Reggie Miller

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Reggie Miller
Reggie Miller crop.png
Reggie Miller nel 2010
Dati biografici
Nome Reginald Wayne Miller
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 201 cm
Peso 88 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Guardia
Ritirato 2005
Hall of Fame Naismith Hall of Fame (2012)
Carriera
Giovanili

1983-1987
Riverside Polytech High School
UCLA Bruins UCLA Bruins
Squadre di club
1987-2005 Indiana Pacers Indiana Pacers 1389
Nazionale
1994-2002 Stati Uniti Stati Uniti 22
Palmarès
Bandiera olimpica  Olimpiadi
Oro Atlanta 1996
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Oro Canada 1994
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Reginald Wayne "Reggie" Miller (Riverside, 24 agosto 1965) è un ex cestista statunitense che ha militato nella NBA esclusivamente negli Indiana Pacers. Alto 201 cm per circa 88 kg di peso, ha vinto la medaglia d'oro olimpica ad Atlanta 1996.

Soprannominato Reggie "Killer" Miller è considerato una delle migliori guardie tiratrici della storia NBA, nonché uno dei volti chiave degli Indiana Pacers[senza fonte].

È membro del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame dal 2012.

Nel 1995 ha scritto un libro assieme a Gene Wojciechowski dal titolo I Love Being the Enemy, è un diario dell'annata degli Indiana Pacers nella stagione 1994-95.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

L'eredità della sorella[modifica | modifica sorgente]

Al college Miller frequenta uno degli atenei più prestigiosi di tutti gli USA, UCLA. Viene scelto come 11ª scelta assoluta nei draft del 1987. La sua scelta è accompagnata da notevoli polemiche: Miller è un ragazzo dal fisico leggerissimo (appena nato i medici avrebbero voluto addirittura fratturargli le ossa delle gambe per poterle ricostruire) e nell'Indiana girano voci che Miller è stato scelto soltanto perché è il fratello di Cheryl Miller, una delle giocatrici di basket più forti di sempre.

I primi anni ad Indianapolis[modifica | modifica sorgente]

Ad Indianapolis Miller dimostra lentamente di non essere solo il fratello di Cheryl; nonostante il fisico smilzo è in grado di portare un buon bottino di punti soprattutto grazie alle sue straordinarie capacità balistiche nel tiro da tre punti. I risultati di squadra sono però deficitari e Miller non riesce a giocare nessuna partita di play-off. La prima stagione di esordio nei play-off per Miller è quella del 1989-1990, dove i Pacers vengono eliminati al primo turno in sole tre partite dai Detroit Pistons di Isiah Thomas. L'anno dopo arriva un'altra eliminazione al primo turno, questa volte da parte dei Boston Celtics. Stessa sorte l'anno seguente contro i Celtics: ad Indianapolis intanto si gettano le basi di quella squadra che darà tante soddisfazioni negli anni '90. Arrivano l'olandese Rik Smits e Dale Davis. Nella stagione 1992-93 arriva la quarta eliminazione consecutiva al primo turno dei play-off. Gli avversari sono per la prima volta nell'ultimo decennio del XX secolo i New York Knicks che diventeranno in fretta gli avversari per eccellenza dei Pacers nei play-off.

1993-1994[modifica | modifica sorgente]

All'inizio della stagione 1993-1994 a coach Bob Hill subentra Larry Brown, allenatore che era riuscito ad ottenere ottimi risultati da tutte le squadre che aveva allenato. Nei play-off i Pacers rompono la striscia che li vedeva perdenti al primo turno, battendo prima gli Orlando Magic in 3 partite e poi gli Atlanta Hawks in sei partite. Intanto nella Eastern Conference in contumacia Michael Jordan che era andato a giocare a baseball, i favoriti erano diventati i Knicks. Pacers e Knicks si incontrano nella finale di Conference e New York è decisamente favorita. I Knicks vincono le prime due partite, per poi perdere la terza e la quarta ad Indianapolis. Gara-5 è al Madison Square Garden, e i Knicks sono imbattuti in casa nella post-season. È in gara-5 che nasce la leggenda di Reggie Miller. I Knicks controllano abilmente la partita e all'inizio del 4° quarto sono in vantaggio di circa 20 punti. Miller si infiamma nel 4° quarto segnando 25 punti in 12 minuti con 5 canestri da tre punti. I Knicks sono risucchiati nel punteggio e perdono la partita. Ad un certo punto della sfuriata offensiva di Miller Spike Lee, tifosissimo dei Knicks, si alza dal suo posto vomitando addosso a Miller numerosi insulti tanto che Miller dopo l'ennesima tripla si gira verso il regista mimando il gesto dello strozzamento per fargli capire di stare zitto. La serie si chiude però a favore dei Knicks che espugnano Indianapolis, chiudono gara-7 con un tap-in vincente di Patrick Ewing.

