Plesio

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Plesio
comune
Plesio – Stemma
Plesio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Fabio Conti (lista civica Continuità e Trasparenza) dal 21-6-2009
Territorio
Coordinate 46°02′58″N 9°13′32″E / 46.049444°N 9.225556°E46.049444; 9.225556 (Plesio)Coordinate: 46°02′58″N 9°13′32″E / 46.049444°N 9.225556°E46.049444; 9.225556 (Plesio)
Altitudine 595 m s.l.m.
Superficie 16,9 km²
Abitanti 841[1] (27.07.2011)
Densità 49,76 ab./km²
Frazioni Barna, Breglia, Calveseglio, Ligomena, Logo
Comuni confinanti Cremia, Garzeno, Grandola ed Uniti, Menaggio, San Siro
Altre informazioni
Cod. postale 22010
Prefisso 0344
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013185
Cod. catastale G737
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 880 GG[2]
Nome abitanti plesiensi
Patrono san Fedele martire
Giorno festivo 29 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Plesio
Posizione del comune di Plesio nella provincia di Como
Posizione del comune di Plesio nella provincia di Como
Sito istituzionale

Plesio (Pies[3] o Piées[4] nel dialetto locale , pronuncia fonetica IPA: /ˈpjeːs/), è un comune sparso italiano di 841 abitanti (maschi 421, femmine 420)[5][6] della provincia di Como in Lombardia. Il comune fa parte della Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio situato in Val Menaggio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Val Menaggio.

Plesio è adagiato in zona collinare sotto le pittoresche crode dolomitiche del monte Grona, nelle Prealpi comasche, situato sul versante lariano della Val Menaggio al di sopra della riva occidentale del lago di Como. Da Como, suo capoluogo di provincia, dista 28 km.

L'intero territorio comunale ha una escursione altimetrica di 1.832 m, da 275 a 2.107 m s.l.m., comprendendo nel suo territorio, la cima del monte Grona (1.736 m) e la cima del monte Bregagno (2.107 m). È suddiviso in sei frazioni, disposte a varie altitudini nell'ampia conca formatasi dall'erosione del ghiacciaio nei più antichi calcari marnosi e nelle arenarie del carnico.
Nella classificazione sismica dei comuni italiani prevista dalla OPCM 3274/2003, Plesio è classificato in zona 4 (pericolo irrilevante)[7].

Il corso d'acqua più importante è il Sanagra. Questo torrente nasce nelle vicinanze dell'alpe Nesdale, sotto la vetta del Bregagno e il suo letto rappresenta il confine occidentale del territorio comunale. In passato venivano attribuite proprietà miracolose alle sue acque, il suo nome si riteneva originasse etimologicamente dal latino sanat aegros, cioè guarisce gli ammalati[8]. La val Sanagra è una delle valli ancora oggi poco conosciute ed incontaminate della provincia di Como.
Altri piccoli torrenti, ma di portata non significativa, sono presenti, così come numerose sorgenti, tra le quali la più rilevante è la fonte del Tröi, che fornisce le acque allo stabilimento delle acque minerali Chiarella.

Il paese, che gode di una magnifica posizione panoramica che spazia su tutto il centro lago, è circondato da prati e boschi secolari.
Tra le specie più rappresentative della flora troviamo: il castagno, il ciliegio selvatico, il tiglio, l'ontano, il nocciolo, il carpino nero, il maggiociondolo. Più in alto la betulla e sulle rocce della grona il pino mugo. Nelle vicinanze di Breglia è presente un esteso lariceto. Nel sottobosco troviamo il ginepro, il biancospino, il rododendro, il mirtillo, i funghi.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Classificazione climatica il centro abitato è situato in zona E, 2880 GG[9].
Il clima di Plesio è di tipo temperato fresco, influenzato dalla sua relativa altitudine, dalla buona esposizione e dalla vicinanza al lago di Como.

I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Milano Malpensa indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a +1 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +22 °C. Le precipitazioni medie annue sono superiori ai 1000 mm.

