Houston Rockets

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Houston Rockets
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Houston Rockets logo.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Kit body houstonrocketsh.png
Kit body basketball.png
Kit shorts houstonrocketsh.png
Kit shorts.svg
Casa
Kit body houstonrocketsa.png
Kit body basketball.png
Kit shorts houstonrocketsa.png
Kit shorts.svg
Trasferta
Colori sociali 600px Bianco con disco Rosso.png Rosso e bianco
Dati societari
Città Houston, Texas
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Campionato NBA
Conference Western Conference
Division Southwest Division
Fondazione 1967
Denominazione San Diego Rockets
1967-1971
Houston Rockets
1971-oggi
Proprietario Stati Uniti Leslie Alexander
General manager Stati Uniti Daryl Morey
Allenatore Kevin McHale
Palazzetto Toyota Center
(18 300 posti)
Sito web www.nba.com/rockets
Palmarès
Larry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.png
Titoli NBA 2
Titoli di Conference 4
Titoli di Division 4

Gli Houston Rockets sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.

Giocano al Toyota Center. Il precedente palazzetto era il Compaq Center, in origine chiamato "The Summit"; quello nuovo è stato costruito dopo che la squadra ha subìto pressioni dalla città per l'ottenimento di un nuovo impianto sportivo, più capiente e moderno. I Rockets sono proprietari dei Rio Grande Valley Vipers della NBA Development League.

Storia della franchigia[modifica | modifica wikitesto]

San Diego Rockets[modifica | modifica wikitesto]

I San Diego Rockets vengono fondati nel 1967, dopo essere stati comprati da Robert Breitbard per 1,75 milioni di $ ed entrano nella NBA nella stagione 1967-1968, nati come dallo scorporo dei Seattle SuperSonics, lo stesso anno in cui l'American Basketball Association si lancia come lega rivale. Il nome "Rockets" viene scelto in onore dello sviluppo locale (General Dynamics) del Missile Atlas e del programma aerospaziale. Venne nominato allenatore Jack McMahon nel draft 1967 venne scelto Pat Riley. Perdono 67 partite nella loro stagione inaugurale, che era allora un record di sconfitte in NBA.

Nel draft 1968, dopo aver vinto alla lotteria la prima scelta contro i Baltimore Bullets, selezionano Elvin Hayes, proprio dall'Università di Houston. Hayes guida la squadra alla sua prima apparizione di sempre ai play-off nel 1969, ma i Rockets vengono sconfitti per 4-2 in semifinale di Western Division dagli Atlanta Hawks. Al draft 1970 vengono selezionati il futuro Hall of Fame Calvin Murphy e il futuro allenatore dei Rockets campioni NBA Rudy Tomjanovich, che avrebbero entrambi giocato nei Rockets per tutta la loro carriera, venendo nominati più volte All-Star.

Allenati dall'allenatore Hall of Fame Alex Hannum, i Rockets chiudono le successive due stagioni con un bilancio di 57-97, senza mai qualificarsi ai play-off. A causa degli scarsi risultati Breitbard mette in vendita la squadra. Nel 1971 Wayne Duddleston e Billy Goldberg (il primo broker immobiliare, il secondo banchiere) comprano la franchigia per 5,6 milioni di dollari e la trasferiscono a Houston (Texas), la casa della loro stella Elvin Hayes. Leggenda vuole che il primo mercoledì in cui giocano a Houston, la chiesa locale attiri più persone dei Rockets, sebbene la squadra giochi bene, grazie al talento di due giocatori effervescenti come Murphy e Tomjanovich.

Era Murphy-Rudy-T[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'inizio della stagione 1971-1972 Hannum viene ingaggiato dai Denver Rockets (che sarebbero poi diventati Denver Nuggets nella fusione NBA-ABA) e viene assunto al suo posto Tex Winter. Winter dichiara tuttavia che Hayes aveva "i peggiori fondamentali di qualsiasi altro giocatore", applicando un sistema di gioco contrastante con quello offensivo a quello a cui era abituato Hayes. A causa dei contrasti tra Winter e Hayes, i Rockets lo cedono, nonostante li avesse guidati nelle loro precedenti stagioni, ai Baltimore Bullets in cambio di Jack Marin dopo la stagione 1971-1972. In questo periodo i Rockets adottano inoltre il logo che useranno fino alla stagione 1994-1995. Winter viene licenziato poco dopo, nella primavera 1973, a seguito di una striscia di 10 sconfitte consecutive, venendo sostituito da Johnny Egan.

