Kevin Garnett

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Kevin Garnett
Kevin Garnett 2008-01-13.jpg
Kevin Garnett con la maglia dei Boston Celtics
Dati biografici
Nome Kevin Maurice Garnett
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 211 cm
Peso 114 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Ala grande / centro
Squadra Brooklyn Nets Brooklyn Nets
Carriera
Giovanili
1991-1994
1994-1995
Mauldin High School
Farragut Academy
Squadre di club
1995-2007 Minnesota T'wolves Minnesota T'wolves 927
2007-2013 Boston Celtics Boston Celtics 396
2013- Brooklyn Nets Brooklyn Nets 54
Nazionale
1999-2000 Stati Uniti Stati Uniti 18
Palmarès
Bandiera olimpica  Olimpiadi
Oro Sydney 2000
 Campionati Americani
Oro Porto Rico 1999
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 30 aprile 2014

Kevin Maurice Garnett (Greenville, 19 maggio 1976) è un cestista statunitense, che milita nella NBA nei Brooklyn Nets.

Ala grande, anche se in più di una stagione ala piccola, centro all'occorrenza, è considerato uno dei migliori cestisti in attività di tutto il mondo[1]. I suoi titoli includono: un titolo NBA ottenuto nella stagione 2007-08, il titolo di MVP della regular season 2003-04 (con i Minnesota Timberwolves); quindici convocazioni nella squadra degli All-Star (vince il premio MVP All-Star Game nel 2003) e la nomina per otto volte nella squadra "All-NBA" e "All-Defensive Teams".[2] Nella stagione 2007-2008 vince il premio come NBA Defensive Player. Nel 2006 vince il premio J. F. Kennedy Citizenship (giocatore dell'anno più impegnato nel sociale).

Dopo aver frequentato la Farragut Career Academy, è stato chiamato come quinta scelta al draft NBA del 1995. È diventato il primo giocatore a essere scelto subito dopo l'high school in 20 anni. I suoi soprannomi includono "The Big Ticket", "The Revolution", "KG", "The Kid" e "The Franchise".[3]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Kevin Garnett è nato a Greenville, Carolina del Sud da Shirley Garnett e O'Lewis McCullough.[4] Per disputare il suo anno da senior si è trasferito alla Farragut Career Academy di Chicago, Illinois. Ha condotto la Farragut a un record di 28-2 e venne nominato giocatore dell'anno di tutte le high school nazionali da parte di USA Today. È stato nominato Mr. Basketball per lo stato dell'Illinois dopo aver realizzato in media 25,2 punti, 17,9 rimbalzi, 6,7 assist e 6,5 stoppate con il 66,7% dal campo. Nei quattro anni di high school, Garnett ha messo a referto in totale di 2.533 punti, 1.807 rimbalzi e 739 stoppate. È stato nominato MOP (Most Outstanding Player) del McDonald's All-American Game dopo aver realizzato 18 punti, 11 rimbalzi, 4 assist e 3 stoppate, dopodiché si dichiarò eleggibile per il draft NBA del 1995.[3]

NBA[modifica | modifica sorgente]

Minnesota Timberwolves[modifica | modifica sorgente]

Garnett venne chiamato con la quinta scelta nel draft NBA 1995 dai Minnesota Timberwolves. Fin dal loro esordio in NBA, nella stagione 1989-90, i Timberwolves non andarono mai oltre le 29 vittorie stagionali.[5] Nella stagione da rookie di Garnett, i Timberwolves vivevano una fase di transizione. Sostituirono Bill Blair con Flip Saunders come allenatore, e durante la stagione, realizzarono una grande quantità di scambi. Garnett iniziò il suo anno da rookie partendo per il più delle volte dalla panchina, ma, con l'avvicendamento in panchina tra Blair e Saunders, iniziò a trovare sempre più spazio in quintetto. In quella stagione, Garnett e l'appena arrivato Tom Gugliotta erano i pilastri della squadra. Garnett però non saltò direttamente a livello di star come avrebbero fatto più tardi giocatori come Amar'e Stoudemire, LeBron James e Dwight Howard, ma comunque ebbe un'annata da rookie rispettabile. Tenne una media di 10,4 punti, 6,3 rimbalzi e 1,8 assist a partita e venne votato per la seconda squadra degli All-Rookie.[2] Pur avendo alcuni promettenti giocatori, i Timberwolves patirono la loro settima stagione consecutiva sotto le 30 vittorie e non centrarono i play-off. Al tempo Garnett era il più giovane giocatore in NBA della storia con soli 19 anni e 11 mesi.[3]

