Utah Jazz

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Utah Jazz
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Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
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Terza divisa
Colori sociali 600px Blu Giallo Verde e Grigio.png Blu, giallo, verde e grigio[1]
Dati societari
Città Salt Lake City, Utah
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Campionato NBA
Conference Western Conference
Division Northwest Division
Fondazione 1974
Denominazione New Orleans Jazz
1974-1979
Utah Jazz
1979-presente
Proprietario Stati Uniti Gail Miller
Stati Uniti Larry H. Miller
Stati Uniti Sports & Entertainment Group of Companies
General manager Stati Uniti Dennis Lindsey
Allenatore Stati Uniti Quin Snyder
Palazzetto EnergySolutions Arena
Sito web www.nba.com/jazz
Palmarès
Titoli di Conference 2
Titoli di Division 8

Gli Utah Jazz sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nella NBA (National Basketball Association), il campionato professionistico degli Stati Uniti d'America. La franchigia ha sede a Salt Lake City, nello stato dello Utah ed attualmente è la più piccola città statunitense ad ospitare una squadra NBA. Gli Utah Jazz giocano le loro partite casalinghe all'EnergySolutions Arena. La squadra non è originaria dello Utah, ma è stata trasferita da New Orleans, da cui il nome "Jazz" del genere musicale. I Jazz sentono una accesa rivalità con gli Houston Rockets, Los Angeles Lakers, Portland Trail Blazers e San Antonio Spurs.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1974 al 1979: Pete Maravich e i primi anni a New Orleans[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974, fu fondata a New Orleans la franchigia dei Jazz, che divenne la 18ª squadra ad iscriversi alla NBA. I Jazz debuttarono in NBA il 17 ottobre 1974 perdendo in casa dei New York Knicks. La prima grande manovra di mercato fu l'acquisizione del grande Pete Maravich dagli Atlanta Hawks in cambio di due prime scelte, tre seconde scelte ed una terza scelta nei draft dei seguenti tre anni successivi. Sebbene Maravich fosse considerato uno dei giocatori più forti del campionato avendo vinto la classifica marcatori nel 1976-1977 con 31,1 punti a partita, il miglior record per i Jazz fu un deludente 39-43 nel 1977-1978. Da quel momento Maravich ha avuto a che fare con infortuni al ginocchio fino alla fine della carriera.

Questioni logistiche erano un perenne problema per la squadra durante la permanenza a New Orleans. Durante la prima stagione dei Jazz, quando giocavano nello stadio della Loyola University, il campo di gioco era talmente sollevato da terra che l'associazione dei giocatori fece mettere alla squadra una rete intorno al canestro in modo che i giocatori non finissero in tribuna. Successivamente giocarono al Louisiana Superdome ma le cose non migliorarono sia a causa dell'ottima qualità dello stadio che attirava molte associazioni sportive sia a causa contratti di locazione onerosi e i costanti problemi al ginocchio di Maravich. Essi hanno inoltre affrontato la prospettiva di trascorrere un intero mese in trasferta ogni anno a causa dei festeggiamenti per il Martedì Grasso. Anni dopo, il proprietario Sam Battisone ha sostenuto che non esisteva alcun piano di emergenza nel caso in cui i Jazz non avessero fatto i playoff.

Dopo quella che si rivelò essere la loro ultima stagione nella Big Easy, i Jazz subirono una umiliazione finale, quando i Los Angeles Lakers selezionarono Magic Johnson come la prima scelta assoluta nel Draft NBA 1979. La beffa consiste nel fatto che i Jazz avevano ceduto ai Los Angeles la prima scelta assoluta del 1979 in cambio di Gail Goodrich due anni prima. A peggiorare le cose, i Jazz avevano rinunciato ai diritti su Moses Malone, al fine di recuperare una delle tre scelte al primo turno utilizzati per lo scambio per Goodrich. L'efficacia di Johnson e Malone e le pessime prestazioni di Goodrich trasformarono per alcuni anni New Orleans in una delle peggiori squadre in NBA, rendendo lo scambio Johnson per Goodrich in una delle operazioni più sbilenche nella storia della NBA.

Dal 1979 al 1984: Il trasferimento nello Utah e l'arrivo di Frank Layden[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la scarsa competitività, i Jazz fecero abbastanza bene durante i loro primi cinque anni grazie anche alla presenza di stelle come Spencer Haywood, Bernard King e Brad Davis. Tuttavia dal 1979 la franchise stava affondando finanziariamente. Barry Mendelson, vice presidente esecutivo del team per la maggior parte dei primi anni del team, disse che il più importante di problemi finanziari della squadra era l'imposta sui divertimenti, il più alto della nazione in quel momento. La squadra non ha inoltre potuto trarre tanto sostegno dalle imprese locali, un fattore importante anche in quei giorni. Battisone decise dunque che la franchigia non poteva essere più tenuta a New Orleans e decise di trasferirsi altrove. Dopo aver visionato attentamente tutte le proposte, decise di trasferirsi a Salt Lake City, anche se era un mercato più piccolo di New Orleans. Tuttavia Salt Lake City aveva dimostrato di poter accogliere una squadra professionistica di basket, quando ha ospitato la squadra degli Utah Stars della American Basketball Association tra il 1970 al 1976. Gli Stars erano molto popolari in città, ma la loro immagine finanziaria inspiegabilmente crollò nelle ultime due stagioni, finendo definitivamente nel dicembre 1975 dopo aver giocato solo 16 partite della stagione finale di ABA. Anche se Salt Lake City non era nota per la sua cultura jazz, il team ha deciso di mantenere il nome, così come i colori originali della squadra di verde, porpora e oro (i colori del Martedì Grasso). Alcuni sono stati offesi dai Jazz a mantenere il nome di franchigia dopo essersi trasferito da New Orleans, citando come una metafora per il furto del jazz dalle sue radici culturali.

