National Basketball Association

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National Basketball Association
Logo della competizione
Sport Basketball pictogram.svg Pallacanestro
Tipo franchigie
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Canada Canada
Cadenza annuale
Apertura novembre
Chiusura giugno
Partecipanti 30 squadre
Formula Regular season, Playoffs, Finals.
Sito Internet NBA.com
Storia
Fondazione 1946
Detentore San Antonio Spurs San Antonio Spurs
Maggiori titoli Boston Celtics Boston Celtics (17)
Edizione in corso National Basketball Association 2014-2015
2008 NBA Playoffs Symposium in Taiwan the Champion Trophy.jpg
Larry O'Brien Championship Trophy

La National Basketball Association, comunemente nota come NBA, è la principale lega professionistica di pallacanestro degli Stati Uniti d'America. Molti dei migliori cestisti del mondo giocano nella NBA e il livello complessivo della competizione è considerato il più alto al mondo.

La lega fu fondata a New York, il 6 giugno 1946 come Basketball Association of America (BAA). La lega adottò il nome di National Basketball Association nell'autunno del 1949 dopo una fusione con la lega rivale National Basketball League. Il quartier generale della NBA si trova nella Olympic Tower al 645 della Fifth Avenue a New York. La NBA Entertainment e gli studi della NBA TV sono ubicati invece a Secaucus, New Jersey.

La nascita e la storia della NBA[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Stagioni NBA.

Anni quaranta: la BAA e la NBL si uniscono[modifica | modifica wikitesto]

Bob Cousy dei Boston Celtics contro i New York Knicks.

La BAA venne fondata a New York il 6 giugno 1946 con il nome di Basketball Association of America dai proprietari delle più grandi arene di sport degli Stati Uniti, come il Madison Square Garden di New York.

Prima della BAA erano già presenti negli Stati Uniti altre leghe professionistiche, come la American Basketball League (ABL) e la National Basketball League (NBL), ma la BAA fu la prima a cercare di avere squadre nelle più grandi città e arene del paese. Durante i suoi primi anni di vita, la qualità del gioco della BAA non era significativamente più alta di quella delle leghe rivali o delle squadre indipendenti come gli Harlem Globetrotters.

Il 1º novembre del 1946, i Toronto Huskies ospitarono i New York Knickerbockers, in quella che è considerata dalla NBA come la prima partita giocata nella storia della lega, e Ossie Schectman mise a segno il primo canestro.

Nel 1948 i finalisti della ABL, i Baltimore Bullets entrarono nella BAA e vinsero il titolo del 1948, seguiti dai campioni della NBL del 1948 i Minneapolis Lakers, che vinsero il titolo BAA del 1949.

Il 3 agosto 1949, la BAA si accordò per fondersi con la NBL, adottando da allora il nome National Basketball Association, e portando il numero delle squadre a 17, localizzate in piccole e grandi città. Nel 1950 la NBA consolidata a 11 franchigie, tramite un processo che continuò fino al 1954, la lega arrivò alla sua dimensione minima con 8 squadre, le quali sono ancora tutt'oggi nella lega (i Knicks, Celtics, Warriors, Lakers, Royals/Kings, Pistons, Hawks, e Nationals/76ers).

Successivamente la lega vide anche trasferire le sue franchigie dalle piccola città in città più grandi. Gli Hawks si spostarono da "Tri-Cities" a Milwaukee e poi a St. Louis; i Royals da Rochester a Cincinnati, i Pistons da Fort Wayne a Detroit.

Anni cinquanta: l'integrazione razziale e i 24 secondi[modifica | modifica wikitesto]

Wilt Chamberlain detentore di molti record NBA, tra cui quello del maggior numero di punti in una singola partita (100), e quello del maggior numero di rimbalzi in una singola partita (55).

Oltre all'abbattimento delle barriere razziali con l'arrivo del giocatore americano-giapponese Wataru Misaka nella stagione 1947-1948, quando giocò per i New York Knicks, il 1950 è riconosciuto come l'anno in cui la NBA attua l'integrazione razziale con l'introduzione nella lega di giocatori afro-americani in molte squadre, inclusi Chuck Cooper con i Boston Celtics, Nat "Sweetwater" Clifton con i New York Knicks, ed Earl Lloyd con i Washington Capitols. Oggi, più di cinquant'anni dopo, la NBA è formata da giocatori di differente origine etnica e culturale. Oltre l'80% dei giocatori della NBA oggi sono afro-americani.

Durante questo periodo, i Minneapolis Lakers, capitanati dal centro George Mikan, vinsero cinque campionati NBA e divennero la prima dinastia della lega. Per incoraggiare al tiro e a un gioco più dinamico la lega introdusse la regola dei 24 secondi per arrivare al tiro a canestro, nel 1954[1]. Se la squadra non arrivava al tiro tentato nei 24 secondi per attaccare il canestro avversario, il gioco veniva fermato e la palla data alla squadra avversaria.

Nel 1956, il centro rookie Bill Russell arrivò ai Boston Celtics, i quali già avevano giocatori del calibro di Bob Cousy e il leggendario allenatore Red Auerbach, e andò alla guida della franchigia portandola a vincere undici titoli NBA in tredici stagioni. Il centro Wilt Chamberlain entrò nella lega nel 1959 e diventò la dominante star degli anni sessanta, segnando l'attualmente imbattuto record di punti in una sola partita (100) e di rimbalzi (55). La rivalità tra Russell e Chamberlain divenne una delle grandi rivalità individuali nella storia dello sport professionistico americano e mondiale.