Prima della stagione successiva (1996-97), i Timberwolves fecero uno scambio nel giorno del draft per prendere il playmaker Stephon Marbury di Georgia Tech con la speranza che lui e Garnett seguissero le orme di John Stockton e Karl Malone. Durante la stagione Garnett mostrò miglioramenti realizzando in media 17,0 punti, 8,0 rimbalzi, 3,1 assist, 2,1 stoppate e 1,7 rubate a partita.[2] Fece anche due partite in cui mise a referto 8 stoppate.[3] Con un record di 40-42, i Timberwolves fecero la loro prima apparizione nei play-off nella storia della franchigia, Garnett e Gugliotta fecero la loro prima apparizione all'All-Star game, e Marbury si impose come la migliore guardia giovane. In ogni caso, gli Houston Rockets, condotti da Hakeem Olajuwon, li sconfissero con un secco 3-0 nel primo turno dei Playoff NBA del 1997.

Garnett ai Timberwolves mentre effettua una schiacciata contro i Washington Wizards.

Durante la stagione NBA 1997-98, i Timberwolves e Garnett si accordarono su un'estensione di sei anni del contratto sulla base di 126 milioni di dollari americani.[3] La cosa scioccò tutta l'NBA, e i Timberwolves furono usati come capro espiatorio per il "lock-out" che avvenne la successiva stagione. Il contratti era una mossa rischiosa e molti esperti specularono dicendo che il contratto avrebbe reso impossibile ai Timberwolves prendere nuovi giocatori o tenere i propri. Nonostante il clamore sul suo nuovo contratto, Garnett continuò a migliorare, realizzando in media 18,5 punti, 9,6 rimbalzi, 4,2 assist, 1,8 stoppate e 1,7 rubate a partita. Di nuovo, fu chiamato all'All-Star game, e i Timberwolves terminarono con il loro primo record positivo (45-37) nella storia della franchigia. Per il secondo anno consecutivo i giovani Timberwolves vennero buttati fuori dai playoff al primo turno, stavolta perdendo 3-2 contro i Seattle SuperSonics di Gary Payton. Le 2 vittorie contro i Sonics erano dunque le prime partite di sempre vinte nei play-off. La stagione successiva cominciò in maniera triste per i Timberwolves poiché il realizzatore di 20 punti a partita Tom Gugliotta partì per andare ai Phoenix Suns nella off-season.

Nella ridotta stagione successiva (1998-99), Garnett fece molti passi avanti. Mettendo a referto statistiche di 20,8 punti, 10,4 rimbalzi, 4,3 assist e 1,8 stoppate a partita,[2] venne inserito nella terza squadra All-NBA. In ogni caso, nel mezzo della stagione Stephon Marbury venne ceduto ai New Jersey Nets, dopo una lite su una sua possibile estensione del contratto. Sebbene i Wolves ricevettero il due volte All-Star Terrell Brandon in cambio, essi non furono capaci di passare oltre il caso e arrivarono a stento nei play-off come ottava testa di serie col record di 25-25. I Wolves furono nuovamente sconfitti al primo turno, perdendo per 3-1 contro i futuri campioni NBA San Antonio Spurs condotti dalla giovane stella e futuro MVP delle finali Tim Duncan. Nell'anno successivo, Garnett continuò nel suo grande gioco, realizzando in media 22,9 punti, 11,8 rimbalzi, 5,0 assist, 1,6 stoppate e 1,5 rubate a partita e entrò nella prima delle sue tre apparizioni nella prima squadra All-NBA.[2] Coadiuvato dall'ala dal tiro veloce Wally Szczerbiak (rookie) e dal veterano Brandon, i Wolves misero a referto un record di 50-32 che costituiva il miglior risultato di sempre della franchigia, ma persero di nuovo al primo turno dei playoff contro i Portland Trail Blazers per 3-1.

