New Orleans Pelicans

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New Orleans Pelicans
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Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali 600px Blu Rosso Oro e Grigio.png Blu, oro e rosso
Dati societari
Città New Orleans, Louisiana
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Campionato NBA
Conference Western Conference
Division Southwest Division
Fondazione 2002
Denominazione New Orleans Hornets
2002-2005
2007-2013
New Orleans/Oklahoma City Hornets
2005-2007
New Orleans Pelicans
2013-
Proprietario Stati Uniti Tom Benson
General manager Stati Uniti Dell Demps
Allenatore Stati Uniti Monty Williams
Palazzetto Smoothie King Center
(17.200 posti)
Sito web www.nba.com/pelicans
Palmarès
Titoli NBA 0
Titoli di Conference 0
Titoli di Division 1

I New Orleans Pelicans sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.

Storia della franchigia[modifica | modifica sorgente]

Il logo dei New Orleans Hornets utilizzato dal 2008 al 2013

Nel maggio del 2002 gli Charlotte Hornets vengono autorizzati a trasferirsi a New Orleans, Louisiana, dove diventano i New Orleans Hornets. Nel 2014, 12 anni più tardi, la NBA ha stabilito che i risultati storici dei Pelicans debbano essere conteggiati proprio a partire dal 2002, anno di nascita della franchigia, e non sono da ricollegare a quelli degli Hornets[1].

La nuova squadra inaugura la sua carriera nel 2002-03 entrando nei playoffs per la quarta volta di seguito, ma finendo sconfitta ancora una volta dai Philadelphia 76ers, con Allen Iverson che segna 55 punti in una partita, per 4-2.

Nel draft 2003 scelgono David West e riescono a qualificarsi per i play-off dove vedono i Miami Heat trionfare per 4-3 in una serie combattutissima che vede vincitore sempre la squadra locale.

La stagione 2004-05 si rivela essere la peggiore della storia della franchigia, terminando la stagione con un record di 18-64. È la prima nella Western Conference, nella fattispecie nella dura Southwest Division dove si trovano 4 squadre da play-off. La stagione raggiunge l'apice in negativo dopo l'uragano Katrina nell'agosto 2005.

Katrina e i due anni a Oklahoma City[modifica | modifica sorgente]

Chris Paul

Nel 2005, in seguito al passaggio dell'uragano Katrina, che ha distrutto la città, i New Orleans Hornets sono costretti a chiedere ospitalità alla città di Oklahoma City, dove hanno disputato, al Ford Center, le stagioni 2005-06 e 2006-07, prendendo di fatto il nome di New Orleans-Oklahoma City Hornets. Dopo aver scelto Chris Paul con la quarta assoluta al Draft del 2005, gli Hornets raggiungono quota 38 vittorie, ancora insufficienti per un posto nei play-off, ma erano consapevoli di avere nella mani una futura stella.

La stagione seguente migliorano solamente di una vittoria nonostante l'approdo di due scelte da lottery. Tuttavia il record è ancora non sufficiente per arrivare fra i primi 8. L'ultima gara giocata ad Oklahoma City dagli Hornets si è giocata il 13 aprile 2007 (sconfitta 105-107 contro i Denver Nuggets).

Il ritorno a New Orleans[modifica | modifica sorgente]

2007-08: L'anno dei miracoli[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2007-2008, ritrasferitisi a New Orleans, si qualificano ai play-off, con un record di 56-26. L'annata si conclude come la migliore della storia della franchigia della Louisiana. Nel 2008, New Orleans ospitò l'All-Star Game, dove debuttarono come All-Star il duo Chris Paul - David West e con Byron Scott in panchina come allenatore delle stelle dell'Ovest. Si qualificarono come 2^ testa di serie ai play-off, per la prima volta, della Western Conference. Nel primo round affrontarono i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki. La serie, mai in discussione, vede gli Hornets vincitori per 4-1 con un Chris Paul autentico MVP. Debuttò nei play-off con una prestazione da 35 punti, 10 assist, 4 rubate e 3 rimbalzi e dominando in lungo e in largo per tutta la serie. Nel secondo round incontrarono i campioni in carica dei San Antonio Spurs di Tim Duncan e Manu Ginóbili. La serie vede sempre vincitori i padroni di casa fino a gara-6. Gara-7, in una gremita New Orleans Arena, viene ricordata come una delle partite più importanti della storia dei Calabroni sin dai tempi di Charlotte, paragonabile solo a gara-7 del 2001 contro i Bucks. Infatti una loro vittoria avrebbe significato delle storiche finali di Conference, dove avrebbero incontrato i Los Angeles Lakers. I Texani espugnarono la New Orleans Arena e per la prima volta durante i play-off, gli Hornets caddero sul proprio parquet (prima di gara 7 erano 6-0). Sconfitta dovuta alla troppa esperienza degli speroni, vincitori di tre anelli negli ultimi cinque anni. Gli Hornets falliscono la loro terza Gara 7 su tre tentativi ed escono per l'ennesima volta sconfitti da una serie di semifinali di conference, mai trionfanti in cinque tentativi. Il bilancio di fine stagione è comunque ottimo. I calabroni vinsero per la prima volta il titolo della Southwest Division, Chris Paul arrivò secondo nella corsa al titolo di MVP dietro solo a Kobe Bryant e Byron Scott Coach dell'anno.