Anni sessanta: la dinastia dei Celtics e la rivalità con la ABA[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso questo periodo la NBA continuò a rafforzarsi con lo spostamento dei Minneapolis Lakers a Los Angeles, i Philadelphia Warriors a San Francisco, e i Syracuse Nationals a Filadelfia, come anche con l'aggiunta della prima expansion team.

Nel 1967, la lega affrontò una nuova minaccia esterna con la formazione della American Basketball Association. Le due leghe entrarono in seria competizione. La NBA attirò a sé la più importante star del college di quell'epoca, Kareem Abdul-Jabbar (precedentemente conosciuto come Lew Alcindor), che insieme a Oscar Robertson guidò i Milwaukee Bucks al titolo nel suo secondo anno nella lega, e che più tardi giocò con i Los Angeles Lakers vincendo altri cinque titoli NBA.

Comunque, il miglior realizzatore della NBA, Rick Barry andò a giocare nell'ABA, come successe per altri quattro arbitri veterani - Norm Drucker, Earl Strom, John Vanak, e Joe Gushue.

Anni settanta: l'accordo con la ABA ed espansione a 22 squadre[modifica | modifica wikitesto]

L'American Basketball Association continuò a ingaggiare un numero di grandi talenti e star, incluso Julius Erving. La NBA si espanse molto durante questo periodo, con l'obiettivo di raggiungere i mercati delle grandi città. Dopo la stagione 1976, le due leghe raggiunsero un accordo che consisteva nel passaggio di quattro franchigie della ABA, i New York Nets (divenuti poi New Jersey Nets), i Denver Nuggets, gli Indiana Pacers ed i San Antonio Spurs, alla NBA, portando il numero totale delle squadre nella lega a quel tempo a 22.

Inoltre la lega introdusse l'innovativa regola della ABA della linea da tre punti, dal 1979. Quello stesso anno, i rookie Larry Bird e Magic Johnson arrivarono rispettivamente ai Boston Celtics e ai Los Angeles Lakers, iniziando un periodo di significativa crescita per la lega e per il gioco della pallacanestro stessa, senza tralasciare il nuovo crescente interesse per i fan nei confronti della NBA, negli U.S.A. e nel mondo. Bird guidò i Celtics a tre titoli, e Johnson i Lakers a cinque titoli.

Anni ottanta: i Celtics, i Lakers, e l'arrivo di Michael Jordan[modifica | modifica wikitesto]

Michael Jordan con la maglia dei Chicago Bulls ha dominato la NBA degli anni '90, vincendo 5 volte il titolo di MVP e 6 volte l'anello NBA

Gli anni ottanta furono per la NBA una decade di grande espansione anche oltre i confini degli Stati Uniti. I suoi giocatori simbolo, come Bird, Johnson ed Erving, sono conosciuti ormai in tutto il mondo.

Le squadre che si contesero i titoli in questi anni furono per lo più i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers, che diedero vita ad una delle rivalità più accese e storiche nella storia della NBA e della pallacanestro.

Ma un altro punto di svolta storico per la lega può essere considerato il Draft NBA del 1984, quando con la terza scelta assoluta i Chicago Bulls scelsero la guardia Michael Jordan, che dalla fine degli anni ottanta e quasi tutti gli anni novanta, rivoluzionò il gioco e l'idea stessa di star sportiva, diventando uomo simbolo della lega e il miglior giocatore di tutti i tempi.

L'entrata nella lega dei Dallas Mavericks nel 1980, dei Miami Heat e degli Charlotte Hornets nel 1988, degli Orlando Magic e dei Minnesota Timberwolves nel 1989, portò il numero delle squadre a 27.

Anni novanta: globalizzazione e nascita della WNBA[modifica | modifica wikitesto]

Dirk Nowitzki, un simbolo della globalizzazione dell'NBA.

La globalizzazione della lega inoltre aumentò negli anni novanta. Il Dream Team del torneo olimpico di pallacanestro delle Olimpiadi di Barcellona 1992, la prima con giocatori professionisti NBA, includeva star del calibro di Michael Jordan, Charles Barkley, Larry Bird, e Magic Johnson.

Un crescente numero di giocatori NBA inoltre iniziarono ad arrivare da altri paesi. Inizialmente, alcuni di questi giocatori, come per esempio l'MVP del 1994 Hakeem Olajuwon della Nigeria, prima giocarono nella NCAA per crescere cestisticamente.

La decade inizia con il secondo trionfo consecutivo dei Bad Boys, ovvero dei Detroit Pistons. Dal 1991 al 1993 la lega sarà dominata dai formidabili Chicago Bulls di Michael Jordan e Scottie Pippen. Grazie al ritiro di Jordan nel 1993 (tornerà nel 1995) gli Houston Rockets vincono per ben due anni di fila il titolo: il primo nel 1994 e il secondo nel 1995. Il ritorno di MJ ridà linfa ai Bulls che rivincono per tre anni di fila il titolo NBA (secondo three-peat nel giro di 8 anni). Questi titoli sono più combattuti dei precedenti, in quanto i Bulls affrontano nel 1996 i Seattle SuperSonics e nei due anni successivi i potentissimi Utah Jazz di John Stockton e del "postino" Karl Malone. Nel 1999, la stagione del lockout NBA, la spuntano i San Antonio Spurs guidati dalle "twin towers" David Robinson e Tim Duncan. Primo titolo della storia per i texani.

Nel 1995, il numero delle squadre arrivò a 29, con l'espansione della NBA in Canada, nacquero i Toronto Raptors e i Vancouver Grizzlies.

Nel 1996, la NBA creò una lega professionistica per donne, la Women's National Basketball Association.

Nel 1998, i proprietari NBA iniziarono un lockout che finì dopo 192 giorni il 18 gennaio 1999. Come risultato di questo lockout la stagione 1998-1999 fu ridotta da 82 partite a 50.

