Fattore campo

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Il termine fattore campo indica nello sport il vantaggio di cui godono un atleta o una squadra quando affrontano l'avversario sul campo a loro favorevole.

Ad esempio, in sport di gruppo come il baseball, la pallacanestro o il calcio, è risaputo che la squadra che gioca nella propria città gode del fattore campo e farà in media più punti rispetto a quelli che otterrebbe durante una trasferta.

Esempi di dati quantitativi[modifica | modifica sorgente]

  •  A proposito di calcio, uno studio della Harvard University giunge alla conclusione che ad un aumento di diecimila tifosi favorevoli tra il pubblico, corrisponderebbero in media 0,1 reti in più a partita.[1]
  •  In Germania, il campionato della Bundesliga 2007/08 registrò in 306 partite 143 vittorie della squadra di casa (46,7 %), solo 85 vittorie in trasferta (27,8%) e 78 pareggi (25,5%).[2]
  •  Nello stesso anno, la Serie A vedeva in 380 partite di campionato un totale di 175 vittorie della squadra di casa (46 %), solo 93 vittorie in trasferta (24,5%) e 112 pareggi (29,5%).[3]

Cause[modifica | modifica sorgente]

Fattori palesi[modifica | modifica sorgente]

È chiaro che in situazioni estreme, il vantaggio delle infrastrutture può essere più che evidente: per esempio, lo stadio di La Paz è situato a 3600 metri sul livello del mare e favorisce quindi i giocatori che, come i boliviani, sono abituati a vivere a tali altitudini; è quindi comprensibile che il suo riconoscimento come luogo di manifestazioni sportive internazionali sia controverso;[4] fattori analoghi all'altitudine possono essere inoltre le caratteristiche climatiche di una zona. Scontato è anche il fatto che uno sciatore che conosca la pista meglio dei suoi avversari risulterà avvantaggiato. Nel caso del baseball, è addirittura il regolamento a stabilire che la squadra di casa abbia il privilegio dell'ultima battuta.

Altri fattori[modifica | modifica sorgente]

Il fenomeno del fattore campo è comunque osservabile anche in contesti dove non interferiscono i palesi fattori appena menzionati, e sulla natura del fenomeno il dibattito è tutt'altro che concluso. Per quanto riguarda fattori di natura puramente emotiva come i fischi, l'incitamento o il rincuoramento di un pubblico amico oppure ostile, i loro effetti concreti non sono direttamente osservabili e sono quindi complicati da analizzare secondo il metodo scientifico.

  • Il sommenzionato studio dell'Università di Harvard attribuisce comunque grande importanza all'influsso del pubblico sul rendimento degli atleti.[5]
  • Stando alle teorie dello psicologo Nick Neave, giocherebbe un ruolo decisivo il legame emotivo tra i giocatori ed il proprio territorio di competenza: in atleti maschi, il livello di testosterone aumenterebbe, prima di una gara in casa, in misura maggiore che prima di una trasferta.[6]
  • Secondo la rivista Sports Illustrated ad avvantaggiare la squadra di casa sarebbero invece fattori più semplici: prendendo in considerazione diversi possibili aspetti, il recente articolo della rivista giunge alla conclusione che non lo stress del viaggio, non l'incoraggiamento dei tifosi, non le sole caratteristiche di un impianto sportivo, ma l'influsso del pubblico su arbitri e funzionari (anche solo inconsciamente influenzati nelle loro scelte) sarebbe il fattore cruciale.[7]

Nel calcio, il sistema della media inglese cerca di correggere l'influsso del fattore campo sulla classifica e di migliorarne così la significatività.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ news.bbc
  2. ^ bundesliga.de
  3. ^ dossier.net/calcio/archivio
  4. ^ fussballportal
  5. ^ news.bbc
  6. ^ Die Zeit
  7. ^ Moskowitz, Tobias J., and L. Jon Wertheim, "What's Really Behind Home Field Advantage", Sports Illustrated, 17 January 2011, pp. 65–72.