Nel 1974 i Rockets svelano le nuove uniformi abbinate al nuovo logo che avrebbero usato per i successivi 21 anni. Nella stagione 1974-1975 ecco la prima comparsa dei Rockets nei playoffs da quando si sono trasferiti a Houston: sconfiggono al primo turno i New York Knicks per 2-1 perdendo nella semifinale di Conference contro i Boston Celtics. Durante questo periodo la città di Houston inizia finalmente ad affezionarsi alla sua squadra di pallacanestro, facendo registrare il tutto esaurito ad alcune partite di stagione regolare e a tutte le partite casalinghe dei play-off 1975.

Era Moses Malone[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1975-1976 i Rockets si stabiliscono permanentemente a Houston, stabilendosi al The Summit, che sarebbe stata la loro arena per i successivi 29 anni. Nella stagione successiva (dopo aver saltato i play-off 1976), sotto la guida dell'allenatore Egan, da Moses Malone (appena arrivato dall'ABA) e dai veterani Murphy, Tomjanovich e Mike Newlin, i Rockets vincono il loro primo titolo di Division, vincendo la Division con un bilancio di 49-33 e qualificandosi ai play-off per la seconda volta dal loro arrivo a Houston. Dopo aver chiuso con il secondo bilancio in Eastern Conference, i Rockets affrontano i Washington Bullets guidati dall'ex stella dei Rockets Elvin Hayes, da Wes Unseld e Dave Bing nelle semifinali di Eastern Conference, sconfiggendoli per 4-2, venendo però sconfitti alle finali di Eastern Conference dai Philadelphia 76ers di Julius Erving per 4-2.

Agli inizi della stagione 1977-1978, nella partita del 9 dicembre 1977, scoppia una rissa tra Kevin Kunnert dei Rockets e Kermit Washington del Los Angeles Lakers. Mentre Tomjanovich stava intervenendo per sedare la rissa, Washington gli sferrò un pugno in faccia, causandogli numerose fratture al volto. Tomjanovich trascorse i successivi 5 mesi in riabilitazione e saltò l'All-Star Game e Malone fu l'unico giocatore dei Rockets convocato. Le prestazioni di Rudy-T calarono nettamente dopo l'infortunio e i Rockets, senza la guida del loro capitano, chiusero la stagione con appena 28 vittorie, nonostante un'ottima stagione disputata da Murphy.

Nella stagione 1978-1979 Malone, Murphy e Tomjanovich disputano tutti e tre l'All-Star Game 1979 e Malone, "The Chairman Of The Boards" ("Il presidente dei Consigli di Amministrazione"), conquista il titolo di MVP: pur non essendo eccezionalmente grosso o veloce riesce grazie alla determinazione a diventare un centro superbo. I Rockets cedono inoltre John Lucas II ai Golden State Warriors in cambio di Rick Barry, che avrebbe siglato un allora record in NBA di percentuale di tiri liberi in una stagione, tirando con il 94,7%. I Rockets, nell'ultima stagione sotto la guida di Tom Nissalke, siglano un punteggio di 47 vinte e 35 perse che gli vale il secondo posto nella Central Division e l'accesso ai playoffs, dove tuttavia sono sconfitti al primo turno dagli Atlanta Hawks per 2-0. La stagione successiva premia l'impegno dei Rockets: nei playoffs (dopo aver chiuso con un bilancio di 41-41) passano il primo turno contro i San Antonio Spurs e sono sconfitti dai Boston Celtics della matricola Larry Bird nella semifinale di Conference. Prima della stagione Nissalke era stato sostituito da Del Harris.

Nel 1979 George Maloof, un uomo di affari di Albuquerque (Nuovo Messico), compra la squadra per 9 milioni di $. Bill Schadewald, del Houston Business Journal, aveva dichiarato che "Potrei arrivare subito prima della partita, pagare un bagarino all'ultimo e sedermi un po' ovunque al The Summit".

finali NBA 1981

5 maggio-14 maggio 1981

Boston Celtics Boston Celtics - Houston Rockets Houston Rockets 98–95
Boston Celtics Boston Celtics - Houston Rockets Houston Rockets 90–92
Houston Rockets Houston Rockets - Boston Celtics Boston Celtics 71–94
Houston Rockets Houston Rockets - Boston Celtics Boston Celtics 91-86
Boston Celtics Boston Celtics - Houston Rockets Houston Rockets 109-80
Houston Rockets Houston Rockets - Boston Celtics Boston Celtics 91-102

