Pallacanestro Varese
| Pallacanestro Varese S.p.A. Pallacanestro |
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| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Dati societari | |||
| Città | Varese | ||
| Paese | |||
| Confederazione | FIBA Europe | ||
| Federazione | FIP | ||
| Campionato | Serie A | ||
| Fondazione | 1945 | ||
| Denominazione | Pallacanestro Varese (1945-oggi) |
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| Presidente | |||
| Allenatore | |||
| Palazzetto | PalaWhirlpool (5.300 posti) |
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| Sito web | www.pallacanestrovarese.it | ||
| Palmarès | |||
| Scudetti | 10 | ||
| Coppe Italia | 4 | ||
| Supercoppa italiana | 1 | ||
| Euroleghe | 5 | ||
| Coppe europee | 2 Coppa delle Coppe | ||
| Altri titoli | 3 Coppa Intercontinentale 1 Legadue 1 Serie A2 1 Serie B |
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La Pallacanestro Varese è la principale squadra di pallacanestro della città di Varese, fondata il 1º agosto 1945. Milita in Serie A, il principale torneo professionistico per club in Italia. Per ragioni di sponsorizzazione, è nota con l'appellativo di Cimberio Varese.
Per numero di vittorie conseguite a livello nazionale, con 10 scudetti, ed europeo, con 5 coppe, è da considerarsi una delle compagini più titolate d'Italia e d'Europa.
Indice |
Storia [modifica]
| Per approfondire, vedi Storia della Pallacanestro Varese. |
Gli esordi [modifica]
Il primo gruppo di giocatori di palla al cesto di Varese fu fondato nel 1927. Erano atleti della Società Ginnastica Varesina, ma giocavano semplicemente con il nome di Varese sulle maglie. I colori sociali erano il bianco e il rosso.
Il 1º agosto 1945 fu fondata la prima vera e propria società di basket cittadina: la Pallacanestro Varese. A firmare l'atto costitutivo della nuova società furono Sergio Brusa Pasquè, Sergio Marelli ed Emilio Clerici; primo presidente fu Vincenzo Agusta. La stagione di debutto è la 1945-46, con Enrico Garbosi in veste di allenatore/giocatore, e vede la Pallacanestro Varese vincere il campionato di Serie B, ottenendo la promozione in serie A per il 1946-1947.
Il primitivo roster era formato da Enrico Garbosi, Vittorio Tracuzzi, Antonio Zorzi, Mario Alesini, Giancarlo Gualco, Carlo Cerioni, Vinicio Nesti, Romano Forastieri. Nel 1948-1949 Varese concluse al secondo posto il campionato, alle spalle della Virtus Bologna, mentre nella stagione 1949-1950 arrivò terza.
Nel 1954 la squadra legò per la prima volta il suo nome ad uno sponsor, la Storm.
La "Ignis Varese" [modifica]
L'arrivo alla presidenza dell'industriale Giovanni Borghi, che nel 1956 decise di legare il nome della sua azienda di elettrodomestici Ignis con la squadra di pallacanestro della sua città d'adozione, coincise con il periodo d'oro della Pallacanestro Varese. I colori sociali divennero giallo-blu.
Nella stagione 1960-1961 arrivò il primo scudetto, seguito poi da quelli del 1964 e del 1969.
Sempre negli anni 1960, la Ignis Varese vinse una Coppa Intercontinentale ed una Coppa Italia.
Nel 1965-1966, Varese ri-vinse lo scudetto contro la Simmenthal Milano, tra le rivali storiche dei varesini, ma il titolo fu poi revocato per la vicenda Gennari, rimasta non ben chiarita.
Negli anni 1970 la formazione bosina conquistò 6 scudetti e raggiunse per 10 volte consecutive la finale di Coppa dei Campioni vincendone 5: la prima nel 1970, battendo a Sarajevo il Cska Mosca per 79-74, replicando poi a Tel Aviv, nel 1972, con la vittoria per 70-69 sulla Jugoplastika Spalato, nel 1973 a Liegi, ancora contro il Cska (71-66), ad Anversa (1975) superando il Real Madrid per 79-66, e nel 1976 a Ginevra, questa volta con il marchio Mobilgirgi sulle maglie, di nuovo contro il Real (81-74).
