Quentin Tarantino

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« Il mio cinema o si ama o si odia. »
(Quentin Tarantino al momento dell'assegnazione della Palma d'oro per Pulp Fiction)

Quentin Jerome Tarantino (Knoxville, 27 marzo 1963[1]) è un regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense.

Particolarmente celebre per la sua cinefilia quasi maniacale e orientata, in special modo, alla cinematografia di genere (B-movie, exploitation), fervente ammiratore del cinema italiano dei primi anni settanta (Sergio Leone, Dario Argento, Mario Bava, Lucio Fulci e tutto il filone del cinema poliziottesco), Tarantino è stato definito un regista DJ per la sua capacità di riuscire a combinare stili diversi fondendoli insieme in una nuova opera.[2]

Iniziò la sua carriera come regista all'inizio degli anni novanta, raggiungendo il successo di critica con il film di debutto Le iene. Con il successivo Pulp Fiction arrivò la consacrazione, vincendo la Palma d'oro al Festival di Cannes e conquistando, oltre a sette nomination, il premio per la miglior sceneggiatura originale, condiviso con Roger Avary, ai Premi Oscar 1995.[3] Nel 2004 fu presidente della giuria alla 57ª edizione del Festival di Cannes e nel 2010 alla 67ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.[4] Il 24 febbraio 2013 si aggiudicò la sua seconda statuetta per la migliore sceneggiatura originale ai Premi Oscar 2013.

Il regista e storico del cinema Peter Bogdanovich lo ha definito il regista più influente della sua generazione.[5]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Tarantino nacque a Knoxville, nel Tennessee, il 27 marzo del 1963,[1][6] figlio di Tony Tarantino, un musicista e attore statunitense di origini italiane, e di Connie McHugh, un'infermiera statunitense di origini irlandesi e cherokee, rimasta incinta del futuro cineasta all'età di sedici anni.[1][6] Quentin non ha mai conosciuto il suo padre naturale, dato che lasciò la madre prima che lui nascesse.[7] All'età di due anni, si trasferì con la madre a Torrance, in California,[7] dove, in quello stesso periodo, Connie conobbe e sposò il musicista Curt Zastoupil,[1] con il quale il giovane Quentin instaurò un forte legame. Fra l'altro, fu proprio con il padre adottivo che Tarantino andò a vedere al cinema l'unico film che lo fece spaventare in vita sua, ossia Bambi. Il regista ha infatti affermato di aver pianto per ore e ore dopo avere visto questo cartone animato all'età di sei anni.[8]

Nel 1971 la famiglia traslocò a El Segundo, nell'area di South Bay di Los Angeles, dove Quentin frequentò la Hawthorne Christian School. Due anni dopo la madre divorziò dal patrigno. In questi anni Tarantino si appassionò agli spaghetti-western, diventando grande fan di Sergio Leone. Nel 1977, a soli quattordici anni, Tarantino scrisse la sua prima sceneggiatura, Captain Peachfuzz and the Anchovy Bandit. Nel frattempo passò alla Narbonne High School di Harbor City, California, che però abbandonò presto per iniziare a lavorare come maschera al Pussycat, un cinema porno di Torrance. Nel 1981 iniziò a prendere lezioni di recitazione entrando a far parte della Theatre Company di James Best.

Nel 1983 lavorò per qualche tempo per il nuovo patrigno, Jan Bohusch, affittando stand alle fiere. L'anno successivo passò all'impiego, prima saltuario, poi fisso, presso il videonoleggio Manhattan Beach Video Archives, nell'area di Manhattan Beach a Los Angeles, dove strinse una grande amicizia con molti colleghi e soprattutto con Roger Avary, con il quale ha collaborato durante la sua successiva carriera cinematografica.[9]

Continuò a studiare recitazione presso lo Actors' Shelter di Allen Garfield, a Beverly Hills, ma i suoi interessi si spostarono gradualmente dalla recitazione alla scrittura di sceneggiature e alla regia. Con i suoi colleghi di lavoro trascorse il tempo parlando di film e fornendo consigli ai clienti, tra i quali il futuro attore Danny Strong, nato e residente a Manhattan Beach.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

My Best Friend's Birthday[modifica | modifica wikitesto]

Riguardo al periodo della sua vita in cui, ancora ragazzo, lavorava ai Video Archives del suo paese, il regista ha specificato che: «Non sono diventato un cinefilo perché lavoravo lì, è il contrario: mi hanno preso a lavorare in quel posto perché ero molto appassionato di cinema e sapevo tutto sull'argomento».

Nel 1986, mentre ancora lavora ai Video Archives, Tarantino tentò per la prima volta di vestire i panni del regista iniziando a girare un film che avrebbe dovuto intitolarsi My Best Friend's Birthday, su una sceneggiatura scritta dallo stesso Tarantino insieme all'amico e collega Craig Hamann.[10] Tutti i membri del cast e della troupe erano anch'essi dipendenti dei Video Archives, e parteciparono al progetto finanziandolo con 6.000 dollari, detratti dai loro stipendi (all'epoca circa 7 dollari all'ora).

Le riprese vennero fatte su una pellicola 16 mm in bianco e nero, usando come location vecchi bar abbandonati e la casa della madre di Tarantino. La realizzazione del film, rallentata da numerosi contrattempi, si protrasse per ben tre anni, e naufragò definitivamente quando parte della pellicola girata venne distrutta per un errore del laboratorio di sviluppo. Il film è oggi visibile su YouTube e scaricabile con eMule, nella versione incompiuta di 36 minuti.

Molti dei personaggi e delle situazioni di My Best Friend's Birthday vennero però ripresi da Tarantino nelle sue sceneggiature successive. Il personaggio di Clarence tornò infatti alla ribalta nel 1993 in Una vita al massimo, diretto da Tony Scott. Per il suo debutto cinematografico, Le iene, Tarantino rimase invece indeciso sino all'ultimo sull'utilizzare o meno una canzone della colonna sonora che era già stata utilizzata, senza i diritti d'autore, in My Best Friend's Birthday.

Le prime sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

Quentin Tarantino ad Austin per la prima di Grindhouse - A prova di morte (2007)

Tarantino ottenne per la prima volta un grande successo vendendo per 50.000 dollari la sceneggiatura di Una vita al massimo (True Romance), scritta nel 1987 insieme a Roger Avary, dalla quale venne realizzato nel 1993 il film con Patricia Arquette e Christian Slater, per la regia di Tony Scott.

