Kobe Bryant

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Kobe Bryant
Kobe Bryant Washington.jpg
Kobe Bryant con la maglia dei Los Angeles Lakers
Dati biografici
Nome Kobe Bean Bryant[1]
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 198 cm
Peso 93 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Guardia / ala piccola / playmaker
Squadra Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers
Carriera
Giovanili
1994-1996 Lower Merion High School
Squadre di club
1996- Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 1245 (32000)
Nazionale
2007- Stati Uniti Stati Uniti 37 (504)[2]
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Pechino 2008
Oro Londra 2012
Transparent.png Campionati Americani
Oro Stati Uniti 2007
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 30 aprile 2014

Kobe Bean Bryant (Filadelfia, 23 agosto 1978) è un cestista statunitense.

Gioca prevalentemente nel ruolo di guardia tiratrice, e milita nei Los Angeles Lakers, squadra con cui ha conquistato cinque titoli NBA. Con la Nazionale statunitense ha partecipato ai FIBA Americas Championship 2007, ai Giochi olimpici di Pechino 2008 e di Londra 2012, vincendo la medaglia d'oro nelle tre manifestazioni.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Kobe Bryant è uno dei migliori tiratori ed è il quarto cestista più prolifico della storia della NBA, alle spalle di Jabbar, Karl Malone e Jordan[3].

Gioca solitamente come guardia tiratrice, ma all'occorrenza può ricoprire i ruoli di playmaker e ala piccola[4]. Dal 1999 è stato sempre incluso in almeno uno dei tre quintetti dell'All-NBA Team, ed è stato convocato per partecipare all'NBA All-Star Game. In 12 occasioni ha fatto parte di uno dei due NBA All-Defensive Team.

È un realizzatore prolifico e ha al suo attivo una media di circa 26 punti a partita, da aggiungere ad uno score medio di 4,7 assist, 5,3 rimbalzi ed un totale di oltre 1.800 palle rubate[5]. È anche un abile tiratore da tre punti: a pari merito con Donyell Marshall, infatti, detiene il record NBA di triple realizzate in una sola partita, 12.[6]. Gli oltre 32.000 punti totali realizzati[5] lo pongono al 4º posto tra i migliori marcatori NBA di sempre, primo tra quelli in attività. È invece al 3º posto per quanto riguarda i migliori realizzatori di sempre nei playoff, con 5.640 punti (alle spalle di Michael Jordan con 5.987).

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dall'Italia alla high school[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Joe Bryant inizia a giocare a basket sin da piccolo in Italia, dove il padre gioca fra il 1984 e il 1991. Tornato negli USA si iscrive alla high school, dove guadagna fama a livello nazionale vincendo il titolo statale con la Lower Merion High School, situata in un sobborgo di Philadelphia, infrangendo al contempo il record di punti nel quadriennio liceale per la zona di Philadelphia detenuto da Wilt Chamberlain mettendo a referto ben 2883 punti.

Il draft NBA[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996, all'età di 18 anni, decide quindi di fare il grande salto tra i professionisti e si dichiara eleggibile per il Draft NBA senza passare per il college, pratica poco diffusa allora e divenuta poi più comune, prima dell'introduzione di un limite di età per l'ingresso nella lega professionistica.

Viene scelto dagli Charlotte Hornets al primo giro come numero 13 assoluto; subito dopo, però, gli Hornets cedono ai Los Angeles Lakers i diritti su Bryant in cambio del ventottenne centro Vlade Divac, che dopo sette stagioni ai giallo-viola passa così in Eastern Conference. Los Angeles aveva appena messo sotto contratto il centro più forte sul mercato, Shaquille O'Neal, e non aveva dunque più bisogno di Divac. I Lakers, prima di orchestrare lo scambio, allestirono un provino per testare le qualità del giovane Kobe (che tra l'altro sperava di essere scelto proprio dai Lakers) e ne furono conquistati.

In realtà Bryant avrebbe potuto essere scelto ben più in alto nel draft: i New Jersey Nets, in possesso della scelta n° 8, erano molto interessati a Kobe. Il suo agente Arn Tellem, però, sapendo che a Los Angeles avrebbe trovato una squadra, guadagni e sponsorizzazioni ben superiori, bluffò dicendo che se Bryant fosse stato scelto dai Nets non sarebbe mai andato a giocare nel New Jersey, tornando piuttosto in Italia, dov'era cresciuto.[7] I Nets si tirarono indietro e ripiegarono su Kerry Kittles, giocatore che avrebbe poi avuto una carriera discreta e niente di più.

Le prime stagioni (1996-2000)[modifica | modifica wikitesto]

Kobe Bryant con il numero 8 indossato nella prima parte della sua carriera.

Durante la prima stagione a Los Angeles Bryant, riserva di Eddie Jones e di Nick Van Exel, totalizza 7,6 punti di media a gara. Sempre nell'anno da rookie si aggiudica lo Slam Dunk Contest (la gara delle schiacciate) dell'All-Star Game precedendo Chris Carr e Michael Finley. Nei playoff Bryant mostra di essere ancora acerbo: nella partita decisiva della serie contro gli Utah Jazz (persa 4-1) tira corto per ben tre volte, e il compagno Nick Van Exel critica la scelta del coach Del Harris di aver fatto gestire all'inesperto Bryant i possessi palla decisivi.

