Košarkaški klub Partizan

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KK Partizan Beograd
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Campione di Serbia in carica Campione di Serbia in carica
KK Partizan Logo.PNG
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Kit shorts.svg
Trasferta
Colori sociali 600px Bianconero con stella rossa.svg Bianco e nero
Dati societari
Città Belgrado
Paese Serbia Serbia
Confederazione FIBA Europe
Federazione KSS
Campionato Košarkaška liga Srbije
Fondazione 1945
Denominazione KK Partizan Belgrado
(1945-presente)
Presidente Serbia Predrag Danilović
General manager Serbia Mlađan Šilobad
Allenatore Montenegro Duško Vujošević
Palazzetto Pionir Hall e
Beogradska Arena
(8.150 e 23.000 posti)
Sito web www.kkpartizan.rs/
Palmarès
Icona Euroleague.png
Titoli nazionali 5 YUBA liga (1945-1992)
8 YUBA liga (1992-2006)
8 Campionati serbi
Coppe nazionali 3 Coppe di Jugoslavia (1945-1992)
5 Coppe di Jugoslavia (1992-2003)
5 Coppe di Serbia
Eurolega 1
Coppe europee 3 Coppa Korać
Altri titoli 6 Lega Adriatica

Il Košarkaški Klub Partizan è una squadra di pallacanestro serba avente sede nella capitale Belgrado. Fondato nel 1945, disputa la Lega Adriatica e il campionato nazionale serbo di massima divisione, la Košarkaška liga Srbije. Gioca le partite interne nella struttura della Pionir Hall, la cui capacità è di 8.150 posti a sedere.

Fa parte della polisportiva Sportsko Društvo Partizan.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La formazione e i primi anni (1945-1971)[modifica | modifica sorgente]

Il Partizan venne fondato il 4 ottobre 1945 come sezione sportiva della Jugoslovenska narodna armija. Solamente nel 1953 tutte le varie sezioni sportive facenti parte dell'esercito jugoslavo dettero vita alla società polisportiva Sportsko Društvo Partizan.

Sebbene le varie formazioni che si susseguirono nel corso dei primi trent'anni di vita del club potessero annoverare giocatori del calibro di Mirko Marjanović, Božidar Munćan, Radomir Šaper, Vilmoš Loci, Lajoš Engler, Čedomir Stojičević, Borislav Stanković, Borislav Ćurčić, Branko Radović, Radovan Radović, Miloš Bojović, Dragutin Čermak, Slobodan Jelić, solamente nella stagione 1975-1976 la squadra riuscì a vincere il primo campionato jugoslavo.

In questo frangente, la squadra si classificò per ben cinque volte al secondo posto, mentre per altre due, pur avendo gli stessi punti del vincitore non ottenne la vittoria per la differenza punti[1].

Un decennio di vittorie (1971-1981)[modifica | modifica sorgente]

L'ascesa del Partizan, in patria, e in Europa, ebbe inizio nei primi anni 1970, con l'arrivo nel 1971 in panchina dell'allenatore della nazionale jugoslava Ranko Žeravica, che portò nel club tutte le sue conoscenze e l'esperienze accumulate in ambito internazionale, adeguando il gioco del basket statunitense e sovietico con le particolarità della pallacanestro serba, grazie alla fucina di giovani talenti, su tutti Dražen Dalipagić e Dragan Kićanović. Dopo l'addio di Žeravica nel 1978, la struttura, sia sportiva che di gioco, venne ampliata dai suoi successori Borislav Ćorković e Dušan Ivković.

Quelli furono anni particolarmente importanti e pieni di successi che culminarono con la vittoria di diversi trofei. Il primo fu la vittoria del campionato jugoslavo nel 1975-1976, cui seguirono le due vittorie consecutive della Coppa Korać: la prima nel 1977-1978 con la vittoria in finale contro il Bosna Sarajevo; l'anno successivo, nella stagione 1978-1979 contro l'Arrigoni AMG Sebastiani Rieti. Il decennio si concluse con la conquista di altri due campionati jugoslavi (nel 1978-1979 e nel 1980-1981).

