Gian Paolo Cavagna

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S. Carlo Borromeo
La Sacra Famiglia

Gian Paolo Cavagna (Bergamo, 1550 circa – Bergamo, 20 maggio 1627) fu un pittore rinascimentale formatosi alla scuola di Cristoforo Baschenis il Vecchio.

Nacque a Bergamo attorno a 1550, come si può desumere da un atto in cui dichiara di essere profitens aetatem viginti quinque excessisse, morì il 20 maggio 1627 a Bergamo, dove fu sepolto nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

L'arte[modifica | modifica sorgente]

In molte sue opere si legge l'influenza del Tintoretto, dei Bassano e del Veronese, specialmente nelle grandi opere in cui il gusto veneto è evidente, come ne La Trinità e i Disciplini bianchi in San Pietro Martire di Alzano Lombardo.
In quest'opera si rileva anche un realismo particolare che sconfina in un energico e acuto verismo[1] dei quattro frati che inginocchiati osservano stupiti i simboli della Trinità. Il paesaggio su cui si svolge la scena e in cui si possono riconoscere luoghi di Alzano Lombardo richiama le ambientazioni del Moroni.

Le influenze venete risultano filtrate dalla cultura lombarda e dalla presenza del Moroni.

Il trittico raffigurante la Madonna con San Carlo e Santa Caterina che presentano i devoti del 1591, nella chiesa di San Rocco di Bergamo, è espressione di questo sincretismo artistico in cui la luminosità propria del Moroni viene magistralmente esaltata.

Maggiore è l'influenza veneziana nelle sue opere di Santa Maria Maggiore di Bergamo, tra cui spicca la Natitivà, anche se l'afflato lombardo è sempre presente con richiami ad artisti come Gervasio Gatti o Giambattista Trotti.

Tra le sue opere più significative, a carattere religioso, si segnalano i Santi in gloria, nella chiesa di Sant'Alessandro di Bergamo, gli Angeli e i Profeti in Santa Maria Maggiore, la Caduta della manna e l'Ultima cena nella chiesa di San Martino a Treviglio, il San Carlo Borromeo tra San Rocco e San Pantaleone nel Santuario della Madonna del Castello di Almenno San Salvatore, e il Miracolo dell'acqua che sgorga dall'arca dei Santi Fermo, Rustico e Procolo nella chiesa di San Benedetto di Bergamo.

È nella ritrattistica che si sente maggiormente l'influenza del Moroni e dove il suo verismo lo avvicina anche ad artisti come Sofonisba Anguissola.

Nei ritratti dell'Organista e del Gentiluomo l'analisi espressiva dei modelli, non idealizzata, la puntigliosa rappresentazione dei particolari, come quelli dell'elsa della spada del gentiluomo o del suo collare con la Croce di Malta, riportano al Maroni più maturo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A. Locatelli Milesi, op. cit. in bibliografia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • L. Bandera. Da Gian Paolo Cavagna ai fratelli Galliari in Pittura .... Cinisello Balsamo, 1987.
  • M. Gregori. Pittura a Bergamo, dal romanico al neoclassico. Cinisello Balsamo, A. G. Pizzi, 1991.
  • A. Locatelli Milesi. Un maestro poco noto: Gian Paolo Cavagna. Bergamo, Emporium, 1935.
  • F. Rossi. Giovan Paolo Cavagna in S. Martino. Bergamo, 1987
  • E.De Pascale - F.Rossi, "Giovan Paolo Cavagna e il ritratto a Bergamo dopo Moroni", catalogo della mostra, Quaderni dell'Accademia Carrara, n°14, Bergamo, 1998.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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