La partecipazione alle partite dei Jazz è in realtà diminuita leggermente dopo il trasferimento della squadra da New Orleans a Utah, a causa di una tardiva approvazione per il passaggio (giugno 1979) nella zona di Salt Lake City. Il team di gestione ha fatto la prima di diverse mosse nel 1979, portando a Salt Lake City Adrian Dantley in cambio di Spencer Haywood. Dantley ebbe una media di 28,0 punti a partita nella stagione 1979-1980, permettendo alla squadra di rinunciare a Pete Maravich nei primi mesi dell'anno. La squadra ha giocato la prima partita nello Utah al Salt Palace perdendo contro i Milwaukee Bucks e ha concluso con un record di 24-58, ma è stata premiata con la 2ª scelta assoluta nel Draft NBA 1980, usata per selezionare Darrell Griffith di Louisville, un altro pezzo del puzzle di ricostruzione.

Durante la 1980-1981, il club stentò finanziariamente così come sul campo, nonostante la presenza del pluriennale All-Star Dantley. Neanche l'emergente playmaker Rickey Green non riuscì a trasformare i Jazz in una squadra vincente, concludendo la stagione con un record 28-54. Tom Nissalke fu esonerato dopo che i Jazz iniziarono la stagione 1981-1982 con un record 8-12 e il General Manager Frank Layden lo rimpiazzò. Sotto Layden i Jazz conclusero 17-45 il resto della stagione per un record finale 25-57.

Il Draft NBA 1982 vide i Jazz selezionare l'ala piccola Dominique Wilkins, che era reticitante a giocare per loro. In combinazione con la proprietà a corto di liquidi, questo significò un altro scambio per migliorare il budget. Atlanta cedette John Drew e Freeman Williams più 1 milione di dollari per i diritti su Wilkins, oltre a lui arrivò anche Mark Eaton.

Nella stagione 1982-1983 Dantley saltò 60 degli 82 match a causa di un infortunio, privando la squadra del suo miglior realizzatore per gran parte della stagione. Anche il nuovo arrivato John Drew perse buona parte della stagione, giocando 44 partite. I Jazz chiusero venendo guidati da Darrell Griffith, Rickey Green, Mark Eaton e Danny Schayes. La squadra concluse con un record 30-52, ancora fuori dai playoff, ma in miglioramento rispetto agli anni passati. Il Draft NBA 1983 regalò ai Jazz Thurl Bailey, della North Carolina State University e Bobby Hansen della University of Iowa.

Il 1983-1984 iniziò con incertezza. La squadra perdeva soldi e la dirigenza cercava di attirare dei finanziatori in grado di rendere la squadra commercialmente più appetibile. Si parlò anche di trasferimento ad un'altra città, a causa del piccolo mercato che lo Utah procurava. Comunque le sorti della squadra erano destinate a cambiare grazie ad un finalmente sano Adrian Dantley, Jeff Wilkins, Thurl Bailey, Mark Eaton, Rich Kelley, Rickey Green, Darrell Griffith, John Drew. La squadra concluse la stagione con un record 45-37 vincendo la Midwest Division, primo titolo della storia della franchigia. Nei playoff sconfissero i Denver Nuggets 3-2 nel primo turno, perdendo in seguito per 4 a 2 contro i Suns.

Dal 1984 al 1988: la nascita del "Stockton to Malone"[modifica | modifica wikitesto]

Il 1984-1985 vide la grande crescita di Mark Eaton come difensore, registrando 5.56 stoppate a partita assieme a 9.7 punti e 11.3 rimbalzi vincendo il premio NBA Defensive Player of the Year Award. D'altra parte John Drew giocò solo 19 partite, privando la squadra del suo uomo di fiducia. Cionostante tutto i Jazz ritornarono ai playoff, affrontando gli Houston Rockets di Hakeem Olajuwon e Ralph Sampson. I Jazz vinsero la serie 3-2, avanzando al secondo turno pronti ad affrontare i Denver Nuggets. Utah si arrese a Denver per 4-1.

Le perenni difficoltà economiche ebbero fine nell'aprile 1985, quando Larry H. Miller acquistò il 50% della franchigia diventando presidente assieme a Sam Battistone. Nel Draft NBA 1985 i Jazz selezionarono Karl Malone da Louisiana Tech. Malone ebbe un immediato impatto, registrando 14.9 punti e 8.9 rimbalzi a partita, guidando i Jazz ad una nuova qualificazione ai playoff. I Jazz furono eliminati al primo turno dai Dallas Mavericks per 3-1.