Oltre ai già citati Dalipagić e Kićanović, una menzione particolare la meritano Dragutin Čermak, Goran Latifić (il capitano del primo titolo nazionale nel 1976), Josip Farčić, Dragan Todorić, Dušan Kerkez, Miodrag Marić, Boban Petrović, Arsenije Pešić, Boris Beravs, Milenko Savović, Jadran Vujačić, Nebojša Zorkić, Žarko Zečević.[2]

Un nuovo "dream team" (1985-1991)[modifica | modifica sorgente]

Dopo un periodo avaro di successi a causa del cambio generazionale della squadra, sul finire degli anni 1980, sotto la guida del nuovo direttore generale Dragan Kićanović (ex stella del club), nuovi giovani allenatori come Duško Vujošević, Zoran Slavnić, Borislav Džaković e Vladislav Lučić si alternarono sulla panchina dei bianconeri, portando nuove tecniche di gioco e nuovi successi.

Nel frattempo la crescita della generazione dei giovani Aleksandar Đorđević, Vlade Divac, Žarko Paspalj, Ivo Nakić, Miroslav Pecarski e Oliver Popović, supportati dai veterani Želimir Obradović, Milenko Savović e Goran Grbović, guidati in panchina da Duško Vujošević, portarono la squadra ai vertici della pallacanestro jugoslava ed europea: in campo nazionale la vittoria del campionato jugoslavo 1986-1987, mentre nella Coppa dei Campioni 1987-1988 la squadra riuscì a qualificarsi alle final four di Gand. Dopo aver perso la semifinale contro il Maccabi Tel-Aviv per 87-82, nella finale per il 3º/4º posto, la vittoria sui greci dell'Aris Salonicco per 105-93 consegnò alla squadra di Belgrado uno straordinario terzo posto nella massima competizione europea.

L'anno successivo, nel 1989, spinta da un giovanissimo Predrag Danilović, il Partizan riuscì a far propria la sua terza Coppa Korać: dopo aver perso la partita in Italia contro la Wiwa Vismara Cantù (76-89), al ritorno la squadra di Vujošević riuscì ad imporsi per 101-82. Lo stesso anno il Partizan fece propria anche la Coppa di Jugoslavia, superando in finale (87-74) i nuovi Campioni d'Euopa della Jugoplastika Spalato di Toni Kukoč, Duško Ivanović e Dino Rađa.

I successi in campo europeo comportarono grossi cambiamenti: da un lato la possibilità di ingaggiare nuovi giovani talenti, grazie alle maggiori risorse economiche; dall'altro le principali squadre europee e degli Stati Uniti acquistarono i diritti dei nuovi giovani campioni del Partizan. Alla fine del 1989 Vlade Divac e Žarko Paspalj - oltre a Dražen Petrović del Cibona Zagabria - furono i primi giocatori jugoslavi a trasferirsi nel campionato NBA.[3]

Sul tetto d'Europa (1991-1992)[modifica | modifica sorgente]

Dopo la partenza di Divac, Paspalj, Grbović, Savović e altri protagonisti delle stagioni precedenti, il Partizan basò la stagione 1991-1992 su un nucleo giovane, le cui stelle principali erano il ventiquattrenne Aleksandar Đorđević e il ventunenne Predrag Danilović. Inoltre alla guida della squadra venne nominato Želimir Obradović, appena ritirato e alla prima esperienza in panchina, cui venne affiancato il "santone" Aza Nikolić.

Inoltre la FIBA Europe, a causa dell'inasprirsi della situazione in Jugoslavia, obbligò tutte le squadre del Paese, a disputare le partite casilinghe lontane dal proprio pallazzetto: il Partizan scelse di disputare le partite interne nella città spagnola di Fuenlabrada, con la squadra costretta a una grande "odissea" in giro per l'Europa.

Nella Coppa dei Campioni 1991-1992 il Partizan, dopo aver superato agevolmente il turno preliminare superando gli ungheresi dello Szolnoki Olaj, chiuse il girone al quarto posto, con nove vittorie e cinque sconfitte. Nei successivi quarti di finale, con grande stupore, la squadra di Obradović riuscì a superare la fortissima Virtus Bologna di Ettore Messina, e a qualificarsi alle final four di Istanbul.

