Duomo di Bergamo

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Coordinate: 45°42′12″N 9°39′47″E / 45.7032744°N 9.6629525°E / 45.7032744; 9.6629525

Duomo di Sant'Alessandro
Facciata del Duomo
Facciata del Duomo
Paese Italia
Regione Lombardia
Località Bergamo
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Diocesi di Bergamo
Anno consacrazione
Architetto Filarete
Stile architettonico
Inizio costruzione metà del XV secolo
Completamento
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Sito web Sito ufficiale

Il Duomo di Bergamo, dedicato a Sant'Alessandro patrono della città, si trova nella città alta, in piazza del Duomo.

La chiesa contese a lungo il titolo di cattedrale alla Basilica di Sant'Alessandro, reputata il luogo del martirio di Alessandro, fino alla distruzione di questa nel 1561 ad opera dei veneziani per la costruzione delle Mura venete.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] La struttura paleocristiana

La storia della cattedrale è stata controversa ed oggetto di numerose supposizioni negli ultimi secoli a causa della mancanza di reperti archeologici e fonti scritte antecedenti l’età medievale. Soltanto durante alcuni lavori di restauro, iniziati nel corso dell’anno 2004, sono stati rinvenuti resti risalenti all’età romana, che hanno permesso di ricostruire con particolare precisione sia gli edifici che si sono susseguiti nell’area che l’impianto urbano della zona in cui attualmente si trova il Duomo. Sotto la pavimentazione difatti sono emersi differenti strati, ognuno dei quali corrispondente ad altrettante epoche.

Il più antico ha evidenziato la presenza di un primo luogo di culto paleocristiano, risalente al V secolo, del quale si era soltanto ipotizzata l’esistenza. Questo, in stile romanico e dedicato a san Vincenzo, aveva dimensioni importanti, tanto che il perimetro dello stesso era pari a quello dell’attuale, e venne costruito al centro dell’assetto urbanistico del tempo, stravolgendone l’identità. Si consideri difatti che negli scavi è stato ritrovato in buono stato un tratto del cardo cittadino, muri appartenenti a ville patrizie e mosaici risalenti al I secolo. Questo sta ad indicare la notevole importanza che la comunità cristiana aveva già in quel periodo. Inoltre sono affiorate tombe di età longobarda ed affreschi attribuibili al Maestro della Rocca di Angera, autore anche di altre opere in chiese della città nella seconda metà del XIII secolo.

[modifica] L'edificio rinascimentale

A metà del Quattrocento il vescovo Giovanni Barozzi decise la costruzione di un nuovo edificio religioso in luogo del precedente, affidando il progetto all’architetto fiorentino Filarete, che stabilì per la nuova cattedrale, sempre intitolata a san Vincenzo, una pianta a croce latina con un’unica navata con affiancate tre piccole cappelle semicircolari per parte e con una cupola a padiglione ottagonale.

Nel Medioevo Bergamo ebbe quindi due cattedrali: Sant'Alessandro e San Vincenzo. Quest'anomala situazione, attestata già nel IX secolo, produsse per secoli dissidi tra i due capitoli, finché nel 1561 i veneziani distrussero l'antica cattedrale di Sant'Alessandro nell’ambito della costruzione delle mura venete.

Nel 1459 venne posata la prima pietra e già nel 1467 venne completata la prima cappella sul lato sinistro, dedicata a santa Caterina e San Girolamo. Tuttavia dopo un paio di anni i lavori subirono una brusca interruzione a causa della morte del Filarete ed alla contestuale elezione del vescovo Barozzi a patriarca di Venezia.

Per circa trent’anni i lavori rimasero fermi, dopodiché proseguirono a rilento: nel 1611 venne nominato a dirigere i lavori l’architetto Scamozzi. Il cantiere riprese vigore sul finire del secolo quando, nel 1689, l'edificio subì una ristrutturazione ad opera di Carlo Fontana,[1] il quale innalzò la cupola, allungò l’abside e terminò finalmente i lavori nel 1693.

