Figino Serenza
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| Figino Serenza | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 365 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 4 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 1159 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Cascinetta, Castelletto, Moja, Rozzago, Sant'Agata | ||||||||
| Comuni contigui: | Cantù, Carimate, Mariano Comense, Novedrate | ||||||||
| CAP: | 22060 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 031 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 013101 | ||||||||
| Codice catasto: | D579 | ||||||||
| Nome abitanti: | figinesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Michele | ||||||||
| Giorno festivo: | 29 settembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « Boschi, brughiere, prati, vigneti, moroneti e ampie aratorie, unite all’aria salubre e di bella vista della Brianza » | |
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(Carlo Annoni, 1835)
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Figino Serenza, Figín nel dialetto locale, è un comune di 4.636 abitanti della provincia di Como. Situato nella zona collinare della Brianza, confina a nord con il comune di Cantù. Centro industriale e manifatturiero, sede di fabbriche conosciute a livello nazionale, è posto sul crocevia Como-Monza-Milano.
Indice |
[modifica] Stemma e gonfalone
Lo stemma del comune di Figino Serenza è di recente fattura. Nel 1999 l'Amministrazione Comunale indice un bando pubblico per la creazione del nuovo gonfalone che diventerà poi il simbolo del paese. Dopo aver giudicato i diversi bozzetti giunti negli uffici comunale, la commissione ha valutato come migliore il disegno dell'artista locale Gino Ballabio.
Lo stemma è inquartato: nel 1° riquadro, su sfondo azzurro, appare la facciata della chiesa di San Michele chiusa di nero con la porta centrale sormontata da una finestra tonda con altre tre finestre sul fianco ordinate in un'unica fascia. L'intero edificio è di color argento mentre i tetti della chiesa e del campanile sono rossi. La chiesa giace su una collina, così come nella realtà. Nel 2° riquadro, su sfondo color argenteo, appaiono due foglie di gelso verde, ordinate in banda, le quali richiamano l'attività legata alla seta. Nel 3° riquadro, sempre su sfondo argenteo, vi sono due fiamme rosse, simbolo dei tradizionali fuochi invernali medievali, mentre nel 4° riquadro appare un passero rosso posto in profilo, anch'esso richiama le antiche tradizioni locali. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto, in lettere maiuscole di argento: PETRUS FIGINUS. Il tutto è racchiuso ai lati da un ramo di alloro e uno di quercia, legati insieme da un nastro tricolore.
[modifica] Geografia
Il paese occupa una zona collinare a sud di Como, nella zona della Brianza ed è bagnato dal torrente Serenza, affluente del Seveso, il quale percorre l'intero territorio comunale, dividendolo in due parti.
Da Figino Serenza passano indirettamente i principali collegamenti automobilistici tra Como e la zona del Ticino con il territorio di Monza e la Brianza. Inoltre a sud vi è un passaggio obbligato per i veicoli diretti dal Lecchese verso l'area della Bassa comasca e il Varesotto.
[modifica] Storia
[modifica] Le origini
Le prime notizie certe riguardo alla storia del borgo comasco risalgono al Mille, anche se sono state scoperte nel 1877 delle lapidi risalenti all'epoca della colonizzazione romana in cui si poteva notare la struttura tipica del vicus agricolo [1]. In epoca successiva appartenne alla pieve di Galliano, sorta tra la seconda metà del V secolo e la prima metà del VI secolo. Con la conquista longobarda l’intero territorio dipese dapprima da Pavia e poi da Monza, mentre si andava formando il Contado della Martesana e il feudo generale di Canturio (Cantù). Nel periodo risalente al X secolo sulla sommità della collina sorgeva la casa della famiglia Figino, ricchi proprietari terrieri di origine milanese. La vità della comunità agricola ruotava attorno alla Chiesa di San Materno che fungeva da punto di convergenza fra i cascinali posti a ovest e ad est. Tra l’anno 1000 e il 1100 vi fu un aumento della popolazione, attestato dall’abbattimento della vecchia chiesetta di San Materno e dall’ elevazione della nuova sulla medesima area e dall'ampliamento del cimitero circostante.
