Charles Barkley

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Charles Barkley
Charles Barkley representing the 1992 Dream Team.jpg
Charles Barkley nel 2010
Dati biografici
Nome Charles Wade Barkley
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 198 cm
Peso 114 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Ala
Ritirato 2000
Hall of Fame Naismith Hall of Fame (2006)
Carriera
Giovanili

1981-1984
Leeds High School
Auburn Tigers Auburn Tigers
Squadre di club
1984-1992 Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers 610
1992-1996 Phoenix Suns Phoenix Suns 280
1996-2000 Houston Rockets Houston Rockets 183
Nazionale
1983-1996 Stati Uniti Stati Uniti
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Barcellona 1992
Oro Atlanta 1996
Transparent.png Campionati Americani
Oro Stati Uniti 1992
FISU International University Sport Federation.svg Universiadi
Bronzo Edmonton 1983
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Charles Wade Barkley (Leeds, 20 febbraio 1963) è un ex cestista statunitense, soprannominato Sir Charles.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Barkley ha giocato al college per l'università di Auburn, dove venne subito notato per le sue doti cestistiche. Ad Auburn giocò principalmente come centro, nonostante fosse più basso della media della posizione: 195 centimetri (6'5"). All'inizio della sua carriera, Barkley aveva problemi di peso, raggiungendo spesso oltre 136 chili (300 pounds) durante la sua permanenza al college. Il soprannome The Round Mound of Rebound ("la tonda collina del rimbalzo", letteralmente, ma la traduzione non rende) riporta i giorni della sua permanenza ad Auburn, dove divenne famoso per essersi addirittura permesso il lusso di farsi recapitare una pizza mentre sedeva in panchina durante una gara di regular season.

Addirittura, nel 1984, viene escluso dalla squadra per le Olimpiadi di Los Angeles dal coach Bob Knight dopo aver fatto un sarcastico apprezzamento sulle scarpe non proprio elegantissime del vulcanico coach dell'università dell'Indiana durante un allenamento; risponderà a suo modo, come miglior marcatore e rimbalzista del Dream Team nelle olimpiadi nel 1992 a Barcellona, e diventando il primo rimbalzista della Lega nonostante non raggiunga i due metri.

Continuò a combattere il suo problema con tenacia, riuscì a riempire il "buco" lasciato da Julius Erving nei Philadelphia 76ers, con i quali esordì nella National Basketball Association (NBA) nel 1984.

La NBA[modifica | modifica wikitesto]

Barkley si affermò quasi subito nella lega professionistica, diventando in breve tempo il leader della propria squadra, che guidò ai playoff ogni anno fino alla sua cessione ai Phoenix Suns, nel 1992. Con i 76ers ebbe una media di 24,3 punti a partita.

Anche questa volta, Barkley divenne in breve tempo un simbolo della squadra, ed è stato uno dei pochi giocatori NBA ad aver figurato tra i pupazzi della Starting Lineup della Kenner. Ma Barkley venne anche coinvolto in alcuni piccoli scandali, tra i quali la nota rissa con il centro dei Detroit Pistons Bill Laimbeer, nel 1990.

Barcellona 1992: il "Dream Team" originale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992, Barkley viene scelto per partecipare alle Olimpiadi di Barcellona 1992, dove si tiene la prima apparizione di giocatori professionisti della NBA ai Giochi olimpici, come membro del "Dream Team" originale, probabilmente la formazione di basket più forte di tutti i tempi, assieme ad altri grandi campioni quali Michael Jordan, Magic Johnson, Larry Bird, con i quali il giocatore è anche molto amico, vincendo la medaglia d'oro. Barkley si fa notare per le cifre che mette assieme (primo marcatore e primo rimbalzista del torneo), ma anche per il caratteraccio che mette in campo: già nella prima partita rifila una gomitata a un giocatore angolano, e sarà fischiato dal pubblico per tutta l'Olimpiade.

Ai Phoenix Suns[modifica | modifica wikitesto]

Barkley divenne una parte vitale dei Suns, risultando uno dei protagonisti della stagione 1992-93, che vedono la formazione arrivare alle finali, dove Barkley mette a segno una media di 25 punti a partita e riceve il premio di MVP della regular season, diventando uno dei giocatori più popolari di sempre per la tifoseria del suo team. Alle NBA Finals, Barkley ed i Suns devono arrendersi a Michael Jordan ed i suoi Chicago Bulls, tra i quali vi è un altro compagno di Dream Team, Scottie Pippen, in sei partite (4-2), nonostante Barkley avesse raccontato all'amico Jordan che era destino che i Suns vincessero il titolo. Fu la sua prima ed ultima apparizione alle finali.