1994-1995[modifica | modifica sorgente]

L'anno dopo Pacers e Knicks si trovano di nuovo di fronte, questa volta un turno prima rispetto all'anno prima. I Pacers hanno eliminato gli Hawks al primo turno in tre gare. New York ha il vantaggio del fattore campo. In gara-1 al Madison Square Garden Miller fa un'altra delle sue sfuriate. A 18 secondi dalla fine i Pacers sono sotto di 6 punti. Segna un canestro da tre punti per dimezzare il distacco. Va poi a pressare la rimessa di New York rubando palla sotto canestro. Invece di tirare da sotto palleggia fuori dall'arco e tira da tre per il pareggio. I Knicks che sopra di 6 pensavano di aver vinto sbagliano l'azione dopo e Miller subisce fallo; segna i due tiri liberi. Con 8 punti in 18 secondi Miller conquista gara-1. I Pacers questa volta vincono la serie e accedono alla finale della Eastern Conference dove vengono però eliminati in 7 partite dagli Orlando Magic.

Gli anni 1995-1997[modifica | modifica sorgente]

Indiana continua ad essere una delle favorite della Conference, ma con il ritorno in campo di Jordan nel 1995 i Chicago Bulls tornano ad essere una delle squadre più forti. In quei due anni le ambizioni dei Pacers si fermano sempre troppo presto: nei play-off del 1996 vengono eliminati al primo turno dagli Hawks, mentre nella stagione 1996-97 non raggiungono neanche i play-off.

1997-1998[modifica | modifica sorgente]

L'anno dopo i Pacers tornano prepotentemente nei play-off, grazie anche al cambio di allenatore visto che a Larry Brown era succeduto Larry Bird, eliminando prima i Cleveland Cavaliers in 4 partite e poi i rivali di New York in 5. In gara tre di questa serie i Knicks sono avanti di 3 punti a 5 secondi dalla fine; Miller riesce a liberarsi dalla marcatura e mettere la tripla che porta la partita ai supplementari, nei quali con una sfuriata consegna la vittoria ai Pacers. Nella finale della Eastern Conference Indiana incontra i Bulls di Jordan, reduci da due titoli e che non hanno mai dovuto giocare una gara 7 nei play-off dei due anni precedenti. Chicago si porta avanti 2-0 e Miller si ritrova con un doloroso problema ad una caviglia. In gara 3 riesce però a segnare 13 punti nell'ultimo quarto, compresi i tiri liberi che portano il risultato sul 107-105 finale. In gara 4 i Bulls sono avanti di 1 punto a 0,7 secondi dalla fine. I Pacers hanno una rimessa da metà campo; Miller è marcato da Jordan, ma riesce a liberarsi, forse anche con un fallo, e a segnare la tripla della vittoria da circa 10 metri. Nonostante questi miracoli balistici i Bulls vincono la serie in 7 gare.

La sconfitta con New York e la finale NBA[modifica | modifica sorgente]

L'anno dopo Jordan si ritira nuovamente e i Pacers tornano ad essere i favoriti per la vittoria della Eastern Conference. Vincono facilmente i primi due turni eliminando prima i Milwaukee Bucks e poi i Philadelphia 76ers, vincendo entrambe le serie senza perdere neanche una partita. In finale incontrano nuovamente i Knicks che partono da svantaggiati nella serie essendo senza Ewing. Affidandosi però all'estro delle due guardie Allan Houston e Latrell Sprewell i Knicks riescono sorprendentemente a vincere la serie in 6 gare. Per i Pacers è una delusione incredibile. L'anno dopo Miller trova in Jalen Rose un giocatore maturo, capace di affiancare il cecchino dei Pacers che ha 35 anni. I play-off del 2000 sono la copia di quelli dell'anno prima: eliminazione dei Bucks al primo turno, questa volta in 5 gare, dei 76ers al secondo turno, questa volta in 6 gare, e finale di Conference di nuovo contro i Knicks. Con la serie sul risultato di 3-2 in favore dei Pacers, Miller evita una pericolosa gara-7, segnano 5 triple nel secondo tempo e chiudendo gara 6 con 34 punti, dando diritto ai Pacers di giocare per la prima volta nella loro storia la finale NBA. In finale i Pacers si trovano di fronte i Los Angeles Lakers di Shaquille O'Neal e Kobe Bryant; nonostante una buona serie complessiva i Pacers perdono la finale per 4-2.