Anni 2000: 30 squadre[modifica | modifica wikitesto]

Kobe Bryant, protagonista assoluto degli anni 2000, con i Los Angeles Lakers ha vinto 5 titoli NBA e un titolo MVP.

Un numero sempre crescente dei migliori giocatori internazionali continua oggi ad arrivare a giocare nella NBA come per esempio il Rookie of the Year del 2002 e l'MVP del Mondiale 2006 Pau Gasol della Spagna, la prima scelta degli NBA Draft del 2002 Yao Ming della Cina, l'MVP del Mondiale 2002 di EuroBasket 2005 ed MVP della NBA nel 2007 Dirk Nowitzki della Germania, e l'MVP delle Olimpiadi di Atene 2004 Emanuel Ginóbili dell'Argentina.

Dal 2000 solo due squadre si sono distinte dalle altre dividendosi sei titoli fino al 2007: i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant, campioni nel 2000, 2001, 2002, 2009 e 2010 e i San Antonio Spurs di Tim Duncan, nel 2003, 2005 e 2007. La franchigia di Los Angeles inizia il nuovo millennio subito col titolo NBA, dopo aver battuto gli Indiana Pacers per 4-2 guidati da Shaquille O'Neal. L'anno successivo, i Lakers, si riconfermano battendo i Philadelphia 76ers di Allen Iverson per 4-1, e l'anno successivo completano il Three-peat contro i New Jersey Nets, guidati da Jason Kidd, per 4-0. Per tutt'e tre gli anni O'Neal è stato eletto MVP delle Finals.

Gli anni successivi sono dominati dai San Antonio Spurs di Tim Duncan, Emanuel Ginóbili e Tony Parker, che vincono il titolo prima nel 2003 battendo i New Jersey Nets per 4-2, poi nel 2005 contro i Detroit Pistons e infine nel 2007 contro i Cleveland Cavaliers di un giovane LeBron James battuti per 4-0. Nel 2007 Tony Parker diventa il primo non americano a vincere il titolo di MVP delle Finals.

Ad oggi la NBA è trasmessa in 212 nazioni in 42 lingue. Nel 2001 fu creata una lega minore, la National Basketball Development League, oggi chiamata NBA Development League (D-League), atta a far crescere giocatori.

Nel 2004, la NBA raggiunge il numero di 30 franchigie, con la nascita dei Charlotte Bobcats, e continua a evolvere come una delle più importanti e meglio organizzate leghe sportive professionistiche del mondo.

Nel 2006 avviene un fatto molto importante per il basket europeo. La prima scelta assoluta del 2006 NBA Draft è infatti Andrea Bargnani, cestista italiano scelto dai Toronto Raptors. Bargnani è stato il primo giocatore europeo scelto con il n.1 al draft.

Nel 2007 i Boston Celtics, con vari scambi ingaggiano la guardia Ray Allen e l'ala forte Kevin Garnett che si uniscono al già presente Paul Pierce per formare i nuovi "Big Three" con i quali i Celtics si riportano in vetta alla lega vincendo il titolo del 2008 contro i rivali di sempre i Los Angeles Lakers che durante la stagione regolare, in uno scambio con i Memphis Grizzlies, ottengono lo spagnolo Pau Gasol.

Per le stagioni 2009 e 2010 il titolo è questione dei Lakers che, guidati dall'MVP delle finali Kobe Bryant vincono prima contro gli Orlando Magic di Dwight Howard e nel 2010 in rivincita contro i Celtics.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

LeBron James grande protagonista degli anni 2010, quattro volte MVP e vincitore di due anelli NBA con i Miami Heat

Nell'estate del 2010, soprannominata "l'estate dei free agent" avviene la tanto attesa "decision". Il free agent LeBron James, in direttà sull'emmittente ESPN, dichiarerà, se per la stagione 2010-2011, rimarrà ai Cleveland Cavaliers o andrà in un'altra squadra in cerca di miglior fortuna. La sua scelta sono i Miami Heat dove raggiunge Dwyane Wade e il precedente firmato Chris Bosh che lascia i Toronto Raptors nelle "mani" di Andrea Bargnani. La stagione per gli Heat fatica a decollare e protagonisti sono i Chicago Bulls con la loro stella Derrick Rose che verrà nominato, a fine stagione, MVP della stagione regolare. Comunque gli Heat raggiungono le NBA Finals contro i sorprendenti Dallas Mavericks forti dall'aver eliminato i campioni in carica, i Los Angeles Lakers. Nella rivincita delle Finals del 2006 (vinte dagli Heat) sono i Mavericks, che vincono così il loro primo titolo NBA.

Nel luglio 2011 scatta il secondo lockout della storia della NBA, poiché la lega e l'associazione dei giocatori non hanno trovato l'accordo sul rinnovo del contratto collettivo, volto al risparmio così come richiesto dai 30 proprietari. Durante questo periodo molti giocatori NBA, soprattutto europei, decidono di lasciare l'America per tornare a giocare nel vecchio continente, specialmente nel campionato turco. Deron Williams, giocatore dei New Jersey Nets, decide di giocare in Turchia con il Beşiktaş finché il lockout non avrà termine; tuttavia anche Danilo Gallinari, Dwyane Wade, Dirk Nowitzki, Kobe Bryant e Kevin Garnett hanno più volte dichiarato di avere l'intenzione di andare a giocare in Europa se la stagione non si dovesse svolgere regolarmente. La stagione 2011-2012 ha poi preso il via il 25 dicembre con un numero ridotto di partite da disputare. Tuttavia per recuperare alcune delle giornate perse è stato introdotto il meccanismo del back-to-back-to-back che prevede che le squadre possano giocare consecutivamente anche per tre giorni di fila. LeBron James riesce a vincere per la terza volta il riconoscimento di MVP. Nei Playoffs 2012 gli Heat sconfiggono in finale gli Oklahoma City Thunder: dopo la vittoria dei Thunder in gara-1, gli Heat centrano 4 vittorie consecutive. Il titolo va così a Miami e LeBron James (eletto MVP delle finali) vince il suo primo campionato NBA.

