Dwyane Wade

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Dwyane Wade
Dwyane Wade2.jpg
Wade in azione con la maglia dei Miami Heat
Dati biografici
Nome Dwyane Tyrone Wade jr.
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 193[1] cm
Peso 100[1] kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Guardia
Squadra Miami Heat Miami Heat
Carriera
Giovanili

2001-2003
Richards High School
Marquette G. Eagles Marquette G. Eagles
Squadre di club
2003- Miami Heat Miami Heat 719
Nazionale
2004-2012 Stati Uniti Stati Uniti 24
Palmarès
Bandiera olimpica  Olimpiadi
Bronzo Atene 2004
Oro Pechino 2008
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Bronzo Giappone 2006
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 30 aprile 2014

Dwyane Tyrone Wade jr. (Chicago, 17 gennaio 1982) è un cestista statunitense, professionista nella NBA con i Miami Heat.

Alto 193 cm[1] per circa 100 kg[1] e soprannominato "Flash" per la sua velocità, è considerato uno dei migliori giocatori dell'NBA.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'infanzia ed il college[modifica | modifica sorgente]

Nasce nei sobborghi di Chicago, in un quartiere malfamato limitrofo al Chicago Stadium, vecchio palazzetto dei Chicago Bulls; cresce in una piccola casa insieme alla madre(divorziata) e alle tre sorelle più grandi. Fin da piccolissimo, Wade mostra un promettente talento nel basket, quasi soffocato però dall'ambiente circostante. Così, all'età di 9 anni, viene portato dalla sorella (la più piccola delle tre) a vivere con il padre ed i fratellastri. Wade affermerà poi che quella fu una fase cruciale della sua vita: la grande disciplina del genitore lo portò a lavorare duramente sia in campo che fuori, guadagnandosi un posto in squadra alla Richards High School.

Nella nuova scuola, il giovane Dwyane mostra subito la sua bravura affermandosi come leader della squadra; tuttavia, i continui paragoni con il fratellastro maggiore Demetris a cui veniva sottoposto, lo portarono a trascurare del tutto il basket per praticare il football (dove affermava di sentirsi più libero), torna alla pallacanestro soltanto nel suo penultimo anno.

Dopo l'high school, Dwyane sceglie di andare al College, precisamente a Marquette, dove spera di entrare in squadra. Wade però dovrà aspettare un anno prima di scendere in campo: i suoi voti infatti non gli consentiranno di passare il test per entrare in squadra

Nonostante tutto, il coach della squadra Tom Crean, decide di allenarlo ugualmente e di farlo diventare un assistente in panchina. Grazie a questo, Wade riesce a comprendere meglio il gioco, e al suo secondo anno domina sin dall'inizio della stagione, collezionando una media di 17,8 punti, 6,6 rimbalzi, 3,4 assist, 2,5 recuperi e 1,1 stoppate in 32 uscite. L'anno successivo è quello della consacrazione definitiva: Wade arriva a 21,5 punti, 6,3 rimbalzi, 4,4 assist, 2,2 recuperi e 1,3 stoppate di media, viene inserito nel primo quintetto ideale degli All American e nominato MVP delle Midwest Regional Final, riportando Marquette alla Final Four. Dopo due stagione di gioco, Wade prova ad entrare in NBA.

Carriera NBA e nazionale[modifica | modifica sorgente]

Dwyane Wade in azione

Wade si rese quindi eleggibile per il draft 2003 e venne scelto dai Miami Heat con la quinta scelta assoluta, dietro a LeBron James, Darko Miličić, Carmelo Anthony e Chris Bosh.

Nel suo anno da rookie, un problema al polso lo ferma per le prime 21 partite ma successivamente Wade dimostra di essere una buona matricola, riportando i Miami Heat ad essere una squadra rispettabile. L'ombra gettata su di lui dalle due matricole più importanti, LeBron James e Carmelo Anthony, lo porta a lavorare ancora più duro e guida Miami a 17 vittorie sulle ultime 21 partite di stagione regolare, portando la sua squadra ai Playoffs NBA. I Miami Heat vinceranno la prima serie contro gli Hornets (da ricordare il canestro decisivo di Wade in faccia a Baron Davis in gara-1) ma perderanno contro gli Indiana Pacers al secondo turno; nonostante la sconfitta Wade si afferma come uno dei giocatori migliori della lega: le statistiche di Wade nei Playoffs NBA parlano di 18 punti, 5 assist e 4 rimbalzi.

