Emanuel Ginóbili

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Emanuel Ginóbili
Manu Ginóbili (cropped 2).jpg
Ginóbili nel 2012 con la maglia dei San Antonio Spurs
Dati biografici
Nome Emanuel David Ginóbili Maccari
Nazionalità Argentina Argentina
Italia Italia
Altezza 198 cm
Peso 93 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Guardia
Squadra San Antonio Spurs San Antonio Spurs
Carriera
Squadre di club
1987-1995 Bahiense del Norte
1995-1996 Andino Sport Club Andino Sport Club
1996-1998 600px Bianco e Blu (Bordato).png Est. Bahía Blanca
1998-2000 Viola Reggio Cal. Viola Reggio Cal. 73 (1305)
2000-2002 Virtus Bologna Virtus Bologna 86 (1546)
2002- San Antonio Spurs San Antonio Spurs 795 (11657)
Nazionale
1997
1998-
Argentina Argentina U-22
Argentina Argentina
Palmarès
Bandiera olimpica  Olimpiadi
Oro Atene 2004
Bronzo Pechino 2008
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Argento Indianapolis 2002
 Campionati Americani
Bronzo Porto Rico 1999
Oro Argentina 2001
Argento Porto Rico 2003
Oro Argentina 2011
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 30 aprile 2014

Emanuel David "Manu" Ginóbili Maccari (Bahía Blanca, 28 luglio 1977) è un cestista italo-argentino, internazionale per l'Argentina, che ricopre il ruolo di guardia tiratrice e talora di ala piccola o playmaker nei San Antonio Spurs, per i quali indossa la maglia numero 20.

Soprannominato El Narizón ("Il Nasone"), discende da immigrati italiani dalle Marche. Nella sua famiglia giocano a pallacanestro anche i fratelli maggiori Sebastián e Leandro, mentre il padre, Jorge, fu allenatore della squadra locale dove Emanuel è cresciuto, e anche giocatore[1].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Ginóbili è una guardia tiratrice, mancina.[2] Riesce a contribuire statisticamente in modo rilevante alla fase offensiva con punti ed assist grazie a grande creatività, intelligenza e visione di gioco. Il gioco aggressivo di Ginóbili lo porta spesso ad attaccare il canestro: grazie alla sua atleticità e ad un eccellente controllo di palla, riesce a inserirsi tra le difese con finte e numeri di grande difficoltà tecnica. È pure un ottimo difensore nell'uno contro uno, abilissimo negli anticipi e, per una guardia, offre un buon contributo nei rimbalzi difensivi. Inoltre è un ottimo tiratore di liberi, e con gli anni ha inserito nel suo repertorio un bel tiro da tre punti.

Ha doti di leader, e sovente Gregg Popovich, allenatore degli Spurs, gli ha affidato il gioco nei momenti decisivi.[1] Lo stesso Popovich dice di lui: «È probabilmente la persona più competitiva che io abbia mai visto».[1]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Primi anni argentini e italiani[modifica | modifica sorgente]

Fa il suo esordio nella pallacanestro professionistica con la squadra di Andino nella stagione 1995-96, e viene comprato dall'Olimpo Bahía Blanca l'anno dopo. Gioca con la sua squadra della sua città natale finché, nel 1998, si trasferisce in Europa, firmando un contratto con la Viola Reggio Calabria con la quale centra la promozione in A1. Al termine della prima stagione sullo Stretto viene scelto al numero 57 del Draft NBA 1999 dai San Antonio Spurs (in quello che sarà uno dei maggiori draft steal della storia della Lega). Rimane però ancora a Reggio, dove scrive pagine memorabili per la compagine calabrese, che nella sorpresa generale, arriva a ripetere il risultato sportivo conseguito nel 1993: semifinale sfiorata e quinto posto assoluto alla fine dei play-off. Il risultato della Viola, contribuisce a segnalarlo come una delle guardie più esplosive del Campionato Italiano. Volendo affiancare alla stella Danilovic un giocatore dal grande potenziale, la Virtus Bologna decide di mettere sotto contratto la guardia argentina. L'improvviso ritiro di Danilovic a soli 30 anni apre le porte del quintetto base a Ginóbili.

Il biennio d'oro con la Virtus[modifica | modifica sorgente]

A Bologna cominciò a migliorare in modo esponenziale, tanto da essere indicato come giocatore più migliorato nel corso dell'anno 2000, diventando la punta di diamante di una squadra formidabile capace di vincere, nella sola stagione 2000-01, campionato italiano, Coppa Italia ed Eurolega, il cosiddetto triplete. Durante il periodo nel quale ha giocato a Bologna ha fatto parte per tre volte dell'All Star Game italiano. L'anno dopo con la Virtus rivince la Coppa Italia, ma non riesce a confermarsi in Eurolega (sconfitta in casa col Panathinaikos) ed in campionato (fuori in semifinale), ma già è attirato dall'esperienza all'estero, nel mondo della NBA.