La fine del ciclo Bird e gli anni di transizione[modifica | modifica sorgente]

Dopo la sconfitta Larry Bird che aveva portato la squadra a due finali della Eastern Conference e ad una finale NBA lascia la squadra. Al suo posto viene assunto Isiah Thomas. La squadra è ormai vecchia e molti scambi sul mercato per ringiovanirla tendono invece ad indebolirla. Nei play-off del 2001 i Pacers affrontano i 76ers, poi finalisti, perdendo per 3-1, anche se l'unica vittoria è segnata da una tripla allo scadere di Miller. Nei play-off del 2002 arriva una nuova sconfitta al primo turno, questa volta per mano dei New Jersey Nets anch' essi futuri finalisti. L'anno dopo si conclude il ciclo Thomas alla guida dei Pacers con un'eliminazione al primo turno da parte dei Celtics. Intanto Miller con l'avanzare degli anni lasciava il testimone di principale leader offensivo della squadra ad altri giocatori, tra i quali spicca Jermaine O'Neal. Con l'arrivo di Rick Carlisle sulla panchina di Indiana i Pacers tornano a far strada nei play-off, arrivando nella stagione 2003-04 alla finale di Conference dove però perdono dai Detroit Pistons. L'estate del 2004 vede Miller annunciare che la stagione 2004-05 sarebbe stata l'ultima della sua carriera. I Pacers hanno potenzialmente una squadra per vincere il titolo ma una rissa scoppiata in una partita di regular season a Detroit compromette la stagione, dato che Ron Artest viene squalificato per il resto della stagione e O'Neal e Stephen Jackson per un numero cospicuo di partite. Nonostante Miller continui a fare cose eccezionali per un quarantenne, i Pacers vengono eliminati al secondo turno dei play-off sempre dai Pistons. Gara-6 della serie è l'ultima partita giocata da Miller.

Tecnica e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Miller ha costruito la sua carriera da professionista sul tiro in sospensione. Non è mai stato, nemmeno a fine carriera, un giocatore particolarmente completo: passatore e rimbalzista appena sufficiente, difensore volitivo ma complessivamente nella media, atleta normale per gli standard NBA, oltretutto non dotato di un fisico robusto o potente, come accennato all'inizio. Nonostante tutto ciò, le sue qualità balistiche lo possono far considerare tra i migliori tiratori di sempre - a livello quantitativo, per numero di triple tentate e realizzate, è il secondo migliore di ogni epoca, secondo solamente a Ray Allen, che ha superato proprio Miller in questa classifica il 10 febbraio 2011. Il suo stile di tiro non era perfetto. Tendeva a far cocciare le mani dopo il rilascio e ad aprire troppo le gambe (anche maliziosamente, verso il difensore, per procurarsi fallo). Detto questo, il rilascio era velocissimo, il range virtualmente illimitato, la precisione (e questo ha fatto veramente la differenza) tendeva ad aumentare con il valore della posta in palio. Ad inizio carriera, non essendo un grande trattatore della palla, non era in grado di crearsi un tiro dal palleggio con continuità, ma la sua conoscenza del gioco gli permetteva di sfruttare i blocchi come pochi altri prima e dopo di lui. Con il tempo, divenne anche capace di attaccare il difensore dal palleggio, con buoni risultati, diversificando maggiormente il suo gioco. Giocatore smaliziato, furbo, trash talker leggendario; un vincente. Detiene alcuni record NBA, tra cui il maggior numero di stagioni consecutive con almeno 100 triple realizzate (15 stagioni) e, fino al 10 febbraio 2011, il record per il maggior numero di tiri da tre punti realizzati di sempre (2.560 triple), quando è stato prima affiancato e poi superato da Ray Allen, nel match dei Boston Celtics (squadra di Allen), contro i Los Angeles Lakers. Ha inoltre giocato per 5 volte l'All Star Game ed è stato inserito per tre volte nel terzo quintetto ideale NBA. La sua maglia di gioco, il numero 31, è stata ritirata dagli Indiana Pacers il 30 marzo 2006. È stato campione olimpico con la maglia statunitense ai Giochi olimpici di Atlanta 1996. È stato anche campione del mondo, sempre con la nazionale USA, ai campionati mondiali di basket 1994. Ha chiuso la sua esperienza in nazionale a 37 anni nei mondiali casalinghi di Indianapolis 2002. Nel 2012 è stato scelto e inserito nel Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 55854511