Nel 1989 scrisse la sceneggiatura originale di Assassini nati - Natural Born Killers, venduta per 400.000 dollari e portata sul grande schermo nel 1994 da Oliver Stone, con il quale Tarantino ebbe una violenta lite per gli eccessivi rimaneggiamenti fatti alla sua versione della storia, specialmente sul finale. A causa di tali divergenze, chiese in seguito di essere rimosso dai titoli di coda del film, apparendo solo come autore del soggetto.

Nel 1990 scrisse Dal tramonto all'alba (From Dusk Till Dawn), poi diretto nel 1995 da Robert Rodríguez, nel quale Tarantino ebbe anche un ruolo da attore, al fianco di George Clooney.

In quegli anni iniziò inoltre a lavorare come segretario di edizione, revisionando sceneggiature di diversi film, tra i quali Le mani della notte (Past Midnight), per il quale figura anche come produttore associato.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Le Iene[modifica | modifica wikitesto]

La vendita delle sue prime opere lo mise sotto la luce dei riflettori. A un party a Hollywood incontrò il produttore Lawrence Bender, che incoraggiò Quentin Tarantino nel continuare a scrivere sceneggiature. Il risultato di quell'incontro fu Le iene (Reservoir Dogs). La sceneggiatura scritta da Tarantino e Avary venne letta dal regista Monte Hellman, che lo aiutò a trovare finanziamenti dalla Live Entertainment e ad assicurargli la regia del film.

La pellicola venne girata in sole cinque settimane nell'estate del 1991, dopo che Tarantino fu ammesso al workshop del Sundance Institute di Robert Redford, e venne poi presentata al Sundance Film Festival, a quello di Montreal e a quello di Toronto, riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico e critica. Nacque un film originale, cinico e sanguinoso, dal quale traspariva in modo evidente la cinefilia del regista, elemento divenuto negli anni un suo marchio di fabbrica. Il lungo dialogo con cui si apre il film era già estremamente sintomatico e identificativo del suo stile.[11] Nel film sono presenti diverse peculiarità del cinema di Tarantino: l'uso disinvolto della tecnica del flashback, l'ambiguità morale dei personaggi, i dialoghi dalle oscenità elaborate e dallo humour devastante, la violenza (come nella sequenza della tortura del poliziotto in ostaggio), che però qui appare non "estetizzata", bensì realistica.

Pulp Fiction[modifica | modifica wikitesto]

Il successo di Le iene portò Tarantino alle attenzioni dei produttori di Hollywood: gli vennero offerti numerosi progetti, tra i quali Speed e Men in Black. Tarantino, invece, preferì ritirarsi ad Amsterdam per lavorare alla sceneggiatura di un nuovo film.

Il successo della sua seconda pellicola, Pulp Fiction, fu ancora più eclatante del debutto: il film si aggiudicò la Palma d'oro al Festival di Cannes 1994 e alla cerimonia dei Premi Oscar 1995 vinse la statuetta per la miglior sceneggiatura originale, anche questa volta scritta insieme a Roger Avary. Pulp Fiction ricevette anche la candidatura a miglior film. Fu una rivoluzione per il cinema indipendente.

La trama di Pulp Fiction è un intreccio di storie diverse e apparentemente scollegate, rimescolate dall'autore con numerose prolessi ed analessi. Per contenuti, è simile nella brutalità al precedente.[11] Nel cast, ricchissimo di talenti, numerose furono le grandi prove acclamate dalla critica. Il film permise in particolare di rilanciare la carriera di John Travolta, grazie alla sua interpretazione del gangster pulp Vincent Vega, anche grazie alla scena del ballo al locale Jack Rabbit Slim's, nella quale Travolta tornò a danzare sul grande schermo ad anni di distanza dai musical che lo resero celebre. Fra gli altri attori che parteciparono alla pellicola vi furono Uma Thurman, Samuel L. Jackson, Tim Roth, Ving Rhames, Rosanna Arquette, Bruce Willis, Christopher Walken e Harvey Keitel, oltre a un cameo di Steve Buscemi.

E.R., Killing Zoe, Mister Destiny e Four Rooms[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il successo di Pulp Fiction, il 1994 e il 1995 furono due anni intensi e pieni di impegni per Tarantino.

Nel 1994 diresse un episodio della celebre serie televisiva E.R. - Medici in prima linea, intitolato Maternità, e produsse Killing Zoe - Uccidendo Zoe, un thriller pulp violento, scritto e diretto da Roger Avary, girato in soli cinque giorni.

Nel 1995 interpretò un film come attore protagonista, Mister Destiny (Destiny Turns on the Radio), ed ebbe una piccola parte in Desperado di Robert Rodríguez, grande amico e compagno di studi al Sundance Film Institute.

Nello stesso anno scelse tre registi tra i suoi ex-compagni di corso al Sundance Film Institute: oltre a Rodríguez, Allison Anders e Alexandre Rockwell, per girare Four Rooms, un film diviso in quattro episodi, ognuno scritto e diretto da un regista diverso, ma tutti legati tra loro, come omaggio alla Nouvelle Vague francese. L'uomo di Hollywood, l'episodio finale della pellicola, diretto da Tarantino, è ispirato ad una puntata della serie TV Alfred Hitchcock Presents, in onda nel 1960, intitolato L'uomo del Sud. Nonostante l'ambizione del progetto, Four Rooms non ottenne il successo sperato.