[modifica] La nascita di Figino
Ciò che meglio attesta il crescente numero degli abitanti è la costruzione di una cappella con funzione religiosa sulla sommità della collina, dedicata a San Michele, in una migliore dislocazione sul territorio nel 1501. Durante quel periodo venne affidato a Pietro Figino, da parte del duca Gian Galeazzo Visconti, il compito di costruire a Milano un porticato coperto in occasione del suo matrimonio con Isabella di Valois che diventerà poi la sede del mercato della frutta o della verdura.
Possiamo supporre quindi che la stessa famiglia impose al borgo il nome della propria casata o che più probabilmente gli stessi abitanti, volendo onorare Pietro Figino e non avendo risorse economiche per edificare monumenti in suo onore, decisero di attribuire all’insieme di case e cascine esistenti nel territorio Canturino il nome Figino.
Verso la metà del XV secolo per la prima volta appare dai documenti il nome Figino non più attribuito alla nobile famiglia milanese ma al paese della Brianza. Nel 1574 vi sono 383 abitanti [2]. L’ esistenza contadina, dettata dal cambio delle stagioni, iniziava con la semina e terminava coi grandi fuochi rituali dell’ inverno e nessun fatto successivo a quegli anni potevano far supporre che la vita mutasse forma, ma ciò avvenne quasi inspiegabilmente.
[modifica] Il Cinquecento
All’ inizio del 1500 non appare più il nome dei Figino come proprietari del territorio, ora c’è quello dei Meraviglia della città di Como, che avevano acquistato un’ ampia estensione di terreno per la cottura del gelso: la nuova famiglia proprietaria proveniva dalla patria italiana della seta e quindi sentiva la necessità di avere terreno adatto per la coltivazione della pianta indispensabile a tale genere di economia. Il gelso diviene una pianta coltivata su vasta scala e l’allevamento del baco da seta assume quasi la funzione di gloria per il piccolo paese.
[modifica] Il Seicento
Nell'ottobre del 1606 il cardinale di Milano Federico Borromeo visita la parrocchia e annota la presenza di varie contrade e la costruzione di una nuova chiesa in cima ad un colle. Tornerà nel 1616 per trovarla finalmente ultimata.
Verso la metà del 1600 in paese appaiono due famiglie milanesi che divengono proprietarie di importanti estensioni di terreno: la famiglia Casnati e al famiglia Pozzobonelli. I Casnati acquistano la parte meridionale ed occidentale del paese, coltivata a grano, segale, miglio, con vigne e gelsi mentre i Pozzobonelli quella orientale e settentrionale sulla bassa collina boscosa oltre il torrente Serenza, detta Rozzago, in cui nel frattempo si erano formati piccoli centri abitativi, il Castelletto e la Moja, già frazione con giurisdizione parrocchiale a Montesolaro di Carimate. La famiglia Pozzobonelli in Figino eresse una importante dimora patrizia, una parte di essa ora recuperata dal comune : la Villa Ferranti. Residenza anche del cardinal Pozzobonelli di cui rimane vestigia del blasone sulla mura e luogo in cui non solo il casato villeggiava ma vide anche i propri natali.
Pur restando sempre l’agricoltura la base dell’economia Figinese , in questo momento appare un' altra attività lavorativa, la lavorazione del ferro con la produzione di chiodi, delle zanchette e dei ferri di cavallo.
[modifica] Il Settecento
Con decreto 1 febbraio 1725 nel compartimento territoriale della Lombardia Austriaca, Pieve di Galliano, distretto XI compare il comune di Figino con Rozzago. Seguono anni di avvicendamento tra vecchi e nuovi proprietari di terre ormai divise fra una ventina di famiglie milanesi e comasche ed istituti religiosi. Tra le vie del piccolo centro trovano spazio le piccole botteghe artigiane per la lavorazione del legno sorte sotto il florido influsso economico della vicina Cantù, capitale del mobile. Nelle case continua la pratica tutta femminile di un'altra attività tipicamente canturina: la produzione del merletto.
