Basilica di Santa Maria Maggiore (Bergamo)

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Coordinate: 45°42′11″N 9°39′44″E / 45.703056°N 9.662222°E45.703056; 9.662222

Basilica di Santa Maria Maggiore
Basilica di Santa Maria Maggiore (Bergamo)
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Bergamo-Stemma.pngBergamo
Religione Cristiana Cattolica di rito romano
Titolare Santa Maria Maggiore
Diocesi Diocesi di Bergamo
Consacrazione 1185
Stile architettonico romanico, barocco
Inizio costruzione 1137
Completamento XVII secolo
Sito web Sito ufficiale

La basilica di Santa Maria Maggiore è una chiesa che si trova a Bergamo Alta, in piazza del Duomo. Edificata nella seconda metà del XII secolo, l'esterno conserva le linee architettoniche romanico-lombarde originarie, mentre l'interno è decorato in stile barocco (1500 e 1600). Accanto c'è il seminario vescovile di Bergamo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il campanile

Secondo la tradizione popolare, parzialmente suffragata da documenti, la chiesa fu edificata per ottemperare ad un voto fatto alla Madonna nel 1133 dai bergamaschi perché proteggesse Bergamo dalla peste che si stava abbattendo sul Nord Italia.

Un'iscrizione posta sul portale dell'ingresso meridionale (detto dei "Leoni bianchi") fa risalire la costruzione della basilica al 1137, i lavori cominciarono sul sito di una preesistente chiesa del VIII secolo dedicata alla Vergine, a sua volta eretta sopra un tempio pagano dedicato alla dea Clemenza, ma ad oggi non esistono fonti che confermino questo fatto.

Fu appositamente costituito il "Consorzio della Fabbrica" per la raccolta delle offerte e il progetto fu affidato a mastro Fredo, personaggio del quale non si hanno altre notizie. Il 15 agosto ebbero inizio i lavori.
La pianta originale era a croce greca con cinque absidi, una centrale e quattro sul transetto, delle quali ne rimangono tre: l'abside di nord-ovest fu fatta abbattere nel 1472 da Bartolomeo Colleoni per far posto al suo mausoleo.
Per prima fu costruita la parte tra l'abside centrale e il transetto e benché non fosse completata nel 1185 fu consacrato un altare e nel 1187 vennero completati il presbiterio e le absidi sul lato est del transetto.
I lavori subirono un rallentamento durante il 1200 a causa di difficoltà economiche; tuttavia furono completati la facciata cieca e l'atrio.

Nella basilica si tenevano anche le assemblee del popolo, secondo una pratica diffusa durante il periodo dei liberi comuni, ma sul finire del Duecento la situazione politica cambiò, Bergamo passò ai Visconti, poi alla Repubblica Veneta; la basilica gradualmente perse il suo ruolo politico-sociale e le rimase solo quello spirituale.

Nel corso del XIV e XV secolo i lavori furono ripresi dai maestri campionesi, con l'aggiunta del battistero (1340) e dei tre protiri (1353, 1360 e 1366) di Giovanni da Campione.

Tra il 1436 e il 1459, ad opera di Bertolasio Moroni di Albino, fu realizzato il campanile fino alla cella campanaria, sopralzato poi verso la fine del Cinquecento, e tra il 1485 e il 1491 la "sagrestia nuova", dato che la vecchia era stata demolita per erigere la cappella Colleoni.

Il 23 giugno 1449 il Senato e il Maggior Consiglio di Bergamo affidarono la gestione della chiesa al Congregazione della Misericordia Maggiore, prestigioso sodalizio fondato nel 1265 da Pinamonte da Brembate, allo scopo di conservare ed arricchire il patrimonio artistico della basilica.

Nel 1521 fu realizzato il portale di sud-ovest, detto porta della Fontana da Pietro Isabello.
L'edificio subì altri rimaneggiamenti all'interno nel corso nel XVII secolo, dovuti agli interventi (eseguiti tra il 1614 e il 1651) di Francesco Maria Richini, Giovanni Angelo Sala e Giovanni Barberini. Nello stesso periodo venne anche rimaneggiato il tiburio.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

L'esterno del transetto di sinistra

La basilica è caratterizzata dalla mancanza di un ingresso centrale e della facciata, infatti questa è cieca in quanto faceva parete unica con l'antico palazzo vescovile. I quattro accessi alla chiesa sono tutti laterali.

Sul fianco sinistro, in piazza del Duomo, si apre la porta detta dei Leoni rossi con protiro di Giovanni da Campione e a sinistra di questa, a ridosso dell'abside, l'ingresso secondario. Tra le due porte sono infisse nel muro le antiche misure di Bergamo: il Capitium Comunis Pergami (cavezzo - 2,63 metri) e il Brachium (braccio - 53,1 cm) a cui i tessitori e i commercianti facevano riferimento.
A destra della porta si impone la Cappella Colleoni con la scalinata d'ingresso delimitata da una cancellata in ferro battuto. Sempre sulla destra, staccato, sul fondo della piazza, il battistero.

