Civenna

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Civenna
frazione
Civenna – Stemma
Civenna – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Comune Bellagio-Stemma it.png Bellagio
Territorio
Coordinate 45°56′00″N 9°16′00″E / 45.933333°N 9.266667°E45.933333; 9.266667 (Civenna)Coordinate: 45°56′00″N 9°16′00″E / 45.933333°N 9.266667°E45.933333; 9.266667 (Civenna)
Altitudine 627 m s.l.m.
Superficie 5,38 km²
Abitanti 720[1] (31-12-2010)
Densità 133,83 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 22030
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013070
Cod. catastale C754
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti civennesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Civenna
Posizione dell'ex comune di Civenna nella provincia di Como
Posizione dell'ex comune di Civenna nella provincia di Como
Sito istituzionale

Civenna (Scivéna in lingua lombarda, variante vallassinese[2], pronuncia fonetica IPA: /ʃiˈvena/) è un ex comune italiano di 672 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Il 21 gennaio 2014 si è fuso con il comune di Bellagio di cui il nuovo comune mantiene il nome[3].

Civenna si colloca sulla strada provinciale della Vallassina a circa metà strada tra Asso e Bellagio, ad una distanza di circa 40 km da Como e da Lecco, e di circa 60 km da Milano. L'abitato sorge ai piedi del Passo del Ghisallo, concentrandosi principalmente sopra ad un terrazzamento naturale, che si affaccia al Ramo di Lecco del Lago di Como, con uno strapiombo di circa 400 metri rispetto alla superficie lacuale. La collocazione della zona è molto panoramica, infatti da Civenna, oltre che gran parte delle rive orientali del lago, sono visibili, proprio in faccia al paese, sia la Grigna che la Grignetta ed inoltre, più in lontananza, numerose porzioni dell'arco alpino centrale. Questa posizione paesaggistica ed il clima mite, hanno favorito la vocazione turistica del paese, che si è sviluppato come piccolo centro di villeggiatura.

Panorama del Lago di Lecco visto da Civenna

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non ci sono documentazioni storiche sulla presenza di abitanti stabili nell'età antica; comunque nel territorio del comune di Civenna ed in quelli vicini, sono stati ritrovati numerosi massi avelli, scolpiti ad uso sepolcrale, che attesterebbero la presenza nella zona di popolazioni celtiche o pre celtiche (quali gli Orobi o gli Insubri), inoltre sono state ritrovate alcune monete di epoca romana.

Bisogna attendere perciò l'Alto Medioevo perché un documento attesti storicamente la presenza di popolazioni stanziali nell'attuale territorio del comune: esso è una donazione, nell'anno 880, del territorio civennese e di tutti i suoi abitanti, da parte dell'Imperatore Carlo il Grosso, in favore dell'Abbazia benedettina di Sant'Ambrogio Maggiore di Milano. Da quella data Civenna fu feudo dell'abbazia di Sant'Ambrogio, assieme alla vicina Limonta ed a Campione d'Italia (sul Lago di Lugano). Grazie a questo atto imperiale gli abati poterono così fregiarsi del titolo di Conti di Civenna, Limonta e Campione.

La dominazione abbaziale si mantenne per circa otto secoli (con un intervallo nel XIV secolo, quando i Rusca di Como furono investiti del feudo); dal punto di vista politico questa Contea venne a costituire un'isola giurisdizionale circondata dal territorio del ben più vasto Ducato di Milano, fu cioè una specie di microstato, semi-indipendente, retto da propri statuti (e nel quale spesso si rifugiavano fuoriusciti e banditi dai paesi vicini, visto che l'autorità delle guardie milanesi si arrestava al confine dei due territori).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Feudi imperiali.

La fine del dominio abbaziale fu provocata nel 1797, dalla conquista da parte di Napoleone Bonaparte del Ducato di Milano e quindi dalla successiva annessione della triplice Contea di Limonta, Civenna e Campione alla Repubblica Cisalpina.