L'anno successivo gli Heat riescono a vincere 27 gare di fila, diventando così la seconda franchigia con la serie positiva più lunga della storia. La franchigia di Miami arriva prima in Regular season (66-16), e ai NBA playoffs supera prima i Milwaukee Bucks (4-0), poi i Chicago Bulls orfani di Derrick Rose, e in finale di conferece gli Indiana Pacers di Paul George e arriva alle finals contro i San Antonio Spurs. Questa per LeBron James è la rivincita del titolo del 2007, quand'era ancora a Cleveland, quando i Cavs vennero asfaltati 4-0. Miami e San Antonio danno il via ad una combattutissima serie che porta sino a gara 7, dove Lebron James, autore di una grande prestazione (37 punti e 12 rimbalzi), riesce a regalare il terzo titolo NBA alla franchigia della Florida, il secondo consecutivo. James inoltre verrà eletto MVP delle Finals.

il 2014 vede arrivare in testa alla regular season i San Antonio Spurs ad ovest con un record di 62 vittorie e 20 sconfitte mentre ad Est gli Indiana Pacers riescono a conquistare il primo posto con il record di 56-26. Il premio di MVP viene assegnato a Kevin Durant che con gli Oklahoma City Thunder vince la Northwest Division. Nei playoffs non ci sono grandissime sorprese: ad Est i Pacers e i Miami Heat riescono ad arrivare in finale di conference, e i Miami Heat riescono a vincere 4-2 nonostante gli avversari avessero il fattore campo, mentre ad ovest arrivano in finale gli Oklahoma City Thunder e i San Antonio Spurs, che riescono a superare i Thunder di Durant 4-2. In finale arrivano così le stesse squadre dell'anno prima ma questa volta i San Antonio Spurs vincono senza problemi una serie che dura solo 5 partite; l'Mvp delle finali è Kawhi Leonard.

Le squadre[modifica | modifica wikitesto]

La National Basketball Association fu fondata nel 1946, ed era composta da 11 squadre. Successivamente, ci furono espansioni, riduzioni, e rilocazioni fino ad arrivare alle 30 squadre attuali (29 delle quali statunitensi ed una canadese).

La lega attualmente divide le squadre in due conference, ognuna delle quali ha tre division, e ogni division ha cinque squadre. La corrente suddivisione è stata introdotta dalla stagione 2004-05.

National Basketball Association
Eastern Conference
Atlantic Division Boston Celtics Boston Celtics Brooklyn Nets Brooklyn Nets New York Knicks New York Knicks Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers Toronto Raptors Toronto Raptors
Central Division Chicago Bulls Chicago Bulls Cleveland Cavaliers Cleveland Cavaliers Detroit Pistons Detroit Pistons Indiana Pacers Indiana Pacers Milwaukee Bucks Milwaukee Bucks
Southeast Division Atlanta Hawks Atlanta Hawks Charlotte Hornets Charlotte Hornets Miami Heat Miami Heat Orlando Magic Orlando Magic Wash. Wizards Wash. Wizards
Western Conference
Northwest Division Denver Nuggets Denver Nuggets Minnesota T'wolves Minnesota T'wolves Oklahoma Thunder Oklahoma Thunder Portland T. Blazers Portland T. Blazers Utah Jazz Utah Jazz
Pacific Division Golden St. Warriors Golden St. Warriors L. Angeles Clippers L. Angeles Clippers Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers Phoenix Suns Phoenix Suns Sacramento Kings Sacramento Kings
Southwest Division Dallas Mavericks Dallas Mavericks Houston Rockets Houston Rockets Memphis Grizzlies Memphis Grizzlies N. Orleans Pelicans N. Orleans Pelicans San Antonio Spurs San Antonio Spurs

Note:

Squadre della NBA scomparse[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre NBA divise per stati e division.

Le franchigie e il sistema sportivo nord-americano[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema sportivo professionistico nord-americano è organicamente diverso da quello europeo e del resto del mondo: infatti le varie leghe professionistiche nord-americane, non solo la NBA, non appartengono ad alcuna federazione sportiva nazionale, e i concetti di retrocessione in serie minori e di promozione in serie maggiori non sono neanche vagamente contemplati. Le squadre della NBA sono chiamate con il termine franchigie, e sono sempre le stesse ogni stagione.

Le franchigie possono fallire o essere rilocate in altre città con mercati che la lega riconosce validi. Se una squadra si sposta da una città a un'altra porta con sé tutta la sua storia: i titoli vinti, i numeri di maglia ritirati, il nome della franchigia, e quant'altro.

L'espansione della lega viene decisa dalla NBA Board of Governors, che è l'assemblea che prende tutte le decisioni riguardanti la lega. Per la scelta di una città come destinazione di una franchigia già esistente o di una nuova expansion team (aumento delle squadre), vengono presi in considerazione parametri come la posizione della città, il numero di abitanti, la grandezza dell'impianto sportivo, o se ci sono progetti per la costruzione di una nuova arena più moderna. Nel complesso la NBA calcola il valore del mercato di quella città e i benefici che una squadra potrebbe portare alla lega.