Senza giocatori stranieri e con un'età media di 21,7 anni, la squadra guidata da Đorđević e Danilović, con Ivo Nakić, Zoran Stevanović, Vladimir Dragutinović, Željko Rebrača, Mlađan Šilobad, Slaviša Koprivica, Nikola Lončar e Dragiša Šarić era ritenuta la squadra più debole tra qualificate, con le spagnole Joventut Badalona, Estudiantes Madird e l'italiana Philips Milano[4]

Alla Abdi İpekçi Arena, in semifinale il Partizan riuscì a battere la Phillps Milano allenata da Mike D'Antoni per 82-75, ed in finale ad avere la meglio sulla Joventut Badalona di Lolo Sainz per 71-70, con il famoso tiro da tre punti all'ultimo secondo di Aleksandar Đorđević[5].

La straordinaria annata bianconera si concluse con il trionfo nel campionato jugoslavo 1991-1992 e della Coppa di Jugoslavia 1992: il triple crown.

L'isolamento europeo (1992-1995)[modifica | modifica sorgente]

Dopo il trionfo di Istanbul Aleksandar Đorđević e Predrag Danilović si trasferirono in Italia: il primo alla Philips Milano, il secondo alla Virtus Bologna. Inoltre, con l'inasprirsi della situazione nella ex-Jugoslavia e l'embargo deciso dalle Nazioni Unite, al Partizan venne impedito di poter difendere il titolo europeo conquistato.

La stagione successiva la panchina, dopo l'addio di Obradović, venne affidata a Željko Lukajić che riuscì a conquistare la Coppa di Jugoslavia 1994, successo bissato l'anno successivo sotto la guida Borislav Džaković, con la vittoria anche del campionato jugoslavo 1994-1995.

La nuova generazione di giocatori, tra tutti Nikola Lončar, Miroslav Berić, Haris Brkić, Željko Rebrača, Predrag Drobnjak e Aleksandar Čubrilo, continuarono ad imporsi in patria, ma il ritorno in Europa, pur avendo in panchina Ranko Žeravica, non fu dei migliori.[6]

Un nuovo inizio (1996-2001)[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1996-1997, il Partizan sotto la guida del nuovo allenatore Miroslav Nikolić riuscì a qualificarsi alle TOP 16 di Eurolega, venendo però eliminato agli ottavi di finale dai futuri campioni dell'Olympiacos. In patria, tuttavia grazie all'apporto di Dejan Tomašević, Dejan Koturović, Dragan Lukovski la squadra riuscì a difendere il titolo.

La stagione successiva, dopo soli due anni dal ritorno dall'"esilio" forzato imposto dalla FIBA Europe, la formazione di Nikolić riuscì a qualificarsi alle final four di Eurolega battendo agli ottavi i russi del CSKA Mosca, perdendo poi la semifinale contro la Virtus Bologna per 81 a 63, qualificandosi infine al quarto posto dopo aver perso la finalina contro la Benetton Treviso.[7]

Il campionato 1998-1999 venne sospeso a causa dei bombardamenti della NATO, ma la squadra riuscì a conquistare la Coppa di Jugoslavia battendo in finale il FMP Železnik per 80 a 62, col sottofondo delle sirene aeree. Alla fine della stagione la maggior parte dei giocatori lasciò la squadra, e venne allestita una nuova giovane formazione guidata da Nenad Trajković e come giocatori principali Miroslav Radošević, Vladimir Đokić, Aleksandar Čubrilo, Nenad Čanak, Ratko Varda, Veselin Petrović e Dragan Marković, che riuscirono a difendere la Coppa di Jugoslavia.

Il nuovo millennio si aprì con la leggenda Vlade Divac alla presidenza del club, e un nuovo giovane allenatore, Darko Ruso, che non riuscì a ripetere i successi recenti e ad andare oltre gli ottavi di finale della Suproleague.

L'era d'oro di Vujošević (2001-2010)[modifica | modifica sorgente]

Nell'autunno del 2001, un'altra leggenda del club, Predrag Danilović venne nominato presidente della squadra, e nuovo allenatore venne nominato Duško Vujošević, già allenatore in due precedenti occasioni, e che già aveva conquistato il titolo 1986-1987, oltre alla Coppa di Jugoslavia 1989.