Dal 1988 al 1990: L'inizio dell'era Jerry Sloan[modifica | modifica wikitesto]

Durante la stagione 1988-89, Frank Layden si dimesso dall'incarico di allenatore dei Jazz dopo le prime 17 partite e fu sostituito da Jerry Sloan. I Jazz vinsero 51 partite e il titolo della Midwest Division con Malone, Stockton e Mark Eaton convocati per l'NBA All-Star Game. Eaton vinse inoltre il titolo di Defensive Player of the Year per la seconda volta. Tuttavia ai playoff i Golden State Warriors sconfissero i Jazz al primo turno, chiudendo anzitempo e bruscamente la stagione dei mormoni.

L'anno seguente i Jazz apportarono alcune modifiche, inserendo Bobby Hansen al posto di Darrell Griffith nel ruolo di guardi tiratrice accanto a Stockton. La squadra vinse 55 partite perdendone solamente 27, superati solamente dai San Antonio Spurs (56-26). Nei playoff i Phoenix Suns guidati da Tom Chambers e Kevin Johnson eliminarono i Jazz 3-2 al primo turno.

Dal 1990 al 1996: La creazione di una contender[modifica | modifica wikitesto]

"Stockton to Malone"

Nella stagione 1990-1991 i Jazz cercarono di migliorare ulteriormente la squadra, effettuando numerosi scambi nelle finestre di mercato. La più importante fu quella che portò Jeff Malone da Utah ai Washington Bullets, Eric Leckner e Bobby Hansen da Utah ai Sacramento Kings e Pervis Ellison da Sacramento a Washington. I Jazz iniziarono la stagione con un record di 22-15 per concluderla con un ottimo 54-28, nuovamente superati dagli Spurs. Nei playoff hanno incontrato i Phoenix Suns per il secondo anno di fila ma questa volta i Jazz li superarono avanzando al secondo turno contro i Portland Trail Blazers, perdendo però la serie 4-1 contro dei Blazers più profondi e più esperti.

La stagione 1991-1992 si rivelò molto proficua per i Jazz. Si trasferirono al Delta Center e scambiarono Thurl Bailey con Tyrone Corbin, proveniente da Minnesota e conosciuto per la sua intensità difensiva.

I Jazz chiusero 55-27 vincendo il titolo della Midwest Division per la prima volta dal 1989. Nei playoff, i Jazz sconfissero i Los Angeles Clippers 3-2 nel primo turno, poi i Seattle SuperSonics al secondo turno 4-1, avanzando alla finale della Western Conference per la prima volta, dove affrontarono i Portland Trail Blazers. Ancora una volta, Portland dimostrò di essere una squadra superiore, battendo i Jazz 4-2 nella serie e negando loro l'approdo alle finali NBA.

La stagione 1992-1993 fu una mezza delusione se paragonata agli anni precedenti (47-35). Il progressivo calo fisico di Mark Eaton indebolì il pitturato di Utah, che non riuscì a trovare un degno sostituto al due volte Difensore dell'anno, neanche dopo l'ingaggio di James Donaldson. Nei playoff questo significò l'eliminazione al primo turno per mano dei Seattle SuperSonics.

Durante la stagione 1993-1994, i Jazz scambiarono Jeff Malone ai Philadelphia 76ers per la guardia tiratrice Jeff Hornacek e venne ingaggiato il veterano Tom Chambers. Hornacek si integrò subito con Stockton e i Jazz migliorarono il record della stagione precedente (53-29). Nei playoff affrontarono ed eliminarono San Antonio guidata da David Robinson al primo turno. Una sofferta vittoria nella serie contro i Denver Nuggets per 4-3 nelle Conference Semifinals proiettò i Jazz alla finale della Western Conference, dove furono sconfitti dai futuri campioni NBA dei Houston Rockets per 4 a 1.

Nella stagione 1994-1995 la squadra assunse notevole profondità e talento con l'arrivo di Antoine Carr tanto che Utah fu inserita tra le favorite per la vittoria del campionato potendo vantare giocatori come Malone, Stockton, Hornaceck, Chambers e Donaldson. Nonostante l'infortunio del centro titolare Felton Spencer dopo sole 34 partite a causa della rottura del tendine d'Achille, i Jazz furono in grado di finire la regular season con un record di 60-22. Tuttavia i Jazz persero contro gli Houston Rockets nel primo turno dei playoff per 3-2.

Greg Ostertag fu il colpo di mercato della stagione 1995-1996. I Jazz chiusero con un record di 55-27 e raggiunsero la finale di Conference per la terza volta nella propria storia, venendo sconfitti dai Seattle SuperSonics 4-3.