Nel frattempo, all'inizio del XVII secolo il vescovo Giovanni Emo aveva riunito i canonici e il 18 agosto 1697, il vescovo san Gregorio Barbarigo ottenne da papa Innocenzo XI la bolla Exponi nobis che stabiliva un'unica cattedrale, dedicando a sant'Alessandro quella che era stata san Vincenzo, e un unico capitolo. A san Vincenzo rimase una cappella sulla destra ed il transetto con una pala dipinta da Carlo Ceresa.

L'edificio subì altri rimaneggiamenti che interessarono sia il campanile che la cupola e l'interno nel corso del XIX secolo, epoca a cui risale anche la facciata, che venne inaugurata il 26 agosto 1889, giorno della festa di sant'Alessandro.

La ricostruzione della cupola, realizzata tra il 1851 e il 1853 ed affrescata da Francesco Coghetti, si deve all'architetto Ferdinando Crivelli. Il suo intervento concluse una tormentata vicenda progettuale: rinforzò ed innalzò a maggiore altezza il tamburo e costruì la tazza con mattoni, mantenendo la copertura esterna in rame. La cupola presenta una calotta sproporzionata rispetto all'alto tamburo elevato mediante una fascia liscia sopra la balaustrata prevista dal precedente progetto dell'ingegnere Cusi. La cupola culmina con un piedistallo mistilineo sorreggente la statua di sant'Alessandro, realizzata nel 1851 da Carlo Broggi.

Il 26 agosto 2008 monsignor Roberto Amadei ha inaugurato l'altare dopo le ristrutturazioni iniziate nel 2004 che hanno permesso il ritrovamento dei reperti precedentemente descritti, i quali saranno visitabili a partire dall'estate 2012[2].

La cupola

[modifica] Descrizione

[modifica] Interno

L'interno, a croce latina, ha una sola navata.

Nella prima cappella di destra San Benedetto in cattedra e Santi di Andrea Previtali (1524) e in quella di sinistra Madonna col Bambino e Santi di Giovan Battista Moroni (1576).

La Cappella del Crocifisso conserva un crocifisso del '500.

La chiesa conserva anche altri dipinti, tra cui una Madonna col bambino e due colombe, attribuita a Giovanni Cariani e tele di Giambettino Cignaroli e di Sebastiano Ricci.

Sono anche presenti ben tre organi a canne. Il primo ed il più antico è un Felice Bossi del 1842 a trasmissione interamente meccanica ed incastonato in un bellissimo complesso ligneo di Giovan Battista Caniana (1743). Il secondo strumento è un Balbiani Vegezzi-Bossi del 1943 a trasmissione elettrica che nell'anno 2009 è stato definitivamente ampliato e spostato in Cornu Epistolae. È dotato di una consolle a 3 tastiere completamente spostabile. È presente anche un portativo di recente costruzione atto ad accompagnare le funzioni minori.

Nell'abside dietro l’altare sono collocati sette grandi dipinti, tra cui il Martirio di San Giovanni Vescovo di Giambattista Tiepolo (1731-1743).
Il Sant'Alessandro nel catino absidale è opera di Carlo Innocenzo Carloni.
Sempre nell'abside vi è un coro ligneo intagliato da Johann Karl Sanz (sec. XVIII) con stallo centrale di Andrea Fantoni, a cui è dovuto anche il bassorilievo marmoreo della Vita di Cristo all'altare del transetto sinistro.

L'altare è stato costruito su disegni di Filippo Juvara. La cripta conserva un affresco del Trecento, un pluteo ed una colonna tortile dell'antica cattedrale.

Nella sagrestia sono conservate opere di Giovan Battista Moroni e uno scomparto che faceva parte di un polittico ligneo quattrocentesco, intagliato e dorato.