Milano Malpensa Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6 9 13 17 21 26 29 28 24 18 11 7 7,3 17 27,7 17,7 17,4
T. min. mediaC) -4 -3 0 4 9 13 15 15 12 6 1 -4 -3,7 4,3 14,3 6,3 5,3
Precipitazioni (mm) 68 77 100 106 132 93 67 98 73 107 106 55 200 338 258 286 1 082
Giorni di pioggia 6 6 7 9 10 9 6 7 6 8 7 6 18 26 22 21 87
Umidità relativa media (%) 78 76 69 73 74 74 74 73 74 77 80 80 78 72 73,7 77 75,2
Eliofania assoluta (ore al giorno) 4 5 6 7 9 11 11 10 8 6 4 3 4 7,3 10,7 6 7
Vento (direzione-m/s) N
4
WSW
9
SSW
9
SSW
9
SSW
9
SSW
9
SSW
9
SSW
9
S
4
S
4
SSW
4
N
4
5,7 9 9 4 6,9

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Un atto di compravendita redatto nel settembre 1014 cita Plesio col nome di Plisa[10], mentre nel 1335 viene chiamato comune de Plexio[11]. Nel 1585 viene citato come Pieso.
Le ipotesi sull'origine toponomastica sono assai contrastanti. Alcuni[12] lo derivano dal greco Πλησὶον, attribuendo la fondazione del paese ai coloni greci portati da Cesare[13], ma questa ipotesi è ritenuta oggi assai inverosimile[14]. Altri[15] riportando l'Orsini e l'Olivieri, dal prelatino blese, "pendio erboso". Altri ancora[16] dal celtico "roccia sopra l'acqua". Il fermante bl, comune a numerosi toponimi indicanti luoghi collinosi scoscesi[17], suggerirebbe "monte a perpendicolo sul lago".

La preistoria[modifica | modifica wikitesto]

Plesio è un paese con antichissime origini.
I resti di una imponente cinta muraria che perimetrava la sommità del Ciapp del castell[18], così come i riferimenti della microtoponomastica circostante (Sibell, Dunira, Paron, Ligomena) fanno supporre la presenza di un castelliere dell'età del bronzo finale databile al XII secolo a.C..
Si tratta quindi di una residenza fortificata dove si poteva dominare e sorvegliare l'area circostante e dove nei momenti di pericolo la popolazione tributaria poteva trovarvi rifugio[19]. Probabilmente Plesio è uno dei ventotto castella che si arresero in quel fatidico 196 a.C. al console romano Marco Claudio Marcello insieme ai Comenses ai quali era confederato[20].

Di difficile datazione e collocazione culturale sono le pietre a scodella scoperte a Breglia.

Le fonti archeologiche databili con sicurezza, sono riconducibili alla cultura di Golasecca (G III A 3) ed attestano la presenza umana all'inizio del IV secolo a.C.
Si tratta di due olle riscontrate sulla strada che da Calveseglio porta a Plesio all'inizio del XX secolo facenti parte di una tomba ad incenerazione di un personaggio di sesso femminile, contenenti le ceneri della defunta e numerosi oggetti a corredo.

Elementi a corredo della tomba golasecchiana

Elenco degli elementi a corredo della tomba golasecchiana di Plesio.

Per la descrizione dettagliata si rimanda a:
Stefania Casini, MATERIALI DEL GOLASECCA III A PROVENIENTI DAL TERRITORIO COMASCO, in Rivista archeologica dell'antica Provincia e Diocesi di Como, Periodico di antichità e d'arte della Società archeologica comense. Fascicolo n°165 – anno 1983, Pag 108. e ss.