Dal 1996 al 2003: Le finali NBA e gli ultimi anni di Stockton e Malone[modifica | modifica wikitesto]

NBA Finals 1997

1-13 giugno 1997

Chicago Bulls Chicago Bulls - Utah Jazz Utah Jazz 84-82
Chicago Bulls Chicago Bulls - Utah Jazz Utah Jazz 97-85
Utah Jazz Utah Jazz - Chicago Bulls Chicago Bulls 104-93
Utah Jazz Utah Jazz - Chicago Bulls Chicago Bulls 78-73
Utah Jazz Utah Jazz - Chicago Bulls Chicago Bulls 88-90
Chicago Bulls Chicago Bulls - Utah Jazz Utah Jazz 90-86

MVP: Michael Jordan

Nelle seguenti stagioni i Jazz furono finalmente in grado di capitalizzare il loro successo in regular season. Nel 1996-1997 i Jazz avevano il loro miglior record nella storia della franchigia di 64-18, vincendo la Divisione Midwest e terminando con il miglior record complessivo nella Western Conference. La squadra era composta dai pilastri Stockton, Malone e Hornacek supportati da Bryon Russell, Antoine Carr, Howard Eisley e Shandon Anderson. Malone vinse il suo primo titolo di MVP della stagione regolare. I Jazz raggiunsero le finali NBA per la prima volta dopo aver battuto i Los Angeles Clippers 3-0, i Los Angeles Lakers 4-1 e gli Houston Rockets 4-2. Contro Michael Jordan e i suoi formidabili Chicago Bulls i Jazz persero lottando tenacemente 4-2, con le ultime due partite della serie decise nei secondi finali (punteggi di 90-88 e 90-86).

Durante la offseason, i Jazz non apportarono modifiche significative al loro roster e furono ancora una volta inseriti tra i pretendenti al titolo. Tuttavia Stockton subì un grave infortunio al ginocchio prima che la stagione iniziasse e saltò le prime 18 partite. Una volta tornato Stockton la squadra ha vinto 51 partite perdendone solamente 13 per finire con un record di 62-20 la stagione, vincendo la Midwest Division.

NBA Finals 1998

3-14 giugno 1998

Utah Jazz Utah Jazz - Chicago Bulls Chicago Bulls 88-85 OT
Utah Jazz Utah Jazz - Chicago Bulls Chicago Bulls 88-93
Chicago Bulls Chicago Bulls - Utah Jazz Utah Jazz 96-54
Chicago Bulls Chicago Bulls - Utah Jazz Utah Jazz 86-82
Chicago Bulls Chicago Bulls - Utah Jazz Utah Jazz 81-83
Utah Jazz Utah Jazz - Chicago Bulls Chicago Bulls 86-87

MVP: Michael Jordan

Nei playoff i Jazz piegarono facilmente gli Houston Rockets (3-2) e i San Antonio Spurs (4-1). Più combattuta fu la finale della Western Conference contro i Lakers. Utah era giudata dal trio composto da Stockton, Malone e Jeff Hornacek (in media 34,3 anni di età) mentre Los Angeles era guidata da Shaquille O'Neal ed un giovane Kobe Bryant. Solo gara 1 fu dominata da Utah (112-77) mentre le restanti gare furono tutte molto combattute, non evitando però a Los Angeles il loro primo sweep dalle NBA Finals 1989. Nelle NBA Finals 1998 i Jazz vinsero la prima parita 88-85 in overtime. Tuttavia i Chicago Bulls vinsero 93-88, 96-54 e 86-82 le successive tre partite portandosi in vantaggio 3-1 nella serie. I Jazz vinsero gara 5 83-81 riuscendo a portare la serie a Salt Lake City. Negli ultimi secondi di gara 6 Michael Jordan realizzò il famoso tiro che regalò serie e titolo ai Bulls.

Nella stagione 1998-1999 (ridotta a 50 partite a causa del lockout) i Jazz finirono la stagione 37-13, condividendo assieme agli Spurs il miglior record in campionato. Hanno sconfitto i Sacramento Kings in cinque partite nel primo turno dei playoff. Tuttavia, hanno perso al secondo turno dei playoff per i Portland Trail Blazers. Nonostante l'ennesima delusione, Malone è stato premiato con il suo secondo titolo di MVP.

Durante la stagione 1999-2000 i Jazz hanno finito con un record di 55-27 e hanno vinto la Midwest Division ma ancora una volta hanno deluso nella postseason, perdendo contro Portland Trail Blazers, ancora durante il secondo turno. Durante la offseason, Hornacek si ritirò e Howard Eisley fu scambiato in accordo tra quattro squadre che portò Donyell Marshall nello Utah. Hanno scelto la promettente stella del basket liceale Deshawn Stevenson nel primo giro del Draft NBA. Nella stagione 2000-2001 arriva Danny Manning e con record di 53-29 hanno nuovamente deluso nei playoff, conducendo per 2-0 la serie nel primo turno contro i Dallas Mavericks per poi perderla 3-2. Era la loro prima eliminazione dai playoff dalla stagione 1994-1995.

Nella stagione 2001-2002 Andrej Kirilenko ha fatto il suo esordio in NBA, tenendo una media di 10,7 punti, 4,9 rimbalzi e 1,91 stoppate a partita. La squadra ha iniziato lentamente, andando 16-15 nei primi due mesi, e finito 12-13 per andare 44-38 complessiva. Hanno perso contro i Sacramento Kings per 3-1 nel primo turno dei playoff. Prima della stagione 2002-2003, Marshall e Russell si sono trasferiti in altre squadre. Carlos Arroyo è arrivato da Denver e Matt Harpring è stato acquistato dai Philadelphia 76ers per colmare le assenze diventando titolare giocando accanto a Malone e tenendo una media di 17,6 punti e 6,6 rimbalzi, i migliori numeri della sua carriera. Con un record di 47-35, hanno affrontato i Sacramento Kings ancora una volta perdendo in sette partite della serie del primo turno 4-1. Al termine della stagione si conclude una delle più importanti pagine della franchigia quando Stockton si ritira e Malone si trasferisce ai Los Angeles Lakers in qualità di free agent.