Nella stagione 2000-01, la guardia dei Timberwolves Malik Sealy morì in un incidente stradale e l'NBA stabilì che la firma del free agent Joe Smith era illegale. L'NBA punì la squadra per la manovra illegale togliendo il team dall'opportunità di scegliere tra i primi tre nel draft successivo, multando Glen Taylor (il proprietario della squadra) per 3,5 milioni di dollari, e deferendo il general manager Kevin McHale per un anno. Garnett condusse i Wolves a un record di 47-35 ed entrò nella seconda squadra All-NBA, ma nuovamente i Timberwolves non sopravvissero a lungo nei play-off perdendo al primo turno contro gli Spurs per 3-1.

Nella stagione 2001-02, realizzando in media 21,2 punti, 12,1 rimbalzi, 5,2 assist, 1,6 stoppate e 1,2 rubate a partita sufficienti alla nomina per la seconda squadra All-NBA. Comunque, i Timberwolves furono eliminati dai play-off al primo turno per la sesta volta consecutiva, stavolta perdendo malamente 3-0 contro i Dallas Mavericks di Michael Finley, Steve Nash e Dirk Nowitzki. Nella stagione seguente, Garnett ebbe una delle migliori stagioni della sua carriera, i suoi 23,0 ppg / 13,0 rpg / 6,0 apg / 1,6 spg / 1,4 rpg nella stagione gli fecero ricevere la sua seconda nomina nella prima squadra All-NBA e il secondo posto nella lotta al titolo di MVP.[3] I Timberwolves piazzarono un buon record di 51-31, ma, per la settima volta consecutiva, non riuscirono ad andare oltre il primo round dei playoff, stavolta perdendo contro i Los Angeles Lakers per 4-2.

Nella stagione 2003-04, le cose finalmente cominciarono ad andare bene a Garnett. Negli anni precedenti, i Wolves erano praticamente stati un "one-man show" (mostra di un solo giocatore), ma allora, i Timberwolves ingaggiarono due ottimi free agent: il molto talentuoso, ma talvolta evanescente swingman Latrell Sprewell e il due volte campione NBA Sam Cassell, che surclassò Troy Hudson nel ruolo di playmaker. In più, il centro difensore Ervin Johnson si aggiunse allo spesso inconsistente pivot Michael Olowokandi. Avendo a supporto la migliore squadra della sua carriera, Garnett realizzò in media 24,2 punti, 13,9 rimbalzi, 5,0 assist, 2,2 stoppate e 1,5 rubate a partita, ricevendo il suo primo premio di Most Valuable Player.[2] Con il record di frachigia di 58-24, i Wolves arrivarono ai play-off, e finalmente ottennero la loro prima serie vincente ai playoff sconfiggendo i Denver Nuggets per 4-1 nel primo turno. Dopo aver anche eliminato i temibili Sacramento Kings per 4-3 nelle semifinali della Western Conference, Garnett e i Timberwolves incontrarono i Lakers. Contro i Lakers, il playmaker Cassell cadde infortunandosi alla schiena. Con anche l'altro playmaker infortunato, i Timberwolves alternarono in quel ruolo il terzo playmaker Darrick Martin alla guardia Fred Hoiberg, o anche facendo partire Garnett sia da ala piccola sia da guardia. I Lakers ottennero una vittoria per 4-2 e i Timberwolves non sono mai più arrivati sino a lì.