MVP: Cedric Maxwell

L'arrivo di una terza squadra NBA in Texas, i Dallas Mavericks, causa un rimescolamento nella divisione delle franchigie e Houston viene spostata nella Midwest Division della Western Conference, insieme a San Antonio Spurs, Kansas City Kings, Utah Jazz e Dallas Mavericks. Nella stagione 1980-1981, la seconda di Harris, i Rockets lottano con i Kings per il secondo posto in Midwest Division dietro agli Spurs, qualificandosi ai play-off per una sola partita (bilancio di 40-42): qui raggiungono la finale sconfiggendo clamorosamente i Los Angeles Lakers di Magic Johnson campioni uscenti (al primo turno), gli Spurs di George Gervin per 4-3 (in gara-7 Murphy fa registrare un career-high nei play-off di 42 punti) e, nella finale di conference, i Kansas City Kings di Otis Birdsong, Scott Wedman, e Phil Ford che cadono in 5 partite; i Rockets diventano così la prima squadra dopo i Minneapolis Lakers nel 1959 ad arrivare in finale dopo aver chiuso la stagione regolare con un bilancio perdente. Houston raggiunge così la finale contro i Boston Celtics di Larry Bird, Robert Parish e Cedric Maxwell giocata in sei partite ma terminata con una sconfitta sonora: i Celtics, purtroppo per Houston, erano troppo forti. Durante i play-off si distinguono Murphy, Mike Dunleavy, Tom Henderson, Bill Willoughby, Billy Paultz, Leavell Allen, Robert Reid, Major Jones e anche l'anziano Rudy Tomjanovich, che ha segnato dei fondamentali tiri liberi in gara-2, oltre alle solite superbe prestazioni di Malone. In questa stagione Murphy sigla due record NBA: segnando 78 tiri liberi consecutivi supera il record di Barry del 1976 di 60 e, con una percentuale di 0,958, supera il record di Barry con i Rockets del 1979.

La stagione successiva (1981-1982) vede la conquista del secondo titolo MVP di Malone, che con una media di 31.1 punti a partita e 14.7 rimbalzi si impone sui rivali. In stagione regolare i Rockets migliorano il loro bilancio, chiudendo con 46-36. Ai playoffs sono eliminati al primo turno contro i Seattle SuperSonics.

Era Hakeem Olajuwon[modifica | modifica wikitesto]

Le "Torri Gemelle"[modifica | modifica wikitesto]

Hakeem Olajuwon

Nell'estate 1982 Malone, free agent con restrizioni, accetta l'offerta del contratto dei Philadelphia 76ers: Houston pareggia l'offerta, ma poco dopo scambia l'MVP con la franchigia della città dell'amore fraterno (che andrà subito a vincere l'agognato titolo da MVP di stagione e le finali) per Caldwell Jones; questa mossa di mercato è finalizzata soprattutto a disfarsi dello stipendio di Malone, a causa delle difficoltà finanziarie dovute a una crisi economica regionale. La stagione 1982/83, l'ultima per Del Harris, finisce con il peggior record (14-68) di sempre dei texani; l'anno dopo il nuovo coach Bill Fitch (ex Boston Celtics) fa un po' meglio (29-53). Il paio di stagioni in ombra valgono a Houston la possibilità di scegliere per primi nel draft e tali scelte condizioneranno il futuro dei Rockets per molto tempo: nel 1983 viene scelto Ralph Sampson (alto 2,25 metri) dall'Università della Virginia e nel 1984 Hakeem Olajuwon (alto 2,10 metri) dall'Università di Houston, che sono la coppia più alta che la lega abbia mai conosciuto. Sampson conquistò il titolo di miglior matricola dell'anno nella stagione 1983-1984, grazie a una media di 21 punti e 11 rimbalzi. Olajuwon aveva meno esperienza di quest'ultimo: originario della Nigeria, non aveva mai giocato a pallacanestro fino al 1978, due anni prima di trasferirsi all'università. Houston lo prende come prima scelta assoluta, lo stesso anno in cui i Chicago Bulls chiameranno con la terza scelta Michael Jordan.

finali NBA 1986

26 maggio-8 giugno 1986

Boston Celtics Boston Celtics - Houston Rockets Houston Rockets 112–100
Boston Celtics Boston Celtics - Houston Rockets Houston Rockets 117–95
Houston Rockets Houston Rockets - Boston Celtics Boston Celtics 106–104
Houston Rockets Houston Rockets - Boston Celtics Boston Celtics 103-106
Houston Rockets Houston Rockets - Boston Celtics Boston Celtics 111-96
Boston Celtics Boston Celtics - Houston Rockets Houston Rockets 114-97

MVP: Larry Bird

Nella stagione 1983-1984 i Rockets chiudono con un bilancio di 29-53. La squadra e la sua coppia di punta, soprannominata Twin Towers ("Torri Gemelle"), raggiunge i playoffs nella stessa stagione dell'ingaggio di Olajuwon, le finali nell'anno successivo (1985-1986) sconfitti ancora una volta dai Boston Celtics per 4-2.