  • Fibula Certosa di tipi ticinese, X – n di B. Teržan, mancante di parte della molla e di tutto l'ardiglione.
  • Ariglione di grossa fibula, con parte di molla.
  • Fibula a sanguisuga di tipo tardo-alpino var. C, mancante di staffa, parte della molla e di tutto l'ardiglione.
  • Fibula a sanguisuga di tipo tardo-alpino var. C, mancante di staffa, molla ed ardiglione.
  • Staffa frammentata di fibula a sanguisuga di tipo tardo-alpino var. C. manca il canale porta-ago e l'appendice troncoconica a tromba, cava all'interno, è spezzata e deformata.
  • Staffa frammentata di fibula a sanguisuga di tipo tardo-alpino var. C.
  • Anello in bronzo del tipo ferma-ago di fibula.
  • Anello in bronzo frammentato del tipo ferma-ago di fibula.
  • Staffa di fibula di tipo non determinabile.
  • Frammento di spessa lamina in bronzo, di forma rettangolare.
  • Due anelli in bronzo a sezione triangolare a lati convessi, cavi all'interno.
  • Anello in bronzo a sezione triangolare a lati convessi, pieno all'interno.
  • Due anelli in bronzo a sezione triangolare a lati convessi, pieni all'interno.
  • Pendaglio a secchiello a terminazione profilata var. B, in bronzo.
  • Pendaglio a secchiello a terminazione profilata var. C, in bronzo.
  • Pendaglio a secchiello a terminazione profilata var. C, in bronzo.
  • Anello in verga di bronzo a sezione lenticolare. I tre pendagli a terminazione profilata precedentemente descritti sono infilati in questo anello.
  • Pendaglio a secchiello a fondo arrotondato in bronzo.
  • Pendaglio a secchiello a fondo arrotondato var. E, in bronzo.
  • Borchietta ad anello passante in bronzo, di forma rettangolare a lati stondati.
  • Armilla frammentata, mancante dei capi. I tre pendagli descritti sono conservati infilati in essa.
  • Due pendagli a secchiello in bronzo.
  • Quattro pendagli a secchiello a fondo arrotondato var. E, in bronzo.
  • Armilla in verga di bronzo a sezione circolare, mancante dei capi. I sei pendagli descritti ai numeri 24 – 29 sono conservati appesi all'armilla.
  • Sei pendagli a stivaletto, rappresentanti il piede destro, in bronzo.
  • Armilla in verga di bronzo a sezione circolare, mancante dei capi. I sei pendagli a stivaletto descritti vengono conservati insieme ad essa.
  • Parte superiore di pendaglio o sostegno di pendaglio, in bronzo.
  • Due pendagli di forma falcata, in bronzo.
  • Placca bivalve di pettorale in bronzo frammentata.
  • Tre frammenti di catenelle di doppi anelli, con un modulo a losanga da cui si staccano altri frammenti di catenelle.
  • Cinque pendagli a doppia spirale a forma di occhiale.
  • Placca di fibbia di cintura in lamina bronzea di forma rettangolare.
  • Placca di fibbia di cintura in lamina bronzea, come la precedente, molto più frammentata.
  • Otto placchette in lamina bronzea di forma rettangolare variamente frammentate.
  • Frammento di lamina in bronzo ricurva, decorata con tre file di doppie cordonature.
  • Piccolo frammento di lamina in bronzo ricurva.
  • Laminetta di forma rettangolare in bronzo.
  • Due spirali di filo di bronzo.
  • Orecchino in verga di bronzo in forma di anello a capi aperti.
  • Anello di bronzo a sezione triangolare a lati convessi.
  • Tre anelli in verga di bronzo.
  • Modulo di quattro anelli.
  • Modulo di tre anelli uniti insieme.
  • Sette anelli singoli in verga di bronzo.
  • Anello in verga di bronzo attorcigliata.
  • Due oggetti in verga di bronzo a sezione circolare.
  • Due frammenti in verga di ferro.
  • Frammento di oggetto non identificato.
  • Oggetto in bronzo non identificato, frammentato.
  • Sei frammenti di armille.

L'origine del paese quindi è da collocare in un periodo storico ben preciso, caratterizzato dalla decadenza della cultura di Golasecca ed in particolare del suo centro principale che era Comum e dall'invasione dell'Italia da parte di popolazioni galliche transalpine[21]. L'immigrazione gallica si sovrappose alle popolazioni orobiche preesistenti e ai coloni etruschi e greci giunti successivamente. In seguito alla conquista romana sopraggiunse un nuovo insediamento di coloni greci che attuò il terrazzamento a fini agricoli di buona parte del territorio.[22][23].

Anello e pendagli appartenenti alla tomba di Plesio.

L'età antica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo gli Statuti di Como del 1335 Plexio dicti montis [Menaxii] è un comune inserito nella pieve di Menaggio che già la ripartizione territoriale del 1240 attribuiva al quartiere di Porta Torre della città di Como. Al comune de Plexio spettava la manutenzione della via Regia nel tratto dal ponte de la polla sino all'ingresso del Saxo Rantio.