2008-09: Grandi aspettative[modifica | modifica sorgente]

Dopo la grande stagione passata, tutti gli occhi erano puntati sulla franchigia della Louisiana, che per alcuni poteva diventare una seria candidata all'anello dopo l'aggiunta in estate di James Posey, uno degli artefici della vittoria del titolo dei Boston Celtics la passata stagione. La stagione è all'insegna degli infortuni, soprattutto del loro centro titolare Tyson Chandler, che nessuno della squadra riuscì a rimpiazzare. Nel febbraio, Chris Paul e David West vennero comunque scelti per l'All Star Game e gli Hornets finirono la stagione in 7ª posizione della Western Conference con un comunque buon record di 49-33. I Calabroni però arrivarono ai play-off privi di qualsiasi energia e disintegrati dagli infortuni. La serie finì con un 4-1 in favore dei Denver Nuggets trascinati da Carmelo Anthony. Ogni partita non ebbe mai storia: dopo una fortunosa vittoria in gara 3 degli Hornets, le Pepite distrussero i calabroni di fronte a un'esterrefatta New Orleans Arena per 121-63. La sconfitta risultò come record NBA come maggior scarto in una partita di play-off.

2009-10: L'anno dei rookie[modifica | modifica sorgente]

Il Draft NBA portò delle piacevoli sorprese all'ambiente Hornets. L'arrivo di Darren Collison con la 21ª e Marcus Thornton con la 43ª scelta furono due pedine fondamentali della stagione dall'arrivo di Jeff Bower. Infatti dopo un inizio con 3 vittorie e 6 sconfitte, Byron Scott, con pieno stupore dei tifosi, venne licenziato. Gli Hornets non riuscirono comunque a qualificarsi per i play-off nonostante lo scambio che vide l'arrivo di Emeka Okafor in Louisiana e la partenza di Tyson Chandler verso Charlotte. Il problema furono ovviamente gli infortuni che colpirono in primis la stella Chris Paul e poi Predrag Stojaković, che comunque rimaneva una pedina fondamentale della squadra. I due rookie salvarono in parte la stagione dei Calabroni, che fecero divertire il loro pubblico nonostante il record di 37-45 e la mancata qualificazione ai play-off. Alla fine dell'anno Collison venne scelto nel primo quintetto rookie e Thornton nel secondo.

2010-11: Chris Paul e David West: ultimo atto[modifica | modifica sorgente]