Dal 2003 al 2006: Ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Senza Stockton e Malone la squadra si ritrovò improvvisamente senza leaders per preparare la stagione 2003-2004. Diverse riviste, compresa Sports Illustrated, si aspettavano che i Jazz concludessero nella parte inferiore della NBA. Sorprendentemente, i Jazz finirono con un record di 42-40 grazie all'apporto di giocatori come Kirilenko, Raja Bell, Mo Williams e Tom Gugliotta. In particolare Kirilenko dimostrò versatilità sia offensivamente che difensivamente e si guadagnò un posto per l'All-Star Game. I Jazz mancarono la qualificazione per i play-off di una sola vittoria a vantaggio dei Denver Nuggets, chiudendo la loro striscia di 20 stagioni consecutive nei playoff. Jerry Sloan si classificò secondo nelle votazioni per il titolo di NBA Coach of the Year Award, a vantaggio di Hubie Brown dei Memphis Grizzlies. Durante la offseason il team rafforzò il roster, inserendo Carlos Boozer e Mehmet Okur e confermando Carlos Arroyo e Gordan Giriček.

Carlos Boozer

La stagione 2004-2005 è stata caratterizzata da una serie di infortuni, prima di Arroyo e Raül López e poi a Boozer e Kirilenko, che coincise con la crisi della squadra che finì nei bassifondi della propria divisione. Boozer tenne una media 17,8 punti e 9,0 rimbalzi in 51 partite limitando in parte delle pessime figure ai mormoni. I Jazz hanno concluso la stagione 2004-2005 con un record di 26-56, il peggiore dalla stagione 1981-1982.

Nell'estate del 2005 i Jazz ottennero al draft Deron Williams della University of Illinois. Inoltre arrivarono C.J. Miles e Kris Humphries mentre Raja Bell lasciò la squadra per i Phoenix Suns, il centro Greg Ostertag ritornò ai Jazz dai Kings e il playmaker Raül López fu ceduto ai Memphis Grizzlies.

La stagione 2005-2006 è tormentata prima ancora di iniziare; Boozer salta le prime 49 partite mentre Gordan Giriček e Kirilenko saltano anch'essi delle partite a causa di infortuni. Kirilenko e Okur si dimostrano però affiatati e consistenti mentre Williams, nonostante un calo a metà stagione, non ha deluso le aspettative. Tuttavia il proprietario Larry Miller ha continuamente espresso il suo disappunto nei confronti della squadra, a suo avviso troppo molle e rinunciataria nella lotta contro i Sacramento Kings per un posto ai play-off. I Jazz hanno concluso la stagione con un record di 41-41. Ostertag si ritirò alla fine della stagione, dopo aver trascorso 10 delle sue 11 stagioni NBA con la squadra.

Nel Draft NBA 2006 i Jazz selezionarono dall'Università dell'Arkansas la guardia Ronnie Brewer al primo turno e al secondo turno selezionarono il playmaker Dee Brown e l'ala Paul Millsap. Un importante scambio con i Golden State Warriors permise ai Jazz di ottenere la guardia Derek Fisher, dando loro un veterano in grado di far crescere una squadra sostanzialmente inesperta.

Tra il 2006 e il 2010: Deron Williams e Carlos Boozer[modifica | modifica wikitesto]

Durante la stagione 2006-2007 i Jazz migliorarono notevolmente rispetto agli anni precedenti, finendo con un record di 51-31. Boozer così come il centro Mehmet Okur furono selezionati per l'All-Star Game. Deron Williams ebbe una stagione straordinaria, finendo terzo nella classifica degli assist dietro a Steve Nash e Chris Paul. Paul Millsap è stata una piacevole sorpresa come rookie, diventando un valido sostituto per Boozer. Qualificati ai playoff, i Jazz si trovarono di fronte agli Houston Rockets al primo turno, vinto da Utah al termine di un'estenuante gara 7 battendo i Rockets 103-99 a Houston. I Jazz hanno poi affrontato i Golden State Warriors, che avevano eliminato i superfavoriti Dallas Mavericks. Vincendo la serie 4-1, i Jazz hanno poi affrontato i San Antonio Spurs nella finale della Western Conference perdendo 4 partite a 1 nella serie contro una squadra più esperta e affamata.