Il 9 settembre 1413 il duca Filippo Maria Visconti concede con privilegio a titolo feudale a Martino e Franchino de' Castelli di Menaggio le terre di Plesio e di San Siro. L'investirura feudale era stata rinnovata nel 1469.

Nel Liber consulum civitatis Novocomi si riportano i giuramenti che i consoli comunali prestarono dal 1510 al 1536. Anche qui Plesio risulta inserito nella pieve di Menaggio, però nella Relazione Opizzone del 1644 appare iscritto nella Squadra di Rezzonico del Contado di Como.

Nel 1603 il pittore Gian Domenico Caresana, di Cureglia affresca l'altare maggiore e due altari laterali nella chiesa parrocchiale di san Fedele[24].

Dal censimento del 1751 si evince che Plesio era di nuovo inserito nella pieve di Menaggio, era composto da cinque terre: Plesio con 145 abitanti, Ligomena con 128 abitanti, Logo con 96 abitanti, Barna con 197 abitanti e Calveseglio con 47 abitanti, non era infeudato, infatti con istrumento notarile di Francesco Mercansolo del 30 agosto 1647, per sottrarsi ad una possibile infeudazione, aveva versato alla Regia Tesoreria la somma di lire 1670 e ogni quindici anni pagava la somma di lire 100.

L'età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1908 David Beghè affresca il presbiterio della priorale con due scene della vita del patrono san Fedele.

Nell'ultimo conflitto mondiale anche Plesio visse momenti drammatici. Il 29 marzo del 1944, le famigerate Brigate Nere di Menaggio, comandate da Emilio Castelli, rastrellarono le frazioni in cerca di renitenti alla leva. Non riuscendo a scovarli, ben 39 persone furono tratte in ostaggio destinate alla deportazione nei lager tedeschi. La spietata strategia funzionò, il 1 agosto 1944 i 13 renitenti si arresero al questore Pozzoli. Alcuni di questi giovani non tornarono più dai campi di prigionia.[25].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Vecchiostemma2.JPG

Lo stemma del comune è dedotto da una scultura in pietra posta sopra un portale, tradizionalmente considerata lo stemma del paese.

È così descritto: Troncato: nel primo d'oro all'aquila di nero, poggiata sulla trangola rossa di troncatura, sulla quale trovansi caricate le lettere d'oro in carattere greco antico, formanti la parola "plesios"; nel secondo partito: nel primo di verde alla tunica d'argento; nel secondo bandato d'azzurro e d'argento. Ornamenti esterni da Comune[26].

Lo stemma ha le seguenti caratteristiche:

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del centrolago di Como da Plesio.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 luglio 2010 il comune di Plesio contava una popolazione di 853 abitanti, di cui 428 maschi e 425 femmine. La densità è di 50 abitanti per km². I nuclei familiari sono 393, composti mediamente da 2,25 persone. L'indice di vecchiaia è 197,2%.
La popolazione straniera residente è rappresentata da 45 unità[5]. Abitanti censiti[27]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Plesio è ancora ben conservato l'uso del dialetto locale, variante del dialetto comasco, che fa parte della famiglia dei dialetti lombardi occidentali. Si tratta dunque di una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce sia delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico, sia delle lingue germaniche utilizzate dalle popolazioni barbariche, anche se i dati sull'effettiva influenza di questi sostrati sono pochi e di varia interpretazione. Notevoli sono anche le influenze spagnole e francesi subite nel corso dei secoli passati.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

El primm dì 'l'ann[modifica | modifica wikitesto]

La mattina del 1º gennaio i bambini erano soliti girare per le case dei vicini per portare l'augurio di buon anno recitando una filastrocca

(LMO)
« Bun dì e bun ann
demm queicoss per el primm dì 'l'ann
el primm dì 'l'ann l'ha rutt el coo
demel a mì ch'el giüstaroo. »
(IT)
« Buon giorno e buon anno
datemi qualche cosa per il primo giorno dell'anno
il primo giorno dell'anno ha rotto il capo
datelo a me che l'aggiusterò. »
(Dialetto plesiense)

Ricevevano così piccoli doni di ringraziamento, un tempo qualche noce o qualche castagna, oggi un dolcetto o un regalino.
Questa usanza va pian piano scomparendo.