Nel 1994 fu ancora una volta protagonista della stagione di Phoenix, che perse nelle semifinali della Western Conference in 7 partite dai futuri campioni degli Houston Rockets. Nel 1995 la storia si ripeté come l'anno precedente nei play-off, e nel 1996 Barkley ed i Suns ottennero un mediocre record di 41 vittorie e 41 sconfitte nella regular season.

Atlanta 1996: il secondo oro olimpico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 bissa l'oro olimpico alle Olimpiadi di Atlanta 1996. Come nel 1992, Barkley si conferma primo marcatore e rimbalzista della squadra americana con 12,4 punti e 6,6 rimbalzi a partita; inoltre con un incredibile 81,6% al tiro stabilisce un nuovo record olimpico.

Dai Suns ai Rockets[modifica | modifica wikitesto]

Gli Houston Rockets, reduci da una bruciante eliminazione nei playoff '96 per mano di Seattle, ritennero necessario rafforzare la squadra soprattutto dentro l'area, e individuarono in Barkley l'uomo giusto. I Rockets cedettero ai Suns ben quattro giocatori (Robert Horry, Sam Cassell, Chucky Brown e Mark Bryant) per averlo. Quando l'affare andò in porto, Houston venne subito indicata dagli addetti ai lavori come una delle più credibili pretendenti al titolo NBA: poteva infatti schierare contemporaneamente tre fra i più grandi giocatori degli anni ottanta e novanta Hakeem "The Dream" Olajuwon, Clyde "The Glide" Drexler e appunto "Sir" Charles Barkley. Ma come membro della squadra texana, Barkley ha sofferto spesso di infortuni, soprattutto alla schiena, che lo hanno portato al ritiro nel 2000. Nonostante i problemi fisici, però, Sir Charles ha comunque ricoperto un ruolo importante nei Rockets: nel suo primo anno a Houston ha infatti messo a segno 19,2 punti e catturato 13,5 rimbalzi a partita, arrivando con la squadra del Texas ad un passo dalla finalissima (Houston venne sconfitta in finale di conference dagli Utah Jazz). La sua ultima stagione nella NBA lo ha visto mettere a segno 14 punti a partita per 19 gare, prima di infortunarsi gravemente al tendine del quadricipite destro l'8 dicembre 1999 durante un match di stagione regolare contro i Philadelphia 76ers, proprio la squadra con cui aveva vissuto i primi otto anni della sua lunga carriera. Carriera che sembrava essere finita sullo stesso campo sul quale era iniziata: i medici infatti gli dissero che non sarebbe mai più stato in grado di giocare. Quattro mesi dopo però Barkley si ripresentò sul parquet, davanti ai suoi tifosi, segnando un canestro, il 19 aprile 2000 contro i Vancouver Grizzlies.

Subito dopo questa partita, Barkley annunciò il suo ritiro.

"Sir" Charles è uno dei pochi vincitori del premio come MVP dell'anno a non aver mai vinto l'anello della NBA.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua carriera nella NBA, Barkley ha totalizzato 23.757 punti, per una media di 23 punti a partita, e 12.546 rimbalzi, per la media di 11,7 per partita.

È stato selezionato ben 11 volte per l'NBA All-Star Game, ma ha partecipato a sole 9 edizioni: nel 1994 e nel 1997 ha dovuto infatti rinunciare per infortunio.

