Rudy Tomjanovich

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Rudy Tomjanovich
Rudy Tomjanovich (1970).png
Tomjanovich con la maglia di Michigan
Dati biografici
Nome Rudolph Tomjanovich
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 203 cm
Peso 99 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Ala piccola
Allenatore
Ritirato 1981 - giocatore
2005 - allenatore
Carriera
Giovanili

1966-1970
Hamtramck High School
Michigan Wolver. Michigan Wolver.
Squadre di club
1970-1971 San Diego Rockets San Diego Rockets 77
1971-1981 Houston Rockets Houston Rockets 691
Nazionale
1998-2000 Stati Uniti Stati Uniti 15-2
Carriera da allenatore
1983-1992 Houston Rockets Houston Rockets (vice)
1992-2003 Houston Rockets Houston Rockets 503-397
2004-2005 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 24-19
Palmarès
Bandiera olimpica  Olimpiadi
Oro Sydney 2000
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Bronzo Grecia 1998
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
« Non sottovalutate mai il cuore di un campione! [1] »
(Tomjanovich dopo la vittoria del secondo titolo NBA nel 1995)

Rudolph "Rudy" Tomjanovich (Hamtramck, 24 novembre 1948) è un ex cestista e allenatore di pallacanestro statunitense, professionista nella NBA.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Nei tre anni al college di Michigan State disputò stagioni folgoranti, e nell'ultima in particolare tenne medie paurose da 30,1 punti e 15,7 rimbalzi a partita. Al Draft NBA 1970 fu uno dei prospetti più interessanti in assoluto, e venne pertanto scelto con la seconda scelta assoluta dai San Diego Rockets. Dopo la prima stagione da rookie, disputata su livelli mediocri, la franchigia dei Rockets si trasferì nel Texas andando a creari gli odierni Houston Rockets. Da allora le prestazioni di Tomjanovich migliorarono moltissimo, e già al suo secondo anno aveva triplicato il suo fatturato di punti segnati (15,0) e raddoppiato quello di rimbalzi catturati (11,8). Nel 1974 conseguì il suo definitivo primato in carriera mantenendo la media di 24,5 punti per partita. Da questa stagione Rudy venne riconosciuto nell'élite della National Basketball Association e venne convocato a disputare 5 NBA All-Star Game.

"Il pugno"[modifica | modifica sorgente]

Il 9 dicembre 1977, durante una partita svoltasi tra i Rockets e i Los Angeles Lakers al Forum, si creò una rissa a seguito di crescenti scorrettezze da parte di entrambe le squadre. Tomjanovich, ritenuto da tutti un peacekeeper, mentre correva a centrocampo per sedare l'ennesimo diverbio tra Kareem Abdul-Jabbar, Kevin Kunnert e Kermit Washington ricevette un improvviso quanto violentissimo pugno al volto da parte di quest'ultimo. Tale gesto, ritenuto l'episodio più drammatico nella storia dell'NBA e il cui tonfo venne percepito addirittura dal pubblico più distante[2], costò a Tomjanovich la frattura del setto nasale, dello zigomo, lo spostamento della mandibola e una commozione cerebrale.[3] La forza dell'impatto fece rientrare le ossa del cranio di 8 millimetri[4]: Tomjanovich dovette così subire tre interventi chirurgici, saltò le 53 partite successive e vide inevitabilmente parzialmente compromessa la sua successiva carriera.

Nell'estate del 1981, dopo aver appena soddisfatto anche il raggiungimento delle Finali NBA (perse contro i Boston Celtics per 4-2), si ritirò dopo 768 partite disputate. Le sue media in carriera sono di 17,4 punti e 8,1 rimbalzi con il 50% al tiro su azione.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991 Tomjanovich venne nominato capo allenatore degli Houston Rockets, carica che ricoprirà per 12 stagioni consecutive. Rudy organizzò per tutti gli anni '90 la squadra intorno alla figura di Hakeem Olajuwon, giocatore di grande carisma e tecnica sopraffina, forse il centro più dominante del decennio. Nel corso della lunga gestione Tomjanovich Houston si confermò ripetutamente fra le squadre più vincenti della lega, fondando una dinasty che a metà del decennio scalò i play-off fino alla vittoria di 2 titoli NBA (1994 e 1995).[5] Nel 2000 è stato scelto per il prestigioso incarico di allenatore della nazionale di pallacanestro statunitense, che vinse la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sydney.

Nella stagione 2004-05 è stato per metà stagione alla guida della panchina dei Los Angeles Lakers, rimpiazzato da coach Phil Jackson.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Houston Rockets: 1994, 1995

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Don't ever underestimate the heart of a champion! - YouTube
  2. ^ U.S.A. Today - "New start from old wounds" (26 novembre 2002)
  3. ^ John Feinstein - "The Punch: One Night, Two Lives, and the Fight That Changed Basketball Forever" (Back Bay Books, 2003)
  4. ^ Larry Bird, Earvin Magic Johnson - "Il basket eravamo noi" (Dalai, 2011)
  5. ^ “The heart of a champion”, Olajuwon trascina i Rockets al titolo NBA nel 1995, Basketinside.com.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 116849521