El giünee[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 gennaio tutti i ragazzi di ciascuna frazione del paese si preparano per la festa del Giünee.
Alcuni si preparano un pupazzo di paglia, lo si veste con abiti in disuso e lo si inserisce su un'asta di legno, in modo da poterlo portare comodamente.
Altri, i più piccoli, si fanno dare i sampugn, i campanacci delle mucche e delle capre dai propri genitori. Nel pomeriggio ci si riunisce e si gira per le strade della propria frazione portando i Giünee e scuotendo i campanacci gridando

(LMO)
« L'è föö 'l Giünee. »
(IT)
« È fuori il Giünee. »
(dialetto plesiense)

È questa anche l'occasione per fare degli scherzi: ci si reca presso la casa di qualche persona particolarmente irascibile e la si chiama fuori in strada, come questa esce si mostrano i Giünee, si suonano i campanacci e si grida il ritornello.
Con l'imbrunire, i Giünee vengono ammucchiati in un prato fuori dal paese e vengono festosamente bruciati nel baccano delle grida e degli scampanellii.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del XXI secolo nascono numerose associazioni:

  • la Società Mutuo Soccorso nasce nel 1911 con lo scopo do offrire sussidi in caso di infortunio sul lavoro o di malattia, per dare informazione e per eseguire pratiche burocratiche, domande e ricorsi agli iscritti.
  • la Cooperativa di Consumo vene fondata nel 1914 da 138 soci di Plesio e Breglia.
  • la Società Idroelettrica viene istituita nel 1918 fra azionisti del paese
  • la Società Mutuo Bestiame si prefigge di aiutare i pastori associati in caso di perdite di bestiame, frequenti nei periodi estivi.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale ha sede in un edificio a fianco della casa comunale. Essa è attiva dagli anni settanta e fa parte come punto di prestito del Sistema bibliotecario Lario ovest, a sua volta inserito nel Sistema bibliotecario della provincia di Como.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

L'istruzione è stata una preoccupazione importante a Plesio.
Nella magna charta del 1730, tra gli obblighi spattanti al Priore, l'articolo 18 recita: Che il suddetto nostro Parocho sia tenuto far scolla continua e ben regolata, alli figlioli del Priorato, et educarli a legere, e scrivere, con qualche puochi conti...[28]
A Breglia, nel 1778, il parroco don Domenico Galli, aveva istituito un collegio - ginnasio[29].
In epoca recente, l'Asilo infantile venne fondato nel 1897, mentre la Società di mutuo soccorso e istruzione di Plesio, Barna e Breglia venne fondata nel 1911.
La sede scolastica inizialmente venne collocata in un locale sopra la sacrestia, in seguito gli vennero riservate due aule nella sede comunale.
Anche Barna e Breglia possedevano propria sede scolastica fino agli anni sessanta del secolo scorso.
Oggi la sede, dedicata ad Aldo Moro, è unica per i due plessi scolastici statali della scuola dell'infanzia e della scuola primaria.
Per i gradi scolastici superiori, a causa dell'esiguità del numero, gli scolari sono costretti a studiare fuori paese.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il parroco priore don Umberto Marmori aveva dato vita ad una intensa attività teatrale costruendo a Calveseglio una sala - auditorium ed organizzando una partecipata compagnia teatrale.
La sala teatrale oggi è in disuso, avendo posti limitati e non possedendo i requisiti di sicurezza previsti. Richiederebbe un buon lavoro di recupero.

La tradizione però continua con la compagnia teatrale amatoriale I Tacui de Barna che prepara spettacoli dialettali proponendoli anche ai paesi circostanti e partecipando a rassegne a livello provinciale.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina comasca.