Deron Williams

Durante la offseason i Jazz comprarono la squadra di NBA D-League Utah Flash assieme ai Boston Celtics. Hanno scelto la guardia tiratrice Morris Almond al primo turno attuando alcuni cambi di formazione. La mossa più significativa è stata quella di lasciare andare Derek Fisher, a causa di sua figlia affetta da una rara forma di cancro dell'occhio. Fisher si trasferì a Los Angeles durante la offseason dove sua figlia poteva essere curata in modo più specifico e ha firmato con i Los Angeles Lakers con il quale ha vinto tre campionati dal 2000 al 2002. Polemiche sorsero dopo che Andrej Kirilenko guidò la nazionale russa alla vittoria dell'EuroBasket 2007 in cui fu nominato MVP. Dopo questo Kirilenko pubblicò su un blog che voleva essere scambiato dai Jazz. Tuttavia non si concretizzò alcuno scambio e il russo rimase a Salt Lake City. Durante la stagione 2007-2008 la guardia Gordan Giriček fu ceduta ai Philadelphia 76ers in cambio della guardia Kyle Korver, mentre i Jazz hanno ottenuto una striscia di 19 vittorie consecutive in casa a partire da dicembre. Kirilenko migliorando tutte le statistiche della stagione precedente sembrava aver trovato la sua dimensione nel suo nuovo ruolo di difensore e facilitatore in contrapposizione ad un marcatore. Finita la regular season con un record di 54-28, per la prima volta dalla stagione 1997-1998 i Jazz avevano fatto registrare il tutto esaurito in ogni partita in casa e possedevano un fenomenale record di 37-4 casalingo. Utah ha affrontato gli Houston Rockets al primo turno dei play-off e al secondo turno i Los Angeles Lakers, venendo eliminati dai gialloviola.

La stagione 2008-2009 è stata difficile per i Jazz in quanto numerosi infortuni hanno continuamente sconvolto la chimica della squadra. In data 20 febbraio 2009, il proprietario Larry H. Miller è morto per complicazioni dovute al diabete di cui soffriva da tempo. Suo figlio, Greg Miller, divenne il nuovo proprietario. I Jazz con un record di 48-34 hanno chiuso all'ottavo posto nella Western Conference, dopo di che sono stati eliminati dai Los Angeles Lakers per il secondo anno consecutivo. Nel Draft NBA 2009 i Jazz selezionarono la point guard Eric Maynor per coprire il ruolo di backup di Deron Williams. Il veterano Matt Harpring si ritirò a causa di infortuni dovuti al suo stile di gioco fisico. Iniziarono a circolare voci che volevano Carlos Boozer lontano da Salt Lake City, ma Boozer è rimasto con la squadra nella stagione 2009-2010. I Jazz hanno firmato anche la guardia tiratrice Wesley Matthews.

Nel corso della stagione vari scambi in ottica postseason hanno visto il promettente rookie Eric Maynor e il contratto di Matt Harpring finire agli Oklahoma City Thunder, mentre Ronnie Brewer si trasferì ai Memphis Grizzlies a metà stagione, attirando le critiche di Deron Williams. L'addio di Brewer ha spianato la strada a Wesley Matthews, capace di conquistare il posto da titolare nel ruolo di guardia. Deron Williams è stato selezionato per giocare nell'All-Star Game per la prima volta mentre Kyle Korver ha stabilito il record NBA per la percentuale dal campo di tiri da tre punti in una stagione. I Jazz hanno finito la stagione con un record di 53-29 e hanno affrontato i Nuggets al primo turno dei playoff sconfiggendoli per 4-2. L'eliminazione arriva per mano dei Los Angeles Lakers per il terzo anno consecutivo, con un severo 4-0 primo sweep della storia dei Jazz.

Estate 2010: l'addio di Boozer[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Draft NBA 2010, gli Utah Jazz hanno selezionato Gordon Hayward al primo turno e Jeremy Evans nel secondo turno. Carlos Boozer ha accettato l'offerta da 80 milioni di dollari per 5 anni dei Chicago Bulls il 7 luglio 2010. Il giorno dopo Utah si è resa protagonista di una sign-and-trade, ricevendo una trade exception del valore di circa 13 milioni di dollari da Chicago. Kyle Korver ha seguito Boozer ai Chicago Bulls, firmando un contratto triennale.

Wesley Matthews ha firmato per 5 anni a 33 milioni di dollari con i Portland Trail Blazers. Meno di una settimana dopo la partenza di Boozer la squadra ha scambiato Kosta Koufos e 2 scelte future a Minnesota in cambio di Al Jefferson, assieme alla trade exception dell'affare Carlos Boozer. Raja Bell è stato aggiunto per sopperire alle perdite di Korver e Matthews. Il 15 giugno 2010 è stato presentato un nuovo schema di colori e logo mentre le nuove divise sono state svelate il 16 agosto. Alla vigilia del training camp sono stati aggiunti al roster il centro Francisco Elson e la guardia Earl Watson a puntellare il roster per la stagione 2010-2011.

2011-presente: l'era Corbin[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2010-2011 è iniziata bene in quanto la squadra è rimasta imbattuta (8-0) nella preseason e a metà gennaio viaggiava con un record di 27-13 e sembrava sulla buona strada per un'altra stagione vincente. Tuttavia il 10 febbraio 2011 con un record di 31-23 e a seguito della sconfitta contro i Chicago Bulls, Jerry Sloan ha rassegnato le dimissioni insieme al suo assistente Phil Johnson. Un altro degli assistenti di Sloan, Tyrone Corbin, è stato nominato il nuovo head coach, mentre Scott Layden, l'altro assistente, è diventato allenatore in seconda. Una settimana dopo, è stato assunto l'ex giocatore Jeff Hornacek come assistente allenatore.