Un esempio riguarda l'ultima expansion team della lega nel 2004, con l'entrata degli Charlotte Bobcats. Infatti nonostante Charlotte avesse già avuto una franchigia fino al 2002, i Charlotte Hornets, che il proprietario chiese di spostare a New Orleans, l'interessante progetto di un imprenditore di colore per la costruzione di una nuova moderna arena entro due anni, e la grande passione per la pallacanestro degli abitanti della Carolina del Nord, spinsero la NBA a portare la 30ª franchigia a Charlotte nonostante il precedente tentativo con gli Hornets.

Da notare anche il fatto, come accade nella maggior parte delle leghe americane, NBA adotta l'ordine del fattore campo invertito rispetto agli standard europei. Infatti nell'elencare le squadre che giocano una partita, il primo nome indica la squadra in trasferta, mentre il secondo la squadra in casa.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato NBA si suddivide in tre fasi che portano all'assegnazione del titolo di campioni NBA: la regular season, i playoff, e le finali.

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Una azione durante un incontro di regular season tra i Miami Heat e i Milwaukee Bucks.

La regular season della NBA inizia nell'ultima settimana del mese di ottobre, dopo che le squadre hanno affrontato tra metà settembre e metà ottobre il training camp e la pre-season. Durante il training camp gli allenatori delle squadre possono valutare i rookie, preparare i giocatori alla rigorosa e lunga regular season, e scegliere la rosa dei 12 giocatori con cui iniziare a giocare, e i 3 giocatori da inserire nella lista degli inattivi. Inoltre le squadre hanno la possibilità di assegnare giocatori con meno di due anni di esperienza NBA alla propria squadra affiliata nella NBA Development League. Concluso il training camp, le squadre sostengono 7 partite di esibizione contro altre squadre della lega. Concluse anche le partite di pre-season, inizia il campionato.

Ognuna delle 30 squadre della NBA affronta nell'arco della stagione 4 volte ogni squadra della propria division, 3 o 4 volte ogni squadra delle altre due division della propria conference, e 2 volte le restanti squadre dell'altra conference, per un totale diviso tra partite in casa e in trasferta di 82 partite.

A febbraio la lega celebra l'annuale NBA All-Star Game, evento che si sviluppa in un intero week-end (NBA All-Star Weekend). È questo uno dei più grandi eventi organizzati dalla lega durante la stagione regolare, ed è anche un'occasione per concedere una pausa ai giocatori che non partecipano all'evento e rappresenta per le dirigenze delle squadre l'ultima opportunità di scambiare giocatori sul mercato, visto che la scadenza per le contrattazioni viene fissata in genere subito dopo la fine dell'All-Star Weekend.

Alla metà del mese di aprile la stagione regolare finisce e cominciano le votazioni per i riconoscimenti annuali a giocatori, allenatori e general manager. Ma dopo una settimana di riposo cominciano i Playoff NBA, che decreteranno i due contendenti al titolo NBA.

Playoff NBA[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi NBA Playoffs.
La Oracle Arena durante la partita di playoff tra i Golden State Warriors e gli Utah Jazz.

I playoff della NBA iniziano a cavallo tra i mesi di aprile e maggio, e vedono scontrarsi le prime 8 squadre di ogni conference (east/west coast). In base alla posizione in classifica e quindi al record di vittorie e sconfitte nella stagione regolare le squadre con il miglior record rispetto alle avversarie hanno il privilegio di disputare le prime due partite della serie in casa, come anche le successive ed eventuali gare dispari (gara 5 e gara 7) che possono essere le gare chiave per chiudere una serie al meglio delle sette (quattro successi per vincere la serie). Dalla stagione 2006-2007, ai campioni di division e alla miglior seconda delle division, vengono assegnati i primi 4 posti in classifica nella conference e i restanti 4 sono stabiliti in base al numero di vittorie e di sconfitte a prescindere dalla posizione nelle division.

Al primo round la 1ª classificata di ogni conference affronta l'8ª, la 2ª la 7ª, la 3ª la 6ª e la 4ª la 5ª. Le vincenti delle serie accedono al secondo round, fino ad arrivare alle NBA Conference Finals, che decretano i campioni delle rispettive conference e le due squadre che si vedranno opposte alle finali per il titolo.

Finali NBA[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi NBA Finals.

Le finali NBA sono l'evento conclusivo della stagione NBA giocata. I campioni della Eastern Conference, e della Western Conference, si affrontano in una serie finale sempre al meglio delle sette partite, nelle finali NBA la squadra che ha il miglior record disputerà in casa le prime due gare, come anche le eventuali gara 6 e gara 7 decisive per vincere il titolo.

Alla fine della serie finale la squadra vincente è campione NBA, e le viene assegnato il Larry O'Brien Championship Trophy, il trofeo NBA, e il miglior giocatore della serie finale conquista il premio di MVP (Most Valuable Player) delle Finals, il Bill Russel Trophy.

Albo d'oro del campionato NBA[modifica | modifica wikitesto]

In grassetto se campione NBA.