Tra gli allenatori protagonisti di questi anni, si ricordano Aza Nikolić, Nico Messina e Sandro Gamba. Tra i giocatori, Dino Meneghin, Aldo Ossola, Bob Morse, Marino Zanatta, Ottorino Flaborea, Ivan Bisson, Charlie Yelverton e Manuel Raga.
Anni 80/90 [modifica]
La Pallacanestro Varese vince la Coppa delle Coppe nel 1980.
Nel 1981 la famiglia Borghi esce di scena definitivamente e l'industriale Antonio Bulgheroni rileva la società. Negli anni 1980 la Pallacanestro Varese, pur vincendo qualche volta la regular season, non riesce a ripetersi nei playoff.
Nella stagione 1989-90 perde la finale dei playoff contro Pesaro. Nel 1992 la società retrocede in serie A2, ritornando al massimo campionato dopo due anni.
Varese Roosters [modifica]
Nel 1997 la Pallacanestro Varese decide di non portare nessun marchio di sponsorizzazione sulle maglie. La scelta è quella di creare un pool di aziende per supportare economicamente la società. La squadra assume il nome di Varese Roosters, da un termine inglese che significa "galletto da combattimento".
Varese si presenta al campionato 1998-1999 con un organico giovane, di cui fanno parte come il playmaker Pozzecco, di cui balzano all'occhio i capelli tinti rosso-fuoco, condivisi anche da Cristiano Zanus Fortes; ad essi si affiancano Andrea Meneghin, figlio del grande Dino, il croato già campione di Eurolega Veljko Mršić, l'esperto Cecco Vescovi, "bandiera" della squadra, l'ala Alessandro De Pol, il giovanissimo centro Gek Galanda e il portoricano Daniel Santiago. In panchina siede il tecnico Carlo Recalcati.
Il 1998/99 si rivela una stagione estremamente positiva, culminata con il grande successo della "stella", ovvero il 10º scudetto vinto dalla società lombarda, festeggiato in estate anche dalla stella NBA Allen Iverson, che giunge a Varese per giocare dei match benefici 3 contro 3.
La stagione seguente ci fu un grosso cambiamento di organico (partirono Giacomo Galanda, Alessandro De Pol e Veljko Mršić, sostituiti da Denis Wucherer, Corey Allen, Glenn Sekunda, Eric Cardenas, Alessandro Davolio e Francesco Foiera). Il cambiamento non riuscì a tenere ai vertici la squadra, che anzi venne salvata dalla retrocessione solo con l'arrivo in panchina di Valerio Bianchini.
A fine stagione comunque arrivò la prima Supercoppa italiana nella storia di Varese e la partecipazione al McDonald's Open, nei quali i biancorossi sfiorarono la vittoria contro i campioni NBA dei San Antonio Spurs.
Era Castiglioni [modifica]
Dal 2000 la società passa alla famiglia Castiglioni, imprenditori varesini proprietari di varie aziende del territorio, tra le quali la casa motociclistica Cagiva. Sono anni caratterizzati da un basso profilo: la squadra ora lotta per non retrocedere, ora termina a metà classifica, ora si qualifica stentatamente ai playoff, ma esce quasi subito. Vari allenatori si alternano sulla panchina della squadra: in sequenza Federico Danna, Gianfranco Lombardi, Giancarlo Sacco, Edoardo Colombo, Gregor Beugnot, Edoardo Rusconi, Giulio Cadeo, Gianni Molina e Rubén Magnano, il più duraturo, che guida la squadra dal 2004 al 2007.
Nel 2005 la società festeggia i sessant'anni di vita.
Per la stagione 2007-2008, concluso il rapporto con Magnano, in panchina arriva Veljko Mršić, assistito da Andrea Meneghin e Cecco Vescovi. Ma il 28 novembre 2007, dopo un pessimo inizio di stagione, con la squadra ridotta all'ultimo posto in classifica, in panchina viene chiamato Valerio Bianchini e Mrsić viene "retrocesso" ad assistente. Ciò non basta a raddrizzare la situazione: il 30 marzo 2008, la sconfitta casalinga nel derby contro Cantù per 76-83 sancisce la matematica retrocessione di Varese in LegaDue.