Nella stagione 2004-05, i Timberwolves si ritrovarono a far fronte a seri problemi interni poiché Cassell e Sprewell premevano per un aumento contrattuale e Hudson era scontento di essere una riserva. Garnett venne nominato per la seconda squadra All-NBA,[2] ma con un mediocre record di 44-38, i Wolves fallirono l'accesso ai playoff dopo otto anni consecutivi di presenza. La stagione 2005-06 portò maggiore frustrazione a Garnett. Con Sprewell e Cassell riluttanti a restare con una squadra mediocre i Timberwolves ottennero un record di 33-49. Nonostante il gioco di Garnett, la squadra incappò nel peggiore record da quando KG era arrivato. Il 10 maggio 2007 Garnett venne inserito nella terza squadra All-NBA.

Durante la off-season 2007, Taylor ha ammesso la possibilità di una cessione di Garnett con ottime offerte di scambio [1]. Il lunedì 25 giugno 2007, il nome di Garnett è stato accostato a varie squadre in varie voci di mercato che coinvolgevano Lakers, Warriors, Pacers, Celtics e Suns. [2] [3] [4] [5] [6] [7]

Boston Celtics[modifica | modifica sorgente]

Garnett mentre effettua un tiro libero nell'incontro di NBA tra Boston Celtics e Toronto Raptors, disputatosi al PalaLottomatica di Roma il 9 ottobre 2007
Garnett durante il riscaldamento con i Boston Celtics.

Il 31 luglio, Kevin Garnett è stato scambiato con i Boston Celtics (dove indossa la maglia #5) per Al Jefferson, Ryan Gomes, Sebastian Telfair, Gerald Green, Theo Ratliff, premi in denaro, la prima scelta di Boston nel primo giro del draft 2009 (solo se non si tratta delle prime 3) e la prima scelta di Minnesota del primo giro del draft 2009, che era stata ottenuta da Boston nello scambio Ricky Davis-Wally Szczerbiak del 2006.[6] Questo scambio di 7 giocatori per uno è il più grande scambio per un singolo giocatore nella storia della NBA.[7] Prima che si concludesse l'affare, Garnett aveva la più lunga permanenza presente di un giocatore in una squadra NBA, avendo giocato per i T'wolves nelle sue precedenti 12 stagioni (con un totale di 927 partite). Su ESPN.com è stato riportato che Garnett abbia detto di essere fiero di far parte dei Celtics, e che spera di continuare la sua grande tradizione di successi.[8][9][10] Nel giorno in cui l'affare è stato annunciato, Garnett ha firmato un'estensione di tre anni del contratto per 60 milioni di dollari che comincerà dopo che il suo precedente contratto finirà dopo due anni. Il 1º agosto, il giorno dopo la firma per i Celtics, Garnett ha effettuato il primo lancio cerimoniale a Fenway Park prima della partita di baseball Red Sox-Orioles. Garnett ha dichiarato di essere un tifoso di lunga data dei Red Sox.[11] Insieme a Ray Allen e Paul Pierce ha formato un ottimo terzetto che il 17 giugno 2008 ha conquistato il titolo NBA, 22 anni dopo l'ultimo vinto dai biancoverdi nel 1986. Per Garnett sono stati la prima finale NBA della propria carriera e il primo anello conquistato. La sorte ha voluto che quell'anno la finale NBA fosse proprio contro i Los Angeles Lakers, eterna rivale dei Celtics, contro cui Boston disputò proprio l'ultima finale NBA nel 1987.

Dopo la stagione del titolo Kevin ricomincia alla grande, giocando molto bene e contribuendo affinché i Boston riuscissero a raggiungere il 2º posto nella Eastern Conference a fine stagione regolare. Nel mese di marzo, però, Kevin si infortunò al ginocchio durante la gara contro gli Utah Jazz a Salt Lake City e non riuscì né a proseguire l'incontro né a giocare nel corso dei play-off, dove Boston, dopo aver eliminato i Chicago Bulls in gara-7 al primo turno, vennero eliminati dagli Orlando Magic in gara-7.