Nella cucina tradizionale vengono impiegati i prodotti tipici delle principali attività svolte nel passato, cioè l'agricoltura e la pastorizia.
Piatto base immancabile è la polenta che deve necessariamente essere cotta su fuoco a legna e in un paiolo di rame mischiando con la resena farina di granoturco e di grano saraceno. La polenta viene accompagnata con i più svariati alimenti: carni, verdure, insaccati, latte, formaggio, pesce, uova. La pulenta uncia viene preparata mischiando grossolanamente a freddo la polenta con la semüda, il formaggio casereccio, immersi in abbondante burro fritto con aglio ed erba salvia. Nella pulenta colda e galina fregia viene servita con carne di gallina bollita e lasciata raffreddare. Negli alpeggi si mangiava abitualmente polenta e latte o polenta e formaggio.
Anticamente la polenta posta nella basla venita tagliata a fette con dello spago e consumata tenendola in mano.
La pult è una polentina prodotta con farina di granoturco e frumento. La si consuma, soprattutto in estate, mischiata con burro ed intinta nel latte freddo.

Persone legate a Plesio[modifica | modifica wikitesto]

  • Laurencioni (Gezo): è il primo plesiense conosciuto e documentato, testimone di una compravendita redatta dal notaio Taddevertus a Suriana (oggi frazione di San Siro) nel settembre 1014.
  • Pietro Colla, primo parroco, artefice dell'autonomia religiosa.
  • Gasparo Mola (1571 - Roma 1640). Figlio di Donato del Molo di Breglia, è cresciuto a Como e ha vissuto alla corte di Roma di papa Urbano VIII. Orafo, medagliere, fine cesellatore e capo della zecca papale. Venne chiamato "il Cellini lombardo".
  • Giacomo Carciocchi detto Carcini di Ligomena. Brigante, impavido, incuteva paura al solo guardarlo. Fu capo dell'"Armata cattolica", una banda di sbandati che rifiutarono la coscrizione obbligatoria sotto la Repubblica Cisalpina dandosi alla macchia. La notte del 20 aprile 1799 uccise a Logo l'ex frate Giuseppe Antonio Canevali perché ritenuto spia dei francesi. Venne graziato di tutte le sue malefatte dopo aver ucciso a sangue freddo il compagno Vincenzo Pacchiana detto Pacini il 6 agosto 1806.
  • Giovanni Dell'Era, nato il 28 novembre 1813 morto a Pavia il 22 aprile 1895, insigne professore ed amministratore di quella città.
  • Gian Pietro Lucini (Milano 1867 - Breglia 1914), poeta.
  • Pacifico Bianchi, classe 1902, nativo di Barna, comunista e volontario nella Guerra civile spagnola incorporato nel II battaglione della Brigata Garibaldi, ferito e ricoverato all'ospedale di Sagarot. Schedato al Casellario Politico Centrale al n° 621 e ricercato dal regime fascista, emigrò in Francia[30].
  • Don Umberto Marmori (Ponna 1885 - Cernobbio 18 gennaio 1945), ordinato sacerdote nel maggio 1910, fu vicario a Lenno dal giugno 1910 all'agosto 1921. Successivamente, fu parroco priore a Plesio dal 1921 al 1933. Diventato prevosto di Cernobbio nel gennaio 1934 aiutò molti militari e molti ebrei ad espatriare. Venne denunciato ed arrestato il 24 gennaio 1944 dalle SS ed imprigionato nel carcere di San Vittore a Milano, da cui fu rilasciato il 27 febbraio 1944. Venne poi esiliato a Bergamo nel maggio dello stesso anno. Fu ricondotto a Cernobbio, gravemente ammalato e con segni evidenti delle torture subite, la sera del 16 gennaio 1945. Morì alle 2 di notte del 18 gennaio 1945 e fu sepolto nel cimitero di Cernobbio, paese che dedicò la propria scuola media al suo nome e alla sua memoria.
  • Giacomo Braia, medico condotto.
  • Carlo Dell'Avo detto Caio, classe 1905, fabbro, di Ligomena. È il primo (e finora unico) sportivo di Plesio. Corse la gara podistica Menaggio-Sant'Amaa-ritorno e tre giri del campo sportivo in due ore ed un minuto primo ottenendo la medaglia d'oro, secondo classificato Pietro Pedrazzini di Ligomena. Il famoso Albonico di Como dovette accontentarsi della medaglia di bronzo. Era l'anno 1927.
  • Giuseppe Carimati, sindaco comunale nel primo dopoguerra, autore del libro Storia di Plesio, ed Vannini, Brescia,
  • Danilo Ceruti, medico condotto.
  • Giacomina Petazzi (1917 - 1993), religiosa ed insegnante di scuola materna.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • 6 gennaio: Pasqueta.
  • La domenica vicino al 20 gennaio: festa di san Bastian a Logo.
  • Ultima domenica di maggio: festa a san Bernardo di Ligomena. Fino a poco tempo fa la festa veniva celebrata alla seconda domenica di agosto.
  • Terza domenica di luglio: festa di santa Maria Maddalena a Barna.
  • Ultima domenica di luglio: festa di sant'Amaa
  • Quarta domenica di agosto: festa della Madonna di Breglia.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Vie di accesso[modifica | modifica wikitesto]