Il ritorno di un allenatore esperto come Vujošević coincise con l'inizio di una nuova era nella storia del club: la politica principale, dovuta anche ai problemi finanziari del club, e della Serbia più in generale, fu quello di "allevare" giovani da trasformare in giocatori di qualità, da poter poi vendere all'estero, pur mantenendo l'obiettivo sportivo della vittoria in patria. Giocatori come Miloš Vujanić, Nenad Krstić, Vule Avdalović, e i giovanissimi Uroš Tripković, Luka Bogdanović, Kosta Perović, Boris Bakić, Dejan Borovnjak, Novica Veličković, vennero portati alla ribalta internazionale dal lavoro e dai risultati di Vujošević, anche grazie al sapiente mix con veterani di lungo corso come Vlado Šćepanović, Đuro Ostojić, Dejan Milojević, Predrag Šuput, Petar Božić, Fred House e Vonteego Cummings.[8]

Bo McCalebb nel 2009-2010

Dal 2001 al 2010 il Partizan mise in bacheca cinque YUBA liga (2001-2002, 2002-2003, 2003-2004, 2004-2005, 2005-2006); quattro campionati serbi (2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2009-2010); una Coppa di Jugoslavia (2002); tre Coppe di Serbia (2008, 2009, 2010); e quattro Leghe Adriatica (2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2009-2010).

Anche in Europa la squadra crebbe negli anni: da presenza fissa in Eurolega, all'avanzamento nel torneo, fino a qualificarsi alla final four dell'edizione 2009-2010, dopo aver estromesso superpotenze cestistiche come il Panathinaikos (alle TOP 16), e il Maccabi Tel Aviv (ai quarti di finale). Il mix di giovani stelle, già comunque navigati come Jan Veselý, il ritorno di Dušan Kecman condito da giocatori sconosciuti ma di prospettiva come Aleks Marić, Bo McCalebb e Lawrence Roberts formarono un mix che sorprese gli addetti ai lavori, e che venne sconfitto solo ai tempi supplementari, sia in semifinale, contro l'Olympiacos (80-83), sia poi nella finale per il 3º/4º posto contro il CSKA Mosca (88-90).[9]

I successi in Europa valsero l'attribuzione di numerosi premi e riconoscimenti: nel 2009-2010 Aleks Marić venne inserito nel quintetto ideale dell'Eurolega, e sempre nello stesso anno Bo McCalebb venne inserito nel secondo quintetto. Prima di lui Miloš Vujanić, nel 2003, e Nikola Peković nel 2008, vennero inseriti nel secondo quintetto ideale. L'anno precedente, nella stagione 2008-2009, Novica Veličković ricevette il premio quale miglior giovane della competizione.

Sempre nel 2008-2009 a Vujošević venne attribuito il premio di allenatore dell'anno.

Il biennio di Jovanović (2010-2012)[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno del 2010 Duško Vujošević lasciò la carica di allenatore del Partizan per accasarsi al CSKA Mosca. Al suo posto venne promosso il vice Vlada Jovanović. La squadra, ancora una volta venne stravolta, ma nonostante l'assestamento iniziale i successi non mancarono di venire: la vittoria di due campionati serbi (2010-2011 e 2011-2012), di altrettante Coppe di Serbia (2011, 2012) e della Lega Adriatica 2010-2011.

Il ritorno di Vujošević (2012-presente)[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno del 2012, Vujošević fece ritorno sulla panchina del Partizan[10], e la squadra venne ulteriormente rinnovata e ringiovanita con l'arrivo di nuovi giovani talenti come Bogdan Bogdanović, l'estone Dāvis Bertāns, e i francesi Joffrey Lauvergne e Léo Westermann. La nuova squadra continuò con a mietere successi: il campionato serbo 2012-2013 e la Lega Adriatica 2012-2013. Unico "neo" la sconfitta contro la Stella Rossa, nella finale della Coppa di Serbia, persa per 69 a 78.