NBA[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver conquistato l'Europa Ginóbili, a 25 anni, decide che è ora di sbarcare nella NBA. L'argentino firma così con gli Spurs, che ne detenevano i diritti in virtù della scelta operata tre anni prima; le prestazioni di Manu al Campionato del Mondo di Indianapolis, in cui la sua Argentina arriva alla finale persa contro la Serbia di Predrag Stojaković, sono il trampolino di lancio ideale per sbarcare negli USA.

All'inizio della sua avventura americana trova varie difficoltà, specie per incomprensioni con l'allenatore Gregg Popovich, orientato verso uno stile di gioco controllato e ragionato, che mal si adattava all'istintività e all'improvvisazione di Manu. Col tempo, coach e giocatore hanno imparato a convivere; la grande sintonia tecnica e umana che si è venuta a creare nel corso del tempo tra i due è stata sicuramente uno dei cardini dei successi Spurs negli ultimi anni.

Incontro con il Presidente argentino Néstor Kirchner dopo l'elezione a sportivo dell'anno in patria.

Nel 2002-03, con Ginóbili prevalentemente nel ruolo di sesto uomo, nonostante le difficoltà si conquista una ventina di minuti a partita, partendo anche 5 volte in quintetto base, con 7,6 punti a partita (tirando col 43%), conditi però da 1,4 recuperi. A fine anno gli Spurs vincono il titolo NBA sconfiggendo in finale i New Jersey Nets per 4-2, mentre il suo compagno e amico, Tim Duncan, si aggiudica il titolo di MVP delle finali. Inoltre, viene eletto nel secondo quintetto di migliori rookie della stagione, e miglior rookie del mese di marzo della Western Conference.

L'anno dopo riceve più fiducia, giocando metà delle partite da titolare, e mettendo a referto 12 punti (tirando col 41,8%), 3,8 assist e 4,5 rimbalzi a partita.

La stagione 2004-05 (dopo l'oro olimpico) sancisce la definitiva esplosione di Manu: gioca titolare tutte e 74 le partite di regular season, migliorando sensibilmente dal punto di vista realizzativo: 16 PPG tirando col 47%. Nel febbraio 2005 viene chiamato per l'NBA All-Star Game con la selezione della Western Conference, sconfitta 125-115 dalla selezione della Eastern Conference. Nell'occasione Ginóbili segna 8 punti in 22 minuti di gioco, con 3 rimbalzi, 1 assist e un recupero.

Nel 2005 ha conquistato il secondo titolo NBA della sua carriera, giocando da protagonista assoluto, insieme all'MVP Tim Duncan, la serie finale contro i Detroit Pistons, che ha chiuso con quasi 20 punti di media a partita.

Nella stagione 2005-06 Ginóbili non riesce a dare il suo solito contributo a causa di un fastidio alla caviglia, e probabilmente per questo motivo non ha fatto parte dell'All-Star Game, dove invece è andato il suo compagno di squadra Tony Parker oltre a Tim Duncan.

San Antonio è comunque approdata ai play-off come prima testa di serie dell'Ovest e ha sconfitto i Sacramento Kings per 4 a 2 nel primo turno. Tuttavia San Antonio è stata eliminata dopo 7 gare dai Dallas Mavericks, in una delle serie playoff forse più emozionanti di sempre. Cruciale un suo errore, sul più tre Spurs, nel commettere fallo su Nowitzki, il quale, segnando e convertendo il libero supplementare, trascina la squadra all'overtime di gara-7 che gli Spurs perderanno.

Ginóbili con la casacca degli Spurs.

Nella stagione 2006-07 Ginóbili, ormai parte integrante del Big Three degli Spurs (con Duncan e Parker), è investito da coach Popovich del ruolo di sesto uomo della squadra (pur essendo di fatto una delle stelle), con un minutaggio sulla mezz'ora. Cogli Spurs Manu raggiunge e vince per la terza volta in 5 anni le finali NBA, superando con gli Spurs rispettivamente i Denver Nuggets, i Phoenix Suns di Mike d'Antoni (considerata da molti la vera finale) e gli Utah Jazz nella finale della Western Conference. La finale contro i Cleveland Cavaliers dell'astro nascente LeBron James è senza storia e termina con la vittoria degli "speroni" con il punteggio di 4-0.