In automobile: strada carrozzabile sp7 proveniente da Menaggio.

In pullman: servizio pubblico SPT autolinea C13 Menaggio-Plesio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Plesio appartiene alla Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio insieme ai comuni di Bene Lario, Carlazzo, Cavargna, Consiglio di Rumo, Corrido, Cremia, Cusino, Domaso, Dongo, Dosso del Liro, Garzeno, Gera Lario, Germasino, Grandola ed Uniti, Gravedona, Livo, Menaggio, Montemezzo, Musso, Peglio, Pianello del Lario, Porlezza, San Bartolomeo Val Cavargna, San Nazzaro Val Cavargna, San Siro, Sorico, Stazzona, Trezzone, Val Rezzo, Valsolda e Vercana.

Il 1º dicembre 2013, in seguito a referendum popolare, è stata respinta la proposta di aggregare il comune con Menaggio, Grandola ed Uniti e Bene Lario. Su 361 votanti i no sono stati il 76%, contro il 24% dei sì.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Vivi Plesio 2011 edito dall'Amministrazione comunale.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ nel sistema ortografico moderno
  4. ^ nell'Ortografia milanese classica AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 500.
  5. ^ a b Viviplesio 2010, numero unico edito dall'amministrazione comunale di Plesio.
  6. ^ Gli abitanti del solo abitato di Plesio sono 132, 71 maschi 1 61 femmine.
  7. ^ Zona sismica
  8. ^ P. Bertarelli, Borgo di Menaggio, con le proprie et vicine delizie descritte, per N. Caprani stampator episcopale, Como, 1645.
  9. ^ Classificazione climatica Lombardia, dati Confedilizia. URL consultato l'11-01-2009..
  10. ^ C. Ratti,Aspetti e problemi dell'ambiente e società di Como, del Lario e della Valtellina, negli atti privati milanesi e comaschi nel sec. XI (1000 – 1075 ), Como, Camera del commercio industria artigianato ed agricoltura di Como, 1977,pag. 55.
  11. ^ Volume Magnum Statuta Cumarum – 1335, in Sezione d'Archivio di Stato, Como, Fondo Comunale, foglio 472 verso 475.
  12. ^ G. Carimati ,  pag. 11
  13. ^ Strabone, V, 1, 6, 213.
  14. ^ G. Luraschi, Furono 500 greco-siculi i primi colonizzatori del Lario, in Communitas, 3-4.
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  16. ^ P. Schenini, Cenni ... ,  pag. 100.
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  19. ^ G. Luraschi, Il "castellum" nella costituzione politica dei "Ligures Comenses", pag. 136.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • G. Brivio, Brevi note sulla "Charta Magna" di Plesio, in Communitas, CSSVM, Menaggio, 1978.
  • P. Schenini, Cenni sulla storia di Plesio con riferimento alle etimologie dei vari paesi del comune, in Communitas, CSSVM, Menaggio, 1988.
  • P. Schenini, Plesio nella preistoria, in Communitas, CSSVM, Menaggio, 1993.
  • S. Casini, Una tomba golassecchiana a Plesio, in L'antica via regina, Società archeologica comense, Como, 1995.
  • M. G. Martini, Breglia, l'antica chiesa del san Gregorio, Menaggio, Sampietro ed., 2002.
  • M. G. Martini, Il santuario Ave Regina Coelorum sul Gordola o il simbolo architettonico di una liturgia cosmica, Menaggio, Sampietro ed., 2009.

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