Barni

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Barni
comune
Barni – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Sindaco Mauro Caprani (lista civica) dal 29-5-2007
Territorio
Coordinate 45°55′00″N 9°16′00″E / 45.916667°N 9.266667°E45.916667; 9.266667 (Barni)Coordinate: 45°55′00″N 9°16′00″E / 45.916667°N 9.266667°E45.916667; 9.266667 (Barni)
Altitudine 635 m s.l.m.
Superficie 5 km²
Abitanti 628[1] (31-12-2010)
Densità 125,6 ab./km²
Frazioni Crezzo
Comuni confinanti Lasnigo, Magreglio, Oliveto Lario (LC), Sormano
Altre informazioni
Cod. postale 22030
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013015
Cod. catastale A670
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti barnesi o barniesi
Patrono san Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Barni
Posizione del comune di Barni nella provincia di Como
Posizione del comune di Barni nella provincia di Como
Sito istituzionale

Barni (Bàrni in dialetto vallassinese[2], pronuncia fonetica IPA: /ˈbarni/), è un comune italiano di 623 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Situato nel cosiddetto Triangolo Lariano, ha una superficie di 5,9 km² per una densità abitativa di 84,92 abitanti/km².

Storia[modifica | modifica sorgente]

Barni è un piccolo paese di circa 600 abitanti situato nella parte a nord della Vallassina. Il suo nome deriva da "bar", voce di origine celtica che significa pascolo.

Il ritrovamento di frecce di selce nei pressi della Chiesa di San Pietro e Paolo testimonia che la zona era già abitata in epoca preistorica. Inoltre un antico sepolcro venne scoperto vicino all'abitato verso il 1900. Non si sa con certezza se l'abitato originario sorgesse nella posizione attuale o nei pressi dell'antica chiesa. Con un diploma di Ottone III viene donato al monastero benedettino di Sant'Ambrogio di Milano con tutto il distretto di Bellagio.

Il paese, citato dopo il 1162 come Barnarum, passò poi in feudo, per diploma del Barbarossa, al suo fedele sostenitore Algiso, abate del Monastero di Civate. All'epoca medievale risale il castello che sorge verso il confine magregliese, del quale rimangono alcune testimonianze visibili. Altri toponimi indicano come nel territorio vi furono presenze di torri e castelli, come ad esempio il sasso della guardia e le località di Castel Farieu, Castel Rott e Castel di Leves.

Due cittadini barnesi, Beltramino ed Isidoro, divennero consiglieri dell'Imperatore Enrico VII nel 1300. Nel 1450 Rufaldo, capo di milizie sforzesche, assalito sui monti dai Vallassinesi, si rifugiò nel castello ma, assediato, dovette ben presto arrendersi alla forza nemica. Nel settembre del 1452 gli uomini di Barni ne presero solennemente possesso e ottennero il permesso di donarlo al nobile Cristoforo de Barni. Osservando attentamente si notano ancora alcune fortificazioni medioevali che chiudevano il valico, presidiato fino al 1578.

Le testimonianze storiche ci parlano dei medici Ravizza da Barni, che nel Seicento erano considerati dei veri esperti nell'utilizzo di rimedi e nella guarnigione di malattie con l'utilizzo di erbe e piante. La stessa attività venne ripresa negli anni quaranta e cinquanta del Novecento da Don Luigi Bricchi.

Il paese fu feudo del Visconti, dei Dal Verme, degli Sforza, Tebaldi ed infine degli Sfondrati. Quando l'ultimo Sfondrati non lasciò discendenza, il paese, insieme con la valle, entrò a far parte del V distretto della provincia di Milano controllata dagli austriaci.

Con l'arrivo di Napoleone fece parte prima del Dipartimento dell'Olona e poi del Dipartimento del Lario come frazione di Lasnigo. La salita al potere del fascismo lo trasformò in frazione di Civenna dal 1927 al 1950, quando tornò ad essere comune autonomo. Barni diventò dopo la seconda guerra mondiale uno dei punti di riferimento dell'economia vallassinese grazie allo stabilimento di acque minerali, l'acqua San Luigi, sorgente benedetta alla quale San Carlo Borromeo si dissetò in quanto l'unica non contaminata dalla peste.

Nel passato i Barnesi emigravano in Valchiavenna ed in Svizzera allevando ed esportando le pregiate lumache, i formaggini e le castagne del luogo.

La chiesa parrocchiale è dedicata all'Annunziata e la sua costruzione risale all'anno 1621. La vicina chiesa di San Pietro e Paolo è di stile romanico ed è considerata un delle più antiche chiese della Vallassina. Nell'agosto dell'anno 1882 venne come sostituto parroco il sacerdote Achille Ratti, divenuto poi papa col nome di Pio XI. Il paese ha dato anche i natali al Servo di Dio Don Biagio Verri, apostolo delle morette, che si è adoperato per liberare dalla schiavitù le giovani africane.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Il comune di Barni nel censimento del 1991 aveva una popolazione pari a 434 abitanti. In quello del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 501 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 15,44%. Gli abitanti sono distribuiti in 192 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,61 componenti. Gli abitanti al 31 luglio 2006 sono 573 distribuiti in 272 nuclei familiari.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Oggi le attività agricole, pastorali, l'apicoltura e la lavorazione del ferro sono state quasi completamente sostituite dall'edilizia e dalle attività turistico-commerciali. Ma Barni non ha perso il suo fascino di borgo tranquillo, immerso nel verde e legato alle tradizioni. Negli ultimi anni le attività legate all'agricoltura e all'allevamento stanno ritornando in particolare aziende di allevamento capre e produzione formaggi nonché agriturismi.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Barni[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Dal 2004 Barni è al centro di una ricerca finanziata dalla provincia di Como dal titolo "Autoritratto Linguistico di un paese" e che ha come scopo quello di far pubblicare il dizionario del dialetto di Barni, che sarà disponibile all'inizio del 2007. Alla ricerca ha collaborato tutto il paese seguito dai professori Gabriele Iannaccaro dell'Università degli Studi di Milano Bicocca e Vittorio Dell'Aquila del Centre d'Études Linguistiques pour l'Europe, e da Giulia Caminada, Marco Fioroni, Francesca Gilardoni e numerose altre persone. La pubblicazione è stata presentata il 2 maggio 2007 in Provincia e l'11 maggio 2007 nella sala consiliare del Comune. Il "Vocabolario del dialetto di Barni" è disponibile presso la provincia di Como e in tutte le biblioteche della zona.

Dopo mesi di lavori e di chiusura del centro storico, sono state inaugurate il giorno 8 luglio 2007 le vie del centro, nel corso di una cerimonia in presenza del sindaco, il presidente del consiglio regionale della Lombardia Ettore Albertoni, esponenti della Provincia, della Comunità Montana e le autorità dei paesi limitrofi.

Il 20 marzo 2009, alla presenza di autorità e cittadini, vengono consegnate le chiavi del paese all'ex presidente del Consiglio Regionale della Lombardia Ettore Albertoni, emerito cittadino del paese.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 64.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]