Antica Via Regina

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bussola Disambiguazione – Se stai cercando la Antica Strada Regina che collegava Cremona e Milano, vedi Antica Strada Regina.

L'Antica Via (o Strada) Regina era una strada tracciata lungo la riva occidentale del Lago di Como che collegava Como con Chiavenna e Coira.

Indice

[modifica] Il tracciato

Oggi per Via Regina si intende la litoranea che da Como giunge al Ponte del Passo in cima al Lago di Como. Il tracciato dell'Antica Via Regina è in parte stato ripreso dalla Strada statale 340 Regina ma in questo caso il percorso a Menaggio devia verso Porlezza e il confine di Valsolda in direzione della città svizzera di Lugano.
Negli statuti comunali del 1335[1] la strada inizia a Como e termina a Chiavenna. Ma è probabile[2], essendo una strada importante, che il tracciato comprendesse anche il tratto Milano - Como ed il tratto oltre Chiavenna.
Anche la strada che da Dongo sale al Passo San Jorio è chiamata Via Regina e costituiva in passato una variante per raggiungere Bellinzona e la Svizzera.

[modifica] Inquadramento storico

In epoca protostorica, Como era un importante centro di intermediazioni di commerci tra Etruschi e Celti. Soprattutto a partire dal V secolo a.C. quando il ruolo di Marsiglia declina e i traffici intraprendono la via dei valichi alpini.
Innumerevoli sono a Como i ritrovamenti archeologici che testimoniano la vivacità e l'importanza di questi scambi: vasellame etrusco, ceramica attica a figure rosse, incenso arabo, una dracma d'argento di Populonia.
Da Como la via privilegiata dei commerci coi Celti conduceva a Lugano e al Passo del Monte Ceneri, da lì a Bellinzona altro importante centro della Cultura di Golasecca, ed infine verso il Passo del San Bernardino ed il Passo del San Gottardo.
Sulla sponda lariana la vivacità di facies ci assicura un'ampia frequentazione della zona. Fonti epigrafiche ci tramandano anche i nomi dei popoli stanziati sulle sue sponde: gli Ausuciates di Ossuccio, gli Aneuniates di Olonio, i Clavennates di Chiavenna e i Bergalei della Val Bregaglia. Alla conquista romana di Como, il territorio era ben organizzato e sull'Oppidum comense gravitavano ben 28 castella[3]. Sulla Via Regina però i traffici erano ridotti a scambi locali. Anche la scorreria di Reti che abitavano le montagne sopra Comum e arrivarono a distruggere l'Oppidum nell'89 a.C. non si sa se scesero lungo le rive del lago o scelsero un'altra via. Sicuramente non necessitavano di imponenti strutture viarie. La città venne subito restaurata e ripopolata da Pompeo Strabone.
Cesare fonda la colonia di Novum Comum, vi trasferisce 5.000 coloni tra cui 500 nobilissimi greci e con lui inizia una nuova politica di espansione alpina: "egli voleva che fosse aperta la via attraverso le Alpi, per dove erano soliti passare i mercanti con grande pericolo e con l'obbligo di forti pedaggi"[4]. Ma è solo in epoca augustea che il disegno strategico di pacificare i popoli alpini e di conquistare la Germania si delinea con chiarezza. Il rifacimento della rete viaria per facilitare il transito alpino rientra in questo disegno, come testimoniato da Strabone: "Sopra Como, situata ai piedi delle Alpi, ..... i passi montani che attraversano il territorio, che una volta erano pochi e difficili da superare, ora sono numerosi, sicuri dagli uomini e di transito facile, per quanto è possibile in seguito ai lavori compiuti. Cesare Augusto infatti aggiunse alla eliminazione dei briganti la costruzione di strade..."[5].
Tutti gli storico concordano nell'inquadrare la costruzione della "Regina" in questo contesto storico. Nel giro di un anno, nel 15 a.C., i figli di Augusto Druso e Tiberio conquistarono tutto l'arco alpino a mari supero ad inferum stabilendo i confini dell'impero al Danubio. Nel 12 a.C. venne tracciata anche la strada che da Altino sale al Passo Resia e scende nella valle danubiana. La strada venne sistemata dal figlio di Druso Claudio e verrà chiamata Via Claudia Augusta.
Gli autori discordano però sul ruolo da assegnare alla strada. Alcuni[6] vi assegnano un ruolo se non unico, almeno essenziale. Altri[7], con buone ragioni, conferiscono un ruolo secondario e riservato prevalentemente ai traffici locali, conferendo un'assoluta preminenza alla via d'acqua, da Como o da Bellagio a Samolaco.
I Nautae Comenses gestivano i commerci ed erano i padroni assoluti del lago, tanto che, quando Milano diventerà capitale di fatto dell'impero (288-289), l'autorità comasca dotata di ampi poteri sarà il praefectus classis cum curis civitatis[8]: la specificità di Como non era tanto il controllo del traffico terrestre, ma della navigazione.
Sarà sul lago che nel 395 per sedare i Germani e nel 401 per combattere Alarico, con una parva puppis Stilicone supervolat[9]. Sempre attraverso il lago fuggono invano i martiri cristiani Fedele, Gusmeo e Matteo.