La stagione successiva Ginóbili vive probabilmente una delle sue migliori annate: fa registrare i career-high di medie in punti (19,5), rimbalzi (4,8), assist (4,5), percentuale da tre (40,1%) e minuti giocati (31,1). Viene eletto miglior sesto uomo dell'anno e inserito nell'All-NBA Third Team: gli Spurs, dopo aver superato al primo turno di nuovo i Suns e nel secondo i New Orleans Hornets, affrontano nella finale di conference i Lakers da cui vengono battuti per 4 a 1.

Manu Ginóbili discute con un arbitro.

Nella stagione 2008-09 soffre dell'infortunio alla caviglia e non può garantire il solito grande rendimento alla squadra. La sua stagione si chiude in anticipo senza poter giocare i play-off.

Nella stagione successiva, rispetto all'anno precedente, riesce a giocare sia la solita ottima regula season sia i play-off, dove al primo turno gli Spurs sconfiggono i Dallas Mavericks con il punteggio di 4-2, ma vengono eliminati al secondo turno dai Phoenix Suns con un pesante 4-0.

Nella stagione 2010-11 gli Spurs decidono di cambiare le rotazioni e Ginóbili parte così in quintetto base in 79 partite su 80 (entrambi record personali): a causa del minutaggio ridotto del veterano Duncan, Ginóbili diventa la stella indiscussa della squadra, che con le sue giocate, la porta a lungo ad avere il miglior record della NBA, prima di un pessimo finale di stagione. La grande annata dell'argentino si tradurrà sia nella convocazione al suo secondo All-Star Game sia alla scelta nell'All-NBA Third Team. Gli Spurs arrivano comunque ai playoff con il record di 61 vittorie e 21 sconfitte (migliore della Western Conference) secondo solo al 62-20 dei Chicago Bulls, ma, a sorpresa, vengono eliminati subito al primo turno dai Memphis Grizzlies complice anche un serio infortunio al gomito subito da Ginóbili, che però riuscirà lo stesso a giocare ottime partite sempre in doppia cifra.

Durante il periodo del lockout NBA, iniziano a circolare delle voci riguardanti un suo probabile ritorno alla Virtus Bologna, la squadra in cui ottenne i suoi primi importanti trionfi. Alla fine Ginóbili rimane agli Spurs, e quando riprende la stagione, trascina la squadra a vincere 3 delle prime 4 partite, prima di infortunarsi ad una mano durante la partita con i Minnesota Timberwolves. In quasi tutta la stagione è afflitto dagli infortuni, ma durante l'ultimo mese riesce a trovare un'ottima forma e a presentarsi nei playoff abbastanza riposato. I primi due turni vengono superati con facilità dagli Spurs con due schiaccianti vittorie sui Jazz ( 4-0 ) e sui Clippers ( 4-0 ). Giunti alle finali di Conference San Antonio e Ginóbili incontrano gli Oklahoma City Thunder che dopo essere stati sotto 2-0, e nonostante ottime prestazioni dell'argentino che è andato sempre in doppia cifra, rimontano gli speroni battendoli 4-2.

Nella stagione 2012-13 continua a portare il solito apporto dalla panchina pur peggiorando leggermente le sue statistiche aiutando gli Spurs a terminare la regular season con un record di 58-24 (terzo migliore della lega).La squadra ai Playoff arriva agevolmente in finale concedendo solo due vittorie ai Golden State Warriors in semifinale di Conference, dove però si deve arrendere ai campioni in carica Miami Heat in 7 gare.Ginobili viene criticato per una serie giocata sottotono, in particolare in gara perde ben 8 palloni[3].

La stagione seguente 2013-14 vede un miglioramento gioco di Ginobili e della squadra, che vince la stagione regolare con un record di 62-20.Ancora una volta la squadra arriva in finale contro i Miami Heat, in una riedizione della sfida dell'anno precedente.Questa volta gli Spurs vincono nettamente la serie 4-1, con Ginobili che si riscatta giocando cinque ottime partite.Da ricordare in particolare in gara 5 una schiacciata in transizione su Chris Bosh dopo aver eluso il resto della difesa avversaria, scelta come miglior giocata della serie dalla NBA.

Nazionale argentina[modifica | modifica sorgente]

Ginóbili inizia a rappresentare la nazionale di basket argentina fin dal 1998, partecipando a Mondiali, Giochi Panamericani e FIBA Americas Championship. In particolare dopo aver portato da protagonista assoluto il suo team alla vittoria del Campionato Americano Maschile di Pallacanestro FIBA 2001, Ginóbili è tra i migliori giocatori dei Mondiali 2002 (argento biancoeceleste), dove è costretto a giocare solo 12 minuti (senza segnare) della finale con la Jugoslavia a causa di un infortunio occorsogli in semifinale.