Il rendimento di Wade nella sua prima stagione lo porta alla convocazione in Nazionale e, durante il ritiro, la dirigenza dei Miami Heat mette a segno il colpo di mercato che cambierà la storia della franchigia: la squadra della Florida cede Lamar Odom, Caron Butler e Brian Grant per avere Shaquille O'Neal dai Los Angeles Lakers. Il nuovo duo degli Heat, comincia subito a dare spettacolo e a dominare la Eastern Conference, supportati da compagni come Eddie Jones, Damon Jones ed altri; Miami vince 59 partite in stagione regolare, a fronte di sole 23 sconfitte; in una delle ultime gare di regular season però Shaq si procura un ematoma alla coscia in seguito ad una ginocchiata di Jermaine O'Neal. Iniziano i Play-off NBA e l'infortunio di O'Neal lo costringe a saltare la prima serie contro i Nets, spazzati via con un 4-0 grazie ad un Wade da 26,5 punti, 6,2 rimbalzi e 8 assist. La seconda serie vede il ritorno di O'Neal, che contribuisce ad un altro cappotto, stavolta ai danni degli Wizards: Wade realizza 31 punti di media con 7 rimbalzi e 8 assist. La finale di conference li porta davanti ai Detroit Pistons, campioni NBA in carica che vengono battuti in gara 5 e mandati sotto 2-3. A causa di un problema muscolare, Dwyane salta gara 6, persa 95-66, ed una gara 7 leggermente sotto tono (20 punti frutto di un 7/20, 4 assist, 1 rimbalzo e 5 palle perse) darà la vittoria per 88-82 ai Piston. In seguito all'eliminazione gli Heat allestiscono un maxi-scambio (13 giocatori coinvolti, la più grande trade mai avvenuta) rivoluzionando la squadra: prendono Antoine Walker, Gary Payton, James Posey e Jason Williams.

Dwyane Wade mentre effettua uno slalom fra gli avversari

La stagione successiva, i pronostici vedono gli Heat favoritissimi ma dopo due partite O'Neal si infortuna e salta le successive 18; la squadra accusa il colpo e al rientro di Shaq, il record è di 10-10. È proprio in questo periodo che il general manager dei Miami Heat, Pat Riley, decide di prendere per mano la squadra diventando Head Coach, subentrando al posto di Stan Van Gundy. La squadra si riprende vincendo 9 delle successive 12 partite e conquistando i PO con un record di 50-32.

Al primo turno gli Heat trovano Chicago per una serie che sembra solo una formalità ma dopo un facile 2-0 a Miami, nella città del vento i Bulls pareggiano la serie e, complice un infortunio di Wade ad inizio partita, in gara 5 si portano in vantaggio e sfiorano la clamorosa rimonta; quando però nel finale torna Dwyane gli Heat rimontano e vincono la partita, chiudendo poi la serie 4-2 in gara 6. Il secondo turno vede gli Heat affrontare New Jersey, dai quali erano stati sconfitti 3 volte su 4 in regular season. In gara 1, a Miami, i Nets dominano e vincono 100-88. In gara-2 e 3 gli Heat fanno la voce grossa e si portano sul 2-1 ed in gara-4, con il punteggio in bilico, una tripla di Payton dà a Miami il 3-1. Tornati in casa, Miami si batte in una gara equilibratissima con New Jersey e a pochi secondi dalla fine è in vantaggio 106-105. Wade intercetta una rimessa di Kidd diretta a Carter e gli Heat portano a casa la serie in 5 partite.

Wade si appende al canestro, gesto che è solito fare prima di ogni partita

In finale di Conference Miami incontra ancora una volta i Pistons, detentori del miglior record in stagione regolare. Gara-1 comincia con una partenza sprint degli Heat che vanno pesantemente in vantaggio ma dopo il primo quarto, il conto dei falli è pesante e Shaq e Wade sono costretti a vedere dalla panchina la rimonta di Detroit che si porta fino al -1, quando la reazione del supporting cast degli Heat affonda i Pistons al Palace. I Pistons reagiscono e vincono sul filo per 92-88 gara-2 ma a Miami gli Heat vincono gara-3 e 4 e, nonostante una grande prova in Prince in gara-5 (29 punti) che tiene a galla i Pistons, Miami domina gara-6 e chiude la serie 4-2