Jackie Brown[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 diresse Jackie Brown, il suo primo film basato su una trama non originale, adattata dal romanzo Punch al rum (Rum Punch) di Elmore Leonard, uno degli scrittori preferiti del regista.[11]

Fu un film inedito per Tarantino, che, non eccedendo in esibizionismi come le pellicole precedenti, spiazzò un po' tutti alla sua uscita. Si tratta di un omaggio al genere cinematografico della blaxploitation, con una delle più famose interpreti del genere, Pam Grier, nel ruolo della protagonista. L'attrice, infatti, aveva recitato in numerosi film del genere negli anni settanta, e venne ripescata da Tarantino, suo grandissimo fan dell'epoca.[11]

Alla sua uscita fu un insuccesso (incassò appena 39 milioni di dollari negli USA), e fu considerato come un passo falso di Tarantino. In seguito venne rivalutato, prendendo atto che il terzo lungometraggio del regista statunitense, seppur lontano dai suoi canoni estetici tipici, è un film ricco di stile, girato con una regia più classica e ricercata. Viene considerato da molti come uno dei suoi migliori film. Il mensile Movie Insider lo ha inserito nel suo elenco dei 100 film che meritano maggior amore.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Kill Bill[modifica | modifica wikitesto]

Dopo Jackie Brown, Tarantino si prese una pausa come regista, durata sei anni. Nel frattempo, debuttò a Broadway nel 1998, nella commedia Wait Until Dark, e nel 2000 recitò in un piccolo ruolo nel film Little Nicky - Un diavolo a Manhattan (Little Nicky) di Steven Brill.[12] Nel 2002 apparve come attore in quattro episodi della serie televisiva Alias, nel ruolo di McKenas Cole.[12]

Il nuovo progetto a quel punto avrebbe dovuto essere un film di guerra, Inglourious Basterds, ma il regista decise di posticipare la produzione per potersi dedicare a un suo altro grande progetto, il film Kill Bill, la cui sceneggiatura fu il regalo di compleanno di Tarantino per i 30 anni di Uma Thurman.[13] In seguito ammise di avere rimandato la produzione della pellicola, uscita nel 2009 con il titolo Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds), perché non riusciva a smettere di scrivere, ma sapeva di dovere eliminare alcune sottotrame affinché la storia funzionasse.[14]

Le riprese di Kill Bill iniziarono nel 2002 (avrebbero dovuto iniziare un anno prima, ma la gravidanza della Thurman fece slittare il piano di lavoro), e in corso di lavorazione sforarono sia nel budget, che in lunghezza. La Miramax chiese a Tarantino di accorciare il film, ma il regista si oppose e decise di dividerlo in due parti: Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2. L'opera è stilisticamente abbagliante, e derivativa rispetto alle fonti più disparate, dai film di kung fu di Hong Kong alle serie televisive, dai revenge movies ai chambara, agli spaghetti-western. Il film può essere considerato un complesso ed elaborato omaggio a tutti i suoi miti e ispiratori.

Nel 2004 tornò al Festival di Cannes, questa volta come presidente della giuria,[15] premiando con la Palma d'oro il documentario di Michael Moore Fahrenheit 9/11.[16] Kill Bill non venne inserito nel concorso, ma venne proiettata la versione originale di oltre tre ore.[17]

Sin City[modifica | modifica wikitesto]

Quentin Tarantino e l'amico Robert Rodríguez ai Scream Awards 2007

Per Kill Bill, il suo grande amico e collega Robert Rodríguez accettò di comporre alcune musiche per il simbolico compenso di 1 dollaro. Per la stessa cifra, Tarantino restituì il favore girando una scena di Sin City, film diretto da Rodríguez e Frank Miller, tratto dalla serie a fumetti di quest'ultimo. Tarantino, che figurò come Special Guest Director, diresse la sequenza in macchina con Jackie Boy, interpretato da Benicio Del Toro, dell'episodio Un'abbuffata di morte.

CSI: Sepolto vivo[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 febbraio 2005 venne annunciato che Tarantino aveva ricevuto l'incarico di dirigere l'episodio finale della quinta stagione della celebre serie televisiva CSI: Scena del crimine, di cui il regista si è dichiarato un fan.

A metà delle riprese gli autori si resero conto di avere troppo materiale da inserire in un solo episodio, quindi per evitare di tagliare delle scene decisero di montare due episodi da 45 minuti l'uno. L'episodio Sepolto vivo (titolo originale Grave Danger, 5x23), andato in onda negli Stati Uniti il 19 maggio e in Italia il 28 luglio, ottenne un numero record di telespettatori e venne accolto con entusiasmo sia dai fan che dai critici. L'episodio ruota attorno a una situazione molto simile a una di quelle che compaiono in Kill Bill vol. 2: l'agente Nick Stokes (George Eads) viene catturato e sepolto vivo in una bara di plexiglas, mentre una webcam trasmette quello che accade in diretta al quartier generale della CSI.[18] Occorre però ricordare che in quest'occasione Tarantino si occupò solo della regia e non della sceneggiatura dell'episodio.

Grindhouse[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il successo di Kill Bill, Tarantino, spronato dall'amico Robert Rodríguez, decise di dare vita a un film horror in due episodi che riprendesse i fasti dei film che aveva amato durante l'adolescenza: l'estetica e le trame deliranti dell'exploitation, con effetti speciali volutamente grossolani. Il risultato fu Grindhouse, diviso in due episodi: A prova di morte, con Kurt Russell, scritto e diretto da Tarantino, uno slasher che racconta la storia di un misogino schizofrenico che elimina le sue vittime prescelte a bordo di un'auto truccata e potentissima; Planet Terror, con Rose McGowan, diretto da Rodríguez, uno splatter narrante di un'epidemia in cui gli infetti divengono una sorta di mostri-zombi.

Tarantino presentò A prova di morte al Festival di Cannes 2007, ma, nonostante le ottime aspettative per il film, la pellicola non ottenne il successo sperato. L'intenzione dei registi fu quella di ricreare l'atmosfera delle grindhouse, i piccoli cinema a basso costo degli Stati Uniti degli anni settanta. Indipendentemente dagli incassi, l'obiettivo venne centrato, con apocalittici e volutamente grossolani effetti speciali e situazioni e dialoghi tipici dei film a basso costo dell'epoca, che nel complesso fanno dei due episodi di Grindhouse due film apprezzati dagli amanti del genere.

Bastardi senza gloria[modifica | modifica wikitesto]

Concluso Grindhouse, Tarantino tornò a dedicarsi a un progetto di lunga data, il film Inglourious Basterds (tradotto in italiano con Bastardi senza gloria), ispirato a Quel maledetto treno blindato di Enzo G. Castellari, uscito negli Stati Uniti con il titolo The Inglorious Bastards. Tarantino aveva cominciato a lavorare alla stesura del film negli anni di pausa tra Jackie Brown e Kill Bill, ma iniziò a girare solamente nell'ottobre del 2008.[19] Nel cast del film sono annoverati Brad Pitt, Mélanie Laurent, Eli Roth, Diane Kruger e l'allora sconosciuto Christoph Waltz. Nel film è presente anche un cameo di Enzo G. Castellari.