Dal 1927 e al 1949 gli attuali comuni di Magreglio e Barni sono stati delle frazioni del comune di Civenna.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

La Menaresta, la sorgente del Lambro[modifica | modifica wikitesto]

La sorgente del fiume Lambro, chiamata Menaresta, si trova poco oltre il confine tra Civenna ed il territorio comunale di Magreglio, nei pressi della località civennese di Piano Rancio, dalla quale si può accedere più facilmente alla fonte, se si utilizza l'automobile, altrimenti vi è un sentiero tra i boschi, che sale dall'abitato di Magreglio, seguendo il corso del fiume che qui ha carattere perlopiù torrentizio. Essa è una fonte di tipo carsico, che viene detta Menaresta perché "mena" cioè "va, porta" e "resta" cioè "rimane", infatti un serbatoio a sifone sotterraneo, posto nella roccia dolomitica, si riempie di acqua ad intervalli regolari, fino a straboccare verso l'esterno, per poi ritornare a caricarsi[4]. Come detto, dalla Menaresta un ruscelletto scorre quindi verso Magreglio. Da questo punto il fiume entra in Vallassina, bagnando poi i centri di Asso, Canzo, Ponte Lambro ed Erba.

I massi erratici e la Prea Lentina[modifica | modifica wikitesto]

Nell'intero comune di Civenna è notevole la presenza di massi erratici di origine alpina; essi furono trasportati sul luogo al tempo delle glaciazioni, infatti questi massi caratteristici, in tempi remoti si staccarono dalle Alpi e furono trasportati lentamente a sud per alcune centinaia di chilometri dai ghiacciai, che quando si ritirarono e sciolsero definitivamente circa 12.000 anni fa, li depositarono in zone con un tipo di roccia e di suolo completamente differenti. Di conseguenza questi massi attirarono l'attenzione delle popolazioni antiche che li fecero oggetto dei loro culti o che li utilizzarono molto più prosaicamente come materiale da costruzione o da scalpello (ad esempio per il modellamento di massi avelli)[5].

Nei pressi della Menaresta, in un suggestivo scenario boschivo, vi sono alcuni di questi massi erratici che presentano coppelle indicanti un culto preistorico della sorgente.

Il masso erratico più notevole e famoso è però la cosiddetta Prealentina (detta anche Prea Lentina, pietra Lentina o sasso Lentina), di proporzioni gigantesche, posto poco lontano da Piano Rancio, lungo la strada comunale per Bellagio.

Essa si trova ad una altitudine di circa 940 m ed è un enorme masso erratico in granito ghiandone proveniente dalla Val Masino, trasportato e abbandonato dai ghiacciai quaternari al loro ritiro, essa costituisce il masso più voluminoso trovato in Lombardia, di circa 1500 metri cubi, le cui misure sono: 30 m di lunghezza, 10 m di larghezza e 9 m di altezza. Da una piazzola attrezzata lungo la strada è possibile salire sulla parte superiore del masso, dove la superficie è pianeggiante, e dove si possono notare piccole cavità dovute all'erosione, sebbene antiche tradizioni riportino che quelle cavità fossero il segno della presenza di diavoli o spiriti. La Prealentina per molti anni costituì anche un indicatore del confine tra i terreni di Civenna e di Bellagio, infatti sulla sua sommità, tra le molte incisioni si notano due linee risalenti al 1763 e disposte ad angolo per segnare proprio il confine tra le due comunità.

Tra gli erratici scolpiti alla maniera dei tipici e misteriosi massi avelli del Triangolo Lariano, se ne trovano diversi nel comune di Civenna; nel corso dei secoli essi vennero riutilizzati come lavatoi ed abbeveratoi per il bestiame, ed al giorno d'oggi alcuni di essi vengono ancora adoperati quali vasche per le fontane pubbliche. Il coperchio di uno di questi sepolcri invece è stato collocato nei pressi della biblioteca comunale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Civenna[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 212.
  3. ^ Nuovi Comuni in Lombardia, da 22 diventano nove: ecco tutti i nomi, Il Giorno. URL consultato il 3 febbraio 2014.
  4. ^ http://www.cmtl.it/stampa-contenuto.aspx?IDContenuto=115 Stampa - SORGENTE DELLA MENARESTA
  5. ^ http://www.passolento.it/erratici.htm
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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