[modifica] Documentazione

Il Lago di Como e la Via Regina nella Tabula Peutingeriana.
Il lago è disegnato di forma circolare e Como e la via Regina al suo oriente.

La tradizione però attribuisce la costruzione della Via Regina alla regina Teodolinda, così come numerose altre opere pubbliche (ponti, torri, chiese) costruite anche a secoli di distanza da questa regina.
I primi documenti che la chiamano con questo nome sono gli Statuti comunali di Como del 1335, mentre in atti e documenti precedenti viene chiamara Strata regale (1352) o Via regia (1256).
In realtà la strada è di epoca romana: il nome Regina deriva quindi da "Via regia", cioè statale o importante, o dalla parola Rezia, in quanto la strada conduceva, attraverso la Valchiavenna, in Svizzera.
La Via regina è documentata dalle tabulae geographicae, cioè le carte militari romane che Castorius trascrisse nel III secolo e che sono giunte a noi col nome di Tavola peutingeriana. In essa il tracciato, con l'aggiunta delle miglia che intercorrono tra una località e l'altra è il seguente:

Questo tracciato è confermato anche dall'Itinerario Antonino, del II secolo, giunto a noi in copia del IV secolo. Esso riporta due itinerari:

Da queste tavole si deduce che per andare da Como a Coira, giunti a Samolaco e Chiavenna, si potevavo seguire tre itinerari: o la via dello Spluga per l'monima valle, o la via del Giulio attraverso la Val Bregaglia, oppure la via del Settimo sempre per la Val Bregaglia.

La strada Regina arrivava a Summus Lacus (in cima al lago, l'odierna Samolaco - bisogna infatti ricordare che ai tempi il lago di Mezzola e il Lago di Como erano un unico lago) e poi proseguiva in Valchiavenna con il nome di Via Francisca.

[modifica] Note

  1. ^ Volumen Magnum Statuta Cumarum, in Sezione d'Archivio di Stato, Como, Fondo Comunale.
  2. ^ v. M. Zecchinelli, La strada regina nella storia e nel paesaggio, c. nani ed, Como 1960, pag 15.
  3. ^ Tito Livio, 33,36,9.
  4. ^ Gaio Giulio Cesare, De bello Gallico, 3,1,1.
  5. ^ 4,6,6.
  6. ^ v. Giovanni Coradazzi, op. cit.
  7. ^ v. G. Luraschi, Via Regina: inquadramento storico, in L'antica via regina, op.cit.
  8. ^ Notitia dignitatum occidentis, 42,7,9. v. anche: G: Luraschi, Il praefectus classis cum curis civitatis nel quadro politico e amministrativo del basso impero, in RAC 159, 1977.
  9. ^ Claud, De IV consulatu Honorii, 8,440.

[modifica] Bibliografia

  • Mariuccia Zecchinelli, La strada regina nella storia e nel paesaggio, c. nani ed, Como 1960.
  • G. Coradazzi, La via regina nella storia, nelle strutture, nei documenti, in RAC 173, Como 1991.
  • AA. VV, L'antica via regina, Raccolta di studi della società archeologica comense, Como 1995.
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