale di praticanti di scherma antica. La FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) sembra essere orientata principalmente alle arti marziali a mani libere, per cui non possiede al suo interno un settore dedicato alla scherma occidentale. Mentre la FIS (Federazione Italiana Scherma) sta ultimamente aprendo i propri orizzonti cercando di regolamentare l'aspetto più sportivo di questa pratica. In contrapposizione alle Federazioni Nazionali sportive altre organizzazioni di carattere promozionale riconosciute dal CONI (in particolare UISP e CSEN) hanno organizzato propri settori in cui la pratica della scherma antica è ben sviluppata.

Terminologia e dettagli[modifica | modifica sorgente]

Nel '900 era uso distinguere la scherma praticata al circolo sportivo e la scherma da duello, normalmente al primo sangue, rispettivamente con "scherma da pedana" e "scherma da terreno".

Oggigiorno, nel linguaggio comune sono oramai diventati pressoché equivalenti i seguenti termini, anche se ne esistono diverse interpretazioni:

scherma tradizionale
indicante le tecniche schermistiche tramandateci attraverso la tradizione orale o scritta;
scherma antica (in contrapposizione al termine "scherma moderna" sinonimo di scherma sportiva)
indicante la scherma non più praticata in tempi odierni; termine già ritrovabile nei primi anni del Novecento al tempo in riferimento alla scherma precedente il XIX secolo,
scherma storica
indicante le tecniche schermistiche relative ad un determinato periodo storico non contemporaneo (es. scherma storica rinascimentale, scherma storica trecentesca, ecc.).

Lo studio di queste discipline può essere orientato verso l'analisi e la ricostruzione da documentazione scritta oppure verso la sperimentazione diretta con repliche delle armi originali.

Mentre la pratica in combattimento libero, data la relativa pericolosità della stessa, può essere eseguita in sicurezza riconducendola ad una delle seguenti categorie:

contatto leggero (light contact o in controllo)
in genere eseguito con repliche in metallo prive delle caratteristiche lesive (taglio e punta), in cui la sicurezza è garantita dal controllo del colpo e si pratica al fine di migliorare la tecnica schermistica;
contatto pieno (full contact)
in genere eseguito con repliche in materiale non lesivo (acciaio leggero e flessibile, legno, rattan, bambù) ed opportune protezioni per il corpo, in cui lo scopo principale è simulare nella migliore maniera possibile le condizioni di uno scontro reale.

Negli ultimi anni si sta diffondendo una terza categoria, ispirata alle rivisitazioni hollywoodiane del medioevo europeo. Tale disciplina, spesso sovrapposta alla rievocazione storica, consiste in scontri fra contendenti in armatura completa dotati di repliche di spade rigide e fortemente smussate (minimo 3 mm di superficie di impatto). Pur presentando a volte colpi applicati con notevole forza, per ragioni di sicurezza vengono banditi determinati colpi o atteggiamenti, presenti invece nel contatto pieno. La presenza di pesanti protezioni passive in metallo consente ai combattenti di non prestare particolare attenzione al controllo del colpo, cosa invece fondamentale nel contatto leggero.

Armi[modifica | modifica sorgente]

Le armi che possono far parte della disciplina di scherma antica sono le seguenti:

Trattati di Scherma[modifica | modifica sorgente]

Bartolommeo Bertolini: "Trattato di sciabola" - 1842
Giordano Rossi: "Scherma di Spada e Sciabola - Manuale teorico-pratico" - 1885

Contributi moderni per i praticanti di scherma antica e tradizionale[modifica | modifica sorgente]

  • Arte di daga - Non ti fidar di me se il cuor di manca, a cura di Graziano Galvani, Editore Zero3 collana I Libri del Circolo ISBN 00-0024-062-1
  • Flos Duellatorum - Manuale di arte del combattimento del XV secolo di Fiore dei Liberi, a cura di Marco Rubboli e Luca Cesari, Editore Il Cerchio collana Gli Archi ISBN 88-8474-023-1 (Errata corrige della pubblicazione)
  • Flos Duellatorum di Fiore dei Liberi, a cura di Giovanni Rapisardi, Editore "Seneca Edizioni" collana Gladiatoria ISBN 978-88-6122-108-6
  • Flos Duellatorum 1409-2002 - La pietra miliare della Scuola Marziale Italiana, a cura di Graziano Galvani, Girlanda Roberto e Lorenzi Enrico, Editore Zero3 collana I Libri del Circolo ISBN 600-135-080-9
  • Gran simulacro dell'arte e dell'uso della scherma di Ridolfo Capoferro, a cura di Giovanni Rapisardi, Editore "Seneca Edizioni" collana Gladiatoria ISBN 978-88-89404-14-0
  • Opera nova dell'arte delle armi di Achille Marozzo, a cura di Giovanni Rapisardi, Editore "Seneca Edizioni" collana Gladiatoria ISBN 978-88-89404-15-7
  • I.33 - (anonimo), a Cura di Andrea Morini e Riccardo Rudilosso, Editore Il Cerchio collana Gli Archi (Errata corrige della pubblicazione)
  • L'arte cavalleresca del combattimento - De arte gladiatoria dimicandi di Filippo Vadi, a cura di Marco Rubboli e Luca Cesari, Editore Il Cerchio collana Gli Archi ISBN 88-8474-079-7
  • L'arte della spada - Trattato di scherma dell'inizio del XVI secolo di Anonimo Bolognese, a Cura di Marco Rubboli e Luca Cesari, Editore Il Cerchio collana Gli Archi, codice ISBN 88-8474-093-2 (Errata corrige della pubblicazione)
  • Monomachia - Trattato dell'arte della scherma di Sandro Altoni Francesco, a Cura di Alessandro Battistini, Iacopo Venni e Marco Rubboli, Editore Il Cerchio ISBN 88-8474-147-5 (Errata corrige della pubblicazione)
  • Nova scrimia - Arte marziale italiana - Figli dell'Arte e non della Ventura, a cura di Graziano Galvani, Editore Zero3 collana I Libri del Circolo ISBN 00-0019-283-X
  • Arti marziali italiane. Lotta, prese di daga, daga contro daga di Maurizio Maltese, Edizioni Mediterranee 2002, codice ISBN 8827214380
  • Scherma di bastone - I quaderno tecnico, a cura di Graziano Galvani, Editore Zero3 collana I Libri del Circolo, codice ISBN 00-0023-080-4
  • Il fior di battaglia di fiore dei Liberi da Cividale – Il Codice Ludwig XV 13 del J. Paul Getty Museum, a cura di Massimo Malipiero, Edizione Ribis, Udine, 2006 ISBN 88-7445-035-4
  • Opera nova di Antonio Manciolino, a Cura di Marco Rubboli e Alessandro Battistini, Editore Il Cerchio collana Gli Archi ISBN 88-8474-176-9
  • Trattato di scherma - Trattato di scherma della fine del XV secolo di Anonimo Riccardiano, a Cura di Alessandro Battistini e Iacopo Venni, Editore Il Cerchio collana Gli Archi (Errata corrige della pubblicazione)

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