La stagione successiva vede Bryant raddoppiare la sua media punti, che sale a 15,4 punti a partita. Allo stesso tempo comincia a mostrare le sue qualità: il voto dei tifosi lo inserisce nel quintetto base per l'All-Star Game di New York (record come più giovane titolare nella storia della rassegna), mentre al termine dell'annata viene eletto come secondo miglior sesto uomo dell'anno dietro solo a Danny Manning. I Lakers fanno strada nei play-off e arrivano sino alla finale di Conference, ma vengono nuovamente sconfitti da Utah con il punteggio di 4-0.

Per l'anno seguente, a causa delle cessioni di Van Exel e Jones, il ventenne Bryant diventa la guardia titolare. Kurt Rambis, ex giocatore NBA con i Lakers, sostituisce il licenziato coach Del Harris; la squadra, dopo una stagione regolare altalenante, raggiunge le semifinali di Conference, venendo eliminata dai San Antonio Spurs, futuri vincitori del titolo.

Gli anni delle Finals (2000-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 1999 Rambis viene degradato a vice-allenatore e come nuovo coach arriva Phil Jackson, già sei volte campione NBA con i Chicago Bulls. Subito i Lakers vincono tre titoli NBA consecutivi, nel 2000, nel 2001 e nel 2002, terzo three-peat per Jackson, dopo i due con i Bulls.

In allenamento

Sconfitti dai San Antonio Spurs nei playoff del 2003, i Lakers arrivano, tra non poche vicissitudini, alle finali nel 2004, dove perdono a sorpresa contro i Detroit Pistons. L'accesso alla finale avviene soprattutto grazie all'acquisto ad inizio anno di elementi come Karl Malone e Gary Payton, giocatori storici della NBA entrati in una fase calante della loro carriera e decisi ad inserirsi in un team già costruito per vincere il titolo NBA, titolo che non erano ancora riusciti a vincere (Payton vi riuscirà poi con i Miami Heat nel 2006). I rapporti con O'Neal, da sempre burrascosi, si rovinano del tutto a seguito dello scandalo che toccherà Bryant circa l'ipotesi di stupro, a causa di frasi dello stesso Bryant che, non sapendo di essere registrato, chiamavano in causa O'Neal. Ad ogni modo, agli occhi di molti osservatori i rapporti fra i due sono peggiorati negli anni anche a causa della crescita di Bryant come giocatore, a cui faceva da contraltare la fine della fase di assoluto dominio di O'Neal. Quest'ultimo accettava sempre meno l'ipotesi di dover lasciare la scena e diventare il "secondo" della coppia, permettendo a Bryant di prendere in mano la squadra nei momenti decisivi e garantendo, probabilmente, il prolungamento di una dinastia vincente ai Lakers. A seguito della sconfitta nelle finali NBA del 2004 contro Detroit, Bryant decide di testare il mercato dei free agent, ma il 15 luglio 2004 sigla un rinnovo con i Lakers per sette anni, per la cifra di 136,6 milioni di dollari. Contestualmente, venendo a conoscenza del fatto che il proprietario dei Los Angeles Lakers Jerry Buss era intenzionato a tenere Bryant, O'Neal chiese di essere ceduto, ponendo fine di fatto ad una squadra che aveva dominato l'inizio del millennio. Va notato che O'Neal vincerà poi un titolo a Miami con gli Heat nel 2006, dove fece coppia con il nuovo astro nascente Dwyane Wade, una guardia atletica e talentuosa al quale O'Neal non fece nessuna fatica a cedere la leadership della squadra (tant'è che fu proprio Wade ad essere meritatamente nominato MVP, most valuable player, di quelle finali). All'addio di Shaq, si accompagna quello di coach Jackson e di alcuni giocatori del nucleo storico dei Lakers (Derek Fisher, Rick Fox). Riparte tutto da Bryant.

Gli anni d'attesa (2005-2007)[modifica | modifica wikitesto]

Bryant mentre effettua un tiro libero
Kobe Bryant con la Nazionale statunitense a Pechino 2008.

Dopo un breve periodo sotto coach Rudy Tomjanovich e Frank Hamblen, Jackson torna ad allenare i Lakers, che oltre a Bryant hanno poche sicurezze nel roster (sostanzialmente, quel che rimane della contropartita per la cessione di O'Neal, ovvero Lamar Odom). Bryant è inizialmente fiducioso circa i piani dirigenziali, ma dopo tre anni con una mancata partecipazione ai play-offs e due eliminazioni al primo turno, chiede garanzie circa le ambizioni del club, fino a paventare la richiesta di cessione. La mancata acquisizione di Jason Kidd per non privarsi del giovane ma acerbo centro Andrew Bynum fa montare Bryant su tutte le furie. Tuttavia, l'acquisto di Pau Gasol nel mercato di riparazione nel 2008 proietta i Lakers di nuovo in finale (dove perdono però contro i Boston Celtics, più nettamente di quanto dica il 4 a 2 conclusivo).