La stagione successiva i problemi fisici di Sampson (a soli 26 anni) lo costringono a saltare quasi la metà delle gare di regular season, costringendo l'ingaggio di Cedric Maxwell: i Rockets vengono eliminati nelle semifinali di Conference. L'anno dopo Sampson viene ceduto a metà stagione mentre arriva Joe Barry Carroll, la squadra perde il primo turno dei playoff e l'allenatore Bill Fitch non viene confermato per l'anno seguente (subentrerà Don Chaney).

I due titoli[modifica | modifica wikitesto]

La città di Houston, nel panorama dello sport USA, è stata sempre considerata una città perdente, in quanto le compagini sportive cittadine, negli anni, non hanno mai vinto niente d'importante. Dal 1989 al 1991 i texani subiscono tre eliminazioni al primo turno dei playoff perdendo 9 gare su 10; la stagione 1991/92 (durante la quale Chasey è sostituito da Rudy Tomjanovich) vede addirittura il mancato accesso ai playoff, nonostante il record positivo 42-40. Ma le soddisfazioni per i fan dei Rockets arrivano svoltato l'angolo degli anni novanta: sebbene l'acquisto di nuove star emergenti (tra cui Otis Thorpe, Kenny Smith e Robert Horry) non porti a dei risultati nei primi anni, condizionati dall'infortunio di Olajuwon, la stagione 1993-1994 rappresenta il picco della storia della franchigia texana.

Già l'anno precedente i Rockets erano stati autori di un sorprendente exploit, perdendo le semifinali di conference battuti dai Seattle Supersonics dopo aver fatto registrare la miglior regular season della storia della franchigia.

La regular season 93/94 inizia nel migliore dei modi per la franchigia, che riesce ad ottenere il record di vittorie iniziali (15), andando a classificarsi, nel tabellone playoff, come seconda squadra dell'Ovest (58 vinte e 24 perse, miglior record di sempre dei "razzi"). Nel primo turno di playoff la franchigia incontra i Portland Trail Blazers, che verranno sconfitti per 3 a 1 (all'epoca il primo turno si svolgeva al meglio delle cinque gare). Nelle semifinali di conference Houston si scontra con i Phoenix Suns di Charles Barkley e Kevin Johnson; i Rockets la spunteranno in gara 7, dopo essere andati sotto 2 a 0, e avanti 3 a 2. Prima della finale di conference con gli Utah Jazz, Hakem Olajuwon viene insignito del premio come miglior giocatore dell'anno (MVP); nello stesso anno si era già aggiudicato il premio di miglior difensore della lega. "Dedico questo premio ai miei compagni di squadra perché è grazie a loro se quest'anno ho raggiunto questi livelli" sono le parole del numero 34 dei Rockets. La finale della West Conference risulta una passeggiata per Houston, che schiacciano i Jazz di Malone e Stockton per 4 a 1.

finali NBA 1994

8 giugno-22 giugno 1994

Houston Rockets Houston Rockets - New York Knicks New York Knicks 85–78
Houston Rockets Houston Rockets - New York Knicks New York Knicks 83–91
New York Knicks New York Knicks - Houston Rockets Houston Rockets 89–93
New York Knicks New York Knicks - Houston Rockets Houston Rockets 91-82
New York Knicks New York Knicks - Houston Rockets Houston Rockets 91-84
Houston Rockets Houston Rockets - New York Knicks New York Knicks 86-84
Houston Rockets Houston Rockets - New York Knicks New York Knicks 90-84

MVP: Hakeem Olajuwon

In finale i Rockets trovano i New York Knicks di Patrick Ewing: la sfida fra i due grandi centri è il leitmotiv della serie, anche se altri personaggi risulteranno importanti nell'evolversi delle finali NBA 1994. Il fattore campo è a favore di Houston, quindi le prime due partite vengono giocate nella città texana. Mentre in gara 1 il gioco dei Rockets riesce ad imporsi, in gara 2 New York, grazie a ben cinque uomini in doppia cifra, e ai rimbalzi catturati da Ewing e Oakley, la spunta per 91 a 83. A questo punto la serie sembra volgere a favore dei Knicks, che giocheranno le prossime tre gare sul campo di casa del Madison Square Garden. In gara 3 New York parte forte, mentre Houston sembra subire il colpo; piano piano però i Rockets si riordinano in difesa e riescono a rimontare punto su punto. Alla fine un tiro da tre del rookie Sam Cassell fornisce a Houston la certezza della vittoria. Il protagonista è talmente sconosciuto e inaspettato che Ewing, in una intervista dopo gara, lo ribattezzerà "Cossell". Il fattore campo viene così ristabilito.