Stagione Campioni Western Conference Serie Campioni Eastern Conference Miglior record nella Stagione
1946-1947 Chicago Stags Chicago Stags 1-4 Philad. Warriors Philad. Warriors Wash. Capitols Wash. Capitols (49-22)
1947-1948 Baltimore Bullets Baltimore Bullets 4–2 Philad. Warriors Philad. Warriors St. Louis Bombers St. Louis Bombers (29-19)
1948-1949 Minneapolis Lakers Minneapolis Lakers 4-2 Wash. Capitols Wash. Capitols Rochester Royals Rochester Royals (45-15)
1949-1950 Minneapolis Lakers Minneapolis Lakers 4–2 Syracuse Nationals Syracuse Nationals Minneapolis Lakers Minneapolis Lakers (51-17)
1950-1951 Rochester Royals Rochester Royals 4–3 New York Knicks New York Knicks Minneapolis Lakers Minneapolis Lakers (44-24)
1951-1952 Minneapolis Lakers Minneapolis Lakers 4–3 New York Knicks New York Knicks Rochester Royals Rochester Royals (41-25)
1952-1953 Minneapolis Lakers Minneapolis Lakers 4–1 New York Knicks New York Knicks Minneapolis Lakers Minneapolis Lakers (48-22)
1953-1954 Minneapolis Lakers Minneapolis Lakers 4–3 Syracuse Nationals Syracuse Nationals Minneapolis Lakers Minneapolis Lakers (46-26)
1954-1955 Fort Wayne Pistons Fort Wayne Pistons 3-4 Syracuse Nationals Syracuse Nationals Syracuse Nationals Syracuse Nationals (43-29)
1955-1956 Fort Wayne Pistons Fort Wayne Pistons 1-4 Philad. Warriors Philad. Warriors Philad. Warriors Philad. Warriors (45-27)
1956-1957 St. Louis Hawks St. Louis Hawks 3-4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (44-28)
1957-1958 St. Louis Hawks St. Louis Hawks 4-2 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (49-23)
1958-1959 Minneapolis Lakers Minneapolis Lakers 0-4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (52-20)
1959-1960 St. Louis Hawks St. Louis Hawks 3-4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (59-16)
1960-1961 St. Louis Hawks St. Louis Hawks 1-4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (57-22)
1961-1962 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 3-4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (60-20)
1962-1963 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 2-4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (58-22)
1963-1964 S.F. Warriors S.F. Warriors 1-4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (59-21)
1964-1965 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 1-4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (62-18)
1965-1966 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 3-4 Boston Celtics Boston Celtics Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers (55-25)
1966-1967 S.F. Warriors S.F. Warriors 2-4 Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers (68-13)
1967-1968 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 2-4 Boston Celtics Boston Celtics Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers (62-20)
1968-1969 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 3-4 Boston Celtics Boston Celtics Baltimore Bullets Baltimore Bullets (57-25)
1969-1970 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 3–4 New York Knicks New York Knicks New York Knicks New York Knicks (60-22)
1970-1971 Milwaukee Bucks Milwaukee Bucks 4–0 Baltimore Bullets Baltimore Bullets Milwaukee Bucks Milwaukee Bucks (66-16)
1971-1972 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 4–1 New York Knicks New York Knicks Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers (69-13)
1972-1973 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 1–4 New York Knicks New York Knicks Boston Celtics Boston Celtics (68-14)
1973-1974 Milwaukee Bucks Milwaukee Bucks 3–4 Boston Celtics Boston Celtics Milwaukee Bucks Milwaukee Bucks (59-23)
1974-1975 Golden St. Warriors Golden St. Warriors 4–0 Washington Bullets Washington Bullets Boston Celtics Boston Celtics (60-22)
1975-1976 Phoenix Suns Phoenix Suns 2–4 Boston Celtics Boston Celtics Golden St. Warriors Golden St. Warriors (59-23)
1976-1977 Portland T. Blazers Portland T. Blazers 4–2 Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers (53-29)
1977-1978 Seattle S.Sonics Seattle S.Sonics 3–4 Washington Bullets Washington Bullets Portland T. Blazers Portland T. Blazers (58-24)
1978-1979 Seattle S.Sonics Seattle S.Sonics 4–1 Washington Bullets Washington Bullets Washington Bullets Washington Bullets (54-28)
1979-1980 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 4–2 Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers Boston Celtics Boston Celtics (61-21)
1980-1981 Houston Rockets Houston Rockets 2–4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (62-20)
1981-1982 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 4–2 Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers Boston Celtics Boston Celtics (63-19)
1982-1983 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 0–4 Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers (65-17)
1983-1984 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 3–4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (62-20)
1984-1985 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 4–2 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (63-19)
1985-1986 Houston Rockets Houston Rockets 2–4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (67-15)
1986-1987 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 4–2 Boston Celtics Boston Celtics Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers (65-17)
1987-1988 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 4–3 Detroit Pistons Detroit Pistons Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers (62-20)
1988-1989 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 0–4 Detroit Pistons Detroit Pistons Detroit Pistons Detroit Pistons (63-19)
1989-1990 Portland T. Blazers Portland T. Blazers 1–4 Detroit Pistons Detroit Pistons Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers (63-19)
1990-1991 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 1–4 Chicago Bulls Chicago Bulls Portland T. Blazers Portland T. Blazers (63-19)
1991-1992 Portland T. Blazers Portland T. Blazers 2–4 Chicago Bulls Chicago Bulls Chicago Bulls Chicago Bulls (67-15)
1992-1993 Phoenix Suns Phoenix Suns 2–4 Chicago Bulls Chicago Bulls Phoenix Suns Phoenix Suns (62-20)
1993-1994 Houston Rockets Houston Rockets 4–3 New York Knicks New York Knicks Seattle S.Sonics Seattle S.Sonics (63-19)
1994-1995 Houston Rockets Houston Rockets 4–0 Orlando Magic Orlando Magic San Antonio Spurs San Antonio Spurs (62-20)
1995-1996 Seattle S.Sonics Seattle S.Sonics 2–4 Chicago Bulls Chicago Bulls Chicago Bulls Chicago Bulls (72-10)
1996-1997 Utah Jazz Utah Jazz 2–4 Chicago Bulls Chicago Bulls Chicago Bulls Chicago Bulls (69-13)
1997-1998 Utah Jazz Utah Jazz 2–4 Chicago Bulls Chicago Bulls Utah Jazz Utah Jazz (62-20)
1999[Nota 1] San Antonio Spurs San Antonio Spurs 4–1 New York Knicks New York Knicks San Antonio Spurs San Antonio Spurs (37-13)
1999-2000 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 4–2 Indiana Pacers Indiana Pacers Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers (67-15)
2000-2001 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 4–1 Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers San Antonio Spurs San Antonio Spurs (58-24)
2001-2002 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 4–0 New Jersey Nets New Jersey Nets Sacramento Kings Sacramento Kings (61-21)
2002-2003 San Antonio Spurs San Antonio Spurs 4–2 New Jersey Nets New Jersey Nets San Antonio Spurs San Antonio Spurs (60-22)
2003-2004 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 1–4 Detroit Pistons Detroit Pistons Indiana Pacers Indiana Pacers (61-21)
2004-2005 San Antonio Spurs San Antonio Spurs 4–3 Detroit Pistons Detroit Pistons Phoenix Suns Phoenix Suns (62-20)
2005-2006 Dallas Mavericks Dallas Mavericks 2–4 Miami Heat Miami Heat Detroit Pistons Detroit Pistons (64-18)
2006-2007 San Antonio Spurs San Antonio Spurs 4-0 Cleveland Cavaliers Cleveland Cavaliers Dallas Mavericks Dallas Mavericks (67-15)
2007-2008 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 2–4 Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics Boston Celtics (66-16)
2008-2009 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 4–1 Orlando Magic Orlando Magic Cleveland Cavaliers Cleveland Cavaliers (66-16)
2009-2010 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 4-3 Boston Celtics Boston Celtics Cleveland Cavaliers Cleveland Cavaliers (61-21)
2010-2011 Dallas Mavericks Dallas Mavericks 4-2 Miami Heat Miami Heat Chicago Bulls Chicago Bulls (62-20)
2011-2012[Nota 2] Oklahoma Thunder Oklahoma Thunder 1-4 Miami Heat Miami Heat Chicago Bulls Chicago Bulls (50-16)
2012-2013 San Antonio Spurs San Antonio Spurs 3-4 Miami Heat Miami Heat Miami Heat Miami Heat (66-16)
2013-2014 San Antonio Spurs San Antonio Spurs 4-1 Miami Heat Miami Heat San Antonio Spurs San Antonio Spurs (62-20)
  1. ^ stagione durata 50 partite a causa del lock-out.
  2. ^ stagione durata 66 partite a causa del lock-out.