L'estate 2010 degli Hornets fu lunga e travagliata. Innanzitutto ci fu l'addio dell'allenatore/general manager Jeff Bower e gli arrivi di Monty Williams, assistente allenatore di Nate McMillan ai Portland Trail Blazers e Dell Demps, vicepresidente dei San Antonio Spurs. Se da una parte gli Hornets potevano contare sull'esperienza di un general manager proveniente da una società gloriosa ed esperta come quella texana, la scelta di Williams inizialmente lasciò l'amaro in bocca a chiunque per la giovane età e scarsa esperienza e quindi non il modo migliore per convincere la propria stella a restare. Gli Hornets però si fidarono ciecamente di Chris Paul, tanto da cedere il grande protagonista della stagione passata Darren Collison insieme a James Posey agli Indiana Pacers per lo specialista difensivo Trevor Ariza dagli Houston Rockets. Altre trade hanno visto le partenze di Darius Songaila e la 21^ scelta al draft Craig Brackins in cambio di Jason Smith e Willie Green. L'addio della grande delusione Julian Wright in cambio dell'italiano Marco Belinelli dai Toronto Raptors. L'arrivo di Jerryd Bayless fortemente voluto da Williams. Il vero sostituto di CP3 arrivò a stagione in corso: Demps decise di cedere Predrag Stojaković sempre ai Raptors e il neo-arrivato Bayless per Jarrett Jack. La stagione cominciò in maniera fantastica, Williams smentì tutti con una striscia di 8 vittorie consecutive, facendo della difesa l'arma principale e dimostrando che questa squadra con un Paul in forma è un'altra cosa. La più emozionante di queste vittorie arrivò contro i nuovi big three dei Miami Heat. Non potevano mancare le polemiche: Belinelli titolare e a Thornton, idolo della tifoseria, pochi minuti, furono accolti negativamente dai fan dei calabroni. Demps decise di porre finire alle chiacchiere spedendo quest'ultimo in California, ai Sacramento Kings in cambio di Carl Landry. Lo scambio divenne più efficace del previsto quando David West si infortunò il 25 marzo a Salt Lake City contro gli Utah Jazz. West per pareggiare la sfida, incornò un' incredibile schiacciata con 22.3 secondi rimasti sul cronometro. Sfortunatamente cadendo si ruppe i legamenti del ginocchio, che sarebbero equivalsi a 6 mesi di stop e ovviamente niente play-off. La squadra di Williams riuscì comunque a portare a casa l'incontro ai supplementari per 121-117 grazie ad un tiro incredibile di Emeka Okafor sulla sirena del tempo regolamentare. Quella fu l'ultima partita di West con la maglia degli Hornets dopo 8 anni. I Calabroni grazie anche a Landry, riuscirono a prendere il treno dei play-off qualificandosi come 7^ testa di serie della Western Conference. Al primo round incontrarono i campioni in carica dei Los Angeles Lakers. Sulla carta sembrava una tipica serie da sweep, da 4-0. Gli Hornets trascinati da un monumentale Chris Paul riuscirono incredibilmente ad espugnare un attonito Staples Center in gara 1 per 109-100. I Lakers dal canto loro, vinsero gara 2 e 3, mettendo pressione agli Hornets in una gara 4 decisiva. Grazie ancora a CP3 e ad un tiro di Jarrett Jack che a 10 secondi dalla fine portò gli Hornets sul +4, riuscirono a portare a casa la sfida. Gara 5 e 6 non ebbero storia, gli Hornets non avevano le armi necessarie per contrastare la strapotenza fisica losangelina sotto le plance di Andrew Bynum e Pau Gasol. Per gli Hornets si apriva un'ennesima off-season piena di punti interrogativi.

2011-12: Rifondazione[modifica | modifica sorgente]

Anthony Davis

Sbloccatosi il lockout 2011, Chris Paul venne ceduto ai Los Angeles Clippers per la 1ª scelta al draft 2012 dei Minnesota Timberwolves, Eric Gordon, Chris Kaman e l'ottava scelta del Draft 2010 Al-Farouq Aminu. David West decise di testare il mercato dei free-agent uscendo dal proprio contratto e di firmare un biennale con gli Indiana Pacers. Gli Hornets dal canto loro rifirmarono Marco Belinelli, Jason Smith e Carl Landry. Le chiavi della squadra furono affidate a Jarrett Jack. Venne inoltre ceduto Quincy Pondexter per il venezuelano Greivis Vásquez ai Memphis Grizzlies e firmarono il centro messicano Gustavo Ayón. Ennesima stagione distrutta dagli infortuni per gli Hornets, assenze prolungate di Emeka Okafor, Trevor Ariza, Jarrett Jack, Chris Kaman hanno costretto i calabroni a chiamare costantemente giocatori dalla D-League firmando contratti di 10 o 20 giorni. Chiusero la stagione con il peggior record della Western Conference con 21-45. Risultati esclusi, la stagione degli Hornets si è trasformata da negativa in positiva il 13 aprile, quando il presidente dei New Orleans Saints Tom Benson decise di comprare gli Hornets dalla NBA e la franchigia ottenne la possibilità di ospitare l'All-Star Game 2014 e la prima scelta assoluta al Draft, conquistando così la possibilità di mettere sotto contratto Anthony Davis.

2012-13: Ultimo anno da Hornets e l'arrivo di Anthony Davis[modifica | modifica sorgente]

In vista della stagione 2012-13 gli Hornets cedono Ariza e Okafor ai Washington Wizards in cambio di Rashard Lewis (poi tagliato) e di una seconda scelta al draft 2012, Darius Miller. Dal draft arrivano poi Anthony Davis (prima scelta assoluta, che poteva già vantare una convocazione dalla Nazionale statunitense per le Olimpiadi di Londra) e Austin Rivers (figlio di Doc Rivers). Gli Hornets ingaggiano poi Ryan Anderson, Most Improved Player della passata stagione dagli Orlando Magic in cambio di Gustavo Ayón e rifirmano Gordon. Nonostante gli ottimi talenti in rosa, gli Hornets chiudono la stagione con un bilancio di 27-55, penultimi in Western Conference.