[modifica] L'Ottocento
In età napoleonica il territorio canturino venne annesso nella giurisdizione di Como e da quel momento in poi inizierà il distacco da Milano e l'avvicinamento al capoluogo lariano. Nell'anno 1816 Figino, solo così nominato, diviene comune autonomo. Dal 1866, con circa 1350 abitanti, sui documenti comunali accanto al nome Figino, appare l'appellativo Serenza, per non incorrere in confusione, dopo l'unità d'Italia, con altre località aventi lo stesso nome.
[modifica] Il Novecento
Solo all'inizio del 1900 l'agricoltura passò in secondo piano per cedere il posto alle botteghe artigianali della lavorazione del ferro, una delle quali divenne la grande e famosa Ferriera Acciaieria Orsenigo (1967, 550 dipendenti) che nel 1976 abbandono l’attività lavorativa. La presenza decennale del complesso siderurgico, con i grandi altoforni, fu sicuramente origine di benessere e trasformazione sociale per l’intero paese con importante afflusso di manodopera da altre regioni d’Italia: mutamenti e passaggi anche molto sofferti. Ora importanti opifici industriali nazionali e internazionali del settore metalmeccanico hanno sede nel territorio comunale insieme a numerosi aziende artigiane di vari settori. Nonostante ciò larga parte del suolo è mantenuto a coltivazioni e a brughiere, salvaguardando l’antico patrimonio abitativo rurale, rispettando la natura del bosco misto, conservando il popolamento faunistico tipico della brughiera brianzola, in particolar modo le specie dei piccoli volatili migratori e stanziali.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Trasporti e mobilità
[modifica] Vie d'accesso
- Da Milano: imboccare la SS 35 dei Giovi in direzione nord, uscita Lentate sul Seveso, prendere la SP 32 Novedratese.
- Da Como: prendere la SP 36 Canturina in direzione sud, a Cantù imboccare via Milano.
- Da Lecco: imboccare la SS 36 dello Spluga in direzione Milano, uscire all'altezza di Arosio e seguire la SP 32 Novedratese in direzione Lomazzo.
[modifica] Collegamenti con i mezzi pubblici
Autolinee SPT Linea
C82 Cantù-Novedrate (Cantù, Vighizzolo, Mirabello, Figino Serenza, Novedrate): Al mattino è prevista una corsa diretta per Como mentre alle 13.10 dal capoluogo lariano parte un bus diretto alla zona del canturino.
C82 ex C89 Cantù-Novedrate-Mariano Comense (Cantù, Figino Serenza, Novedrate, Mariano Comense): linea feriale utilizzata dagli studenti e dai pendolari della stazione delle ferrovie LeNord
Negli anni Settanta da Figino Serenza passava anche la linea Cantù-Saronno del gruppo FNMA.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
- Sul territorio comunale esiste una chiesa dedicata a Santa Maria e a San Materno. Il suo campanile pare risalire all’epoca romanica. La chiesa custodisce un’immagine della Madonna, ritenuta miracolosa e venerata dal popolo al punto che, per ospitarla più degnamente all’interno dell’edificio, fu costruita una cappella restaurata radicalmente nell’Ottocento.
- Al 1399 risale la cappella di San Michele Arcangelo, sorta sulla collina di San Materno. Nel Cinquecento, dal suo ampliamento sarebbe sorta l’attuale parrocchiale dedicata sempre a San Michele. Essa fu ricostruita a partire dal 1602 e verso il 1859-60 subì ulteriori rimaneggiamenti (l’interno, da un’unica navata originaria, fu ampliato alle tre visibili attualmente). Nel 1912, a seguito di un violentissimo e disastroso evento atmosferico, avvenuto nel 1910, fu ricostruita la facciata e l’intera costruzione fu ingrandita di una campata. Di particolare interesse, all’interno, sono gli arredi lignei, tra cui quelli della sagrestia, opera nel XVIII secolo degli intagliatori della zona, eredi di una tradizione plurisecolare.