Titoli NBA vinti per franchigie[modifica | modifica wikitesto]

Franchigia Titoli Anni
Boston Celtics Boston Celtics 17 1957, 1959, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964, 1965, 1966, 1968, 1969, 1974, 1976, 1981, 1984, 1986, 2008
Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 16 1949, 1950, 1952, 1953, 1954[3], 1972, 1980, 1982, 1985, 1987, 1988, 2000, 2001, 2002, 2009, 2010
Chicago Bulls Chicago Bulls 6 1991, 1992, 1993, 1996, 1997, 1998
San Antonio Spurs San Antonio Spurs 5 1999, 2003, 2005, 2007, 2014
Miami Heat Miami Heat 3 2006, 2012, 2013
Detroit Pistons Detroit Pistons 3 1989, 1990, 2004
Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers 3 1955[4], 1967, 1983
Golden St. Warriors Golden St. Warriors 3 1947, 1956[5], 1975
Houston Rockets Houston Rockets 2 1994, 1995
New York Knicks New York Knicks 2 1970, 1973
Dallas Mavericks Dallas Mavericks 1 2011
Seattle S.Sonics Seattle S.Sonics 1 1979
Wash. Wizards Wash. Wizards 1 1978[6]
Portland T. Blazers Portland T. Blazers 1 1977
Milwaukee Bucks Milwaukee Bucks 1 1971
Atlanta Hawks Atlanta Hawks 1 1958[7]
Sacramento Kings Sacramento Kings 1 1951[8]
Baltimore Bullets Baltimore Bullets 1 1948

Regole di scelta e mercato dei giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda le regolamentazioni sulla scelta dei giocatori entranti nella lega, gli stipendi, e il mercato dei giocatori, la NBA ha regole ferree.

NBA Draft[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Draft NBA.
Magic Johnson, prima scelta al Draft del 1979

Il sistema sportivo americano è profondamente e radicalmente differente da ogni altro sistema sportivo del mondo. Questo poiché la crescita e lo sviluppo degli atleti di qualsiasi disciplina sportiva, negli Stati Uniti, viene affidata alle cure delle scuole superiori (high school), e delle università (college), e non ai settori giovanili delle squadre di categoria come avviene per esempio in Europa. Con questo sistema gli atleti una volta finita la scuola superiore o l'università non hanno società di riferimento, e quindi per entrare nelle più prestigiose leghe professionistiche nord-americane devono iscriversi ai cosiddetti Draft.

La NBA annualmente organizza nell'ultima settimana di giugno, subito dopo la conclusione delle Finali NBA, gli NBA Draft, attraverso cui le squadre della lega possono scegliere i giocatori più promettenti della pallacanestro statunitense e mondiale.

Alcune settimane prima del Draft la NBA, attraverso la Draft Lottery, stila la lista delle prime 14 squadre che avranno la precedenza nella scelta, e quindi la possibilità di accaparrarsi i migliori giocatori. Queste 14 squadre sono le escluse dai Playoff, e in base al record di vittorie e sconfitte, le peggiori squadre avranno maggiori probabilità nel sorteggio che sancisce l'ordine di scelta.

In questo modo le squadre che non brillano da tempo in campionato, possono avere l'opportunità di scegliere giocatori che potrebbero cambiare, in un'ottica di breve o lungo periodo, le sorti della franchigia.