Il 23 febbraio 2011 Deron Williams è stato ceduto ai New Jersey Nets per due scelte al 1º turno (New Jersey 2011 e Golden State 2012) e i giocatori Derrick Favors e Devin Harris. Si diceva che Williams ha litigato con coach Jerry Sloan durante la partita contro i Chicago Bulls, che ha fatto da preludio alle dimissioni di Sloan e alla decisione dei Jazz di scambiare la loro stella. Williams aveva un'opzione del giocatore del valore di 17,7 milioni di dollari per il 2012-2013, ma il general manager Greg Miller non credeva che sarebbero stati in grado di rifirmare Williams. Il resto della stagione ha visto i Jazz chiudere con un record di 39-43, l'11° nella Western Conference, mancando l'accesso ai playoff per la prima volta dal 2006.

Nel Draft NBA 2011 i Jazz possedevano due prime (uno acquistata nello scambio che ha inviato Deron Williams ai New Jersey Nets) che hanno permesso l'acquisto del centro Enes Kanter e della guardia Alec Burks. Dopo la fine del lockout NBA che ha visto la stagione 2011-2012 ridotta a 66 partite, i Jazz hanno salutato dopo tanti anni Mehmet Okur, ceduto ai Nets, e Andrej Kirilenko che ha deciso di rimanere in Russia per il resto della stagione 2011-2012. Hanno anche acquisito i free agent Josh Howard e Jamaal Tinsley. Sorprendentemente, Utah si è trovata a lottare per un posto ai play-off. La stagione 2011-2012 non inizia male per i Jazz, riuscendo ad accedere ai play-off. Al primo turno tuttavia, incontrano dei preparatissimi San Antonio Spurs, che li travolgono in sole quattro partite.

In vista della stagione 2012-2013 i Jazz prendono parte ad una mega-trade con Los Angeles Clippers, Dallas Mavericks e Houston Rockets dalla quale ottengono il playmaker Mo Williams. Cedono poi Devin Harris agli Atlanta Hawks in cambio di Marvin Williams e firmano Randy Foye dei Clippers. I Jazz nominano poi Dennis Lindsey DG e Kevin O'Connor vicedirettore tecnico. Lo storico assistente allenatore Scott Layden lascia poi i Jazz per un ruolo dirigenziale nei San Antonio Spurs. I Jazz chiudono la stagione a un soffio dai play-off, con un bilancio di 43-39 (ad appena 2 vittorie dalla zona play-off).

Arene di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il parquet dell'EnergySolutions Arena
a New Orleans
a Salt Lake City

Squadra attuale[modifica | modifica wikitesto]

Roster[modifica | modifica wikitesto]

N. Naz.   Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso 600px Blu Giallo Verde e Grigio.png
0 Turchia   C Enes Kanter 1992 211 121
3 Stati Uniti   P Trey Burke 1992 183 86
5 Stati Uniti   AP Rodney Hood 1992 203 98
10 Stati Uniti   P Alec Burks 1991 198 92
11 Australia   P Dante Exum 1995 198 89
15 Stati Uniti   AG Derrick Favors 1991 208 112
16 Stati Uniti   AP Steve Novak 1983 208 100
20 Stati Uniti   G Gordon Hayward 1990 203 95
21 Stati Uniti   G Ian Clark 1991 191 79
27 Francia   C Rudy Gobert 1992 216 105
30 Stati Uniti   G Carrick Felix 1990 198 93
35 Stati Uniti   AG Trevor Booker 1987 201 110
40 Stati Uniti   AG Jeremy Evans 1987 206 88

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Stagioni passate[modifica | modifica wikitesto]

Record stagione per stagione[modifica | modifica wikitesto]