In Finale NBA arrivano i Dallas Mavericks, favoritissimi per il titolo, che a marzo avevano sconfitto gli Heat di 36 punti. Miami in gara-1 parte alla grande, andando sul +9 a inizio primo quarto ma nel secondo quarto Jason Terry si accende e con 20 punti nel primo tempo porta i Mavs in vantaggio. La ripresa è un massacro e Miami si riprende solo nel finale ma non basta per evitare la sconfitta 90-80. Gara-2 comincia più o meno nello stesso modo, un inizio di partita molto vivace ma nella ripresa, sotto i colpi di Stackhouse e Dirk Nowitzki, Miami affonda e i Mavericks portano a casa il 2-0. Tra gara due e gara-3, Pat Riley si cala nella parte del motivatore e in un allenamento, portando in spogliatoio un giornale di Dallas che dava gli Heat già per spacciati assicura alla sua squadra che il 20 giugno (giorno in cui si sarebbe dovuta disputare l'eventuale gara 6) avrebbero vinto il titolo. All'inizio di gara-3 la motivazione sembra dare i suoi effetti e a fine primo tempo Miami è sul + 11, grazie ad una grande prova di squadra. Ancora una volta però Dallas reagisce e Dirk (30 punti alla fine per lui) porta i Mavs sul + 13 a 6 minuti dalla fine. Stavolta però si sveglia Wade che infila 12 punti in fila in 6 minuti (42 alla fine per lui) e, grazie a un 2/2 di Shaq dalla lunetta e a un tiro di Payton a pochi secondi dalla fine, Miami porta a casa la prima vittoria nella serie. Gara-4 è una dimostrazione di forza, dominata da Miami che vince 98-74 e pareggia la serie. La partita più bella della serie è senza dubbio gara-5, che vede Wade (42 punti alla fine) e Jason Terry (35) darsi battaglia. Sarà un tiro di Wade sul finire a mandare all'overtime la partita e a 1 secondo dalla fine metterà due liberi per il 3-2 di Miami. Si torna a Dallas per gara-6, dove i Mavericks cominciano alla grande, portandosi in vantaggio pesantemente. La risposta di Miami arriva con un pesante parziale e all'inizio dell'ultimo quarto gli Heat sono in vantaggio di tre punti. Il quarto quarto vede protagonisti lui, Alonzo Mourning, Udonis Haslem e Jerry Stackhouse. A 5 secondi dalla fine Dallas è ancora sotto di tre e Terry si incarica del tiro decisivo, che però sbaglia (0/5 da tre nell'ultimo quarto per lui), dando a Miami il primo titolo NBA.

Wade palla in mano contro i Wizards.

In questo stesso anno durante l'All-Star Weekend partecipa al suo secondo NBA All-Star Game, realizzando 20 punti e segnando il canestro decisivo. Inoltre ha partecipato all'NBA Skills Challenge dove ne è uscito vincitore.

Viene convocato dal coach Mike Krzyzewski per il Mondiale 2006 in Giappone, dove, insieme a LeBron James e Carmelo Anthony (i tre capitani), non fa faville e porta la squadra solo al terzo posto, al di sotto delle aspettative. In questo campionato Wade colleziona una media di 19,3 punti a partita.

Nella stagione 2006-07, a causa di un infortunio a Shaq, Dwyane si caricò la squadra sulle proprie spalle e fu grazie a lui che gli Heat riuscirono a rimanere sul 50% di vittorie/sconfitte. Al ritorno di O’Neal la squadra ritornò ai livelli dell’anno precedente sfiorando le 10 vittorie consecutive ma successivamente si infortunò Wade per una lussazione alla spalla e dovette saltare molte gare tornando dopo una riabilitazione per i playoff; purtroppo però, per colpa dell’invecchiamento di alcuni componenti del roster, infortuni e mancanza di stimoli, non riuscì ad evitare il 4-0 contro i Chicago Bulls.

Anche in quell'anno è stato presente all'All-Star Game, dove ha realizzato 10 punti e 6 palle rubate e ha vinto ancora una volta l'NBA Skills Challenge.

Nell'estate per risolvere i problemi con gli infortuni si fece operare saltando però i primi quindici giorni di campionato. La dirigenza sbagliò completamente la campagna acquisti, circondando Wade di giocatori che non potevano avere di certo l'etichetta di vincenti e soprattutto Shaquille O'Neal e Jason Williams erano fermi per infortunio. Visto ormai l’impossibilità della squadra di arrivare ai playoff Wade si fermò dopo 51 partite per problemi al ginocchio.