Il 22 gennaio 2006 ha stabilito il secondo miglior punteggio di tutti i tempi in una singola partita nella storia NBA, segnando 81 punti contro i Toronto Raptors, guidando i Lakers alla vittoria per 122-104. Significativo il fatto che i Lakers stessero perdendo di 18 punti nel terzo quarto: ciò valorizza ancor di più la prestazione di Bryant, ottenuta per far vincere la propria squadra e in un contesto competitivo; la prestazione di Bryant ha visto segnare 21/33 da due punti, 7/13 da tre punti e 18/20 ai tiri liberi, ai quali vanno aggiunti 6 rimbalzi, 2 assist, 3 palle recuperate ed 1 stoppata. 14 punti nel primo quarto, 12 nel secondo e due spaventose realizzazioni di 27 e 28 punti nei due quarti finali. La sua prestazione è seconda solo ai 100 punti messi a segno da Wilt Chamberlain il 2 marzo 1962 con i Philadelphia Warriors contro i New York Knicks. Sempre in quella stagione, il 20 dicembre 2005, ha segnato 62 punti in tre quarti di gioco contro i Dallas Mavericks, con 30 punti nel solo terzo quarto. Al momento di andare in panchina, senza più rientrare per l'ultimo quarto di gioco, Bryant aveva segnato appunto 62 punti contro i 61 dell'intera compagine avversaria, cosa mai accaduto in precedenza dopo tre quarti di gioco. Inoltre ha chiuso la stagione segnando 35,4 punti a partita, il che lo proietta nella top 10 per punti a partita segnati in una stagione, secondo solo a Michael Jordan, Elgin Baylor e naturalmente a Wilt Chamberlain.

Nel luglio 2006 è stato operato ad un ginocchio, pertanto è stato costretto a saltare i mondiali di pallacanestro che si sono tenuti in Giappone tra agosto e settembre. Il 22 marzo 2007 diventa il quarto giocatore nella storia a segnare almeno 50 punti in 3 partite consecutive (con Wilt Chamberlain, Michael Jordan ed Elgin Baylor), il primo a riuscirci dal 1987, quando ci riuscì Jordan. Supera anche questo record due giorni dopo, segnando altri 50 punti che lo portano ad essere il secondo giocatore NBA dopo Wilt a fare un poker "over 50" (65-50-60-50). Ad onor della cronaca, la partita successiva segna 43 punti. Le prestazioni fra l'altro valgono un record vittorie-sconfitte di 4-0 (dopo un periodo molto negativo per la squadra, con serie anche di 6 sconfitte consecutive).

Il ritorno alle Finals e i due titoli (dal 2008 ad oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Bryant con il nuovo numero 24
Bryant affronta Courtney Lee degli Orlando Magic

La bella stagione dei Lakers vissuta nel 2007-2008 fa vincere finalmente a Bryant il premio di Miglior Giocatore della Lega (MVP), riuscendoci dopo 12 anni di carriera NBA. I Lakers, tuttavia, tornati alle finali per la prima volta dalla sconfitta del 2004, vengono sconfitti dai Boston Celtics 4-2.

Il 2 febbraio 2009 sempre con i suoi Los Angeles Lakers realizza una prestazione da incorniciare al Madison Square Garden contro i New York Knicks mettendo a referto 61 punti che rappresentarono il record nella lunga storia dello stadio della Grande Mela prima che Carmelo Anthony realizzasse 62 punti proprio con i New York Kniks il 25 gennaio 2014; il precedente record di punti apparteneva a Bernard King che il giorno di Natale del 1984 totalizzò 60 punti. Diventa anche co-MVP dell'All Star Game 2009 a pari merito con l'ex-compagno di squadra Shaquille O'Neal, riproponendo per una gara la coppia del three-peat tra 2000 e 2002.

La stagione 2008-09 conferma i Lakers come una delle migliori squadre, e nella regular season ottengono il secondo record assoluto una partita solamente dietro i Cleveland Cavaliers. Il 14 giugno 2009 vince per la prima volta il premio come MVP delle finali, giocata dai suoi Lakers contro i sorprendenti Orlando Magic (4-1 il risultato finale della serie), diventando il primo giocatore dai tempi di Jerry West nel 1969 a mantenere una media di almeno 32,4 punti e 7,4 assist in una serie[8][9] ed il primo dopo Michael Jordan ad avere una media di almeno 30 punti, 5 rimbalzi e 5 assist per una squadra che abbia vinto il titolo.[10] I suoi 162 punti totali lo vedono al quarto posto assoluto della storia per un singolo giocatore in una serie di finale di 5 partite giocate.[11]