- La Villa Ferranti è un vasto edificio costruito nel XVII secolo dalla famiglia Pozzobonelli, uno dei casati dominanti della zona. Posizionata nella zona retrostante la chiesa di San Michele, è collegata alla sacrestia tramite un cortile. Abbandonata nel corso dei secoli successivi, è stata in parte recuperata negli anni Novanta divenendo così parco pubblico e sede della biblioteca comunale.
[modifica] Sagre, feste e manifestazioni
[modifica] Festa patronale
La festa del paese cade nel giorno della festività di San Michele Arcangelo, santo patrono del paese comasco. Evento molto sentito dall'intera comunità che si raccoglie a fa festa in allegria. L'ultima domenica del mese di settembre prevede una serie di eventi di intrattenimento con l'esibizione di diversi corpi di bande provenienti dal Nord Italia oltre al consueto concerto del sabato sera, dedicato specialmente ai giovani con band locali e non solo. La domenica sera musica da ballo e poi la tombolata con i premi messi a disposizione dalle aziende locali.
[modifica] Rogo della giubiana
| Per approfondire, vedi la voce Giubiana. |
Il rogo della Giubiana viene effettuato l'ultimo giovedì di gennaio presso l'oratorio. Secondo la tradizione, la Giubiana era una ragazza splendida che persuase gli abitanti di Cantù a cedergli le chiavi del borgo; essi le cedettero alla signora mandata dai Visconti e Canturio perse la propria indipendenza. La traditrice milanese venne poi catturata e bruciata su un rogo per vendicarsi del torto subìto. I figinesi seguono la tradizione canturina in quanto all'epoca dei presunti fatti (verso il 1100) anche Figino Serenza faceva parte della Pieve di Galliano. Canti, musica, chiacchiere e vin brulé accompagnano l'evento.
[modifica] Carnevale
| Per approfondire, vedi la voce Carnevale. |
Altra festa è quella del carnevale con sfilata dei carri allegorici.
[modifica] Mostre artistiche
Presso la Villa Ferranti vengono organizzate delle mostre di quadri e vignette.
[modifica] Sport
Lo sportivo figinese più conosciuto nel mondo è Pierluigi Marzorati, cestista della Pallacanestro Cantù il quale ha indossato la maglia biancoblu in cinque decadi differenti. Nato nel 1952, ha vinto tutti i trofei conquistati dal club brianzolo, eccezion fatta per la Supercoppa Italiana del 2002, oltre ad una medaglia d'argento alle olimpiadi di Mosca e un oro agli europei del 1983.
Un altro sportivo che raggiunse un certo livello di notorietà è stato il calciatore Arturo Ballabio che negli anni Settanta militò nel Palermo, disputando diverse partite in serie A e B siglando una rete decisiva nella stagione 1972-73 all'11a giornata nell'incontro con la Fiorentina. Finisce la sua carriera nel Seregno, in serie C.
Per quanto riguarda le società sportive locali esistono quattro gruppi sportivi:
- L'Unione Sportiva Oratorio Figino Calcio, società calcistica militante nel campionato di Seconda Categoria della Lombardia. Oltre alla prima squadra, esistono diverse formazioni giovanili che consentono ai ragazzi di ogni età di praticare questo sport.
- La Pallacanestro Figino, società cestistica militante nel campionato di Serie D regionale. A livello giovanile, è una delle squadre più titolate della provincia e fornisce diversi giocatori alla Pallacanestro Cantù. Diversi sono gli illustri collaboratori che hanno aiutato al sodalizio figinese di proseguire nella sua attività sportiva, tra cui Pierluigi Marzorati e Adelino Cappelletti.
- L'Unione Ciclistica Figinese che disputa un'attività a livello giovanile, così come il Volley Figino.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Angelo Carpani (centrosinistra) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 031 780160
Email del comune: comune@comune.figinoserenza.co.it
[modifica] Note
- ^ Notizia riportata nel Corpus Iscriptionum Latinarium (1877)
- ^ I° Liber Cronicon (1564-1616) del comune di Rozzago


