Basilica di San Nazaro in Brolo

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Coordinate: 45°27′31.85″N 9°11′33.96″E / 45.458846°N 9.192767°E45.458846; 9.192767

Basilica dei Santi Apostoli e Nazzaro Maggiore
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località CoA Città di Milano.svgMilano
Religione Cristiana Cattolica di rito ambrosiano
Titolare Nazario martire
Diocesi Arcidiocesi di Milano
Consacrazione 1418 e 1577
Stile architettonico Romanico, Rinascimentale
Inizio costruzione 382[senza fonte]
Completamento 386[senza fonte]

La Basilica dei Santi Apostoli e Nazzaro Maggiore o di San Nazaro Maggiore, è un luogo di culto cattolico del centro storico di Milano, situato nell'omonima piazza. Il complesso si compone della Basilica Apostolorum (in italiano: Basilica degli Apostoli), fatta edificare da sant'Ambrogio da Milano nel IV secolo, della rinascimentale Cappella Trivulzio e della Cappella di Santa Caterina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il 380, il vescovo Ambrogio promosse, a Milano, la costruzione di una serie di nuove basiliche, dedicate ciascuna ad una diversa tipologia di santi, (non esisteva ancora l'usanza di intitolare le chiese a un santo solo). Furono così costruite una basilica per i profeti (dedicata poi a San Dionigi, della quale si conosce solo la localizzazione vicino ai bastioni di Porta Venezia), una per i martiri (martyrum), che in seguito ospitò le sue spoglie e divenne la basilica di Sant'Ambrogio), una per le vergini (futura basilica di San Simpliciano) ed una per gli apostoli, san Nazaro in Brolo appunto. La Basilica degli Apostoli venne consacrata dallo stesso Ambrogio il 9 maggio 386.

Con il ritrovamento del corpo di Nazaro il 10 maggio 395, si creò l'abside centrale, la cosiddetta Domus Nazarii, in modo da creare un sacello per la sepoltura del Santo in seguito rivestito con marmi libici donati, in seguito ad un voto, dalla nipote dell'imperatore Teodosio I, Serena, moglie di Stilicone, generale vandalo tutore dell'imperatore Onorio, che provvide ad abbellire anche il resto della chiesa.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Esterno della cappella Trivulzio

All'esterno la basilica di San Nazaro in Brolo si presenta con un doppio prospetto. Il prospetto principale, che dà sull'omonima piazza, è costituito dalla severa mole della facciata della Cappella Trivulzio. Essa, esternamente a pianta quadrata, presenta un paramento murario in mattoni rossi ed è suddiviso in due ordini sovrapposti da un cornicione, con lesene marmoree tuscaniche in quello inferiore e ioniche in quello superiore, rimasto incompiuto. In basso, si apre l'unico portale, con timpano triangolare marmoreo, affiancato da due porte murate. Sopra di esso, un bassorilievo raffigura al centro lo stemma Trivulzio, affiancato da due putti che sorreggono gli stemmi Colleoni (a sinistra) e Gonzaga (a destra), in onore delle casate delle sue due mogli. Al centro dell'ordine superiore, si apre una bifora. La cappella è sormontata da una lanterna ottagonale.

Il secondo prospetto della chiesa, cioè quello che dà su Largo Francesco Richini, è costituito dalla testata del transetto sinistro, ovvero una grande abside. Essa è decorata lungo il bordo superiore da una serie di archetti ciechi a tutto sesto, mentre nella fascia centrale, in basso, vi è una grande portale murato avente un piccolissimo protiro sorretto da due esili colonne. Di fianco all'abside del transetto sinistro si trova la cappella di Santa Caterina, opera di Antonio da Lonate (1456-1541), che la costruì su ispirazione delle opere del Bramante e che è caratterizzata dalla cupola con tamburo cilindrico e copertura conica.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Cappella Trivulzio[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio dell'interno della cappella Trivulzio

L'interno della basilica è preceduto dalla 'Cappella Trivulzio', particolare opera architettonica di Bartolomeo Suardi, detto Bramantino, costruita sull'area dell'antico quadriportico della chiesa. Il mausoleo, ideato per raccogliere le spoglie della famiglia Trivulzio, è a pianta ottagonale e si può suddividere in tre fasce sovrapposte:

  • fascia inferiore: delle nicchie al livello del calpestio, in cui rimangono le tracce di alcuni affreschi;
  • fascia mediana: delle nicchie all'altezza di circa 4-5 metri contenenti i sarcofagi delle spoglie di alcuni membri della famiglia trivulzio;
  • fascia superiore: in cui si aprono le grandi bifore sorrette ognuna da una colonnina dorica al centro.