Gara 4 e gara 5 non conoscono storia: New York domina i due incontri senza particolari sofferenze, vincendo con punteggi quasi simili (91 a 82 e 91 a 84). New York è guidata dalla vena offensiva di John Starks e di Ewing, autore di 8 stoppate in gara 5. Da rilevare i 32 e 27 punti di Olajuwon nelle due gare.

Per gara 6 si ritorna al "The Summit", l'allora campo dei Rockets. I Knicks riescono ad imporsi sin dai primi minuti della gara, sempre grazie ad un ottimo Starks, alla fine autore di 27 punti. Houston all'inizio si trova in difficoltà, poi grazie all'aiuto della panchina (Cassell ed Herrera), di un Olajuwon stratosferico (30 punti e 10 rimbalzi), riescono a mantenere in vita la gara. Sulla sirena finale John Starks ha sulle mani il tiro da tre della vittoria ma Olajuwon grazie ad una stoppata impercettibile riesce ad evitare il sorpasso. Houston vince 86 a 84.

Gara 7 è la gara della vittoria dei Rockets. La partita, pur essendo equilibrata in alcuni frangenti, sembra destinata a consacrare la squadra texana. Alla fine sarà 90 a 84 per Houston. Ottima prova di Maxwell e di Olajuwon, che alla fine sarà MVP della serie.

Nella stagione successiva i Rockets si ripetono: conquistano il secondo anello consecutivo raggiungendo il record condiviso da Chicago Bulls, Detroit Pistons, Boston Celtics e Los Angeles Lakers, grazie all'inizialmente criticato arrivo di Clyde Drexler (scambiato con Thorpe) e all'immancabile apporto di Olajuwon.

finali NBA 1995

7 giugno-14 giugno 1995

Houston Rockets Houston Rockets - Orlando Magic Orlando Magic 120–118 OT
Houston Rockets Houston Rockets - Orlando Magic Orlando Magic 117–106
Orlando Magic Orlando Magic - Houston Rockets Houston Rockets 103–106
Orlando Magic Orlando Magic - Houston Rockets Houston Rockets 101-113

MVP: Hakeem Olajuwon

La regular season non inizia nel modo migliore per i Rockets a causa dell'infortunio di Carl Herrera e alla partenza di Vernon Maxwell, senza questi due giocatori chiave i Rockets chiudono con un bilancio di 47-35, il sesto nella Western Conference. Ai play-off i Rockets incontrano tutte e tre le migliori squadre dell'ovest: gli Utah Jazz (60-22) battuti 3-2, i Phoenix Suns (59-23) battuti 4-3 e i San Antonio Spurs (62-20) per 4-2. La finale contro gli Orlando Magic di Shaquille O'Neal e Penny Hardaway finisce trionfalmente con un pesante 4-0 e Olajuwon raggiunge la Hall of Fame vincendo il suo secondo titolo di MVP delle finali.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Passano due stagioni tra luci ed ombre e l'acquisto di Charles Barkley sembra ridare morale ai tifosi dei Rockets: insieme a Olajuwon e Drexler, infatti, si forma il cosiddetto The Big Three che riporta i Rockets ad alti livelli; nella stagione 1996-1997 chiudono con un bilancio di 57-25, sconfiggendo ai play-off i Minnesota Timberwolves e i Seattle SuperSonics, prima di venire eliminati per 4-2 dagli Utah Jazz grazie a un tiro all'ultimo secondo di John Stockton.

Nella stagione 1997-1998 i Rockets chiudono, a causa dei numerosi infortuni, con un bilancio di 41-41, classificandosi 8º in Western Conference, venendo ancora una volta sconfitti ai play-off dai Jazz per 3-2 e che chiuderà il ciclo di vittorie dei Rockets nel '98 quando il loro campione Clyde "The Glide" Drexler giocherà l'ultima partita contro i Jazz per poi ritirarsi dalla pallacanestro. Nella stagione successiva (1998-1999) i Rockets cercano di compensare la perdita di Drexler acquistando Scottie Pippen, pluricampione NBA con i Chicago Bulls. Pippen però non si ambienta e gioca una delle peggiori annate in carriera; Houston arriva ai playoff (bilancio di 31-19) ma viene nuovamente eliminata al primo turno, questa volta per mano dei Los Angeles Lakers di Shaquille O'Neal e Kobe Bryant. Dopo il draft 1999 i Rockets cedono quattro giocatori e una scelta al primo turno ai Vancouver Grizzlies in cambio della prima scelta Steve Francis. Tuttavia, dopo la cessione del deludente Pippen ai Portland Trail Blazers e un infortunio che costringe Barkley a chiudere la carriera, i Rockets in ricostruzione con un bilancio di 34-48, perdendo i play-off per la seconda volta in 15 anni.