Il ritorno in Serie A1 [modifica]
| Per approfondire, vedi Legadue FIP 2008-2009 e Pallacanestro Varese 2008-2009. |
Il 9 giugno 2008 viene presentato il nuovo tecnico Stefano Pillastrini. Obiettivo dichiarato della società è la risalita immediata in Serie A. Nella stagione, la squadra si posiziona ben presto in vetta alla classifica, ma, complice qualche sconfitta, arriva a giocarsi la promozione diretta solo all'ultima giornata contro la Prima Veroli il 26 aprile 2009. La compagine biancorossa tuttavia mantiene le promesse e, grazie alla vittoria su Veroli per 81-70, riconquista l'accesso alla Serie A, classificandosi davanti alla Vanoli Soresina a disputare i playoff.
| Per approfondire, vedi Serie A maschile FIP 2009-2010 e Pallacanestro Varese 2009-2010. |
Nella stagione successiva, sempre con Pillastrini in panchina, la Pallacanestro Varese trascorre tutta la stagione nella parte medio-bassa della classifica di serie A1, concludendo al 12° posto con 20 punti conquistati, e salvandosi alla 14^ giornata con una vittoria sulla Vanoli Cremona.
Creazione "Varese nel Cuore" [modifica]
| Per approfondire, vedi Serie A maschile FIP 2010-2011 e Pallacanestro Varese 2011-2012. |
Nell'estate del 2010 la proprietà della squadra passa dalla famiglia Castiglioni al neocostituito consorzio "Varese nel Cuore"[2], che detiene il 100% delle quote azionarie della Pallacanestro Varese. Scopo del consorzio è creare un pool di privati ed aziende che possano sostenere la squadra versando una quota media 10.000 € l'anno per tre anni, in modo tale da aumentare il budget a disposizione della squadra. Presidente di Varese nel Cuore viene nominato Michele Lo Nero, che acquisisce pure la presidenza della società (poi ceduta a Francesco Vescovi).
Dal punto di vista tecnico, la novità principale è il ritorno in panchina di coach Carlo Recalcati. Il roster viene profondamente rinnovato, e la squadra riesce a terminare la regular season in 7^ posizione, qualificandosi ai playoff, dove sarà poi eliminata ai quarti di finale dalla Pallacanestro Cantù.
| Per approfondire, vedi Serie A maschile FIP 2011-2012 e Pallacanestro Varese_2011-2012. |
Carlo Recalcati viene confermato in panchina pure nella stagione successiva, che vede la squadra varesina terminare all'8° posto in regular season e venire successivamente eliminata ai playoff dalla Mens Sana Siena, capolista della stagione regolare.
2012: ritorno ai vertici [modifica]
| Per approfondire, vedi Serie A maschile FIP 2012-2013 e Pallacanestro Varese 2012-2013. |
Per il campionato 2012-2013, terminato il rapporto con coach Carlo Recalcati, in panchina arriva Francesco Vitucci. Rispetto all'anno precedente, la rosa viene drasticamente rinnovata: l'unico giocatore confermato è Janar Talts. Le scelte della dirigenza si rivelano vincenti: il precampionato termina senza sconfitte, mentre in campionato il girone di andata viene chiuso al primo posto con 26 punti, frutto di 13 vittorie e 2 sole sconfitte (alla 10^ giornata contro la Virtus Roma e alla 15^ contro la Reyer Venezia), con 2 punti di vantaggio sulla Dinamo Sassari.
Dopo 6 anni dall'ultima apparizione, inoltre, la squadra varesina si qualifica alle Final Eight di Coppa Italia, nelle quali batte l'Olimpia Milano per 92-74 ai quarti e la Virtus Roma per 81-71 in semifinale, venendo però sconfitta in finale dalla Mens Sana Siena per 74-77.
Il 28 aprile 2013 dopo la vittoria casalinga su Pesaro per 85-70 Varese vince matematicamente la regular season 2012-2013.
Rosa 2012-13 [modifica]
| Per approfondire, vedi Pallacanestro Varese 2012-2013. |
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- Allenatore: Francesco Vitucci
- Assistenti: Stefano Bizzozi e Matteo Jemoli
Rose del passato [modifica]
Loghi storici [modifica]
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Logo in uso dal 2010.
Giocatori [modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti della Pallacanestro Varese. |
Hall of Fame [modifica]
La Hall of Fame della Pallacanestro Varese fu creata per il 60º anniversario della società bosina, nel 2005.
I tifosi scelsero 13 giocatori ed 1 allenatore in base al periodo storico.