Kobe nella lunetta del tiro libero

La successiva stagione si apre subito con un Bryant che, anche a causa dell'infortunio di Pau Gasol, raccoglie più responsabilità offensive sfiorando quota 40 punti in 4 delle prime 11 partite. Il 17 novembre 2009 contro i Detroit Pistons, allo Staples Center di Los Angeles, Bryant mette a referto proprio 40 punti: è la centesima volta nella sua carriera che realizza almeno 40 punti;[12] meglio di lui hanno fatto Michael Jordan, 173 volte sopra i 40, e Wilt Chamberlain, 271 volte. Il 1º febbraio 2010, Bryant diventa il miglior marcatore dei Los Angeles Lakers con 25208 punti in carriera, sorpassando Jerry West.[13] Nei playoffs i Lakers arrivano alle finali dove affrontano i Boston Celtics dopo aver battuto Oklahoma per 4 a 2, Utah per 4 a 0 e Phoenix per 4 a 2; la finale, che alla fine della quinta gara vede i Celtics in vantaggio per 3 a 2, si decide alla settima gara, con la squadra losangelina che batte Boston per 83 a 79. Bryant vince così il suo quinto titolo in carriera, insieme al secondo trofeo di miglior giocatore delle finali. Durante l'annata 2010-11 Bryant entra nella top-ten dei migliori realizzatori NBA superando leggende del calibro di Dominique Wilkins e Hakeem Olajuwon. Verso la seconda parte di stagione con ancora più di 30 partite da disputare si ritrova ottavo.

Il 20 febbraio 2011 durante l'All Star Game 2011 giocato proprio a Los Angeles conquista il suo quarto titolo di MVP della gara delle stelle, grazie ad una prestazione da 37 punti e 14 rimbalzi in 29 minuti di gioco; lo stesso giorno diventa il primo giocatore ancora in attività ad entrare a far parte della Walk of Fame di Hollywood e secondo giocatore di sempre dietro a Magic Johnson.[14]. In quella stagione i Lakers sono ancora i favoriti per la vittoria finale e tutti si aspettano la finale contro i nuovi Miami Heat di Lebron James, Dwayne Wade e Chris Bosh. Chiusa la regoular season al 2º posto ad ovest dietro i San Antonio Spurs i Lakers nei playoff superano 4-2 i New Orleans Hornets, dopo aver perso gara 1 in casa, ma in semifinale vengono spazzati via 4-0 dai futuro campioni NBA dei Dallas Mavericks.

Il 6 febbraio 2012 diventa il 5° miglior marcatore della storia NBA, superando in classifica Shaquille O'Neal[15]. Anche questa stagione però si chiude con un'altra eliminazione alle semifinali di conference contro gli Oklahoma City Thunder di Kevin Durant e quindi Kobe vede sfumare la possibilità di vincere il 6º titolo suo obiettivo dichiarato così da poter eguagliare Michael Jordan Viene inserito nel quintetto base della NBA Western Conference per l'edizione 2012 dell'All-Star Game. Nella partita delle stelle ad Orlando con i suoi 28 punti, Kobe supera Michael Jordan come miglior realizzatore di sempre all'All-Star Game. Nel turno infrasettimanale di regular season il "Black Mamba" supera contro i Minnesota Timberwolves quota 29 000 punti in NBA.

Il 5 dicembre 2012 raggiunge i 30.000 punti nella gara vinta contro i New Orleans Hornets, segnando il suo 14º punto nella partita a un minuto dalla fine del terzo quarto. È il quinto giocatore a raggiungere tale record, e il più giovane della storia a farlo.[16] Il 30 marzo 2013 raggiunge i 31.423 punti, superando Wilt Chamberlain.

Il 12 aprile 2013 contro Golden State subisce un grave infortunio al tendine d'achille che lo costringe a chiudere anticipatamente la stagione e che mette a rischio la sua carriera.[17].

Nonostante il grave infortunio, Bryant torna a calcare i parquet nella stagione 2014-2015, stagione in cui supera la soglia dei 32 000 punti segnati in carriera durante la Regular Season.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

La carriera in nazionale di Bryant ha avuto inizio nel 2007, anno in cui vinse in FIBA Americas Championship 2007 di Las Vegas. Nel 2008, sotto la guida dell'allenatore di Duke Mike Krzyzewski, disputò i Giochi olimpici 2008; anche in quell'occasione vinse la medaglia d'oro.

Con la nazionale ha disputato complessivamente 37 incontri[2], di cui 16 alle Olimpiadi e 10 ai FIBA Americas Championship, mettendo a referto 504 punti (media di 13,6 punti a partita).