Era Yao Ming[modifica | modifica wikitesto]

A cavallo tra la fine degli anni Novanta e i Duemila i Rockets mancano i playoff: a seguito del record 28-54 nel 2001-2002 nel draft del 2002 i Rockets pescarono con la prima scelta Yao Ming, centro cinese di oltre due metri e venti centimetri al quale si aggiunsero Glen Rice e James Posey e qualche anno dopo la stella Tracy McGrady, il duo guidò i Rockets al loro ritorno ai playoffs (dopo 4 anni) nella stagione 2004-2005 dove però furono eliminati dai Dallas Mavericks. Nelle stagioni successive, i Rockets puntellarono il roster con Juwan Howard, Dikembe Mutombo e Shane Battier ma non riusciranno mai ad andare oltre il secondo turno dei playoffs, finendo tutte le stagioni (tranne nel 2006) con record positivi. Nel 2007-2008 (dopo 4 stagioni) a coach Jeff Van Gundy, che aveva sostituito la guida decennale di Tomjanovich, subentra Rick Adelman, che porta subito il team ad uno dei migliori record di sempre (67,1 %) grazie anche ad una storica striscia di 22 vittorie consecutive, la seconda più lunga della storia all'epoca. Nella stagione 2008-2009 i Rockets nonostante i problemi di infortuni di McGrady possono fare comunque affidamento su Ron Artest e Luis Scola e raggiungono le semifinali di conference dove vengono sconfitti in 7 gare dai futuri campioni dei Los Angeles Lakers. Gli infortuni di Mcgrady fanno sì che a febbraio 2010 venga mandato a New York. Anche Ming ha seri problemi fisici dopo le prime tre annate al top: dopo aver saltato più di 100 gare tra il 2006 e il 2008 il centro cinese salta l'intera stagione 2009-10 e disputa solo una manciata di match in quella successiva annunciando poi il suo ritiro dall'attività professionistica a soli 30 anni. Così per 3 anni consecutivi Houston non raggiunge i playoff pur chiudendo la stagione con record positivi.

L'8 luglio 2009 i Rockets firmano Trevor Ariza, facendogli firmare un contratto di 5 anni a 32 milioni di $, usando l'Opzione Giocatore Infortunato che la lega aveva concesso loro a seguito dell'infortunio di Ming. Ariza aveva precedentemente giocato nei Los Angeles Lakers. A lui si aggiunge l'arrivo di Kevin Martin per sopperire alla partenza di McGready. Qualche anno dopo i Rockets hanno continuato a cercare un sostituto a Ming ingaggiando centri come Brad Miller, Marcus Camby e Samuel Dalembert senza ottenere i risultati sperati

Era Harden-Howard-Lin[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver lasciato che Kyle Lowry fosse ingaggiato dai Toronto Raptors e che Goran Dragić facesse ritorno ai Phoenix Suns, i Rockets si mettono alla ricerca di nuovi playmaker. L'11 luglio 2012 i Rockets firmano Jeremy Lin, facendogli firmare un contratto di 3 anni a 25,1 milioni di $, dal momento che i New York Knicks non avevano pareggiato la loro offerta. Il 20 luglio il free agent con restrizioni Ömer Aşık firma con i Rockets un contratto di 3 anni a 25,1 milioni di $. I Chicago Bulls non pareggiano l'offerta e il 24 luglio Aşık viene ufficialmente ingaggiato dai Rockets. Il 27 ottobre 2012 i Rockets cedono Martin, Jeremy Lamb e alcune scelte al draft in cambio del Sixth Man of the Year James Harden, Cole Aldrich, Daequan Cook, e Lazar Hayward. Al suo debutto con la maglia dei Rockets Harden mette a segno 37 punti, 12 assist, 6 rimbalzi, 4 palle rubate e una stoppata mentre Lin, il cui minutaggio è stato limitato da un problema di falli, ha segnato 12 punti, 4 rimbalzi, 8 assist e 4 palle rubate. Harden ha poi rinnovato il suo contratto con i Rockets firmando per 5 anni a 80 milioni di $. Nella sua seconda partita con i Rockets Harden ha segnato un career-high di 45 punti contro gli Atlanta Hawks. In seguito Lin realizzerà un career-high di 38 punti in una sconfitta ai tempi supplementari contro i San Antonio Spurs. Harden chiude la stagione con 25,9 punti di media guadagnandosi la partecipazione all'All-Star Game (primo giocatore dei Rockets dopo Ming a guadagnarsi la convocazione) che si svolge proprio al Toyota Center di Houston e trascina la squadra al ritorno ai playoff dopo 4 anni con un record di 45 vittorie e 37 sconfitte che valgono l'ottava posizione in Western Conference. Ai play-off i Rockets incontrano gli Oklahoma City Thunder, squadra favorita insieme ai Miami Heat per la vittoria finale; dopo essere andati in svantaggio per 3-0, i Rockets vincono sorprendentemente gara-4 e gara-5, perdendo successivamente gara-6 e la serie per 4-2. Il 6 luglio la franchigia texana conferma l'arrivo della stella Dwight Howard dai Los Angeles Lakers. Fortemente voluto dal GM Daryl Morey, Il centro ex Orlando Magic, che era diventato free agent senza restrizioni lo scorso 1 luglio, firmerà un contratto quadriennale da 88 milioni di $.