Il film venne presentato il 20 maggio al Festival di Cannes 2009[20] e uscì negli Stati Uniti il 21 agosto dello stesso anno (in gran parte d'Europa, l'uscita fu invece scaglionata tra l'ultima settimana di agosto e le prime di ottobre), ottenendo un ottimo di critica, sia di quella ufficiale che quella del pubblico. Divenne il più grande successo commerciale di Tarantino fino a quel momento, con oltre 313 milioni di dollari incassati in tutto il mondo.[21] Il film ricevette otto candidature ai Premi Oscar 2010, per miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista, miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro, vincendo il premio per il miglior attore non protagonista, andato a Christoph Waltz.

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Django Unchained[modifica | modifica wikitesto]

Quentin Tarantino alla prima di Django Unchained (2012)

Il progetto seguente di Quentin Tarantino fu Django Unchained,[22] uno spaghetti western ispirato a Django, il famoso film degli anni sessanta con protagonista Franco Nero. Il film racconta la storia di Django, interpretato da Jamie Foxx, uno schiavo di colore che diventa un cacciatore di taglie sotto la guida di un ex dottore ormai divenuto anziano (Christoph Waltz). Dopo aver lavorato insieme per tutto l'inverno, la coppia va alla ricerca della moglie dell'ormai uomo libero Django, Broomhilda (Kerry Washington), schiava del crudele proprietario terriero Calvin Candie (Leonardo DiCaprio).

Il film venne lanciato nelle sale americane il 25 dicembre 2012 e si rivelò il più grande successo di sempre di Tarantino al botteghino,[23] incassando oltre 30 milioni di dollari negli Stati Uniti solo durante il primo weekend[24] e sfondando il tetto dei 100 milioni pochi giorni dopo l'inizio del nuovo anno.[25] Secondo le stime il film ha incassato complessivamente più di 415 milioni di dollari.[26] In Italia uscì il 17 gennaio 2013, superando i record precedenti del regista e incassando 400.000 euro solo nel primo giorno di proiezione,[27] per poi superare i 3 milioni e mezzo durante il primo weekend[28] e i 9 milioni e mezzo nelle prime due settimane.[29]

Candidato a cinque statuette ai Premi Oscar 2013, Django Unchained ne conquistò due, una vinta da Christoph Waltz come miglior attore non protagonista e una assegnata a Tarantino per la miglior sceneggiatura, riconoscimento che il regista aveva già ottenuto ai tempi di Pulp Fiction.[30]

Killer Crow[modifica | modifica wikitesto]

Killer Crow è il titolo provvisorio di quello che potrebbe essere un prossimo film di Quentin Tarantino, annunciato in seguito all'uscita di Django Unchained e inizialmente atteso per il 2014.[31] Il regista ha infatti dichiarato di aver già scritto gran parte della sceneggiatura, anticipando che è ambientata nel 1944, in seguito allo sbarco in Normandia degli Alleati.[31] In un'intervista concessa alla rivista online The Root,[32] ha anche affermato che la storia che è diventata la trama di Killer Crow doveva inizialmente essere inserita nella sceneggiatura del film Bastardi senza gloria e di aver deciso solo in un secondo momento di farne un altro film.[31]

The Hateful Eight[modifica | modifica wikitesto]

A gennaio 2014 sono state diffuse nel web alcune indiscrezioni su un altro progetto del regista, un western dal titolo The Hateful Eight, per il quale Tarantino aveva appena terminato la stesura della sceneggiatura.[33] Il regista, irritato per la fuga di notizie avvenuta dopo che aveva distribuito la sceneggiatura a un ristretto gruppo di persone, ha deciso di rimandare il progetto.[33] Gli attori coinvolti da Tarantino nel nuovo progetto erano Bruce Dern, Michael Madsen e Tim Roth.[33]

A luglio 2014 l'attore Kurt Russell, ospite al programma televisivo Extra, ha annunciato che le riprese di The Hateful Eight inizieranno probabilmente nei primi mesi del 2015.[34] Il 27 luglio 2014, al San Diego Comic-Con International, Tarantino ha annunciato che The Hateful Eight sarà il suo prossimo film.[35]

Progetti incompiuti[modifica | modifica wikitesto]

Tra i progetti incompiuti che Tarantino ha più volte menzionato vi sono Vega Brothers, sui fratelli Vic e Vincent Vega (che appaiono rispettivamente in Le iene, interpretato da Michael Madsen, e Pulp Fiction, interpretato da John Travolta), e un film della serie di James Bond, di cui Tarantino è un fan, e del quale da tempo sogna di dirigere un episodio, al punto da offrirsi per Agente 007 - Casinò Royale, uscito nel 2006, il primo film con Daniel Craig nel ruolo di James Bond.

Nella pausa tra Grindhouse e Bastardi senza gloria si era poi detto interessato al remake di Le implacabili lame di rondine d'oro,[36] una pellicola dei fratelli Shaw che Tarantino ha dichiarato di amare da sempre e che sogna di girare in mandarino con sottotitoli in inglese.[36][37]

A settembre 2007, Tarantino viene coinvolto nel progetto di Takashi Miike, Sukiyaki Western Django, una pellicola che unisce gli elementi del chambara movie e quelli dello spaghetti western.[38]

Prima di iniziare le riprese di Bastardi senza gloria, diversi siti web avevano riportato la notizia secondo cui Tarantino stesse lavorando a un biopic sul chitarrista Jimi Hendrix, fatto poi smentito dallo stesso Tarantino.[39]

Presentato da Quentin Tarantino[modifica | modifica wikitesto]

Quentin Tarantino con Diane Kruger ai Premi Oscar 2010

Tarantino ha più volte usato la sua influenza a Hollywood per portare nel mercato occidentale film stranieri o piccole produzioni, affinché queste avessero una maggior diffusione. Questi film solitamente vengono presentati nei trailer e nelle locandine con la dicitura Presentato da Quentin Tarantino, in modo da ottenere maggiore attenzione presso il pubblico.

