Dwight Howard

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Dwight Howard
Dwight Howard 2013 cropped.JPG
Howard con la maglia dei Los Angeles Lakers
Dati biografici
Nome Dwight David Howard
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 211 cm
Peso 120 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centro
Squadra Houston Rockets Houston Rockets
Carriera
Giovanili
2000-2004 SW Atlanta Christian Academy
Squadre di club
2004-2012 Orlando Magic Orlando Magic 621
2012-2013 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 76
2013- Houston Rockets Houston Rockets 71
Nazionale
2006-2008 Stati Uniti Stati Uniti 27
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Pechino 2008
Transparent.png Mondiale
Bronzo Giappone 2006
Transparent.png Campionati Americani
Oro Stati Uniti 2007
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 30 aprile 2014

Dwight David Howard (Atlanta, 8 dicembre 1985) è un cestista statunitense, che milita nella NBA negli Houston Rockets.

Soprannominato The Man Child e Superman, è una delle stelle della NBA, ed è conosciuto per la sua impressionante stazza fisica ed il suo atletismo.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Howard gioca nel ruolo di centro. È considerato tra i migliori difensori grazie alle sue doti nei rimbalzi e nelle stoppate: in carriera ha vinto tre volte il riconoscimento di NBA Defensive Player of the Year Award, per due volte è stato miglior stoppatore NBA e dal 2008 al 2012 miglior rimbalzista. Abile nelle schiacciate, ha vinto l'NBA Slam Dunk Contest nel 2008. Non eccelle nei tiri liberi: nella sua carriera NBA ha una media di circa il 57% di realizzazioni.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

High school[modifica | modifica wikitesto]

Howard ha iniziato a giocare alla Southwest Atlanta Christian Academy, un'accademia privata, che possiede uno dei migliori programmi di pallacanestro degli interi Stati Uniti d'America. È stato premiato con numerosi premi liceali, incluso il Gatorade National Boys Basketball Player of the Year, nel 2003-04.

Orlando Magic[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 Howard si rende eleggibile per il draft NBA, volendo così tentare l'arduo salto direttamente tra i professionisti, senza andare al college. Ma la scelta si dimostra azzeccata, visto che gli Orlando Magic lo scelgono con la prima scelta assoluta, passando così davanti al favorito Emeka Okafor, fresco di titolo di campione NCAA con UConn.

Howard dimostra nelle sue prime due stagioni in NBA, di essere all'altezza, e accumula prestazioni esaltanti, soprattutto in difesa e a rimbalzo, mandando a referto una doppia-doppia (più di 10 punti e 10 rimbalzi) di media per ogni incontro fin dal primo anno nella Lega. Nella prima parte della regular season 2007-08 mantiene una media di 23,5 punti e 14 rimbalzi, mostrando enormi progressi offensivi, contribuendo così a riportare Orlando tra le prime squadre della Eastern Conference.