La stagione successiva vede il rientro di Kevin sul parquet del TD Garden e Il suo ritorno si fa sentire soprattutto all'inizio della regular season, dove Boston detiene il controllo sino a gennaio, mese dal quale i Celtics inizieranno a riposarsi in vista dei play-off, perdendo molte partite (50-32 il recond finale) e dando l'aria di essere giunti al capolinea: soprattutto Kevin dava l'impressione di aver perso tutta l'esplosività di un tempo, limitandosi solamente a tiri da fuori e non essendo più il grande dominatore dell'area che era stato fino all'anno precedente. Ai play-off I Celtics si presentarono al quarto posto, dietro i Cleveland Cavaliers, gli Orlando Magic e gli Atlanta Hawks.I Celtics affrontarono i Miami Heat di Dwyane Wade,eliminandoli in 5 gare. Al secondo turno i Boston affrontarono i superfavoriti Cleveland Cavaliers, detentori del primo posto ad Est e del miglior record della lega(61-21), di LeBron James. La serie si concluse a gara 6 con la vittoria dei C's dopo le vittorie in gara 4,5 e 6, e facendo ciò avanzarono alla Finale della Eastern Conference contro i Magic di Dwight Howard. La serie fu totalmente dominata da Boston nonostante le sei gare disputate, coi Celtics che dimostrarono una grandissima superiorità e con Kevin in grande spolvero contro un impalpabile Rashard Lewis. I Boston Celtics giunserò così in Finale, dove affrontarono i Los Angeles Lakers, detentori del titolo e desiderosi di vendicare la bruciante sconfitta delle Finals nel 2008. In queste finali gli strascichi dell'infortunio si fecero sentire molto ed infatti i Celtics soffrirono a rimbalzo per quasi tutta la serie(eccetto gara 4 e 5, dove Kevin giocò benissimo)con un grande Pau Gasol; la serie vide vincitori i Lakers a gara 7 dopo che i Celtics si trovarono in vantaggio di 13 punti nel secondo periodo e avanti per tre quarti e mezzo. Dopo aver superato in punti Robert Parish, il 28 febbraio del 2012 supera anche Charles Barkley andando a posizionarsi al 18º posto come realizzatore più prolifico di tutti i tempi.

Alla fine della stagione 2011-12 nonostante molte voci lo volessero in partenza da Boston rinnova per altri tre anni con un contratto al termine del quale risulterà il giocatore più pagato della storia dell'NBA.

Il 7 febbraio 2013, nella partita vinta dai Celtics contro i Lakers, Garnett supera quota 25.000 punti in carriera.

Brooklyn Nets[modifica | modifica sorgente]

Il 28 giugno 2013 i Boston Celtics si accordano con i Brooklyn Nets per la cessione di Garnett, Paul Pierce e Jason Terry in cambio di Gerald Wallace, Kris Humphries, MarShon Brooks, Kris Joseph, Keith Bogans, le prime scelte non protette ai draft 2014, 2016 e 2018 e il diritto di scambiare le prime scelte nel 2017. La trattativa verrà ufficializzata il successivo 10 luglio. Per la nuova avventura in maglia Nets, Kevin decide di indossare la maglia n.2 in onore del compianto Malik Sealy, suo grande amico ed ex-compagno ai Minnesota Timberwolves: Sealy morì nel 2000 in seguito ad un incidente stradale, avvenuto mentre stava tornando dalla festa di compleanno dello stesso Garnett.[12]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 2004 Garnett ha sposato la sua fidanzata storica, Brandi Padilla. I due hanno avuto una cerimonia privata in California. Le nozze sono state la ragione per cui non ha partecipato alle Olimpiadi di Atene (Garnett comunque aveva già vinto l'oro olimpico a Sydney 2000). Il matrimonio ha anche reso Garnett cognato del produttore musicale Jimmy Jam Harris. Garnett è anche cugino dell'ex giocatore NBA Shammond Williams, che ha giocato per i Los Angeles Lakers[13], ed è il fratellastro di Louis McCullough, che gioca per i Cheshire Jets in Inghilterra.[14]

Nel novembre 2005 ha donato 1,2 milioni di dollari all'Oprah's Angel Network per aiutare a risollevare le zone colpite dall'uragano Katrina.