Cronologia completa delle presenze e dei punti in Nazionale - Stati Uniti Stati Uniti
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Punti Note
22/07/2007 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 104 - 105 Stati Uniti Stati Uniti Amichevole 26 referto
22/08/2007 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 112 - 69 Venezuela Venezuela Americas Ch'ship 2007 - Gironi di qual. 14 referto
23/08/2007 Las Vegas Isole Vergini americane Isole Vergini americane 59 - 123 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - Gironi di qual. 9 referto
25/08/2007 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 113 - 63 Canada Canada Americas Ch'ship 2007 - Gironi di qual. 15 referto
26/08/2007 Las Vegas Brasile Brasile 76 - 113 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - Seconda fase a gironi 20 referto
27/08/2007 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 127 - 100 Messico Messico Americas Ch'ship 2007 - Seconda fase a gironi 21 referto
28/08/2007 Las Vegas Porto Rico Porto Rico 78 - 117 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - Seconda fase a gironi 14 referto
29/08/2007 Las Vegas Uruguay Uruguay 79 - 118 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - Seconda fase a gironi 13 referto
30/08/2007 Las Vegas Argentina Argentina 76 - 91 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - Seconda fase a gironi 27 referto
01/09/2007 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 135 - 91 Porto Rico Porto Rico Americas Ch'ship 2007 - Semifinale 15 referto
02/09/2007 Las Vegas Argentina Argentina 81 - 118 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - Finale 5 referto
25/07/2008 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 120 - 65 Canada Canada Amichevole 15 referto
31/07/2008 Macao Stati Uniti Stati Uniti 114 - 82 Turchia Turchia Amichevole 7 referto
01/08/2008 Macao Stati Uniti Stati Uniti 120 - 84 Lituania Lituania Amichevole 13 referto
03/08/2008 Shanghai Stati Uniti Stati Uniti 89 - 68 Russia Russia Amichevole 19 referto
05/08/2008 Shanghai Stati Uniti Stati Uniti 87 - 76 Australia Australia Amichevole 13 referto
10/08/2008 Pechino Stati Uniti Stati Uniti 101 - 70 Cina Cina Olimpiadi 2008 - Fase a gironi 13 referto
12/08/2008 Pechino Angola Angola 76 - 97 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2008 - Fase a gironi 8 referto
14/08/2008 Pechino Stati Uniti Stati Uniti 92 - 69 Grecia Grecia Olimpiadi 2008 - Fase a gironi 18 referto
16/08/2008 Pechino Spagna Spagna 82 - 119 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2008 - Fase a gironi 11 referto
18/08/2008 Pechino Stati Uniti Stati Uniti 106 - 57 Germania Germania Olimpiadi 2008 - Fase a gironi 13 referto
20/08/2008 Pechino Stati Uniti Stati Uniti 116 - 85 Australia Australia Olimpiadi 2008 - Quarti di finale 25 referto
22/08/2008 Pechino Argentina Argentina 81 - 101 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2008 - Semifinale 12 referto
24/08/2008 Pechino Spagna Spagna 107 - 118 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2008 - Finale 20 referto
12/07/2012 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 113 - 59 Rep. Dominicana Rep. Dominicana Amichevole 4 referto
16/07/2012 Washington Stati Uniti Stati Uniti 80 - 69 Brasile Brasile Amichevole 8 referto
19/07/2012 Manchester Stati Uniti Stati Uniti 118 - 78 Regno Unito Regno Unito Amichevole 5 referto
22/07/2012 Barcellona Stati Uniti Stati Uniti 86 - 80 Argentina Argentina Amichevole 18 referto
24/07/2012 Barcellona Stati Uniti Stati Uniti 100 - 78 Spagna Spagna Amichevole 6 referto
29/07/2012 Londra Stati Uniti Stati Uniti 98 - 71 Francia Francia Olimpiadi 2012 - Fase a gironi 10 referto
31/07/2012 Londra Tunisia Tunisia 63 - 110 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2012 - Fase a gironi 4 referto
02/08/2012 Londra Stati Uniti Stati Uniti 156 - 73 Nigeria Nigeria Olimpiadi 2012 - Fase a gironi 16 referto
04/08/2012 Londra Lituania Lituania 94 - 99 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2012 - Fase a gironi 6 referto
06/08/2012 Londra Argentina Argentina 97 - 126 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2012 - Fase a gironi 11 referto
08/08/2012 Londra Stati Uniti Stati Uniti 119 - 86 Australia Australia Olimpiadi 2012 - Quarti di finale 20 referto
10/08/2012 Londra Argentina Argentina 83 - 109 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2012 - Semifinale 13 referto
12/08/2012 Londra Stati Uniti Stati Uniti 107 - 100 Spagna Spagna Olimpiadi 2012 - Finale 17 referto
Totale Presenze 37 Punti 504

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Kobe Bryant a Taiwan per l'inaugurazione di un Nike store.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

È il terzo figlio dell'ex cestista Joe Bryant e di Pamela Cox, sorella dell'ex cestista Chubby Cox ritiratosi nel 1983: ha infatti due sorelle più grandi, Sharia e Shaya. Il suo primo nome, Kobe, fa riferimento alla pregiata qualità di carne bovina, quella che i suoi genitori mangiarono in un ristorante poco prima della sua nascita.[18]

Si è sposato il 18 aprile 2001 con Vanessa Laine, all'epoca ventunenne, da cui ha avuto due figlie: Natalia Diamante Bryant, nata il 19 gennaio 2003 e Giannamaria-Onore Bryant, nata il 1º maggio 2006.

Parla fluentemente l'italiano, avendo vissuto in Italia tra i 6 e i 13 anni, al seguito del padre, che aveva lasciato la NBA per trasferirsi prima a Rieti poi alla Viola Reggio Calabria, all'Olimpia Basket Pistoia e alla Pallacanestro Reggiana.