La rilevanza dell'opera architettonica del Bramantino è dovuta al fatto che l'estrema sobrietà e l'essenziale eleganza del mausoleo anticipano le esigenze di austerità dell'epoca della controriforma. Tale intenzione di solennità e di semplicità è dimostrata dall'iscrizione posta sotto all'arca di Gian Giacomo Trivulzio:

(LA)

« Colui che non ebbe mai requie, ora riposa: silenzio! »

(IT)

« Qui nunquam quievit, quiescit. Tace »

(Iscrizione sotto l'arca di Gian Giacomo Trivulzio)

Inoltre, la struttura architettonica della cappella parrebbe ispirata al vicino sacello di Sant'Aquilino in San Lorenzo alle Colonne, una citazione classicistica rivisitata in stile rinascimentale che può essere paragonabile alla sobrietà delle Cappelle Medicee in Firenze, anch'esse realizzate in piena epoca di controriforma. L'aggiunta di un mausoleo all'ingresso della chiesa di San Nazaro come vestibolo rende la Cappella Trivulzio un unicum nella storia dell'arte. All'interno della cappella doveva essere ospitata una statua equestre di Gian Giacomo Trivulzio ad opera di Leonardo Da Vinci, che però non fu mai realizzata.

Basilica Apostolorum[modifica | modifica wikitesto]

Interno

Si tratta della più antica chiesa a croce latina della storia dell'arte occidentale. Si accede alla Basilica Apostolorum tramite il portale che si trova sulla parete opposta all'ingresso della Cappella Trivulzio. L'impianto interno della basilica è costituito da una via di mezzo fra una croce latina e una croce greca: mentre la navata centrale (composta da due campate coperte da volta a crociera) misura circa 25 metri, gli altri tre bracci (uguali, composti ognuno da una campata e da un'abside) misurano circa 20,30 metri. Sulla controfacciata, sorretta da possenti mensole marmoree, si trova la cantoria lignea barocca, in cui vi è l'organo settecentesco; invece, lungo le pareti, sono disposte delle tele di vari autori raffiguranti alcuni Santi e delle scene della vita di Gesù.

All'interno dell'abside maggiore, sopraelevato di alcuni gradini rispetto al piano di calpestio della navata, si trova l'imponente altar maggiore, opera in stile barocco. Realizzato in marmi policromi (soprattutto in marmo nero), è costituito dalla mensa, con paliotto aureo, dal tabernacolo e dal baldacchino sorretto da colonne corinzie tortili, all'interno del quale si trova la statua in marmo bianco del Cristo Risorto. Alla destra dell'altare maggiore si trova un ambiente altomedievale detto basilichetta di San Lino, con resti di affreschi e sinopie. Nel transetto sinistro si trova l'altare di Sant'Arderico, le cui statue in legno chiaro risaltano sopra l'ancona in marmi scuri. Il transetto destro conserva alcuni episodi artistici importanti. Sul lato sinistro si trova la Crocifissione di Bonino da Campione: questo bassorilievo, databile nel XIV secolo, raffigura con estrema chiarezza e veridicità Cristo morto in croce con ai lati Maria sua madre e Giovanni Evangelista inginocchiati. Sul lato destro, invece, una

Ultima cena di Bernardino Lanino

e, ai suoi piedi, la tomba del medico greco Dioscoro, con iscrizione metrica bilingue greco-latina.

Cappella di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella di Santa Caterina d'Alessandria

Dal transetto sinistro, attraverso una porta, salendo alcuni gradini, si accede alla cappella di Santa Caterina d'Alessandria, costruita su progetto di Antonio da Lonate nel 1540 circa, che si ispirò alle opere architettoniche del Brunelleschi e del Bramante. L'ambiente, a pianta rettangolare coperto da una cupola semisferica in cui si aprono alcune finestre a forma di piccoli rosoni, custodisce due opere: la statua dell'Addolorata, sull'altare, e l'affresco raffigurante il Martirio di Santa Caterina d'Alessandria, opera di Bernardino Lanino (1548-1549; in collaborazione con Giovan Battista della Cerva), che ricopre interamente una strombatura ad arco a tutto sesto sulla parete sinistra della cappella. Esso si articola in più scene: al centro è raffigurata la scena del miracolo della ruota, a sinistra, dall'alto, Caterina che cerca di convertire l'Imperatore e il processo di Caterina; a destra, dall'alto, la decapitazione di Caterina e la sua morte.Lungo la parete destra, sopra la porta che collega la cappella all'esterno, si trova una vetrata policroma dipinta opera di Luca da Leida raffigurante Scene della vita di Santa Caterina d'Alessandria.