L'anno dopo risulta decisivo per la conquista dello storico titolo olimpico ad Atene 2004 da parte dell'Argentina, a discapito della Nazionale Italiana, e dopo aver sconfitto in semifinale i favoriti Stati Uniti con una prova da 29 punti. Nella competizione olimpica ha tenuto una media di 19,3 punti e 3,3 assist a partita. Una delle giocate-simbolo di quel torneo è il buzzer-beater[4][5] di Ginobili nel match inaugurale contro la Serbia e Montenegro (campione del mondo in carica[6]), rivincita della finale iridata di 2 anni prima. Con questa vittoria Manu diventa l'unico giocatore della storia della pallacanestro ad aver vinto un titolo nazionale (in Italia con la Virtus Bologna), un'Eurolega, la medaglia d'oro olimpica e l'anello di Campione NBA (a Bill Bradley mancò il titolo nazionale nell'esperienza milanese).

Nell'estate 2006 ai Mondiali ha trascinato l'Argentina fino alle semifinali, perse per 75-74 contro gli spagnoli, poi trionfatori. Nonostante l'insuccesso Manu si è messo comunque in mostra realizzando 15,2 punti di media a partita e rientrando per la seconda volta nel quintetto dei migliori della manifestazione.

In occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008 è scelto come portabandiera alla cerimonia d'apertura dell'intera delegazione argentina. Nel torneo olimpico dà un contributo alterno per via di un perdurante infortunio alla caviglia e deve abbandonare il campo dopo soltanto un minuto nella semifinale contro gli Stati Uniti. Infine dopo una cavalcata altalenante alle Olimpiadi di Londra 2012, Manu e la cosiddetta "generaciòn dorada" dopo la sconfitta in semifinale con gli Stati Uniti, perdono, in volata, anche nella finale per il bronzo contro la Russia, ponendo probabilmente fine ad una delle storie sportive più grandi di tutti i tempi.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Legenda[modifica | modifica sorgente]

PG PI MPG FG% 3P% FT% RPG APG SPG BPG PPG
Partite giocate Partite iniziate Minuti a gara Percentuale di tiro dal campo Percentuale di tiro da 3 punti Percentuale ai tiri liberi Rimbalzi per partita Assist per partita Palle rubate per partita Stoppate per partita Punti a partita

Stagione regolare[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra PG PI MPG FG% 3P% FT% RPG APG SPG BPG PPG
2002-03 San Antonio 69 5 20,7 43,8 34,5 73,7 2,3 2,0 1,4 0,2 7,6
2003-04 San Antonio 77 38 29,4 41,8 35,9 80,2 4,5 3,8 1,8 0,2 12,8
2004-05 San Antonio 74 74 29,6 47,1 37,6 80,3 4,4 3,9 1,6 0,4 16,0
2005-06 San Antonio 65 56 27,9 46,2 38,2 77,8 3,5 3,6 1,5 0,4 15,1
2006-07 San Antonio 75 36 27,5 46,4 39,6 86,0 4,4 3,5 1,5 0,4 16,5
2007-08 San Antonio 74 23 31,0 46,0 40,1 86,0 4,8 4,5 1,5 0,4 19,5
2008-09 San Antonio 44 7 26,8 45,4 33,0 88,4 4,5 3,6 1,5 0,4 15,5
2009-10 San Antonio 75 21 28,7 44,1 37,7 87,0 3,8 4,9 1,4 0,3 16,5
2010-11 San Antonio 80 79 30,3 43,3 34,9 87,1 3,7 4,9 1,5 0,4 17,4
2011-12 San Antonio 34 7 23,4 52,6 41,3 87,1 3,4 4,4 0,7 0,4 12,9
2012-13 San Antonio 60 0 23,2 42,5 35,3 79,6 3,4 4,6 1,3 0,2 11,8
2013-14 San Antonio 68 3 22,8 46,9 34,9 85,1 2,9 4,3 1,0 0,2 12,3
Carriera 795 349 27,1 45,2 37,0 83,3 3,8 4,0 1,4 0,3 14,7
All-Star 2 0 21,5 36,3 0,0 83,3 3,0 3,0 2,0 0,5 7,5

Play-off[modifica | modifica sorgente]