Howard con la casacca dei Magic

Leader indiscusso dei Magic, è considerato da molti fan ed esperti l'erede naturale di Shaquille O'Neal.[senza fonte] Il 17 febbraio 2008 ha giocato il suo primo All-Star Game come titolare scelto dai tifosi e non più come riserva. In questa stessa edizione dell'All-Star Game, Dwight Howard vince lo Slam Dunk Contest, alla sua seconda partecipazione, sbaragliando la concorrenza del campione uscente Gerald Green grazie ad una schiacciata spettacolare eseguita con indosso un vestito da Superman (guadagnandosi così il soprannome). Soprattutto grazie al suo apporto gli Orlando Magic arrivano ai play-off con la testa di serie nº3 nella Eastern Conference (Dwight Howard conclude la regular season 2007-08 con una doppia doppia di media: 20,7 punti e 14,2 rimbalzi) e vincono anche agevolmente la prima fase contro i Toronto Raptors. Durante questa serie Dwight diventa il primo giocatore da quasi 40 anni a realizzare due 20+20 consecutivi ai play-off (Nate Thurmond l'ultimo nel 1969), e nel resto della serie ne realizza anche un terzo. Tuttavia Howard e i suoi compagni devono arrendersi ai Detroit Pistons nelle semifinali di Conference. Nella stagione 2008-09 guida la lega in rimbalzi e stoppate, il quinto giocatore di sempre a riuscirci, e conquista il titolo di Difensore dell'anno (nessuno lo aveva fatto a soli 24 anni).[1] Durante questa stagione, Howard guida i suoi Orlando Magic ai playoff, sempre con la testa di serie nº3, battendo in ordine Philadelphia Sixers (6 gare); Boston Celtics (7 gare) e i Cleveland Cavaliers di LeBron James in sei gare, portando così la sua squadra alle finali NBA (la loro prima finale dal 1995) contro i Los Angeles Lakers (poi persa in cinque gare). Durante la serie contro i Cavaliers, nella decisiva gara-6, realizza una prestazione da 40 punti (career high) e 14 rimbalzi. Nella stagione successiva Howard continua a essere il miglior centro della Lega, riconfermandosi come il miglior stoppatore e il miglior rimbalzista, e facendo registrare anche la più alta media realizzativa, pur calando leggermente nei punti segnati. Al termine della regular season, dove i Magic fanno registrare il secondo miglior record della NBA, conquista il suo secondo premio consecutivo come miglior difensore.[2] Ai play-off i Magic stavolta si fermano in finale di Conference contro i Celtics vincitori in sei gare dopo aver battuto sia gli Charlotte Bobcats chee gli Atlanta Hawks in quattro gare. Nonostante sia attualmente considerato uno dei migliori centri della NBA, Howard però subisce anche alcune critiche, in special modo riguardo alla mancanza di un affidabile tiro dalla media distanza e alla scarsa varietà nei movimenti spalle a canestro: decide allora di affidarsi ad un vero esperto del settore, il grande ex-centro dei Rockets Hakeem Olajuwon, con cui si allena nell'estate 2010.[3] Olajuwon è convinto che Howard sia già il miglior centro NBA, ma nonostante questo possa ancora migliorare molto.[4] Nella stagione 2010-11 Howard guida i Magic in punti segnati (22,8), rimbalzi (14,1), stoppate (2,4) e percentuale di tiro dal campo (59,3%) e diventa il primo giocatore della storia NBA a vincere il premio di Miglior difensore dell'anno per la terza volta consecutiva. Alla fine della stagione regolare Orlando ha la testa di serie n. 4 nella Eastern Conference con un record di 52 vinte e 30 perse. Nei Playoffs incontrano gli Atlanta Hawks che eliminano Orlando in sei gare nonostante 6 doppie doppie consecutive da parte del centro dei Magic. Viene inserito nel quintetto base della NBA Eastern Conference per l'edizione 2012 dell'NBA All-Star Game. Il 20 aprile 2012 si sottopone ad un'operazione alla schiena per un'ernia al disco, compromettendo così la sua partecipazione a play-off e alle olimpiadi. Lascia gli Orlando Magic con 11.435 punti realizzati (18,41 di media) in 621 gare.

Los Angeles Lakers[modifica | modifica wikitesto]

Dopo mesi di voci e trattative, il 10 agosto 2012 i Magic accontentano il desiderio di cambiare squadra di Howard, cedendolo ai Los Angeles Lakers in un giro a 4 squadre che include anche i Philadelphia 76ers e i Denver Nuggets. Howard arriva ai Lakers convinto che la nuova squadra sia una da titolo, sicché il quintetto base era composto da Steve Nash, Kobe Bryant, Metta World Peace, Pau Gasol e lui. Purtroppo la strada si rivela in salita e dopo anche un cambio d'allenatore (da Mike Brown a Mike D'Antoni) alla fine la franchigia californiana si qualifica settima. Howard vince il titolo di miglior rimbalzista NBA, concludendo con 12,4 rimbalzi a cui vanno aggiunti i 17,1 punti e le 2,4 stoppate di media. Ai Playoffs i Lakers, privi di Kobe Bryant infortunato, escono al primo turno eliminati facilmente dagli Spurs (poi finalisti) per 4-0.

Houston Rockets[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 luglio 2013 Howard decide di cambiare nuovamente squadra annunciando su Twitter il suo passaggio agli Houston Rockets. L'ufficialità del trasferimento viene comunicata dai Rockets pochi giorni più tardi[5].