Alcuni esempi sono i seguenti:

  • nel 2001 presenta il film di arti marziali di Hong Kong Iron Monkey, che incassò oltre 14 milioni di dollari negli Stati Uniti, sette volte il suo budget.
  • nel 2003 Tarantino fu produttore esecutivo di Il mio nome è Modesty di Scott Spiegel, trasposizione cinematografica delle avventure dell'eroina dei fumetti Modesty Blaise. In Italia il film è uscito esclusivamente per il mercato DVD, nel maggio 2006.
  • nel 2004 convince la Miramax a distribuire negli Stati Uniti e in Europa il film cinese di arti marziali Hero di Zhāng Yìmóu. Nella sua settimana di debutto il film si piazza al primo posto delle classifiche degli incassi, con oltre 53,5 milioni di dollari.
  • nel 2005 produce Hostel, film horror/splatter violento e crudo del giovane regista Eli Roth. Il film, anche grazie alla presenza della frase Quentin Tarantino presenta, è subito un successo, incassando quasi 20 milioni di dollari solo nel primo weekend di programmazione negli Stati Uniti. Hostel contiene inoltre diversi riferimenti, più o meno espliciti, ai film di Tarantino, in particolare a Pulp Fiction. Anche se figura solo come produttore, Tarantino avrebbe collaborato sia alla sceneggiatura che al montaggio della pellicola, secondo dichiarazioni dello stesso Roth.
  • nel 2007 è produttore esecutivo del sequel di Hostel, Hostel: Part II, sempre diretto da Roth. Per il film, il regista ha deciso di chiamare a partecipare una delle attrici del cinema italiano di genere da lui preferite, Edwige Fenech, e uno dei registi italiani di genere da lui preferiti, Ruggero Deodato, per dei cameo nel film.
  • nel 2012 figura come presentatore anche per il film L'uomo con i pugni di ferro (The Man with the Iron Fists), opera prima come regista del rapper RZA.

Elementi ricorrenti e stile[modifica | modifica wikitesto]

I film di Tarantino sono rinomati per i dialoghi, la violenza, i salti temporali nella narrazione e le ossessioni della cultura pop.[40][41] Alcuni elementi sono ricorrenti nelle sue opere.[42][43] Proprio i dialoghi, sempre sopra le righe, sono il suo "marchio di fabbrica".[44] Non a caso Tarantino è un fan dello scrittore americano Elmore Leonard, romanziere noir celebre per i dialoghi surreali e per i suoi grotteschi personaggi.[45]

Alcune scene si ripetono simili in molte pellicole di Tarantino:

  • la "trunk shot", la ripresa dal bagagliaio o dal cofano della macchina.[41] La telecamera riprende la scena dall'interno, rivolta verso gli attori. Tale ripresa è stata usata in molti suoi film (Le iene, Pulp Fiction, Dal tramonto all'alba (solo sceneggiatura), Jackie Brown, Kill Bill vol. 1, Grindhouse - A prova di morte, Bastardi senza gloria (non dal bagagliaio, ma solo dal basso, inquadrando gli attori).[46]
  • il mexican standoff è un'altra passione di Tarantino: si tratta di un "triello" nel quale tre personaggi armati di pistola si tengono sotto tiro l'un l'altro. L'origine della scena è il "triello" finale de Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone. Alcuni film di Tarantino dove si può vedere un esempio di "Stallo alla Messicana" sono la sua trilogia Pulp (Le Iene, Una Vita al massimo e Pulp Fiction), specialmente alla fine dei suddetti film insieme ad uno stallo tra Mr. White e Mr. Pink in Le Iene a metà film; o anche in Bastardi senza gloria in modo evidente, dove i personaggi, inoltre, chiariscono il concetto di "Stallo alla Messicana".[47]
  • i lunghi piano sequenza, presenti nella maggior parte dei suoi film.[48] Spesso un personaggio è seguito dalla telecamera per un periodo abbastanza lungo, senza stacchi, in particolare in Grindhouse, dove il piano sequenza al ristorante dura quasi 8 minuti.

Altra sua fissazione sono le riprese effettuate rigorosamente su pellicola, supporto che il regista statunitense, in questo periodo di transizione del cinema dall'analogico al digitale, cerca di difendere ed utilizzare più che può. Lo stesso New Beverly Cinema di Los Angeles, di sua proprietà, proietta ancora oggi esclusivamente su celluloide. Su questo, nota è la dichiarazione del regista: «As long as I'm alive, and as long as I'm rich, the New Beverly will be there, showing double features in 35mm»[49]Finché sarò vivo e fino a quando sarò ricco, il New Beverly resterà lì, continuando a proiettare double feature in pellicola 35mm»).

Conosciuto almeno quanto le sue opere per la sua logorrea senza freni e per la sua sterminata cinefilia enciclopedica, sia di film d'autore che popolare,[41] Tarantino è famoso anche per il suo amore per i cereali da colazione,[40] e molte delle sue realizzazioni ne mostrano diverse marche, vere o inventate. Marchi inventati come le sigarette Red Apple.[46][50] Altre costanti dei film di Tarantino sono il fumo (quasi tutti i suoi personaggi fumano, fatta eccezione per Beatrix Kiddo, la protagonista di Kill Bill), gli hamburger (quelli della "Big Kahuna" di Pulp Fiction appaiono anche in Le iene, Four Rooms, Dal tramonto all'alba e Grindhouse[46][51]) e i piedi femminili,[46][40] spesso oggetto di inquadrature e di riferimenti nei dialoghi.

Da notare anche il fatto che i titoli dei film in cui Tarantino compare come regista, sceneggiatore o produttore, sono spesso formati da due parole, in ordine cronologico: Reservoir Dogs (in italiano Le iene), True Romance (in italiano Una vita al massimo), Pulp Fiction, Four Rooms, Jackie Brown, Kill Bill, Sin City, Death Proof (in italiano Grindhouse - A prova di morte), Planet Terror (in italiano Grindhouse - Planet Terror), Inglourious Basterds (in italiano Bastardi senza gloria) e Django Unchained.