Nel 1996 ha avuto un piccolo ruolo nel film Rebound - La vera storia di Earl "The Goat" Manigault, nel quale ha interpretato un giovane e grandissimo cestista del passato: Wilt Chamberlain.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Statistiche aggiornate al 25 aprile 2012

  • Massimo di punti: 47 vs Phoenix Suns (4 gennaio 2005)
  • Massimo di rimbalzi: 25, due volte
  • Massimo di assist: 12, due volte
  • Massimo di stoppate: 8, due volte

Regular season[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1995-1996 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 80 43 2293 361/735 8/28 105/149 501 145 86 131 835
1996-1997 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 77 77 2995 549/1100 6/21 205/272 618 236 105 163 1309
1997-1998 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 82 82 3223 635/1293 3/16 245/332 786 348 139 150 1518
1998-1999 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 47 47 1780 414/900 4/14 145/206 489 202 78 83 977
1999-2000 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 81 81 3243 759/1526 30/81 309/404 956 401 120 126 1857
2000-2001 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 81 81 3202 704/1475 19/66 357/467 921 401 111 145 1784
2001-2002 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 81 81 3175 659/1401 37/116 359/448 981 422 96 126 1714
2002-2003 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 82 82 3321 743/1481 20/71 377/502 1102 495 113 129 1883
2003-2004 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 82 82 3231 804/1611 11/43 368/465 1139 408 120 178 1987
2004-2005 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 82 82 3121 683/1360 6/25 445/549 1108 446 121 112 1817
2005-2006 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 76 76 2957 626/1191 8/30 396/489 966 308 104 107 1656
2006-2007 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 76 76 2995 638/1341 12/56 416/498 975 313 89 126 1704
2007-2008 Stati Uniti Boston Celtics NBA 71 71 2328 534/990 0/11 269/336 655 244 100 89 1337
2008-2009 Stati Uniti Boston Celtics NBA 57 57 1772 393/740 2/8 111/132 485 144 63 68 899
2009-2010 Stati Uniti Boston Celtics NBA 69 69 2060 402/772 1/5 185/221 506 185 68 57 990
2010-2011 Stati Uniti Boston Celtics NBA 71 71 2220 434/822 1/5 187/217 631 171 95 57 1056
2011-2012 Stati Uniti Boston Celtics NBA 60 60 1864 391/777 3/9 162/189 494 175 56 61 947
2012-2013 Stati Uniti Boston Celtics NBA 68 68 2022 422/850 2/16 158/201 530 159 78 62 1004
Totale carriera 1323 1286 47801 10151/20365 173/621 4799/6077 13843 5224 1742 1970 25274

Play-off[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1997 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 3 3 125 24/51 1/1 3/3 28 11 4 3 52
1998 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 5 5 194 36/75 0/0 7/9 48 20 4 12 79
1999 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 4 4 170 35/79 0/2 17/23 48 15 7 8 87
2000 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 4 4 171 30/78 2/3 13/16 43 35 5 3 75
2001 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 4 4 165 27/58 0/3 30/36 48 17 4 6 84
2002 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 3 3 130 24/56 1/2 23/32 56 15 5 5 72
2003 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 6 6 265 71/138 3/9 17/28 94 31 10 10 162
2004 Stati Uniti Minnesota Timberwolves NBA 18 18 783 168/372 5/16 97/125 263 92 24 41 438
2008 Stati Uniti Boston Celtics NBA 26 26 987 217/438 2/8 94/116 274 87 35 29 530
2010 Stati Uniti Boston Celtics NBA 23 23 766 149/301 0/2 47/56 170 58 26 20 345
2011 Stati Uniti Boston Celtics NBA 9 9 328 56/127 0/1 22/29 98 23 17 9 134
2012 Stati Uniti Boston Celtics NBA 20 20 737 159/320 1/4 65/80 206 30 23 29 384
2013 Stati Uniti Boston Celtics NBA 6 6 212 30/60 0/2 16/17 82 21 5 6 76
Totale carriera 131 131 10065 1026/2153 15/53 451/570 1458 455 169 181 2518