Ai 13 giocatori nel 2007 si aggiunse Paolo Vittori che fu inserito dopo la sua elezione nella Italia Basket Hall of Fame.[4]
| Nome | Nazionalità | Ruolo | Immagine |
|---|---|---|---|
| Tonino Zorzi | Ala | ||
| Tony Gennari | Playmaker | ||
| Bob Morse | Ala | ||
| Dino Meneghin | Pivot | ||
| Manuel Raga | Ala | ||
| Charlie Yelverton | Guardia | ||
| Corny Thompson | Centro | ||
| Meo Sacchetti | Ala | ||
| Cecco Vescovi | Ala | ||
| Gianmarco Pozzecco | Playmaker | ||
| Aldo Ossola | Playmaker | ||
| Andrea Meneghin | Guardia | ||
| Paolo Vittori | Ala | ||
| Aza Nikolić | Allenatore |
Allenatori e presidenti [modifica]
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Palmarès [modifica]
Competizioni nazionali [modifica]
Coppa Italia: 4
- 1999.
Competizioni europee [modifica]
Eurolega: 5
Competizioni internazionali [modifica]
- Partecipazioni al McDonald's Open: 1
- 1999.
Settore giovanile [modifica]
- Cadetti: 1973, 2001.
- Allievi: 1977, 2001.
- Bam: 2000.
Cronistoria [modifica]
| Cronistoria della Pallacanestro Varese | |
|---|---|
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Statistiche e record [modifica]
Di squadra [modifica]
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Campionato italiano
Coppe italiane
Coppe europee
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Positivi
Negativi
Pubblico
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Statistiche aggiornate alla stagione 2010/2011.
Giocatori [modifica]
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Colori e simbolo [modifica]
Fin dalla sua creazione i colori sociali furono il bianco e il rosso. Nel 1956, grazie allo sponsor Ignis, le divise cambiarono in giallo-blu fino al 1975. Con lo sponsor Mobilgirgi le divise diventano bianco-nere fino al ritorno definitivo al bianco-rosso.
Nella finale di Coppa Italia del 1999 i Roosters Varese scesero in campo con le divise giallo-blu in ricordo della vecchia Ignis. Varese uscì sconfitta con un canestro nel finale di Abbio e da quel momento non furono più utilizzate perché considerate, soprattutto da Andrea Meneghin, "mena sfiga".
Impianti di gioco [modifica]
| Per approfondire, vedi PalaWhirlpool. |
Agli inizi della sua storia, alla fine degli anni venti, la Pallacanestro Varese, allora appartenente alla "Società Ginnastica Varesina", disputava i suoi incontri nella sede sociale o, poiché allora ancora possibile, all'aperto. Nel 1929 il Comune approntò una palestra coperta dedicata esclusivamente al gioco della palla al cesto; nello stesso anno l'edificio venne requisito dall'Opera Nazionale Balilla, che permise comunque lo svolgimento delle gare e degli allenamenti.
Nel maggio 1945, alla firma dello statuto che sancisce la nascita ufficiale della "Pallacanestro Varese", il sindaco Enrico Bonfanti, concede l'utilizzo della "Palestra di viale XXV Aprile", nota anche come "Palestra dei pompieri", in uso fino al 1964.
Il 6 dicembre di quell'anno, viene inaugurata la struttura, da allora sempre utilizzata, del Palazzo dello Sport, costruita ad opera dello studio di architettura "Brusa Pasqué" di Varese, e dedicata alla memoria di Lino Oldrini, sindaco della città dal 1956 e deceduto in carica nell'anno dell'inaugurazione del palazzetto, il 1964. Oggi il palazzetto è denominato "PalaWhirlpool".
Lista denominazioni [modifica]
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Tifoseria Organizzata [modifica]
Il gruppo storico della curva sono stati i BOYS, che tennero la curva dal 1974 al 2002. Dal 2002 al 2012 l'unico gruppo organizzato presente in curva fu la Gioventù Biancorossa, conosciuta anche semplicemente come GBR. Nel 2012 la gioventu biancorossa si è sciolta. Attualmente a guidare la curva c'è il gruppo degli ARDITI.
Amicizie e Rivalità [modifica]
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Tifoserie amiche |
Tifoserie rivali |
Note [modifica]
- ^ [1]
- ^ Sito ufficiale "Varese nel Cuore", consultato il 28 aprile 2013
- ^ L'elefantino è l'emblema delle aziende della famiglia Castiglioni, allora proprietaria della squadra.
- ^ Hall of Fame Pallacanestrovarese.it
Altri progetti [modifica]
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