Wade (a sinistra) e James

A febbraio partecipa per la quarta volta all'All-Star Game segnando 14 punti.

L'11 marzo Pat Riley, coach degli Heat, annuncia che Dwyane Wade non concluderà la stagione per sottoporsi a un intervento al ginocchio sinistro molto particolare chiamato OssaTron. Queste sono le parole di Riley: "Credo sia arrivato il momento di fermare Dwyane. Dobbiamo pensare alla sua salute e siamo convinti che questo procedimento lo aiuterà a tornare quello di prima."

Nell'estate Wade recuperato totalmente dagli infortuni, è tornato al top, partecipando alle Olimpiadi di Pechino, facendo parte del Dream Team degli USA e vincendo la medaglia d’oro. Qui è stato il trascinatore del team nella corsa all'oro collezionando partita per partita una media di 16 punti, tirando con il 67%, 4 rimbalzi, 2 assist e 2,3 palle rubate; probabilmente è stato il miglior giocatore del team e nella finale contro la Spagna ha realizzato 27 punti, tirando con il 75%, 4 palle rubate, 2 assist e due rimbalzi in 27 minuti. Da quel punto non si è più fermato.

Nella stagione 2008-09 è tornato quello di prima, portando la squadra fino ai playoff; gli Heat hanno realizzato così un record, divenendo la seconda squadra dopo i San Diego Rockets del 1968-69 capace di rialzarsi così in fretta dopo un'annata da non più di 15 vittorie. Wade ha chiuso la sua regular season contro i New York Knicks realizzando 55 punti con un 19 su 30 (sfiorando il record di franchigia di 56 punti), 9 rimbalzi, 4 assist e 1 stoppata. Alla fine della stagione è il miglior marcatore della NBA con 30,2 punti a partita ed è il primo giocatore della storia degli Heat a farlo.

Inaspettatamente, grazie alle sue eccezionali statistiche si è candidato al premio di MVP, senza però riuscire a vincerlo, essendo stato molto penalizzato dal record di squadra. Durante i playoff Wade totalizza una media di 29,1 punti a partita, non riuscendo però a portare gli Heat oltre il primo turno giocato contro gli Atlanta Hawks che si è concluso in gara-7.

All'All-Star Game seguente totalizza 28 punti,11 assist, 6 rimbalzi e 5 palle rubate ed è nominato MVP. Il 1º novembre 2009, realizzando 25 punti contro i Chicago Bulls, ha superato la soglia dei 10.000 punti, il primo a farlo con la casacca degli Heat.

Wade con la sua classica casacca numero 3

Dopo l'eliminazione dai Playoffs 2010 subita dai Boston Celtics, la dirigenza di Miami mette a segno due colpi di mercato straordinari di cui uno rimarra' nella storia NBA: nella squadra della Florida infatti arriva prima Chris Bosh (come free agent ) da Toronto, e successivamente LeBron James da Cleveland (anche lui come agente libero). Le prospettive per la nuova stagione sono da titolo, ma gli Miami Heat faticano ad ingranare e a trovare una chimica di squadra, e non partono bene, ma dopo le prime 10 partite il loro gioco di squadra sale di livello fino a raggiungere i Boston Celtics in cima alla Eastern Conference.

In finale 2011 gli Heat incontrano i Dallas Mavericks, per la rivincita del 2006. Gara-1 viene vinta abbastanza facilmente dagli uomini di Spoelstra, e così sembra anche gara2, quando Miami è sopra di 15 punti a 7 minuti dalla fine. Al termine, tuttavia, è Dallas a prevalere, grazie alla prestazione eccezionale di Dirk Nowitzki, Jason Terry e Jason Kidd, col tedesco che realizza il canestro della vittoria negli ultimi istanti di partita. A Dallas però gli Heat si riprendono il fattore campo andando a vincere gara 3. Sarà l'ultima vittoria di Miami, poiché le successive gare in Texas sono appannaggio dei Mavs, i quali andranno a concludere l'opera in Florida in gara-6, vincendo il loro primo titolo NBA, e vendicando la dura sconfitta del 2006.

Alla fine della regular season, Wade e gli Heat concludono secondi, dietro i Chicago Bulls, con un record di 58 vittorie e 24 sconfitte.