È inoltre tifoso del Milan.

Costume[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 febbraio 2011 diventa il secondo giocatore di sempre ad entrare a far parte della Walk of Fame di Hollywood, dopo Magic Johnson, anch'egli stella dei Los Angeles Lakers, il quale però non era più in attività al momento della celebrazione.

Sempre nel 2011 appare nella pubblicità di Call of Duty: Black Ops. Nel commercial viene ripreso impugnando un fucile con sopra impressa la scritta "Mamba", suo soprannome. Tra i vari spot di cui è stato protagonista, alcuni dei più ricordati sono quelli recitati con LeBron James e girati per la Nike; il nome della serie pubblicitaria era "MVPs puppets".

Soprannome[modifica | modifica wikitesto]

Viene anche chiamato Black Mamba, soprannome che lo stesso Bryant si è assegnato. Nel 2009 ha firmato un accordo con Nubeo per la commercializzazione di orologi di lusso, per un costo che va da 25.000 a 285.000 dollari, siglati "Black Mamba da collezione".[19] Nel 2011, durante l'apertura dell'All-Star Game a Los Angeles, per il quale è stato il giocatore a ricevere più voti dai tifosi, ha presentato un cortometraggio diretto da Robert Rodriguez chiamato proprio "the Black Mamba". Fra gli attori figurano anche Danny Trejo, Bruce Willis e il rapper Kanye West.

Bryant ad una premiazione

L'accusa di stupro[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 luglio 2003 Bryant venne arrestato: una diciannovenne allora dipendente[20] dell'Hotel Cordillera di Edwards, in Colorado, lo accusava di averla violentata.[21] Bryant confessò di aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza, ma negò la violenza affermando che il rapporto era stato consensuale.[22] Al fatto, avvenuto il 30 giugno, e all'arresto, seguì l'immediato rilascio del cestista dopo il pagamento di una cauzione di 25 000 dollari.[21] Il 6 agosto 2003 cominciò una serie di udienze[21] conclusasi il 27 agosto 2004[23] con un processo che vide il ritiro delle accuse da parte dei legali della ragazza, i quali decisero comunque di mandare avanti una causa civile.[22]

In quel periodo Bryant perse alcuni dei suoi contratti (fra cui quello con la Nutella).[23] Contemporaneamente il suo sponsor tecnico personale, la Adidas, non gli aveva rinnovato l'accordo[24] e Bryant era dunque stato messo sotto contratto per 8 milioni di dollari da parte della Nike.[24]

Marca di scarpe[modifica | modifica wikitesto]

Bryant, con lo sponsor della Nike, ha anche creato una linea di scarpe da basket: le Nike Zoom Kobe. I modelli, venduti a milioni in tutto il mondo sono arrivati alla nona edizione, le Kobe IX.La maggior parte dei modelli è ispirata al Mamba Nero, l'unico modello ispirato a un serpente che non sia il Mamba nero è stato utilizzato nel Natale del 2012 ed era ispirato alla Vipera Rinoceronte.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato al 18 dicembre 2013.

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1996-1997 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 71 6 1103 176/422 51/136 136/166 132 91 49 23 539
1997-1998 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 79 1 2056 391/913 75/220 363/457 242 199 74 40 1220
1998-1999 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 50 50 1896 362/779 27/101 245/292 264 190 72 50 996
1999-2000 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 66 62 2524 554/1183 46/144 331/403 416 323 106 62 1485
2000-2001 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 68 68 2791 701/1510 61/200 475/557 399 338 114 43 1938
2001-2002 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 80 80 3065 749/1597 33/132 488/589 441 438 118 35 2019
2002-2003 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 82 82 3403 868/1924 124/324 601/713 564 481 181 67 2461
2003-2004 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 65 64 2542 516/1178 71/217 454/533 359 330 112 28 1557
2004-2005 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 66 66 2688 573/1324 131/387 542/664 392 398 86 53 1819
2005-2006 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 80 80 3277 978/2173 180/518 696/819 425 360 147 30 2832
2006-2007 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 77 77 3139 813/1757 137/398 667/768 439 413 111 36 2430
2007-2008 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 82 82 3192 775/1690 150/415 623/742 517 441 151 40 2323
2008-2009 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 82 82 2961 800/1712 118/336 483/564 429 399 120 37 2201
2009-2010 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 73 73 2835 716/1569 99/301 439/541 391 365 113 20 1970
2010-2011 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 82 82 2778 740/1639 115/356 483/583 419 388 99 12 2078
2011-2012 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 58 58 2232 574/1336 87/287 381/451 313 264 69 18 1616
2012-2013 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 78 78 3013 738/1595 132/407 525/626 433 469 106 25 2133
2013-2014 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 6 6 177 31/73 3/16 18/21 26 38 7 1 83
Totale carriera 1245 1097 45467 11055/24374 1640/4895 7950/9489 6601 5925 1835 620 31700
Nota: per la NBA, la WNBA e la NCAA, la colonna "Tiri da 2" comprende la somma dei tiri dal campo (tiri da 2 + tiri da 3).

Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1997 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 9 0 133 21/55 6/23 26/30 11 11 3 2 74
1998 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 11 0 220 31/76 3/14 31/45 21 16 3 8 96
1999 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 8 8 315 61/142 8/23 28/35 55 37 15 10 158
2000 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 22 22 857 174/394 22/64 95/126 98 97 32 32 465
2001 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 16 16 694 168/358 11/34 124/151 116 97 25 12 471
2002 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 19 19 833 187/431 22/58 110/145 111 87 27 17 506
2003 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 12 12 531 137/317 25/62 86/104 61 62 14 1 385
2004 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 22 22 973 190/460 24/97 135/166 104 121 42 7 539
2006 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 7 7 314 72/145 14/35 37/48 44 36 8 3 195
2007 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 5 5 215 60/130 10/28 34/37 26 22 5 2 164
2008 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 21 21 863 222/463 32/106 157/194 119 117 35 8 633
2009 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 23 23 940 242/530 37/106 174/197 123 126 38 21 695
2010 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 23 23 922 234/511 49/131 154/183 138 126 31 16 671
2011 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 10 10 354 83/186 12/41 50/61 34 33 16 3 228
2012 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 12 12 476 132/301 17/60 79/95 58 52 16 2 360
Totale carriera 220 200 8640 2014/4499 292/882 1320/1617 1119 1040 310 144 5640
Nota: per la NBA, la WNBA e la NCAA, la colonna "Tiri da 2" comprende la somma dei tiri dal campo (tiri da 2 + tiri da 3).

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Los Angeles Lakers: 2000, 2001, 2002, 2009, 2010.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti: 2008, 2012
Stati Uniti: 2007

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

2007-2008
2008-2009, 2009-2010
2005-2006, 2006-2007,
2001-2002, 2002-2003, 2003-2004, 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2011-2012, 2012-2013
1999-2000, 2000-2001
1998-1999, 2004-2005
1999-2000, 2002-2003, 2003-2004, 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011
2000-2001, 2001-2002, 2012
2002, 2007, 2009 (a pari merito con Shaquille O'Neal), 2011
1998, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013
1997

Record[modifica | modifica wikitesto]

Record assoluti[modifica | modifica wikitesto]

Kobe Bryant al tiro contro Caron Butler
  • 24.000 punti (31 anni e 75 giorni)
  • 25.000 punti (31 anni e 151 giorni)
  • 26.000 punti (32 anni e 80 giorni)
  • 27.000 punti (32 anni e 160 giorni)
  • 28.000 punti (33 anni e 131 giorni)
  • 29.000 punti (33 anni e 199 giorni)
  • 30.000 punti (34 anni e 105 giorni)
  • 31.000 punti (34 anni e 185 giorni)
  • Uno dei due giocatori della storia ad aver segnato 50 o più punti in 4 gare consecutive (l'altro è Wilt Chamberlain che è il primo essendo arrivato a 7 gare consecutive).
  • Più tiri da 3 segnati in una partita: 12 (7 gennaio 2003 contro i Seattle SuperSonics; eguagliato da Donyell Marshall il 13 marzo 2005).
  • Più tiri da 3 segnati in un tempo: 8 (28 marzo 2003 contro i Washington Wizards)
  • Più tiri liberi segnati in un quarto: 14 (20 dicembre 2005 contro i Dallas Mavericks)
  • Più tiri da 3 segnati negli All-Star Game: 17
  • Unico giocatore nella storia NBA a segnare almeno 600 punti nella postseason per tre anni consecutivi.
    • 633 (2008), 695 (2009), 671 (2010)

Record nei Los Angeles Lakers[modifica | modifica wikitesto]