New Orleans Pelicans[modifica | modifica sorgente]

2013-14: Inizio dell'era Pelicans[modifica | modifica sorgente]

Il 18 aprile 2013, dopo l'acquisto della franchigia da parte di Tom Benson, la squadra cambia il nome in New Orleans Pelicans; il cambio di denominazione diventerà effettivo a partire dalla stagione 2013-14. Al draft i Pelicans hanno la sesta scelta assoluta, con la quale selezionano Nerlens Noel, scambiato il giorno stesso ai Philadelphia 76ers per Jrue Holiday. Successivamente acquistano in una sign and trade Tyreke Evans dai Sacramento Kings in cambio di Greivis Vásquez. Con due giovani ma promettentissimi talenti come Holiday (fresco di convocazione per l'All-Star Game) ed Evans (Rookie of the Year nel 2010), che vanno ad aggiungersi agli altri talenti in squadra come Gordon, Davis ed Anderson, i Pelicans continuano il loro progetto di ricostruzione basato su giocatori giovani e promettenti. La stagione 2014 vede i Pelicans terminare in 12^ posizione della Western Conference con un record di 34-48. Stagione condizionata da infortuni gravi subiti da Holiday ed Anderson e l'assenza di un centro da affiancare a Davis. Unica nota positiva è stata la selezione di Anthony Davis per l'All-Star Game casalingo. Diretta conseguenza della trade del draft 2013, i Pelicans sono costretti a cedere la loro scelta al draft 2014 ai 76ers con la quale scelgieranno Elfrid Payton con la 10^ assoluta (scambiato poi agli Orlando Magic).

2014-15:[modifica | modifica sorgente]

Con il ritorno a Charlotte degli Hornets, i Pelicans diventano indirettamente la franchigia più giovane della NBA. Torna a Charlotte tutta la storia della franchigia dal 1988 fino all'anno del trasferimento, così come il mumero di maglia ritirato di Bobby Phills. I Pelicans si presentano al draft senza nemmeno una pick. Tuttavia scambiano i diritti di Pierre Jackson con Russ Smith, campione nazionale NCAA con i Louisville Cardinals e firmano tra i giocatori non selezionati Patric Young. I Pels acquistano inoltre Omer Asik dagli Houston Rockets, un centro di valore da affiancare a Davis, cedendo però per il 2° anno di fila una futura prima scelta al draft.

Arene di gioco[modifica | modifica sorgente]

Altri impianti utilizzati a seguito degli effetti dell'uragano Katrina:

Squadra attuale[modifica | modifica sorgente]

Roster[modifica | modifica sorgente]

N. Naz.   Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso
0 Nigeria   AP Al-Farouq Aminu 1990 206 98
1 Stati Uniti   G Tyreke Evans 1989 198 102
2 Stati Uniti   A Darius Miller 1990 203 107
3 Turchia   C Omer Asik 1986 213 116
4 Stati Uniti   AC Patric Young 1992 206 109
5 Stati Uniti   C Jeff Withey 1990 213 107
8 Stati Uniti   A Luke Babbitt 1989 206 102
9 Stati Uniti   G Russ Smith 1991 183 77
10 Stati Uniti   G Eric Gordon 1988 191 98
11 Stati Uniti   P Jrue Holiday 1990 193 82
23 Stati Uniti   AC Anthony Davis 1993 208 100
25 Stati Uniti   G Austin Rivers 1992 196 92
33 Stati Uniti   AG Ryan Anderson 1988 208 109
42 Francia   C Alexis Ajinça 1988 218 112
-- Stati Uniti   A John Salmons 1979 198 94

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Stagioni passate[modifica | modifica sorgente]

Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti dei New Orleans Hornets e Categoria:Cestisti dei New Orleans Pelicans.

Numeri Ritirati[modifica | modifica sorgente]

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dei New Orleans Hornets e Categoria:Allenatori dei New Orleans Pelicans.

Aggiornata al termine della stagione 2010-2011.

# Allenatore Periodo Gare Vinte Perse  % vittorie Playoff Vinte playoff Perse playoff  % vittorie
1 Floyd, TimTim Floyd 2003 82 41 41 50,0 7 3 4 42,9
2 Scott, ByronByron Scott 2004-2009 419 203 216 48,4 17 8 9 47,1
3 Bower, JeffJeff Bower 2009 73 34 39 46,6
4 Williams, MontyMonty Williams 2010- 312 128 184 41,0 6 2 4 33,3

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

2007-2008

Premi individuali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Charlotte Hornets Name Returns to Carolinas, nba.com, 20 maggio 2014. URL consultato il 2 giugno 2014.
  2. ^ I Pelicans hanno ritirato la maglia di Maravich durante la loro prima gara a New Orleans, in onore del contributo apportato alla pallacanestro in Louisiana con la vecchia squadra della città, i New Orleans Jazz.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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