La stagione successiva, il nuovo mix giovani-veterani non porta i risultati sperati, complici anche diversi infortuni, e il Partizan conquista "solamente" il campionato serbo 2013-2014.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria del K.K. Partizan

  • 1951 · 2ª in YUBA liga
  • 1952 · 3ª in YUBA liga
  • 1953 · 4ª in YUBA liga
  • 1954 · 5ª in YUBA liga
  • 1955 · 3ª in YUBA liga
  • 1956 · 3ª in YUBA liga
  • 1957 · 7ª in YUBA liga
  • 1958 · 6ª in YUBA liga
  • 1959 · 4ª in YUBA liga
Ottavi di finale in Coppa di Jugoslavia
  • 1960 · 4ª in YUBA liga

  • 1961 · 5ª in YUBA liga
  • 1962 · 6ª in YUBA liga
Finalista in Coppa di Jugoslavia
  • 1963 · 2ª in YUBA liga
  • 1964 · 7ª in YUBA liga
  • 1965 · 5ª in YUBA liga
  • 1966 · 2ª in YUBA liga
  • 1967 · 7ª in YUBA liga
Quarti di finale di Coppa delle Coppe
Quarti di finale in Coppa di Jugoslavia
Ottavi di finale in Coppa di Jugoslavia

Ottavi di finale in Coppa di Jugoslavia
Ottavi di finale in Coppa di Jugoslavia
Finalista in Coppa di Jugoslavia
Semifinalista in Coppa di Jugoslavia
Finalista di Coppa Korać
Ottavi di finale in Coppa di Jugoslavia
Semifinalista di Coppa Korać
  • 1975-1976 · Emblem of SFR Yugoslavia.svg Campione di Jugoslavia (1º titolo)
Quarti di finale in Coppa di Jugoslavia
Quarti di finale di Coppa Korać
Sedicesimi di finale in Coppa di Jugoslavia
Sedicesimi di finale in Coppa di Jugoslavia
EUFOR Roundel.svg Vincitore della Coppa Korać (1º titolo)
  • 1978-1979 · Emblem of SFR Yugoslavia.svg Campione di Jugoslavia (2º titolo)
Roundel of SFR Yugoslavia Air Force.svg Vincitore della Coppa di Jugoslavia (1º titolo)
EUFOR Roundel.svg Vincitore della Coppa Korać (2º titolo)
Quarti di finale in Coppa di Jugoslavia
6ª in Coppa dei Campioni

  • 1980-1981 · Emblem of SFR Yugoslavia.svg Campione di Jugoslavia (3º titolo)
Quarti di finale in Coppa di Jugoslavia
Quarti di finale di Coppa Korać
Quarti di finale in Coppa di Jugoslavia
3ª in Coppa dei Campioni
  • 1982-1983 · eliminata alle semifinali in YUBA liga
Secondo turno preliminare in Coppa di Jugoslavia
Quarti di finale di Coppa Korać
  • 1983-1984 · eliminata ai quarti di finale in YUBA liga
Ottavi di finale in Coppa di Jugoslavia
Secondo turono eliminatorio di Coppa Korać
  • 1984-1985 · eliminata alle semifinali in YUBA liga
Ottavi di finale in Coppa di Jugoslavia
  • 1985-1986 · eliminata alle semifinali in YUBA liga
Quarti di finale in Coppa di Jugoslavia
Quarti di finale di Coppa Korać
  • 1986-1987 · Emblem of SFR Yugoslavia.svg Campione di Jugoslavia (4º titolo)
Semifinalista in Coppa di Jugoslavia
Quarti di finale di Coppa Korać
Semifinalista in Coppa di Jugoslavia
3ª in Coppa dei Campioni
Roundel of SFR Yugoslavia Air Force.svg Vincitore della Coppa di Jugoslavia (2º titolo)
EUFOR Roundel.svg Vincitore della Coppa Korać (3º titolo)
Quarti di finale in Coppa di Jugoslavia
Quarti di finale di Coppa delle Coppe

Quarti di finale in Coppa di Jugoslavia
  • 1991-1992 · Emblem of SFR Yugoslavia.svg Campione di Jugoslavia (5º titolo)
Roundel of SFR Yugoslavia Air Force.svg Vincitore della Coppa di Jugoslavia (3º titolo)
Icona Euroleague.png Vincitore della Coppa dei Campioni (1º titolo)
Finalista in Coppa di Jugoslavia
Roundel of Yugoslavia 1992-2003.svg Vincitore della Coppa di Jugoslavia (1º titolo)
  • 1994-1995 · Coat of arms of a new Yugoslavia (alternate version 2).svg Campione di Jugoslavia (1º titolo)
Roundel of Yugoslavia 1992-2003.svg Vincitore della Coppa di Jugoslavia (2º titolo)
  • 1995-1996 · Coat of arms of a new Yugoslavia (alternate version 2).svg Campione di Jugoslavia (2º titolo)
Finalista in Coppa di Jugoslavia
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni
Quarti di finale di Coppa d'Europa
  • 1996-1997 · Coat of arms of a new Yugoslavia (alternate version 2).svg Campione di Jugoslavia (3º titolo)
Finalista in Coppa di Jugoslavia
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni
  • 1997-1998 · eliminata alle semifinali in YUBA liga
Semifinalista in Coppa di Jugoslavia
4ª in Coppa dei Campioni
Roundel of Yugoslavia 1992-2003.svg Vincitore della Coppa di Jugoslavia (3º titolo)
Quarti di finale di Coppa Saporta
Roundel of Yugoslavia 1992-2003.svg Vincitore della Coppa di Jugoslavia (4º titolo)
Fase a gironi di Coppa Saporta