Le restanti 16 squadre vengono aggiunte, in base alla classifica finale, a conclusione delle NBA Finals.

Mercato NBA[modifica | modifica wikitesto]

Il mercato dei giocatori della NBA si apre a luglio, quando le squadre possono solo scambiare giocatori con altre squadre, senza però far firmare contratti ai cosiddetti free-agent, giocatori che sono stati rilasciati dalla propria squadra o il cui contratto è scaduto, e sono quindi liberi di scegliere l'offerta che preferiscono.

La possibilità di ingaggiare free-agent scatta in genere verso l'11 luglio. Ci sono due tipologie di free-agent: restricted-free-agent, che sono i giocatori che hanno ricevuto un'offerta dalla precedente squadra, e unrestricted-free-agent, che sono invece liberi da ogni vincolo con la precedente squadra.

Il mercato si chiude dopo la pausa per l'All-Star Game a febbraio; da quel momento i roster delle squadre devono rimanere immutati fino alla conclusione della stagione.

Salary Cap[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Salario NBA.

Il Salary Cap (Tetto salariale) è un sistema utilizzato negli USA per regolamentare il giro di denaro nelle leghe professionistiche sportive, che decreta qual è l'ammontare di denaro totale che ogni franchigia può pagare per gli stipendi dei propri giocatori.

Nonostante in apparenza possa sembrare un concetto banale e semplice, il Salary cap della NBA è estremamente complesso e contiene numerose regole complementari. Ad esempio la regola della Luxury Tax sancisce che le squadre che superano il tetto salariale di una certa somma di denaro sono obbligate a pagare alla lega il corrispondente di questa somma, che verrà poi distribuito dalla lega stessa alle squadre che non lo superano.

NBA D-League: la lega di sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi NBA Development League.

Nel 2001, la NBA ha deciso di occuparsi di tutti quei giocatori che non riescono ad entrare attraverso la porta dei Draft, o che non trovano un posto nelle trenta franchigie del campionato, e di dar loro un'occasione per giocare a buon livello e di essere visti e seguiti dai dirigenti e manager delle franchigie NBA.

Così nel 2001 venne fondata la National Basketball Development League (NBDL), che dal 2005 in poi ha assunto il nome di NBA Development League (NBA D-League). Infatti ognuna delle dodici squadre che vi fanno parte, sono affiliate ad una o, nella maggior parte dei casi, a più franchigie NBA, che possono mettere sotto contratto i giocatori che si sono messi in luce; in essa si sperimentano anche nuove regole di gioco.

Persone importanti[modifica | modifica wikitesto]

David Stern
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Membri del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.

Presidenti e Commissari della NBA[modifica | modifica wikitesto]

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Record[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Record NBA.
Kareem Abdul-Jabbar, detiene il record del maggior numero di punti segnati in carriera (38.387)

Record di punti realizzati in carriera:

  1. Kareem Abdul-Jabbar (1969-1989) 38.387.
  2. Karl Malone (1985-2004) 36.928.
  3. Michael Jordan (1984-1993, 1995-1998 e 2001-2003) 32.292.
  4. Kobe Bryant (1996-in attività) 31.617.
  5. Wilt Chamberlain (1959-1973) 31.419.


Record di punti realizzati in una singola partita:

  1. Wilt Chamberlain 100 punti (vs. New York, 2 marzo 1962).
  2. Kobe Bryant 81 punti (vs. Toronto, 22 gennaio 2006).
  3. David Thompson 73 (vs. Detroit, 9 aprile 1978).
  4. Elgin Baylor 71 (vs. New York, 15 novembre 1960).
  5. David Robinson 71 (vs. L.A. Clippers, 24 aprile 1994).

Premi annuali e onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Codice di abbigliamento[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 ottobre 2005 David Stern, commissario NBA, approvò un codice di abbigliamento obbligatorio per tutti i giocatori NBA e NBDL[9]. Questo fu un atto degno di nota perché l'NBA divenne così la prima lega sportiva nord-americana che impose regole all'abbigliamento degli atleti.

Il codice decise che tutti i giocatori debbano vestire in modo elegante o comunque presentabile quando si recano alle partite. Esso bandisce anche diversi tipi di vestiti associabili alla cultura hip-hop.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La storia del cronometro dei 24 secondi, Basketinside.com.
  2. ^ Non è l'attuale squadra di Denver.
  3. ^ I titoli 1949, 1950, 1952, 1953 e 1954 sono stati vinti con il nome Minneapolis Lakers
  4. ^ Vinto con il nome Syracuse Nationals
  5. ^ I titoli 1947 e 1956 sono stati vinti con il nome Philadelphia Warriors
  6. ^ Vinto con il nome Washington Bullets
  7. ^ Vinto con il nome St. Louis Hawks
  8. ^ Vinto con il nome Rochester Royals
  9. ^ Codici specifici di abbigliamento NBA su NBA.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Ruzza (a cura di). I cinquanta anni della NBA. La guida multimediale al mondo del basket. Jackson Libri, 1997. ISBN 88-256-1245-1
  • Claudio Limardi. Ten NBA finals: gli anni '90. Libri di sport, 1999. ISBN 88-87676-01-1
  • Christian Giordano. The unforgettables. I grandi di sempre della NBA. Libri di sport, 2002. ISBN 88-87676-06-2
  • Phil Jackson; Charley Rosen. Più di un gioco. Baldini Castoldi Dalai, 2004. ISBN 88-8490-647-4
  • Roberto Gotta; Claudio Limardi. Nba Season. Immagini, statistiche e curiosità della stagione nba 2007. Libri di sport, 2007. ISBN 88-87676-90-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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