Titoli e riconoscimenti[2][modifica | modifica sorgente]

Garnett nella parata per le strade di Boston dopo la conquista del titolo 2008

NBA Larry O'brien Trophy.jpg Titoli NBA: 1

Boston Celtics: 2008
  • Prima Squadra: 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2008, 2009, 2011
  • Seconda Squadra: 2006, 2007, 2012
  • All-Rookie: 1996 (seconda squadra)
  • Leader nella stagione NBA per media punti a partita: 2004 (29,4), 2005 (28,2)
  • Leader nella stagione NBA per rimbalzi a partita: 2004 (13,9), 2005 (13,5), 2006 (12,7), 2007 (12,8)
  • Leader nella stagione NBA per rimbalzi totali: 2004 (1.139), 2005 (1.108)
  • Leader nella stagione NBA per rimbalzi difensivi totali: 2003 (858), 2004 (894), 2005 (861), 2006 (752), 2007 (792)
  • Leader nella stagione NBA per punti totali: 2004 (1987)
  • Leader nella stagione NBA per percentuali dal campo: 2004 (804)
  • Premio Cittadinanza J. Walter Kennedy nel 2006
  • Primo giocatore nella storia dell'NBA a:
  • realizzare in media almeno 20 punti, 10 rimbalzi e 5 assist a partita per 6 stagioni consecutive (1999-2005)
  • realizzare in media almeno 20 punti, 10 rimbalzi e 4 assist a partita per 9 stagioni consecutive (1998-2007)
  • realizzare in carriera almeno 20.000 punti, 11.000 rimbalzi, 4.000 assist, 1.200 rubate e 1.500 stoppate
  • Record dei Minnesota Timberwolves per più punti in una sola partita: 47 contro i Phoenix Suns il 4 gennaio 2005.
  • Record dei Minnesota Timberwolves per punti (19.041), rimbalzi (10.542), assist (4.146), stoppate (1.576), rubate (1.282) e partite giocate (927) fino al 9 aprile 2007.
  • Settantesimo tra i migliori 75 giocatori di sempre dell'NBA su SLAM Magazine nel 2003.
  • Il 13 gennaio 2007 raggiunge i 10.000 rimbalzi difensivi in carriera
  • Il 7 febbraio 2013, durante la partita Boston Celtics - LA Lakers, realizza il canestro che gli fa raggiungere i 25.000 punti in carriera[15]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Why Kevin Garnett is the Second Best Player of the Decade | Bleacher Report
  2. ^ a b c d e f g h
  3. ^ a b c d e f NBA.com: Kevin Garnett Bio Page
  4. ^ 1
  5. ^ Minnesota Timberwolves (1989 - ) Stats, History, Awards and More
  6. ^ www.nba.com/celtics/news/press073107-garnett.html.
  7. ^ I Celtics ottengono l'ex MVP in uno scambio 7-per-1 31 luglio 2007
  8. ^ Sources: Celtics, T'wolves concludono l'affare di KG.
  9. ^ I Celtics per avere il T'wolves Garnett, dicono alcune fonti.
  10. ^ Celtics, Timberwolves si accordano per mandare Garnett a Boston.
  11. ^ Garnett fa un tiro a Fenway.
  12. ^ (EN) Kevin Garnett to wear no.2 to honor Malik Sealy, ESPN.com, 18 luglio 2013. URL consultato il 19 luglio 2013.
  13. ^ NBA.com: Shammond Williams Bio Page
  14. ^ BBC SPORT | Other Sport... | Basketball | Chester complete McCullough swoop
  15. ^ (EN) [0021200733 Celtics116 Lakers95 index]. URL consultato l'8 febbraio 2013.

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