Edizione Squadra PG PI MPG FG% 3P% FT% RPG APG SPG BPG PPG
2003 San Antonio 24 0 27,5 38,6 38,4 75,7 3,8 2,9 1,7 0,4 9,4
2004 San Antonio 10 0 28,0 44,7 28,6 81,8 5,3 3,1 1,7 0,1 13,0
2005 San Antonio 23 15 33,6 50,7 43,8 79,5 5,8 4,2 1,2 0,3 20,8
2006 San Antonio 13 11 32,8 48,4 33,3 83,9 4,5 3,0 1,5 0,5 18,4
2007 San Antonio 20 0 30,1 40,1 38,4 83,6 5,5 3,7 1,6 0,2 16,7
2008 San Antonio 17 6 32,9 42,2 37,3 89,6 3,8 3,9 0,6 0,3 17,8
2010 San Antonio 10 10 35,2 41,4 33,3 86,6 3,7 6,0 2,6 0,2 19,4
2011 San Antonio 5 5 34,8 44,3 32,1 78,0 4,0 4,2 2,6 0,6 20,6
2012 San Antonio 14 2 27,9 44,8 33,8 85,7 3,5 4,0 0,7 0,2 14,4
2013 San Antonio 21 3 26,7 39,9 30,2 73,8 3,7 5,0 1,1 0,2 11,5
2014 San Antonio 23 0 25,5 43,9 39,0 86,2 3,3 4,1 1,5 0,0 14,3
Carriera 180 52 29,8 43,6 36,3 82,1 4,2 4,0 1,4 0,3 15,4

Career high[modifica | modifica sorgente]

In carriera ha un primato personale di 48 punti, segnati nel 2005 in una vittoria sui Phoenix Suns. In quanto a rimbalzi ha avuto un massimo di 15 contro i Toronto Raptors l'11 febbraio 2008, mentre per gli assist il suo massimo è 15, distribuiti il 1º marzo 2013 contro i Sacramento Kings. Ha un massimo di 8 palle recuperate, realizzato contro i Los Angeles Lakers il 23 gennaio 2008.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Ginóbili con i compagni di squadra dei San Antonio Spurs alla casa bianca per la vittoria del titolo NBA nel 2003.

Club[modifica | modifica sorgente]

Virtus Bologna: 2000-2001
Virtus Bologna: 2001, 2002
Virtus Bologna: 2000-2001
San Antonio Spurs: 2003, 2005, 2007, 2014

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Porto Rico 1999
Argentina 2001
Stati Uniti 2002
Porto Rico 2003
Atene 2004
Pechino 2008

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

  • 1999: All-Star Lega italiana (Viola Reggio Calabria)
  • 2000: All-Star Lega italiana (Kinder Bologna)
  • 2000: Giocatore più migliorato della lega italiana (Kinder Bologna)
  • 2001: All-Star Lega italiana (Kinder Bologna)
  • 2001: MVP Campionato Italiano (Kinder Bologna)
  • 2001: Euroleague Final Four MVP (Kinder Bologna)
  • 2002: MVP Campionato Italiano (Kinder Bologna)
  • 2002: MVP Coppa Italia (Kinder Bologna)
  • 2002: All-Euroleague First Team (Kinder Bologna)
  • 2005: All-Star NBA (San Antonio Spurs)
  • 2008: NBA Sixth Man of the Year Award (San Antonio Spurs)
  • 2008: All-NBA Third Team (San Antonio Spurs)
  • 2011: All-Star NBA (San Antonio Spurs)
  • 2011: All-NBA Third Team (San Antonio Spurs)

Nazionale argentina[modifica | modifica sorgente]

  • 2001: MVP FIBA Americas Championship 2001
  • 2002: Quintetto ideale dei Mondiali
  • 2004: MVP Giochi Olimpici
  • 2006: Quintetto ideale dei Mondiali

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Premio Olimpia: 2003, 2004 (ex aequo con Carlos Tevez)
  • Inserito tra i 50 personaggi più importanti della storia dell'Euroleague Basketball

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Mover and shaker: Motor always has been running for Spurs' Ginobili, www.mysanantonio.com, 10 giugno 2008. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  2. ^ (EN) NBA.com : Manu Ginobili Bio, www.nba.com. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  3. ^ http://www.poundingtherock.com/2013/6/24/4460000/nba-palyoffs-
  4. ^ Manu Ginobili beats Serbia & Montenegro at the buzzer! - YouTube
  5. ^ Ginobili buzzer beater Athens Olympics - YouTube
  6. ^ I Mondiali 2002 furono vinti dalla Jugoslavia, che nel 2003 cambiò nome in "Serbia e Montenegro"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 61337983