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2006, Howard è stato convocato nella Nazionale statunitense che ha partecipato al Campionato mondiale in Giappone. Due anni dopo viene convocato anche per i Giochi olimpici di Pechino 2008, dove vince la medaglia d'oro.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 1 aprile 2013

  • Massimo di punti: 45 (2 volte)
  • Massimo di rimbalzi: 26 (2 volte)
  • Massimo di assist: 7 (2 volte)
  • Massimo di stoppate: 10 vs Oklahoma City Thunder (12 novembre 2008)

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
2004-2005 Stati Uniti Orlando Magic NBA 82 82 2670 352/677 0/2 277/413 823 75 77 136 981
2005-2006 Stati Uniti Orlando Magic NBA 82 81 3021 468/881 0/2 356/598 1022 125 65 115 1292
2006-2007 Stati Uniti Orlando Magic NBA 82 82 3023 526/873 1/2 390/666 1008 158 70 156 1443
2007-2008 Stati Uniti Orlando Magic NBA 82 82 3088 583/974 0/4 529/897 1161 110 74 176 1695
2008-2009 Stati Uniti Orlando Magic NBA 79 79 2821 560/979 0/2 504/849 1093 112 77 231 1624
2009-2010 Stati Uniti Orlando Magic NBA 82 82 2843 510/834 0/7 483/816 1082 144 75 228 1503
2010-2011 Stati Uniti Orlando Magic NBA 78 78 2923 619/1044 0/7 546/916 1098 107 107 196 1784
2011-2012 Stati Uniti Orlando Magic NBA 54 54 2070 416/726 0/7 281/572 785 104 81 116 1113
2012-2013 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 76 76 2722 470/813 1/6 355/721 945 108 84 186 1296
Totale carriera 697 696 25181 4504/7801 2/39 3721/6448 9017 1043 710 1530 12731

Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
2007 Stati Uniti Orlando Magic NBA 4 4 167 23/42 0/0 15/33 59 7 2 4 61
2008 Stati Uniti Orlando Magic NBA 10 10 421 72/124 0/0 45/83 158 9 8 34 189
2009 Stati Uniti Orlando Magic NBA 23 23 903 161/268 0/2 145/228 353 43 20 60 467
2010 Stati Uniti Orlando Magic NBA 14 14 497 86/140 0/0 82/158 155 19 11 49 254
2011 Stati Uniti Orlando Magic NBA 6 6 258 51/81 0/1 60/88 93 3 4 11 162
2012 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 4 4 126 26/42 0/0 16/36 43 4 2 8 68
Totale carriera 61 61 4745 419/697 0/3 363/626 861 85 47 166 1201

Riconoscimenti e record[modifica | modifica wikitesto]

2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014
  • NBA Slam Dunk Contest: 2008
  • Primo in schiacciate totali per la stagione 2005-06
  • Leader nella regular season per rimbalzi totali: 2006 (1.022), 2007 (1.008), 2008 (1.161), 2009 (1.093), 2010 (1.082), 2012 (785)
  • Record di stoppate in una gara delle finali: 9
  • Più giovane giocatore a raggiungere i 3000 rimbalzi in carriera
  • McDonald's All American: 2004
  • Record di tiri liberi tentati in una partita (39)[6]
  • Il 24 gennaio 2012 diventa il miglior marcatore di sempre degli Orlando Magic, mettendo a referto (contro gli Indiana Pacers) 14 punti e salendo a quota 10657 totali in carriera[7]
  • Prima scelta assoluta al Draft NBA 2004

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

  • Medaglia di bronzo ai Mondiali 2006
  • Medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Pechino 2008

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Howard becomes youngest player to win top defensive honor, NBA.com. URL consultato il 21-04-2009.
  2. ^ (EN) Howard wins Kia Defensive Player of Year honors again, NBA.com. URL consultato il 21-04-2010.
  3. ^ (EN) Magic's Howard too busy to get caught up in Heat talk, NBA.com. URL consultato il 03-08-2010.
  4. ^ (EN) Olajuwon keeps 'The Dream' alive in Dwight Howard, NBA.com. URL consultato il 12-10-2010.
  5. ^ (EN) Howard Selects Houston in Free Agency, nba.com. URL consultato il 26 luglio 2013.
  6. ^ Howard, tanti liberi ma quanti errori, gazzetta.it. URL consultato il 13-01-2012.
  7. ^ Howard entra nella storia di Orlando, gazzetta.it. URL consultato il 25-01-2012.

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