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1984-1985 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 82 60 2347 427/783 1/6 293/400 703 155 95 80 1148
1985-1986 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 80 80 2952 595/1041 17/75 396/578 1026 312 173 125 1603
1986-1987 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 68 62 2740 557/937 21/104 429/564 994 331 119 104 1564
1987-1988 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 80 80 3170 753/1283 44/157 714/951 951 254 100 103 2264
1988-1989 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 79 79 3088 700/1208 35/162 602/799 986 325 126 67 2037
1989-1990 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 79 79 3085 706/1177 20/92 557/744 909 307 148 50 1989
1990-1991 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 67 67 2498 665/1167 44/155 475/658 680 284 110 33 1849
1991-1992 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 75 75 2881 622/1126 32/137 454/653 830 308 136 44 1730
1992-1993 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 76 76 2859 716/1376 67/220 445/582 928 385 119 74 1944
1993-1994 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 65 65 2298 518/1046 48/178 318/452 727 296 101 37 1402
1994-1995 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 68 66 2382 554/1141 74/219 379/507 756 276 110 45 1561
1995-1996 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 71 71 2632 580/1160 49/175 440/566 821 262 114 56 1649
1996-1997 Stati Uniti Houston Rockets NBA 53 53 2009 335/692 58/205 288/415 716 248 69 25 1016
1997-1998 Stati Uniti Houston Rockets NBA 68 41 2243 361/744 18/84 296/397 794 217 71 28 1036
1998-1999 Stati Uniti Houston Rockets NBA 42 40 1526 240/502 4/25 192/267 516 192 43 13 676
1999-2000 Stati Uniti Houston Rockets NBA 20 18 620 106/222 6/26 71/110 209 63 14 4 289
Totale carriera 1073 1012 39330 8435/15605 538/2020 6349/8643 12546 4215 1648 888 23757

Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1984-1985 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 13 2 408 75/139 4/6 40/63 144 26 23 15 194
1985-1986 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 12 12 497 104/180 1/15 91/131 189 67 27 15 300
1986-1987 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 5 5 210 43/75 1/8 36/45 63 12 4 8 123
1988-1989 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 3 3 135 29/45 1/5 22/31 35 16 5 2 81
1989-1990 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 10 10 419 88/162 6/18 65/108 155 43 8 7 247
1990-1991 Stati Uniti Philadelphia 76ers NBA 8 8 26 74/125 2/20 49/75 84 48 15 3 199
1992-1993 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 24 24 1,026 230/482 10/45 168/218 326 102 39 25 638
1993-1994 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 10 10 425 110/216 14/40 42/55 130 48 25 9 276
1994-1995 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 10 10 390 91/182 9/35 66/90 134 32 13 11 257
1995-1996 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 4 4 164 31/70 3/12 37/47 54 15 4 4 102
1996-1997 Stati Uniti Houston Rockets NBA 16 16 605 86/198 11/38 103/134 192 54 19 7 286
1997-1998 Stati Uniti Houston Rockets NBA 4 0 87 12/23 0/2 12/21 21 4 5 0 36
1998-1999 Stati Uniti Houston Rockets NBA 4 4 157 36/68 2/7 20/30 55 15 6 2 94
Totale carriera 123 108 4,849 1,009/1,965 64/251 751/1,048 1,582 482 193 108 2,833

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

1984-85
1985-86, 1986-87, 1987-88, 1988-89, 1989-90, 1990-91, 1991-92, 1992-93, 1993-94, 1994-95, 1995-96
1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 1997
1991
1992-93
Barcellona 1992, Atlanta 1996
Stati Uniti d'America 1992

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 marzo 2001, la maglia numero 34 di Barkley è stata ritirata dagli Auburn Tigers, squadra della sua università.

Poche settimane dopo, il 30 marzo 2001, anche i Philadelphia 76ers hanno ritirato il numero 34, indossato da Barkley negli otto anni con i Sixers (anche se, nella sua ultima stagione a Philadelphia, Sir Charles indossò il numero 32 in segno di solidarietà verso Magic Johnson, dopo che questi annunciò la propria positività all'HIV. Il numero 32 era già stato ritirato dai Sixers in onore di Billy Cunningham, ma per Barkley fu fatta un'eccezione, consentendogli di indossarlo ugualmente).

Il 19 marzo 2004, il suo numero 34 è stato ritirato anche dai Phoenix Suns, raggiungendo Connie Hawkins, Tom Chambers e Kevin Johnson, tra gli altri, nel Suns Ring of Honor ("Anello d'Onore dei Suns").

È stato inserito dalla NBA nella lista dei 50 giocatori più forti di tutti i tempi nel 1997 in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della lega. L'8 settembre 2006 è stato introdotto con Joe Dumars e Dominique Wilkins nella Basketball Hall of Fame.

È apparso, insieme a Michael Jordan, di cui è molto amico, ed altri colleghi della NBA nel film Space Jam, interpretando sé stesso.

Chris Webber, altro grande interprete del ruolo di ala grande, ha dichiarato che Barkley è stato il suo giocatore preferito in assoluto.[1]

Nel 2006 è stato introdotto nella Basketball Hall of Fame.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) C-Webb's Fab 5: Sixers, www.nba.com. URL consultato l'8 agosto 2009.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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