Arene di gioco[modifica | modifica wikitesto]

San Diego Rockets

Houston Rockets

Record stagione per stagione[modifica | modifica wikitesto]

Campione NBA Campione di Conference Campione di Division
Stagione V P % Playoff Risultato
San Diego Rockets
1967-68 15 67 .183
1968-69 37 45 .451 Perdono le Semifinali di Division Atlanta 4, San Diego 2
1969-70 27 55 .329
1970-71 40 42 .488
Houston Rockets
1971-72 34 48 .415
1972-73 33 49 .402
1973-74 32 50 .390
1974-75 41 41 .500 Vincono il Primo Turno
Perdono le Semifinali di Conference
Houston 2, New York 1
Philadelphia 4, Houston 1
1975-76 40 42 .488
1976-77 49 33 .598 Vincono le Semifinali di Conference
Perdono le Finali di Conference
Houston 4, Washington 2
Philadelphia 4, Houston 2
1977-78 28 54 .341
1978-79 47 35 .573 Perdono il Primo Turno Atlanta 2, Houston 0
1979-80 41 41 .500 Vincono il Primo Turno
Perdono le Semifinali di Conference
Houston 2, San Antonio 1
Boston 4, Houston 0
1980-81 40 42 .488 Vincono il Primo Turno
Vincono le Semifinali di Conference
Vincono le Finali di Conference
Perdono le Finali NBA
Houston 2, LA Lakers 1
Houston 4, San Antonio 3
Houston 4, Kansas City 1
Boston 4, Houston 2
1981-82 46 36 .561 Perdono il Primo Turno Seattle 2, Houston 1
1982-83 14 68 .171
1983-84 29 53 .354
1984-85 48 34 .585 Perdono il Primo Turno Utah 3, Houston 2
1985-86 51 31 .622 Vincono il Primo Turno
Vincono le Semifinali di Conference
Vincono le Finali di Conference
Perdono le Finali NBA
Houston 3, Sacramento 0
Houston 4, Denver 2
Houston 4, LA Lakers 1
Boston 4, Houston 2
1986-87 42 40 .512 Vincono il Primo Turno
Perdono le Semifinali di Conference
Houston 3, Portland 1
Seattle 4, Houston 2
1987-88 46 36 .561 Perdono il Primo Turno Dallas 3, Houston 1
1988-89 45 37 .549 Perdono il Primo Turno Seattle 3, Houston 1
1989-90 41 41 .500 Perdono il Primo Turno LA Lakers 3, Houston 0
1990-91 52 30 .634 Perdono il Primo Turno LA Lakers 3, Houston 0
1991-92 42 40 .512
1992-93 55 27 .671 Vincono il Primo Turno
Perdono le Semifinali di Conference
Houston 3, LA Clippers 2
Seattle 4, Houston 3
1993-94 58 24 .707 Vincono il Primo Turno
Vincono le Semifinali di Conference
Vincono le Finali di Conference
Vincono le Finali NBA
Houston 3, Portland 1
Houston 4, Phoenix 3
Houston 4, Utah 1
Houston 4, New York 3
1994-95 47 35 .573 Vincono il Primo Turno
Vincono le Semifinali di Conference
Vincono le Finali di Conference
Vincono le Finali NBA
Houston 3, Utah 2
Houston 4, Phoenix 3
Houston 4, San Antonio 2
Houston 4, Orlando 0
1995-96 48 34 .585 Vincono il Primo Turno
Perdono le Semifinali di Conference
Houston 3, LA Lakers 1
Seattle 4, Houston 0
1996-97 57 25 .695 Vincono il Primo Turno
Vincono le Semifinali di Conference
Perdono le Finali di Conference
Houston 3, Minnesota 0
Houston 4, Seattle 3
Utah 4, Houston 2
1997-98 41 41 .500 Perdono il Primo Turno Utah 3, Houston 2
1998-99 31 19 .620 Perdono il Primo Turno LA Lakers 3, Houston 1
1999-2000 34 48 .415
2000-01 45 37 .550
2001-02 28 54 .341
2002-03 43 39 .524
2003-04 45 37 .550 Perdono il Primo Turno LA Lakers 4, Houston 1
2004-05 51 31 .622 Perdono il Primo Turno Dallas 4, Houston 3
2005-06 34 48 .415
2006-07 52 30 .634 Perdono il Primo Turno Utah 4, Houston 3
2007-08 55 27 .671 Perdono il Primo Turno Utah 4, Houston 2
2008-09 53 29 .646 Vincono il Primo Turno
Perdono le Semifinali di Conference
Houston 4, Portland 2
LA Lakers 4, Houston 3
2009-10 42 40 .512
2010-11 43 39 .524
2011-12 34 32 .515
2012-13 45 37 .549 Perdono il Primo Turno Oklahoma City 4, Houston 2
2013-14 54 28 .659 Perdono il Primo Turno Portland 4, Houston 2
Totale 1902 1824 .510
Playoffs 116 121 .489 2 Titoli