Tarantino spesso si ritaglia una piccola parte all'interno dei propri film, ed il suo personaggio spesso muore. Ne Le iene interpreta Mr. Brown, che verrà ucciso nel corso della rapina; in Pulp Fiction è Jimmy, l'amico di Jules che aiuta i due protagonisti dopo che Vincent spara a Marvin per sbaglio; in Four Rooms è Chester Rush, ricco e famoso regista di Hollywood che alloggia al Monsignor Hotel; in Kill Bill interpreta uno degli 88 folli, ucciso dalla sposa; in Grindhouse - A prova di morte fa la parte di Warren, il barista; in Bastardi senza gloria interpreta il primo scalpo nazista fatto dalla compagine di Aldo Raine; ed in Django Unchained è Frank, uno dei tre cowboy incaricati di trasportare Django al campo di lavoro.

Le influenze ed i miti[modifica | modifica wikitesto]

Tarantino è noto per la sua cinefilia maniacale; anche grazie agli anni di lavoro in un videonoleggio ha sviluppato una strabiliante conoscenza enciclopedica di film e della storia del cinema. In particolar modo ha da sempre dimostrato una grandissima conoscenza di film stranieri, di genere e semisconosciuti. Si è sempre dichiarato un amante delle pellicole d'exploitation, del cinema d'azione di Hong Kong, degli spaghetti-western, del poliziottesco, della nouvelle vague francese e del cinema britannico. Il suo amore per questi generi si rispecchia in molteplici vie nei suoi lavori: tutti i suoi film regolarmente riportano citazioni, dialoghi, omaggi e situazioni che rimandano a questi generi ed al loro stile. Riassumendo questa sua filosofia, una volta ha dichiarato: "Non sono mai andato ad una scuola di cinema; sono andato a vedere film."

Tra i registi preferiti da Tarantino figurano molti italiani: Sergio Leone, Mario Bava, Claudio Fragasso, Fernando Di Leo, Sergio Corbucci, Lucio Fulci, Sergio Sollima, Enzo G. Castellari, Michele Soavi, Antonio Margheriti (citato tra l'altro in Bastardi senza gloria), Sergio Grieco (in Jackie Brown Robert De Niro e Samuel L. Jackson guardano in TV La belva col mitra, diretto proprio da Grieco), accanto a grandi nomi della storia del cinema internazionale come Brian De Palma (lui stesso definisce la sequenza dell'iniezione alla sposa per mano di Elle Driver, in Kill Bill, un "tocco alla Brian De Palma"),[52] John Woo, Roger Corman, Jean-Luc Godard, Martin Scorsese, Jean-Pierre Melville, e molti autori semi-sconosciuti o dimenticati, come André De Toth, Monte Hellman, Jack Hill e molti altri.
Tra i contemporanei, i registi che più apprezza sono David Fincher, Paul Thomas Anderson, Luc Besson, Sofia Coppola (con la quale ha avuto una relazione) e naturalmente l'amico Robert Rodríguez, oltre al giapponese Takashi Miike, che, ha dichiarato lo stesso Tarantino, riesce continuamente a sorprenderlo, e il coreano Park Chan-wook, vincitore con Oldboy del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2004 (in quell'occasione Tarantino era presidente della giuria e definì il film di Park Chan-wook come «il film che avrei voluto fare io»).

Nel 2002, in un sondaggio tra diversi registi della rivista Sight & Sound, Tarantino ha rivelato la lista dei suoi 11 "film storici" preferiti:

  1. Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone (1966)
  2. Un dollaro d'onore (Rio Bravo) di Howard Hawks (1959)
  3. Taxi Driver di Martin Scorsese (1976)
  4. La signora del venerdì (His Girl Friday) di Howard Hawks (1940)
  5. Rolling Thunder di John Flynn (1977)
  6. ...e tutti risero (They All Laughed) di Peter Bogdanovich (1981)
  7. La grande fuga (The Great Escape) di John Sturges (1963)
  8. Coffy di Jack Hill (1973)
  9. La vita è un sogno (Dazed and Confused) di Richard Linklater (1993)
  10. Cinque dita di violenza (Tian xia di yi quan, 天下第一拳) di Chang-hwa Jeong (1972)
  11. Hi Diddle Diddle di Andrew L. Stone (1944)

Una precedente lista di 10 film che Tarantino aveva stilato qualche anno prima comprendeva anche Blow Out, I due volti della vendetta, Per qualche dollaro in più, Bande à part, All'ultimo respiro, Lo spione, La donna del bandito e Il lungo addio.

Tra le pellicole di grande influenza, viene spesso citata Zombi di George A. Romero, ma anche Velluto blu di David Lynch: omaggi alla pellicola si possono riscontrare in Le iene, in cui la recisione dell'orecchio di Marvin Nash (Kirk Baltz) riporta naturalmente alla pellicola, e in Jackie Brown, in cui il nome del personaggio interpretato da Chris Tucker è Beaumont, cioè il cognome del personaggio interpretato da Kyle MacLachlan in Velluto blu.

In un'intervista del 2006 con la rivista online EW, Tarantino ha rivelato la lista delle locandine cinematografiche da lui preferite:[53] Coffy di Jack Hill, unico perché è "il" poster d'exploitation per eccellenza,[53] Dove osano le aquile di Brian G. Hutton, un poster "splendidamente disegnato",[53] Buio oltre il sole di Jack Cardiff, Thriller - en grym film di Bo Arne Vibenius e Questo pazzo, pazzo, pazzo mondo di Stanley Kramer, realizzato da Jack Davis.[53]

Nel 2009 Tarantino, in una breve intervista a Sky Movies in vista del rilascio di Inglorious Bastards, ha formulato un elenco dei suoi 20 film preferiti dal 1992, l'anno in cui fece il suo debutto alla regia con Le iene.[54] Battle Royale di Kinji Fukasaku è l'unico film posizionato al primo posto dal regista, per gli altri si è rifiutato di dare un ordine di rilevanza e li ha elencati in ordine alfabetico.