Finalista in Coppa di Jugoslavia
Ottavi di finale di Suproleague
  • 2001-2002 · Coat of arms of a new Yugoslavia (alternate version 2).svg Campione di Jugoslavia (4º titolo)
Roundel of Yugoslavia 1992-2003.svg Vincitore della Coppa di Jugoslavia (5º titolo)
Fase a gironi di Eurolega
  • 2002-2003 · Coat of arms of a new Yugoslavia (alternate version 2).svg Campione di Jugoslavia (5º titolo)
Semifinalista in Coppa di Jugoslavia
Fase a gironi di Eurolega
  • 2003-2004 · Coat of arms of Serbia and Montenegro.svg Campione di Serbia e Mont. (1º titolo)
Semifinalista in Coppa di Serbia e Montenegro
Fase a gironi di Eurolega
  • 2004-2005 · Coat of arms of Serbia and Montenegro.svg Campione di Serbia e Mont. (2º titolo)
Finalista in Coppa di Serbia e Montenegro
Fase a gironi di Eurolega
Finalista in Lega Adriatica
  • 2005-2006 · Coat of arms of Serbia and Montenegro.svg Campione di Serbia e Mont. (3º titolo)
Semifinalista in Coppa di Serbia e Montenegro
Fase a gironi di Eurolega
Finalista in Lega Adriatica
Finalista in Coppa di Serbia
TOP16 di Eurolega
Vincitore della Lega Adriatica (1º titolo)
Roundel of the Serbian Air Force 2006.svg Vincitore della Coppa di Serbia (1º titolo)
Quarti di finale di Eurolega
Vincitore della Lega Adriatica (2º titolo)
Roundel of the Serbian Air Force 2006.svg Vincitore della Coppa di Serbia (2º titolo)
Quarti di finale di Eurolega
Vincitore della Lega Adriatica (3º titolo)
Roundel of the Serbian Air Force 2006.svg Vincitore della Coppa di Serbia (3º titolo)
4ª in Eurolega
Vincitore della Lega Adriatica (4º titolo)

Roundel of the Serbian Air Force 2006.svg Vincitore della Coppa di Serbia (4º titolo)
TOP16 di Eurolega
Vincitore della Lega Adriatica (5º titolo)
Roundel of the Serbian Air Force 2006.svg Vincitore della Coppa di Serbia (5º titolo)
Fase a gironi di Eurolega
Semifinalista della Lega Adriatica
Finalista in Coppa di Serbia
Fase a gironi di Eurolega
Vincitore della Lega Adriatica (6º titolo)
Quarti di finale della Coppa di Serbia
TOP16 di Eurolega
Semifinalista della Lega Adriatica

Arene di gioco[modifica | modifica sorgente]

La Pionir Hall, sede attuale delle partite interne del Partizan

Nei primi anni dopo la sua nascita, e fino al 1968 il Partizan giocò le partite casalinghe nella Fortezza di Belgrado, per poi trasferirisi nella Sports Hall Nuova Belgrado a Novi Beograd, arena con una capacità di 5.000 spettatori.

Dal 1992 il Partizan gioca le partite interne nella Pionir Hall a Palilula, arena costruita nel 1973 in undici mesi, e che ha una capacità di 8.150 posti a sedere.

Nella stagione 2008-2009 di Eurolega il Partizan disputò le partite interne della TOP 16 nella Kombank Arena. Il 5 marzo 2009 la gara contro il Panathinaikos fece registrare un'affluenza di 22.567 spettatori, record per una gara di Eurolega.[11]

Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grobari.