  • Punti
  • Miglior realizzatore di sempre dei Los Angeles Lakers avendo superato Jerry West (2 febbraio 2010 contro i Memphis Grizzlies)
  • Miglior record di punti segnati nei playoff con la franchigia californiana che era di 4.457 e apparteneva a Jerry West (22 aprile 2010 contro gli Oklahoma City Thunder)
  • Più punti segnati in una stagione: 2832 (2005-06)
  • Più punti in una partita: 81 (22 gennaio 2006 contro i Toronto Raptors, seconda prestazione NBA di sempre dopo i 100 di Wilt Chamberlain)
  • Più punti segnati in un tempo: 55 (22 gennaio 2006 contro i Toronto Raptors)
  • Più punti segnati in un quarto: 30 (in due occasioni)
  • Più punti segnati in un overtime di play-off: 12 (4 maggio 2006 contro i Phoenix Suns)
  • Più alta media punti in un mese: 43.4 (gennaio 2006)
  • Più partite consecutive oltre i 50 punti: 4 (2006-07)
  • Più partite con 60 o più punti in carriera:5
  • Più partite con 50 o più punti segnati in una stagione: 10 (2006-07)
  • Più partite con 40 o più punti in carriera: 121 (terzo all time dopo Wilt Chamberlain con 271 e Michael Jordan con 173)
  • Più partite con 40 o più punti segnati in una stagione: 27 (2005-06)
  • Più partite consecutive con 40 o più punti segnati: 9 (febbraio 2003)
  • Più partite consecutive con 35 o più punti segnati: 13 (febbraio 2003, record assoluto)
  • Più partite consecutive con 20 o più punti segnati: 62 (dicembre 2005 - aprile 2006)
  • Canestri realizzati
  • Più canestri realizzati in un tempo: 18 (22 gennaio 2006 contro i Toronto Raptors)
  • Più canestri realizzati in un quarto: 11 (2 febbraio 1999 contro i Seattle SuperSonics)
  • Tiri liberi realizzati
  • Più tiri liberi realizzati in una partita: 23 (in due occasioni)
  • Più tiri liberi realizzati in un tempo: 17 (30 gennaio 2001 contro i Cleveland Cavaliers)
  • Più tiri liberi realizzati in un quarto: 14 (20 dicembre 2005 contro i Dallas Mavericks)
  • Più tiri liberi realizzati in un quarto in una partita di play-off: 11 (8 maggio 1997 contro gli Utah Jazz)
  • Più tiri liberi realizzati consecutivamente: 62 (gennaio 2006)
  • Tiri da 3 realizzati
  • Palle rubate
  • Più palle rubate in un tempo: 6
  • Più palle rubate in un quarto in una partita di play-off: 3 (17 maggio 1999 contro i San Antonio Spurs)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Thomas S. Pachter, Biography of Kobe Bryant, Pennsylvania Center for a Book. URL consultato il 5 agosto 2008.
  2. ^ a b Kobe Bryant, usabasketball.com. URL consultato il 30 settembre 2011.
  3. ^ (EN) NBA & ABA Career Leaders and Records for Points, basketball-reference.com. URL consultato il 4 aprile 2013.
  4. ^ (EN) Will Kobe Bryant's Shift to Small Forward Impact His Play?, bleacherreport.com. URL consultato il 4 aprile 2013.
  5. ^ a b (EN) Kobe Bryant joins 32,000-point club. URL consultato il 19 Novembre 2014.
  6. ^ (EN) Regular Season Records: Three-Point Field Goals, www.nba.com/history. URL consultato l'11 novembre 2008.
  7. ^ (EN) Game-changing decision, rivals.yahoo.com, 24 marzo 2011. URL consultato il 26 marzo 2011.
  8. ^ (EN) Journey Complete: Kobe Leads Lakers To NBA Championship, sports.espn.go.com. URL consultato il 16 giugno 2009.
  9. ^ (EN) Man on a mission: Bryant revels in victory, Finals MVP, www.usatoday.com. URL consultato il 16 giugno 2009.
  10. ^ (EN) Kobe Bryant Bio - NBA Finals - ESPNDB, espndb.go.com. URL consultato il 6 giugno 2009.
  11. ^ (EN) Los Angeles Lakers vs. Orlando Magic - Recap - June 14, 2009 - ESPN, sports.espn.go.com. URL consultato il 6 giugno 2009.
  12. ^ (EN) Detroit Pistons vs. Los Angeles Lakers - Recap. URL consultato il 18 novembre 2009.
  13. ^ Bryant entra nella storia, ma non basta contro Memphis, it.nba.com. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  14. ^ Matteo Politanò, Kobe Bryant da record, è il primo cestista di sempre a finire nella “Walk of Fame”, 21 febbraio 2010. URL consultato il 21 febbraio 2010.
  15. ^ Pietro Scibetta, Kobe, 5° marcatore di sempre, 7 febbraio 2012. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  16. ^ Bryant da record, 30.000 punti nella NBA, 6 dicembre 2012. URL consultato il 23 dicembre 2012.
  17. ^ Nba, infortunio a Kobe Bryant: rottura del tendine di Achille. "È terribile", gazzetta.it. URL consultato il 13 aprile 2013.
  18. ^ (EN) NBA.com : Kobe Bryant Bio Page, www.nba.com. URL consultato l'11 novembre 2008.
  19. ^ (EN) Kobe Bryant Wearing Nubeo Black Mamba MVP Watch, www.upscalehype.com. URL consultato il 18 maggio 2010.
  20. ^ Bryant, la difesa scatenata Quella ragazza è malata in La Repubblica, 20 dicembre 2003. URL consultato il 1º dicembre 2008.
  21. ^ a b c Bryant, colpo di scena arrestato aspirante killer in La Repubblica, 20 settembre 2003, p. 54. URL consultato il 13 aprile 2011.
  22. ^ a b Bryant (Lakers) in attesa di un secondo figlio, www.gazzetta.it, 10 novembre 2005. URL consultato il 1º dicembre 2008.
  23. ^ a b Luca Chiabotti, Bryant Solare, vincente e uomo squadra. Il nuovo Kobe è d'oro in Gazzetta dello Sport, 29 agosto 2008, pp. 42-43. URL consultato il 13 aprile 2011.
  24. ^ a b Accusa di stupro per Bryant, il nuovo Jordan del basket Usa in La Repubblica, 8 luglio 2003. URL consultato il 1º dicembre 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 19000693 LCCN: n98082481