  1. Battle Royale (Batoru rowaiaru, バトル・ロワイヤル, Kinji Fukasaku, 2000) (N.B.: i film a seguire sono in ordine alfabetico secondo il titolo inglese)
  2. Anything Else (Woody Allen, 2003)
  3. Audition (Ōdishon, オーディション, Takashi Miike, 1999)
  4. The Blade (Dāo, 刀, Tsui Hark, 1995)
  5. Boogie Nights - L'altra Hollywood (Boogie Nights, Paul Thomas Anderson, 1997)
  6. La vita è un sogno (Dazed and Confused, Richard Linklater, 1993)
  7. Dogville (Lars von Trier, 2003)
  8. Fight Club (David Fincher, 1999)
  9. Ci vediamo venerdì (Friday, F. Gary Gray, 1995)
  10. The Host (Gwoemul, 괴물, Joon-ho Bong, 2006)
  11. Insider - Dietro la verità (The Insider, Michael Mann, 1999)
  12. Gongdong gyeongbi guyeok JSA (공동경비구역 JSA, Chan-wook Park, 2000)
  13. Lost in Translation - L'amore tradotto (Lost in Translation, Sofia Coppola, 2003)
  14. Matrix (The Matrix, Andy Wachowski & Larry Wachowski, 1999)
  15. Memories of Murder (Salinui chueok, 살인의 추억, Joon-ho Bong, 2003)
  16. Police Story 3: Supercop (Ging chat goo si 3: Chiu kup ging chat, 警察故事3超級警察, Stanley Tong, 1992)
  17. L'alba dei morti dementi (Shaun of the Dead, Edgar Wright, 2004)
  18. Speed (Jan de Bont, 1994)
  19. Team America: World Police (Trey Parker, 2004)
  20. Unbreakable - Il predestinato (Unbreakable, M. Night Shyamalan, 2000)

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Tarantino è stato al centro di alcune critiche e polemiche per il frequente utilizzo di epiteti razziali, o almeno ritenuti tali, nei suoi film, in particolar modo la parola negro (nigger) in Pulp Fiction, Una vita al massimo, Jackie Brown, Bastardi senza gloria e Django Unchained. Tali critiche vennero mosse dal regista afro-americano Spike Lee: in un'intervista concessa alla rivista Variety, Lee dichiarò: «Io non sono contro quella parola... e la uso, ma Quentin è infatuato con quella parola. Cosa vuole? Essere considerato un negro onorario?».[55]

Tarantino ha difeso il suo uso della parola sostenendo che il pubblico di colore apprezza i suoi film influenzati dalla blaxploitation e che Jackie Brown è stato realizzato soprattutto per un pubblico nero.[56]

Tarantino è stato anche più volte criticato per aver copiato idee, scene, battute e dialoghi dei suoi film da altre pellicole. Per esempio, alcune idee alla base di Le iene sono tratte liberamente dal film Il colpo della metropolitana (Un ostaggio al minuto) (The Taking of Pelham One Two Three) e City on Fire, e gli eventi della scena dell'iniezione di adrenalina in Pulp Fiction ricordano una storia simile narrata nel documentario Ragazzo americano (American Boy: A Profile of: Steven Prince) di Martin Scorsese. In realtà la tecnica citazionistica di Tarantino è tipica di alcuni movimenti artistici statunitensi della seconda metà del Novecento, come la letteratura postmoderna o l'avantpop (a quest'ultimo, secondo diversi commentatori, Tarantino apparterrebbe a pieno titolo).

Un ampio dibattito si è tenuto sulla questione di quale sia il limite tra plagio e citazione. Tarantino, da parte sua, non ha mai negato tutti i suoi riferimenti ad altre pellicole, affermando che "I grandi artisti non copiano, rubano", parafrasando una massima del poeta T.S. Eliot.[57]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Quentin Tarantino ai Premi César 2011

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Direttore della fotografia[modifica | modifica wikitesto]

Box office[modifica | modifica wikitesto]

Anno Titolo Ruolo Budget Incasso Mondiale[58]
1992 Le iene (Reservoir Dogs) Attore, sceneggiatore, regista $1.200.000 $2.832.029
1993 Una vita al massimo (True Romance) Sceneggiatore $12.500.000 $12.281.000
1994 Assassini nati (Natural Born Killers) Sceneggiatore $34.000.000 $50.282.766
1994 Pulp Fiction Attore, sceneggiatore, regista $8.000.000 $212.928.762
1995 Four Rooms - episodio L'uomo di Hollywood (The Man from Hollywood) Attore, sceneggiatore, regista, produttore $4.000.000 $4.301.000
1996 Dal tramonto all'alba (From Dusk Till Dawn) Attore, sceneggiatore, produttore $20.000.000 $25.728.961
1997 Jackie Brown Attore, sceneggiatore, regista $12.000.000 $74.727.492
2003 Kill Bill Vol. 1 Attore, sceneggiatore, regista $55.000.000 $180.098.138
2004 Kill Bill Vol. 2 Attore, sceneggiatore, regista $55.000.000 $150.907.920
2005 Sin City Regista $40.000.000 $158.753.820
2006 Hostel Produttore $4.800.000 $82.241.110
2007 Grindhouse - A prova di morte (Death Proof) - prima parte di Grindhouse Attore, sceneggiatore, regista, produttore, direttore della fotografia $53.000.000 $50.187.789
2009 Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds) Attore, sceneggiatore, regista $70.000.000 $316.971.720
2012 Django Unchained Attore, sceneggiatore, regista $100.000.000 $485.373.688

Premi e candidature[modifica | modifica wikitesto]