[modifica] Organo Felice Bossi

Sulla cantoria di sinistra, si trova l'organo a canne costruito nel 1842 da Felice Bossi e restauro dalla ditta Mascioni nel 1995. A trasmissione meccanica, ha un'unica tastiera di 58 note con divisione bassi/soprani a Do#3-Re3, ed una pedaliera a leggio di 20 pedali (i primi 18 note reali costantemente uniti al manuale, il 17° corrispondente alla Terza Mano e il 18° al Rollante). Di seguito la sua disposizione fonica in base alla posizione delle manette dei vari registri nelle due colonne della registriera[3]:

Colonna di sinistra - Concerto
Campanelli
Cornetta I
Fagotto Bassi
Trombe Soprani
Corno Inglese Soprani
Clarone Bassi
Oboe Soprani
Oboe Bassi
Flutta Soprani
Viola Bassi
Corni da caccia
Ottavino Bassi
Ottavino Soprani
Flauto in VII
Flauto in XII
Flauto in XVII
Voce Umana
Terza Mano
Bombarde al pedale
Colonna di destra - Ripieno
Principale 16' Bassi
Principale 16' Soprani
Principale Bassi
Principale Soprani
Ottava Bassi
Ottava Soprani
Duodecima
Decimaquinta
Decimanona
Vigesimaseconda
Due di Ripieno
Due di Ripieno
Due di Ripieno
Due di Ripieno
Ripieno al pedale
Bassi Armonici al pedale
Tromboni al pedale
Basso al pedale

[modifica] Organo Pietro Corna

L'organo Corna è stato costruito fra il 2009 e il 2010. Lo strumento attuale sostituisce un organo liturgico precedente, realizzato dalla ditta organaria Balbiani-Vegezzi Bossi, che è entrato a far parte integrante di quello nuovo. A trasmissione elettrica, ha tre tastiere e pedaliera ed è collocato in massima parte nella cassa di destra, ad eccezione del corpo d’organo Espressivo che di trova nel transetto di sinistra, all’interno di un vano murario munito di aperture a “griglia espressiva”. La sua disposizione fonica è la seguente[4]:

Prima tastiera - Grand'Organo
Bordone 16'
Principale 8'
Flauto 8'
Fugara 8'
Flauto a Camino 4'
Ottava 4'
Duodecima 2.2/3'
Quintadecima 2'
Ripieno V
Cromorno 16'
Violoncello 8'
Seconda tastiera - Positivo
Quintadena 8'
Bordone 8'
Gamba 8'
Vox Angelica 8'
Flauto armonico 4'
Corno di camoscio 2'
Mistura III
Cromorno 8'
Terza tastiera - Resonance
Diapason 8'
Corno di Notte 4'
Nazardo 4'
Quarta di Nazardo 2'
Terza 1.3/5'
Quinta 1.1/3'
Settima 1.1/7'
Tromba chamade 8'
Regale 4'-16'
Espressivo[5]
Contra Viola 16'
Bordone amabile 8'
Viola di gamba 8'
Coro celeste 8'
Salicet 4'
Corno inglese 16'
Oboe d'amore 8'
Clarinetto 8'
Pedale
Principale 16'
Subbasso 16'
Gran Quinta 10.2/3'
Bordone 8'
Violone 8'
Bordoncino 4'
Trombone 16'
Tromba dolce 8'
Cromorno 4'
Corno inglese 16'
Contra Viola 16'
Grandi Armonici III

[modifica] Battistero

Il Battistero

Il Battistero, a pianta ottagonale, venne costruito nel 1340 da Giovanni da Campione come vasca battesimale per la basilica di Santa Maria Maggiore, dove in origine era situato, probabilmente in fondo alla navata centrale.

Venne demolito nel 1650 e ricostruito nel 1856 all'interno del cortile dei Canonici.
Fu trasferito nella sua sede attuale nel 1889.

Presenta al suo interno bassorilievi narrano episodi della Vita di Gesù, una statua di San Giovanni Battista ed un fonte battesimale di Giovanni da Campione (1340)

È percorso in alto da una loggia di colonnine, intervallate, in corrispondenza degli spigoli, da otto statue trecentesche che rappresentano le Virtù.

[modifica] Note

  1. ^ Berlendis, Principali..., op.cit.
  2. ^ Un museo sotto la Cattedrale. Sarà pronto per Sant'Alessandro
  3. ^ Fonte
  4. ^ Fonte
  5. ^ assegnabile a tutte le tastiere, fisso alla III

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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