I Grobari (serbo: Гробари, ovvero I becchini) sono i tifosi della sezione calcistica della polisportiva del Partizan, anche se generalmente con tale appellativo vengono identificati tutti i tifosi del Partizan.[12]

Società[modifica | modifica sorgente]

Il Partizan fa parte della Jugoslovensko sportsko društvo Partizan, polisportiva che raggruppa 26 discipline sportive fondata il 4 ottobre 1945 a Belgrado, come costola sportiva dell'esercito jugoslavo.

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

Organigramma del Consiglio di amministrazione del Partizan.[13]

KK Partizan Logo.PNG
Staff dell'area amministrativa
  • Serbia Predrag Danilović - Presidente
  • Bosnia ed Erzegovina Milorad Dodik - Presidente onorario
  • Serbia Živomir Novaković - Vice presidente
  • Serbia Andreja Mladenović - Vice presidente
  • Serbia Dejan Smiljanić - Consigliere
  • Serbia Mirko Tišma - Consigliere
  • Serbia Budimir Krstović - Consigliere
  • Serbia Ranko Sočanac - Consigliere
  • Serbia Zoran Korać - Consigliere
  • Serbia Radisav Vulićević - Consigliere
  • Serbia Svetlana Vičerova - Segretario


Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del K.K. Partizan.

Il primo allenatore del club fu Ratko Vlahović, subito seguito da Božo Grkinić che guidò la squadra per due stagioni. Borislav Ćorković fu invece il primo allenatore a vincitore un trofeo, il campionato jugoslavo 1975-1976. Il primo successo internazionale del club, la Coppa Korać del 1977-1978, fu ad opera di Ranko Žeravica.

Želimir Obradović ha invece guidato la squadra nel successo più prestigioso: la Coppa dei Campioni del 1991-1992.

Borislav Stanković e Ranko Žeravica sono membri della FIBA Hall of Fame, mentre Aza Nikolić è stato incluso nella Basketball Hall of Fame. Allo stesso modo lo stesso Nikolić, oltre a Dušan Ivković e Želimir Obradović sono stati inclusi tra i 50 contributori più importanti della storia dell'Eurolega.

Cronologia degli allenatori

Cestisti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti del K.K. Partizan.

Tantissimi sono i campioni che hanno vestito la maglia del Partizan, e che hanno ricevuto premi, onorificenze e riconoscimenti con la maglia bianconera.

Dražen Dalipagić è dal 2004 membro della Hall of Fame. Lo stesso Dalipagić, insieme a Dragan Kićanović e a Vlade Divac, sono membri della FIBA Hall of Fame.

Tra i 50 contributori più importanti della storia dell'Eurolega troviamo Dražen Dalipagić, Predrag Danilović, Aleksandar Đorđević e Vlade Divac.

Sono stati nominati Mr. Europa ancora Dražen Dalipagić (1977, 1978), Dragan Kićanović (1981, 1982) e Vlade Divac (1989). L'Euroscar Award è stato assegnato a Dražen Dalipagić (1980, 1981), mentre Jan Veselý nel 2010 ha ottenuto il FIBA Europe Young Men's Player of the Year Award.

Nella vittoria della Coppa dei Campioni del 1991-1992, Predrag Danilović venne nominato MVP della finale.

Sempre per quanto riguarda la Coppa dei Campioni/Eurolega, nel 2009-2010 Aleks Marić è stato inserito nel quintetto ideale dell'Eurolega, mentre nello stesso anno Bo McCalebb venne inserito nel secondo quintetto. Prima di lui Miloš Vujanić, nel 2003, e Nikola Peković nel 2008, sono stati inseriti nel secondo quintetto ideale.

L'anno precedente, nella stagione 2008-2009, Novica Veličković ha ricevuto il premio quale miglior giovane della competizione; trofeo vinto anche da Bogdan Bogdanović nella stagione 2013-2014.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Titoli nazionali[modifica | modifica sorgente]

1975-1976, 1978-1979, 1980-1981, 1986-1987, 1991-1992
1994-1995, 1995-1996, 1996-1997, 2001-2002, 2002-2003, 2003-2004, 2004-2005, 2005-2006
2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014
1979, 1989, 1992
1994, 1995, 1999, 2000, 2002
2008, 2009, 2010, 2011, 2012

Titoli internazionali[modifica | modifica sorgente]

1991-1992
1977-1978, 1978-1979, 1988-1989
2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2012-2013

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni ai campionati[modifica | modifica sorgente]

I dati comprendono solo le partite di campionato/superliga, e non le partite di playoff.