A questo punto Miami accede al Playoff, incontrando i Philadelphia 76ers.Gli Heat non hanno molte difficoltà e passano il turno 4-1.Dopo gli Heat affrontarono i Boston Celtics, e grazie a un Wade da 30 punti di media nella serie, Miami supera anche l'ostacolo Boston con un 4-1. Una serie che è stata superata soprattutto grazie ad una difesa sensazionale da parte degli Heat. Durante la off season Wade tramite un comunicato fa sapere la sua intenzione di voler giocare in Europa o in Giappone nel caso di un lock-out da parte della NBA con conseguente diminuzione del numero di partire da 82 a 66.

Viene inserito nel quintetto base della NBA Eastern Conference per l'edizione 2012 dell'NBA All-Star Game. In cui diverrà il terzo giocatore, dopo Michael Jordan e LeBron James a realizzare una tripla doppia (24-10-10) ad un'All-Star Game. Conclude la stagione con 22,1 punti di media, conditi da 4.8 rimbalzi e 4,6 assist. Il 22 giugno 2012 vince il suo 2º titolo NBA con i suoi Miami Heat, battendo gli Oklahoma City Thunder in finale per 4-1.

Non prende parte alla spedizione dei suoi compagni alle Olimpiadi di Londra a causa di un infortunio.

Il 17 febbraio 2013 gioca l'All-Star Game partendo titolare insieme ai compagni di squadra LeBron James e Chris Bosh, mette a referto 21 punti con 10-13 dal campo con da 7 assist. Insieme ai suoi compagni, e in particolare a un LeBron James scintillante, i Miami Heat sono protagonisti della seconda striscia vincente più lunga della storia NBA, totalizzando 27 vittorie. Conclude l'anno con 21,2 punti di media, 5,0 rimbalzi e 5,1 assist, con il 52,1% al tiro (career-high). Gli Heat si qualificano primi in conference con un record di 66 vittorie e 16 sconfitte. Ai NBA playoffs supera prima i Milwaukee Bucks (4-0), poi i Chicago Bulls orfani di Derrick Rose, e in finale di conferece gli Indiana Pacers di Paul George e arriva alle finals contro i San Antonio Spurs. Miami e San Antonio danno il via ad una combattutissima serie che porta sino a gara-7 dove Miami bisserà il titolo battendo gli Spurs 95-88, ove Wade mette a segno una doppia doppia con 23 punti e 10 rimbalzi. Questo è per Wade il terzo anello NBA, nonché il secondo consecutivo. Nell'estate si sottopone nuovamente al trattamento OssaTron,[2] già utilizzato in passato per alleviare i problemi alle ginocchia.[3]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Regular season[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
2003-2004 Stati Uniti Miami Heat NBA 61 56 2129 371/798 16/53 233/312 247 275 86 34 991
2004-2005 Stati Uniti Miami Heat NBA 77 77 2974 630/1318 13/45 581/762 397 520 121 82 1854
2005-2006 Stati Uniti Miami Heat NBA 75 75 2892 699/1413 13/76 629/803 430 503 146 58 2122
2006-2007 Stati Uniti Miami Heat NBA 51 50 1923 472/962 21/79 432/535 239 384 107 62 1397
2007-2008 Stati Uniti Miami Heat NBA 51 49 1954 439/937 22/77 354/467 214 354 87 37 1254
2008-2009 Stati Uniti Miami Heat NBA 79 79 3048 854/1739 88/278 590/771 398 589 173 106 2386
2009-2010 Stati Uniti Miami Heat NBA 77 77 2792 719/1511 73/243 534/702 373 501 142 82 2045
2010-2011 Stati Uniti Miami Heat NBA 76 76 2823 692/1384 63/206 494/652 485 346 111 87 1941
2011-2012 Stati Uniti Miami Heat NBA 49 49 1625 416/837 15/56 235/297 237 225 82 63 1082
2012-2013 Stati Uniti Miami Heat NBA 69 69 2391 569/1093 17/66 308/425 344 352 128 56 1463
2013-2014 Stati Uniti Miami Heat NBA 54 53 1775 415/761 9/32 189/258 241 252 79 29 1028
Totale carriera 719 710 26339 6276/12753 350/1211 4579/5984 3605 4301 1262 696 17481