Squadra attuale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Houston Rockets 2012-2013.

Roster[modifica | modifica wikitesto]

N. Naz.   Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso 600px Bianco con disco Rosso.png
1 Stati Uniti   P Isaiah Canaan 1991 185 88
2 Stati Uniti   P Patrick Beverley 1988 185 82
3 Stati Uniti   G Nick Johnson 1992 191 91
5 Stati Uniti   G Jordan Hamilton 1990 201 100
6 Stati Uniti   AG Terrence Jones 1992 207 114
12 Stati Uniti   C Dwight Howard 1985 211 120
13 Stati Uniti   G James Harden 1989 196 100
15 Svizzera   AG Clint Capela 1994 208 100
20 Lituania   C Donatas Motiejūnas 1990 213 97
21 Stati Uniti   AG Josh Powell 1983 206 102
30 Stati Uniti   G Troy Daniels 1991 193 91
32 Rep. Dominicana   GA Francisco García 1981 201 88
33 Stati Uniti   AG Robert Covington 1990 206 98
-- Stati Uniti   P Ish Smith 1988 183 79
-- Stati Uniti   AP Trevor Ariza 1985 203 95
-- Stati Uniti   AP Scotty Hopson 1989 201 93
-- Grecia   AP Kostas Papanikolaou 1990 206 104
-- Stati Uniti   AP Alonzo Gee 1987 198 102
-- Stati Uniti   AG Jeff Adrien 1986 201 111
-- Stati Uniti   AG Joey Dorsey 1985 203 122

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Stagioni passate[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dei San Diego Rockets e Categoria:Allenatori degli Houston Rockets.
# Nome Periodo Regular season Playoffs
PG V P  %V-P PG V P
1 Jack McMahon 19681970 190 61 129 .321 6 2 4
2 Alex Hannum 19701971 138 58 80 .420
3 Tex Winter* 19711973 129 51 78 .395
4 Johnny Egan* 19731976 281 129 152 .459 8 3 5
5 Tom Nissalke 19761979 246 124 122 .504 14 6 8
6 Del Harris 19791983 328 141 187 .430 31 15 16
7 Bill Fitch 19831988 410 216 194 .527 39 21 18
8 Don Chaney 19881992 298 164 134 .550 1 2 9
9 Rudy Tomjanovich 19922003 900 503 397 .559 90 51 39
10 Jeff Van Gundy 20032007 328 182 146 .555 19 7 12
11 Rick Adelman 20072011 328 193 135 .588 19 9 10
12 Kevin McHale 20112013

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti dei San Diego Rockets e Categoria:Cestisti degli Houston Rockets.

Membri della Basketball Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

1994, 1995
1981, 1986, 1994, 1995
1976-1977, 1985-1986, 1992-1993, 1993-1994

Premi individuali[modifica | modifica wikitesto]

All-NBA First Team

All-NBA Second Team

All-NBA Third Team

NBA All-Defensive First Team

NBA All-Defensive Second Team

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

pallacanestro Portale Pallacanestro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pallacanestro