Dati aggiornati al termine del campionato serbo 2013-2014

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Gare disputate Vittorie Pareggi[14] Sconfitte  % vitt.
YUBA liga (1945-1992) 45 1945 1991-1992 898 560 14 324 62,4
YUBA liga (1992-2006) 14 1992-1993 2005-2006 352 285 0 67 81,0
Košarkaška liga Srbije 8 2006-2007 2013-2014 104 91 0 13 87,5

Gare contro squadre NBA[modifica | modifica sorgente]

Il Partizan è l'unica squadra della Serbia ad aver giocato contro formazioni della NBA. Nel corso del Tour dell'Eurolega del 2009 negli Stati Uniti, il Partizan ha giocato contro i Denver Nuggets e i Phoenix Suns.

Denver
3 ottobre 2009
Denver Nuggets Flag of the United States.svg 102 – 70
referto
Flag of Serbia.svg Partizan Pepsi Center (9.749 spett.)

Phoenix
6 ottobre 2009
Phoenix Suns Flag of the United States.svg 111 – 80
referto
Flag of Serbia.svg Partizan US Airways Center (14.531 spett.)

Squadra attuale[modifica | modifica sorgente]

aggiornato al 22 febbraio 2014

N. Naz.   Ruolo Sportivo   Alt.  
4 Serbia   AP Milenko Tepić   202  
5 Serbia   P Petar Aranitović   194  
7 Francia   C Joffrey Lauvergne   210  
9 Francia   P Léo Westermann   198  
10 Francia   P Boris Dallo   196  
11 Serbia   C Nikola Milutinov   212  
12 Serbia   GA Dragan Milosavljević   198  
13 Serbia   G Bogdan Bogdanović   198  
14 Serbia   C Đorđe Gagić   210  
15 Serbia   C Dejan Musli   212  
18 Serbia   C Đoko Šalić   210  
19 Serbia   AP Mihajlo Andrić   201  
21 Stati Uniti   G Tarence Kinsey   198  
33 Serbia   AG Nemanja Bezbradica   207  
44 Lettonia   AP Dāvis Bertāns   208  
- Serbia   AP Aleksandar Pavlović   201  
N. Naz.   Ruolo Sportivo   Alt.  
  Montenegro   All. Duško Vujošević      
  Serbia   Vice-all. Velimir Gašić      
  Serbia   Vice-all. Petar Božić      
  Serbia   Vice-all. Goran Tadić      

Roster precedenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Formation, kkpartizan.rs. URL consultato il 12 settembre 2012.
  2. ^ Creating a powerhouse, kkpartizan.rs. URL consultato il 12 settembre 2012.
  3. ^ Dream Team, kkpartizan.rs. URL consultato il 12 settembre 2012.
  4. ^ Partizan 1992 - An utterly unique title, euroleague.net. URL consultato il 12 settembre 2012.
  5. ^ At the top of Europe, kkpartizan.rs. URL consultato il 12 settembre 2012.
  6. ^ Time of isolation, kkpartizan.rs. URL consultato il 12 settembre 2012.
  7. ^ Again at the top, kkpartizan.rs. URL consultato il 12 settembre 2012.
  8. ^ The new stars, kkpartizan.rs. URL consultato il 12 settembre 2012.
  9. ^ Partizan finishes fourth after falling in OT, euroleague.net. URL consultato il 12 settembre 2012.
  10. ^ Partizan mt:s, coach Vujosevic reunite, euroleague.net. URL consultato il 2 luglio 2012.
  11. ^ Partizan sets crowd record at Belgrade Arena!, euroleague.net. URL consultato il 5 marzo 2009.
  12. ^ Supporters in kkpartizan.rs. URL consultato il 12 settembre 2012.
  13. ^ Uprava, kkpartizan.rs. URL consultato il 10 dicembre 2013.
  14. ^ fino all'edizione 1960 della YUBA liga, era previsto che una gara potesse terminare in pareggio

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]