Bonino da Campione

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Bonino da Campione (Campione d'Italia, 1325 circa – 1397 circa) è stato uno scultore italiano. Fra il 1350 ed il 1390 fu tra i grandi maestri della scultura gotica.

Indice

[modifica] Biografia

Bonino da Campione nacque da genitori originari di Campione d'Italia[1]. I dati relativi alla sua formazione artistica sono assenti ma la sua presenza al seguito del maestro campionese Giovanni da Campione lascia supporre che sia entrato sin da giovane nella schiera dei Campionesi.

Bonino era già attivo presso la fabbrica del Duomo di Milano nel 1337. Nel 1349 era al fianco di Giovanni da Campione nel duomo vecchio di Brescia, ove realizzò la tomba del vescovo Balduino Lambertini.

Importante nel suo iter artistico è il Monumento funebre di Bernabò Visconti, eseguito nel 1363, inizialmente in San Giovanni in Conca e, dopo la demolizione di questa chiesa, trasferito al Castello Sforzesco al Museo d'arte antica. Qui parte da forme legate al romanico per poi aggiornarsi sugli esempi lasciati in Lombardia dal pisano Giovanni di Balduccio.

A Milano scolpì il Mausoleo di Stefano Visconti e Valentina Doria nel 1359 in Sant'Eustorgio; nel transetto destro della Chiesa di San Nazaro in Brolo scolpì una forte Crocifissione[2] ancora ben conservata, e nella chiesa di San Nicolao l'ancona marmorea con la Madonna della Misericordia è ascritta alla sua scuola.

Gli viene pure attribuito l'"architrave antico" del portale della chiesa di San Marco a Milano con Dio Padre fra i simboli dei quattro evangelisti e Sant'Ambrogio.

Nel 1357 scolpì il monumento funebre di Folchino de' Schizzi e la tomba di Sant'Omobono nel Duomo di Cremona (oggi perduta).

La sua maggiore opera è quella relativa alle Arche degli Scaligeri del 1374 presso la chiesa di Santa Maria Antica a Verona, in particolare sua è la fastosa Arca di Cansignorio della Scala il quale, a causa delle cattive condizioni della sua salute, incominciò già nel 1364 a pensare al suo sepolcro, e chiamò eccellenti scultori e architetti per realizzare la sua arca di marmo. La tomba è concepita come un reliquiario gotico e costò più di 10.000 fiorini, una somma enorme. Bonino fornì il disegno e l'esecuzione fu forse realizzata insieme a collaboratori. Il complesso è ormai completamente partecipe del periodo gotico. Pure di Bonino è la bellissima artistica cancellata in ferro con la "scala" araldica, che recinge le arche, tutte realizzate da maestranze campionesi e locali.

[modifica] Opere

[modifica] Note

  1. ^ Campione d'Italia sul Dizionario storico della Svizzera
  2. ^ *Bonino da Campione: Crocifissione

[modifica] Bibliografia

  • Calvi, Gerolamo Luigi (1859), Notizie sulla vita e sulle opere dei principali architetti scultori e pittori che fiorirono in Milano durante il governo dei Visconti e degli Sforza, Milano, v. I.
  • Gotthold Meyer, A. (1893), Lombardische Denkmäler des vierzehnten Jahrhunderts. Giovanni di Balduccio da Pisa und die Campionesen. Ein Beitrag zur geschichte der oberitalienischen Plastik, Stuttgart.
  • Lavagnino, Emilio (1936), Storia dell'arte medioevale italiana, Torino.
  • Lomartire, Saverio (2009), Comacini, Campionesi, Antelami, "Lombardi". Problemi di terminologia e di storiografia, in Atti del Convegno internazionale Els Comacini i l'arquitectura romanica a Catalunya Girona/Barcellona, 25-26 novembre 2005.
  • Merzario, Giuseppe (1893), I maestri Comacini. Storia artistica di mille duecento anni (600-1800), Milano, ed. G. Agnelli, v. I.
  • Porter, Arthur Kingsley (1917), Lombard Architecture, New Haven.
  • Ricci, Corrado (1957), Manuale di storia dell'arte, Bergamo.
  • Tea, Eva (1957) Medio Evo, Torino.
  • Tosca, Pietro (1951), Storia dell'arte italiana, Torino.
  • Touring Club Italiano (1964-1965), L'arte nel Medio Evo, Milano, 2 v.
  • Venturi, Adolfo (1936), Storia dell'arte italiana, Milano.

[modifica] Voci correlate

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