Quentin Tarantino agli Scream Awards 2007

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei film in cui è comparso come attore, Quentin Tarantino è stato doppiato da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Quentin Tarantino Biography, filmreference.com. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  2. ^ (EN) Quentin Tarantino and the Director as DJ, onlinelibrary.wiley.com, aprile 2012. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  3. ^  (EN) Quentin Tarantino and Roger Avary Win Original Screenplay: 1995 Oscars. youtube.com, 12 maggio 2010. URL consultato in data 10 ottobre 2014.
  4. ^ La Biennale di Venezia - Le edizioni recenti: 2010-2012, labiennale.org. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  5. ^ (EN) Tarantino Unveils 'Django,' the Shortest Long Western, nytimes.com, 4 dicembre 2012. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  6. ^ a b Quentin Tarantino, mymovies.it. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  7. ^ a b Quentin Tarantino Biography, yahoo.com. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  8. ^ Jackpot, 23 giugno 2008, Italia 1.
  9. ^ (EN) An Interview with Danny Strong, ign.com, 19 maggio 2003. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  10. ^ (EN) Trivia for My Best Friend's Birthday, imdb.com. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  11. ^ a b c d Gerald Peary, Quentin Tarantino: Interviews, Boston, Roundhouse Publishing, 1998, ISBN 1-57806-051-6.
  12. ^ a b Quentin Tarantino - Attore, imdb.com. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  13. ^ Kill Bill Volume 1 - Curiosità, tarantinoitalia.altervista.org. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  14. ^  Intervista a Tarantino - Bastardi senza gloria. youtube.com, 24 settembre 2009. URL consultato in data 10 ottobre 2014.
  15. ^ (EN) Festival de Cannes - Juries 2004, festival-cannes.fr. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  16. ^ (EN) Festival de Cannes - Awards 2004, festival-cannes.fr. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  17. ^ (EN) ‘Kill Bill: The Whole Bloody Affair’ Has Small Changes That Produce Big Results, slashfilm.com, 8 aprile 2011. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  18. ^ In Kill Bill, la Sposa (Uma Thurman) veniva anch'essa catturata e sepolta viva da Budd (Michael Madsen).
  19. ^ (EN) Quentin Tarantino's Inglourious Basterds Starts Shooting in Germany, firstshowing.net, 14 ottobre 2008. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  20. ^ (EN) Cannes 2009 Review: Quentin Tarantino's Inglourious Basterds, firstshowing.net, 20 maggio 2009. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  21. ^ (EN) Weekend Report: "Inglourious Basterds" Scalps the Box Office, boxofficemojo.com, 24 agosto 2009. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  22. ^ Il nuovo trailer di Django Unchained, il nuovo film di Quentin Tarantino, ilpost.it, 30 novembre 2012. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  23. ^ Django Unchained miglior incasso di sempre per Tarantino, movieplayer.it, 21 gennaio 2013. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  24. ^ L'ultimo boxoffice Usa del 2012 è vinto ancora da Lo Hobbit - Battuti Django Unchained e Les Misérables, it.paperblog.com, 30 dicembre 2012. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  25. ^ Texas Chainsaw 3D vince il weekend USA, Django e Les Miserables superano i 100 milioni, blog.screenweek.it, 6 gennaio 2013. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  26. ^ (EN) Box Office Mojo, boxofficemojo.com. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  27. ^ 1 milione di euro in 2 giorni per Django Unchained in Italia - Mama vola negli Usa, cineblog.it, 19 gennaio 2013. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  28. ^ Django Unchained boom in Italia: 3 milioni e mezzo di euro all'esordio, cineblog.it, 21 gennaio 2013. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  29. ^ Cinema: Quentin Tarantino insegue Neri Parenti, asca.it, 4 febbraio 2013. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  30. ^ Oscar 2013: Waltz e Tarantino vincono per Django Unchained, movieplayer.it, 25 febbraio 2013. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  31. ^ a b c Killer Crow sarà il nuovo film di Tarantino, cinematografo.it, 3 gennaio 2013. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  32. ^ (EN) Django Unchained Trilogy and More: Tarantino Talks to Gates, theroot.com, 23 dicembre 2012. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  33. ^ a b c (EN) Quentin Tarantino Shelves 'The Hateful Eight' After Betrayal Results In Script Leak, deadline.com, 21 gennaio 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  34. ^ (EN) Kurt Russell reveals Quentin Tarantino's The Hateful Eight will begin production in 2015, dailymail.co.uk, 16 luglio 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  35. ^ (EN) Mariecar Mendoza, Comic-Con 2014: Quentin Tarantino confirms ‘The Hateful Eight,’ release of Django/Zorro comic series in Los Angeles Daily News, 28 luglio 2014. URL consultato il 13 ottobre 2014.
  36. ^ a b La Weinstein Company produrrà i remake di alcuni classici cinesi, everyeye.it, 24 luglio 2013. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  37. ^ (EN) Quentin Tarantino to Remake Classic Chinese Kungfu Movie, english.cri.cn, 3 aprile 2007. URL consultato il 10 ottobre 2014.
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  39. ^ Tarantino smentisce il film su Jimi Hendrix, cineblog.it, 29 aprile 2006. URL consultato il 10 ottobre 2014.
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  42. ^ “Quentin Tarantino” (Moviement), sentieriselvaggi.it. URL consultato il 10 ottobre 2014.
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  44. ^ Parole e grandi citazioni, virginiariva.wordpress.com, 4 luglio 2013. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  45. ^ Un romanzo dello scrittore, Punch al rum, è il soggetto del film Jackie Brown.
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  50. ^ (FR) Les marques fictives de Quentin Tarantino - Red Apple, tarantinofiction.com. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  51. ^ (FR) Les marques fictives de Quentin Tarantino - Big Kahuna Burger, tarantinofiction.com. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  52. ^ Kill Bill: Volume 1 - Making Of, disponibile sul DVD italiano della Miramax.
  53. ^ a b c d (EN) Poster Boys, ew.com, 23 marzo 2007. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  54. ^  (EN) Quentin Tarantino's Favourite Movies from 1992 to 2009. youtube.com, 3 aprile 2011. URL consultato in data 10 ottobre 2014.
  55. ^ (EN) Quentin Tarantino accused of ‘Blaxploitation’ by Spike Lee... again, independent.co.uk, 26 dicembre 2012. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  56. ^ (EN) Quentin Tarantino interview (III) with Pam Grier, Robert Forster and Lawrence Bender, theguardian.com, 5 gennaio 1998. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  57. ^ Thomas Stearns Eliot, wikiquote.org. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  58. ^ (EN) Quentin Tarantino - Box Office, the-numbers.com. URL consultato il 10 ottobre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Gerald Peary, Quentin Tarantino: Interviews, Boston, Roundhouse Publishing, 1998, ISBN 1-57806-051-6.
  • (EN) Wensley Clarkson, Quentin Tarantino: The Man, the Myths and the Movies, Londra, Blake Publishing, 2007, ISBN 978-1-84454-366-3.
  • (EN) Paul A. Woods, King Pulp: Wild World of Quentin Tarantino, Londra, Plexus Publishing, 1998, ISBN 978-0-85965-270-4.
  • Tarantino vs Kitano, registi senza gloria (2010), di Angela Cinicolo, Sovera Multimedia (ISBN 88-8124-895-6) (italiano)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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