Il fianco meridionale apre su piazza Rosate con la porta, sempre con protiro di Giovanni da Campione, detta dei Leoni bianchi e a sinistra di questa, arretrata, la porta della Fontana di Pietro Isabello.

Absidi[modifica | modifica sorgente]

L'abside centrale

L'abside centrale è coronato da una loggia con volte a botte, delimitata in alto da un fregio a denti di sega e in basso da un fregio vegetale di derivazione classica che funge da cornicione.
La parte inferiore è scandita da archi ciechi su semicolonne che contengono monofore.
Nel pennacchio tra due degli archi ciechi si trova un ritratto d'uomo barbuto all'interno di un clipeo, con una scritta ora illeggibile.
I capitelli sono a decoro vegetale, ad eccezione di uno che raffigura Gli angeli con le trombe del giudizio.

L'abside del transetto destro ha una struttura analoga a quello principale.
Sul cornicione della loggia vi è un fregio costituito da nastri intrecciati, entro cui sono scolpiti animali affrontati.
Su una delle colonne degli archi ciechi vi è un capitello con il Sacrificio di Abramo.

Anche l'abside del transetto sinistro è simile a quella centrale, benché presenti un'esecuzione meno accurata.

Porta dei Leoni rossi[modifica | modifica sorgente]

Porta dei Leoni rossi

La porta settentrionale, detta dei Leoni rossi, che si apre nel transetto sinistro e accede a piazza del Duomo è sormontata da un protiro di Giovanni da Campione, datato 1353, sostenuto da colonne sorrette da due leoni stilofori in marmo veronese, raffigurati in piedi, e contornati da figure di esseri umani e di animali.
L'arcone ha un archivolto percorso da un fregio con scene di caccia, mentre la volta è decorata a losanghe policrome. Sulle testate delle mensole che sorreggono l'arcone è raffigurata L'Annunciazione.

Al di sopra del protiro una loggia di tre spazi con archetti trilobati contiene le statue di san Barnaba, san Vincenzo e al centro la statua equestre di sant'Alessandro.

Ancora al di sopra, si trova la Madonna col Bambino affiancata da sant'Esteria e santa Grata, opera di Andreolo de' Bianchi (1398).

Il portale romanico, del XII-XIII secolo, privo di lunetta ed architrave, presenta delle figurine inserite all'interno di riquadri.

Porta laterale settentrionale[modifica | modifica sorgente]

Lungo la navata sinistra, seminascosta dall'abside di nord-est si apre una porta sormontata da un arcone gettato tra la parete e l'abside, affrescato da Pacino da Nova (ne restano solo tracce di pittura). Il portale, costruito da Nicolino con il padre Giovanni da Campione, presenta uno sviluppo più gotico, ma di fattura povera. Le sculture in arenaria più tozze e popolaresce fanno ipotizzare una realizzazione precedente.
Proprio questa porta fu utilizzata come location del film I promessi sposi di Salvatore Nocita del 1989.

Porta dei Leoni bianchi[modifica | modifica sorgente]

Portale meridionale detto dei Leoni bianchi

La porta meridionale, detta dei Leoni bianchi, che apre il transetto destro su piazza Rosate è coperta da un protiro di Giovanni da Campione, risalente al 1367, sostenuto da due ordini di colonne: quelle esterne sorrette da leoni stilofori, mentre quelle interne sostenute da due telamoni inginocchiati, un uomo ed una donna.

Le mensole che sorreggono l'arcone del protiro hanno capitelli fogliati. Sulla mensola di destra sono rappresentati draghi ed esseri mostruosi, mentre la mensola sinistra mostra delle scene di caccia.

Il portale è coronato da un bassorilievo raffigurante, all'interno di nicchie, Cristo contornato da santi, opera sempre di Giovanni da Campione (1360); nella lunetta c'è un rilievo con La nascita del Battista.

Il tutto è sormontato da un'edicola pensile in stile gotico realizzata tra il 1400 e il 1403 da Hans von Fernach.

Porta della Fontana[modifica | modifica sorgente]

Sempre sul lato meridionale si apre una porta secondaria detta della Fontana sormontata da un protiro rinascimentale di Pietro Isabello (1521).
La lunetta ha un affresco che rappresenta la Natività di Maria, attribuito ad Andrea Previtali.

Battistero[modifica | modifica sorgente]

Il battistero fu costruito nel 1340 da Giovanni da Campione e originariamente collocato nella navata centrale. Nei secoli successivi fu più volte spostato: rimosso dall'interno della basilica nel 1660, fu prima rimontato con alcuni pezzi in una apposita cappella del Duomo nel 1691; infine l'intera struttura fu ricostituita con aggiunte e rifacimenti nel cortile della Canonica nel 1856 circa.

Oggi esso si presenta sul lato ovest della piazza del Duomo, in asse con la facciata della cattedrale e quasi a ridosso della Cappella Colleoni; è frutto di una ricomposizione in stile, effettuata nel 1898-1899.

Interno[modifica | modifica sorgente]

Interno

L'interno della basilica conserva l'impianto romanico a croce greca con tre navate divise da pilastri che finiscono con un'abside, ma la decorazione ha subito notevoli modifiche nel XVII secolo secondo lo stile barocco grazie alla perizia degli stuccatori Giovanni Angelo Sala e del figlio Gerolamo.