Play-off[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
2004 Stati Uniti Miami Heat NBA 13 13 510 86/189 3/8 59/75 52 73 17 4 234
2005 Stati Uniti Miami Heat NBA 14 14 572 136/281 1/10 111/139 80 93 22 16 384
2006 Stati Uniti Miami Heat NBA 23 23 959 219/441 14/37 202/250 135 132 51 26 654
2007 Stati Uniti Miami Heat NBA 4 4 161 36/84 0/5 22/32 19 25 5 2 94
2009 Stati Uniti Miami Heat NBA 7 7 285 68/155 18/50 50/58 35 37 6 11 204
2010 Stati Uniti Miami Heat NBA 5 5 209 62/110 15/37 27/40 28 34 8 8 166
2011 Stati Uniti Miami Heat NBA 21 21 827 181/373 14/52 139/179 150 92 34 28 515
2012 Stati Uniti Miami Heat NBA 23 23 907 197/426 10/34 121/166 120 100 39 30 525
2013 Stati Uniti Miami Heat NBA 22 22 782 144/315 1/4 60/80 102 105 38 23 349
2014 Stati Uniti Miami Heat NBA 20 20 693 139/278 9/24 69/90 77 77 30 5 356
Totale carriera 152 152 5908 1268/2652 85/261 860/1109 798 768 250 153 3481

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Wade sulla copertina del magazine Five dopo la vittoria dell'Anello nel 2006 contro i Dallas Mavericks
Miami Heat: 2006, 2012, 2013
2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014
First Team: 2009, 2010
Second Team: 2005, 2006, 2011.
Third Team: 2007, 2012, 2013
Second Team: 2005, 2009, 2010

Altri riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • È il più giovane giocatore della NBA a contare nelle Finals una media di più di 30 punti: 34,7.
  • È il quinto più giovane giocatore nella storia della NBA che ha vinto il trofeo di MVP delle finals.
  • È il terzo giocatore nella storia della NBA per la propria media punti nelle prime finals della propria carriera.
  • È il quarto giocatore di sempre che nella postseason del proprio anno da rookie ha realizzato più punti e assist della propria squadra.
  • È il miglior marcatore di sempre della storia dei Miami Heat.
  • Detiene il record dei Miami Heat di maggior punti realizzati in un solo quarto: 24.
  • Ha realizzato una striscia di 22 partite consecutive con almeno 20 punti segnati, record di franchigia.
  • Detiene il record di franchigia di punti segnati in una singola stagione (2008-09).
  • È il giocatore con il maggior numero di palle rubate nella storia dei Miami Heat.
  • È il quinto giocatore nella storia della NBA ad aver realizzato, in una singola stagione, almeno 2.000 punti con 500 assist e 150 palle recuperate (dopo Larry Bird, Michael Jordan, LeBron James e Allen Iverson).
  • È il primo giocatore della storia della NBA a realizzare in una singola stagione come minimo 2,000 punti, 500 assist, 150 palle rubate e 100 stoppate.
  • Nella stagione 2008-09 è stato il solo giocatore a contare almeno 100 stoppate e 100 palle rubate.
  • È il secondo giocatore nella storia della NBA a contare in una partita come minimo 40 punti, 10 assist e 5 stoppate (solo Alvan Adams nel 1976-77 è riuscito prima di Flash a fare una cosa simile).
  • È il primo giocatore della NBA della sua altezza o minore a realizzare almeno 100 stoppate in una stagione.
  • È il secondo giocatore, dopo Wilt Chamberlain, a realizzare 15 o più assist dopo una partita da 50 o più punti.
  • Nel 2006 è stato nominato Sportsman of the Year da Sports Illustrated.
  • Dai Playoffs NBA 2005 alla metà della stagione NBA 2006-07, ha avuto il numero di maglie NBA più vendute.
  • Detiene il record di franchigia di stoppate in un singolo quarto: 4 (12-03-2011 contro Memphis).
  • È il primo giocatore della NBA sotto i due metri a realizzare 4 stoppate in un singolo quarto (12-03-2011 contro Memphis).
  • È il terzo giocatore nella storia dell'NBA che ha realizzato una "tripla doppia" nell All Star Game del 2012 con 24 punti, 10 rimbalzi e 10 assist

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

  • Bronze medal olympic.svg: bronzo olimpico
Giochi della XXVIII Olimpiade
  • Gold medal olympic.svg: oro olimpico
Olimpiadi di Pechino nel 2008.
  • Campionato del Mondo FIBA svoltosi in Giappone nel 2006: Medaglia di bronzo

Record personali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Nba.com
  2. ^ (EN) Healthy Wade Key To Heat’s Three-Peat, NBA.com, 18 agosto 2013. URL consultato il 18 agosto 2013.
  3. ^ (EN) Dwyane Wade to get back on court, ESPN NBA, 16 agosto 2013. URL consultato il 18 agosto 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 26479097 LCCN: n2005089257