Organi a canne[modifica | modifica wikitesto]

Organo maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Organo maggiore

Sulla cantoria in controfacciata, con parapetto decorato da dipinti monocromi, si trova il principale organo a canne della chiesa, costruito nel 1867 da Pietro Bernasconi e restaurato nel 1980 dalla ditta Tamburini.

Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica e la sua consolle è a finestra, con due tastiere di 61 note ciascuna con prima ottava cromatica estesa e pedaliera di 32 note. I registri sono azionati da manette a scorrimento laterale poste su due colonne alla destra (Grand'Organo e Pedale) e alla sinistra (Espressivo) delle tastiere.

L'organo è racchiuso all'interno di una cassa lignea scolpita e dipinta. Il prospetto di articola in tre campi divisi da paraste corinzie sulle quali sono dipinti strumenti musicali; al di sopra di esse vi è un cornicione sormontato dalla scultura di una cetra. La mostra è composta da canne di Principale disposte in tre cuspidi con bocche a mitria allineate orizzontalmente.

Organo del transetto[modifica | modifica wikitesto]

Nel braccio destro del transetto, a pavimento, si trova l'organo a canne Mascioni opus 1007, costruito nel 1977.

Lo strumento è a trasmissione elettrica, con 24 registri, dei quali 6 reali e 16 ottenuti in trasmissione e prolungamento. La consolle è rivolta verso l'altare, appoggiata al corpo d'organo, ed ha due tastiere di 58 note ciascuna e pedaliera concavo-radiale di 30 note; i registri sono azionati da placchette a bilico poste sopra il secondo manuale.

L'organo è racchiuso all'interno di una cassa lignea di fattura geometrica. Questa si articola in due corpi, ciascuno con una propria mostra formata da canne di Principale disposte ad ala con bocche a mitria allineate orizzontalmente. Sul retro della cassa, al di fuori di essa, vi sono, guardando dal retro, a destra le canne lignee di Bordone e a sinistra le prime 12 canne lignee di Principale.

Di seguito, la disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 8'
Ottava 4'
XV 2'
XXII 1'
Ripieno 3 file
Flauto 8'
Voce umana 8'
Cromorno 8'
Seconda tastiera - Espressivo
Bordone 8'
Principale 4'
Ottava 4'
Flauto in XII 2.2/3'
Ottava 2'
Flauto in XV 2'
Flauto in XIX 1.1/3'
Piccolo 1'
Pedale
Bordone 16'
Bordone 8'
Flauto 4'
Principale 8'
Ottava 4'
Ripieno 4 file
Cromorno 8'
Cromorno 4'

Organo della cappella di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

L'organo della cappella di Santa Caterina

Nella cappella di Santa Caterina, sulla cantoria lignea in controfacciata, sopra la porta che mette in comunicazione la cappella con la basilica, si trova un organo a canne, costruito nel 1833 da Paolo Chiesa e restaurato dalla Ditta Mascioni di Cuvio nel 1986.

Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica, con 15 registri. La sua consolle è a finestra e consta in un unico manuale di 50 note con prima ottava scavezza e pedaliera a leggio di 17 note anch'essa con prima ottava scavezza.

L'organo è racchiuso all'interno di una cassa lignea sobriamente decorata con intagli e dorature. Al centro vi è la mostra, composta da 25 canne di Flauto disposte in cuspide unica con bocche a mitria allineate orizzontalmente, affiancata da due coppie di lesene tuscaniche.

Di seguito, la disposizione fonica:

Manuale
Principale 8' Bassi
Principali 8' Soprani
Ottava 4' Bassi
Ottava 4' Soprani
XV 2'
XIX 1.1/3'
XXII 1'
XXVI 2/3'
XXIX 1/2'
Viola Bassi
Flutta 8'
Cornetta Soprani
Flauta in ottava 4'
Voce umana 8'
Contrabbassi (al pedale)
Accessori
Tiratutti (Comb. Libera)

Terza Mano

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

http://www.antropologiaartesacra.it/ALESSIO_VARISCO_BasilicaApostolorum.html La Basilica Apostolorum in "Antropologia Arte Sacra, descrizione del monumento, architetture sacre"]