Lungo le pareti e ai pilastri sono appesi degli arazzi, in parte eseguiti a Firenze (1583-86) su disegno di Alessandro Allori e in parte di fattura fiamminga (secolo XVI-XVII), che rappresentano scene della Vita di Maria.

Sopra l'arazzo che rappresenta la Crocifissione, eseguito ad Anversa nel 1698 su cartoni di Ludwig van Schoor, è il dipinto di Luca Giordano con il Passaggio del Mar Rosso (1681).

A sinistra dell'ingresso vi è il monumento sepolcrale del cardinale Guglielmo Longhi, di Ugo da Campione (1319-1320).
Sulla parete di fondo, il monumento a Gaetano Donizetti, opera di Vincenzo Vela (1855) e quello di Simone Mayr (suo maestro e già maestro di cappella in questa stessa basilica ) eseguito nel 1852 da Innocenzo Fraccaroli.

All'inizio della navata sinistra, un confessionale ligneo in stile barocco intagliato da Andrea Fantoni (1704).

Un crocifisso del '300 pende sulla balaustra del presbiterio.

Nel presbiterio, che ospita sei candelabri in bronzo del 1597, vi è un coro ligneo disegnato da Bernardino Zenale e da Andrea Previtali. Gli stalli del coro e le tarsie dell'iconostasi, che raffigurano racconti biblici, (il Passaggio del Mar Rosso, il Diluvio Universale, Giuditta e Oloferne e Davide e Golia) sono stati eseguiti tra il 1522 e il 1555 su disegno di Lorenzo Lotto da Giovan Francesco Capoferri e Giovanni Belli. Le differenti cromie sono date dal diverso tipo di legno, mentre sfumature di colore e profondità d'immagine sono ottenute con infusi d'erbe e utilizzo di sabbia calda.

Alla testata del transetto destro vi sono affreschi trecenteschi d'ispirazione giottesca di autore ignoto con Storie di Sant'Egidio, L'ultima cena e L'albero della vita o di San Bonaventura (1347), parzialmente coperto da un affresco del '600.

Organo a canne[modifica | modifica sorgente]

Sulle due cantorie lungo le pareti laterali dell'abside, si trova l'organo a canne,[1] costruito nel 1915 da Carlo Vegezzi Bossi e restaurato ed ampliato dalla ditta organaria Fratelli Ruffatti nel 1948 e nel 1992.

Lo strumento è a trasmissione elettrica e la sua consolle, mobile indipendente, è situata nel presbiterio, nei pressi dell'altare maggiore; quest'ultima ha tre tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera concavo-radiale di 32 note.

Di seguito, la disposizione fonica dell'organo:

Prima tastiera - Positivo Espressivo
Bordone 16'
Eufonio 8'
Corno dolce 8'
Salicionale 8'
Gamba 8'
Ottava 4'
Flauto ottaviante 4'
Flauto in duodecima 2.2/3'
Piccolo 2'
Cornetto 3 file 2.2/3'
Unda maris 8'
Tromba dolce 8'
Clarinetto 8'
Tremolo
Seconda tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale I 8'
Principale II 8'
Flauto traverso 8'
Dulciana 8'
Gamba 8'
Quinta 5.1/3'
Ottava I 4'
Ottava II 4'
Flauto a camino 4'
Duodecima 2.2/3'
Decimaquinta 2'
Cornetto 3 file 2.2/3'
Ripieno grave 6 file 2'
Ripieno acuto 8 file 1'
Trombone 16'
Tromba 8'
Clarone 4'
Terza tastiera - Espressivo
Controgamba 16'
Voce corale 8'
Principalino 8'
Bordone 8'
Viola gamba 8'
Viola celeste 8'
Concerto viole 8'
Flauto armonico 4'
Voce eterea 4'
Ottava eolina 4'
Ottavina 2'
Ripieno 5 file 2'
Tuba mirabilis 8'
Oboe 8'
Voce corale piano 8'
Voce corale forte 8'
Pedale
Subbasso 32'
Contrabbasso 16'
Principale 16'
Bordone 16'
Violone 16'
Armonica 16'
Gran quinta 10.2/3'
Ottava 8'
Bordone 8'
Violoncello 8'
Quinta 5.1/3'
Ottava 4'
Ripieno 8 file 4'
Controbombarda 32'
Bombarda 16'

Personalità sepolte[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda organo - Bergamo - Santa Maria Maggiore, provincia.bergamo.it. URL consultato il 13 ottobre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Basilica Santa Maria Maggiore di Bergamo - Opera Pia Misericordia Maggiore
  • La basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo - Ed. Bolis Bergamo - 1984
  • Mauro Zanchi, La Basilica di Santa Maria Maggiore. Una lettura iconografica della "biblia pauperum" di Bergamo, Ferrari Editrice, Bergamo 2003
  • Giuseppe Berlendis, Interno di Santa Maria Maggiore in Principali monumenti della città e provincia di Bergamo, Bergamo, Stamperia Crescini, 1843.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]