Campione NBA Campione di Conference Campione di Division
Stagione V P % F Playoff Risultato
New Orleans Jazz
1974-1975 23 59 .280 - -
1975-1976 38 44 .463 - -
1976-1977 35 47 .427 - -
1977-1978 39 43 .476 - -
1978-1979 26 56 .317 - -
Utah Jazz
1979-1980 24 58 .293 - -
1980-1981 28 54 .341 - -
1981-1982 25 57 .305 - -
1982-1983 30 52 .366 - -
1983-1984 45 37 .549 Vincono Primo Round
Perdono Conference Semifinals
Utah 3, Denver 2
Phoenix 4, Utah 2
1984-1985 41 41 .500 Vincono Primo Round
Perdono Conference Semifinals
Utah 3, Houston 2
Denver 4, Utah 1
1985-1986 42 40 .512 Perdono Primo Round Dallas 3, Utah 1
1986-1987 44 38 .537 Perdono Primo Round Golden State 3, Utah 2
1987-1988 47 35 .573 Vincono Primo Round
Perdono Conference Semifinals
Utah 3, Portland 1
L.A. Lakers 4, Utah 3
1988-1989 51 31 .622 Perdono Primo Round Golden State 3, Utah 0
1989-1990 55 27 .671 Perdono Primo Round Phoenix 3, Utah 2
1990-1991 54 28 .659 Vincono Primo Round
Perdono Conference Semifinals
Utah 3, Phoenix 1
Portland 4, Utah 1
1991-1992 55 27 .671 Vincono Primo Round
Vincono Conference Semifinals
Perdono Conference Finals
Utah 3, L.A. Clippers 2
Utah 4, Seattle 1
Portland 4, Utah 2
1992-1993 47 35 .573 Perdono Primo Round Seattle 3, Utah 2
1993-1994 53 29 .646 Vincono Primo Round
Vincono Conference Semifinals
Perdono Conference Finals
Utah 3, San Antonio 1
Utah 4, Denver 3
Houston 4, Utah 1
1994-1995 60 22 .732 Perdono Primo Round Houston 3, Utah 2
1995-1996 55 27 .671 Vincono Primo Round
Vincono Conference Semifinals
Perdono Conference Finals
Utah 3, Portland 2
Utah 4, San Antonio 2
Seattle 4, Utah 3
1996-1997 64 18 .780 Vincono Primo Round
Vincono Conference Semifinals
Vincono Conference Finals
Perdono NBA Finals
Utah 3, L.A. Clippers 0
Utah 4, L.A. Lakers 1
Utah 4, Houston 2
Chicago 4, Utah 2
1997-1998 62 20 .756 Vincono Primo Round
Vincono Conference Semifinals
Vincono Conference Finals
Perdono NBA Finals
Utah 3, Houston 2
Utah 4, San Antonio 1
Utah 4, L.A. Lakers 0
Chicago 4, Utah 2
1998-1999 37 13 .740 Vincono Primo Round
Perdono Conference Semifinals
Utah 3, Sacramento 2
Portland 4, Utah 2
1999-2000 55 27 .671 Vincono Primo Round
Perdono Conference Semifinals
Utah 3, Seattle 2
Portland 4, Utah 1
2000-2001 53 29 .646 Perdono Primo Round Dallas 3, Utah 2
2001-2002 44 38 .537 Perdono Primo Round Sacramento 3, Utah 1
2002-2003 47 35 .573 Perdono Primo Round Sacramento 4, Utah 1
2003-2004 42 40 .512 - -
2004-2005 26 56 .317 - -
2005-2006 41 41 .500 - -
2006-2007 51 31 .621 Vincono Primo Round
Vincono Conference Semifinals
Perdono Conference Finals
Utah 4, Houston 3
Utah 4, Golden State 1
San Antonio 4, Utah 1
2007-2008 54 28 .659 Vincono Primo Round
Perdono Conference Semifinals
Utah 4, Houston 2
L.A. Lakers 4, Utah 2
2008-2009 48 34 .585 Perdono Primo Round L.A. Lakers 4, Utah 1
2009-2010 53 29 .646 Vincono Primo Round
Perdono Conference Semifinals
Utah 4, Denver 2
L.A. Lakers 4, Utah 0
2010-2011 39 43 .476 - -
2011-2012 36 30 .545 Perdono Primo Round San Antonio 4, Utah 0
2012-2013 43 39 .524 - -
2013-2014 25 57 .305 - -
Totale 1737 1495 .537
Playoffs 108 119 .476

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dei New Orleans Jazz e Categoria:Allenatori degli Utah Jazz.
Utah Jazz 80.gif
Allenatori dei New Orleans/Utah Jazz


Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Titoli Anni
Titoli di Conference 2 1997, 1998
Titoli di Division 8 1983-1984, 1988-1989, 1991-1992, 1996-1997, 1997-1998, 1999-2000, 2006-2007, 2007-2008

Giocatori importanti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti dei New Orleans Jazz e Categoria:Cestisti degli Utah Jazz.
Larry H. Miller

Membri della Basketball Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Premi individuali[modifica | modifica wikitesto]

All-NBA First Team

All-NBA Second Team

All-NBA Third Team

NBA All-Defensive First Team

Il logo e la divisa nella storia[modifica | modifica wikitesto]

Kit body twoyellowstripes.png
Kit body basketball.png
Kit shorts.png
Kit shorts.svg
1974-79 c
Kit body twoyellowstripes.png
Kit body basketball.png
Kit shorts.png
Kit shorts.svg
1974-79 t
Kit body twobluestripes.png
Kit body basketball.png
Kit shorts twobluesides.png
Kit shorts.svg
1979-09 c
Kit body thingreybluesides.png
Kit body basketball.png
Kit shorts.png
Kit shorts.svg
1979-09 t
Kit body greensides.png
Kit body basketball.png
Kit shorts greensides.png
Kit shorts.svg
2009-oggi c
Kit body whitesides.png
Kit body basketball.png
Kit shorts whitesides.png
Kit shorts.svg
2009-oggi t
Kit body yellowsides.png
Kit body basketball.png
Kit shorts yellowsides.png
Kit shorts.svg
2009-oggi t

Leaders di franchigia[modifica | modifica wikitesto]

Punti segnati (regular season)

Altre statistiche (regular season)

Minuti giocati

Rimbalzi

Assists

Rubate

Blocchi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jazz Unveils New Colors and Additional Logo, nba.com/jazz, 15/06/2010.
  2. ^ a b c d (EN) HISTORY OF THE JAZZ NAME AND LOGO, nba.com. URL consultato il 25 maggio 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]