Antonio Tadini

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Antonio Tadini

Antonio Tadini (Romano di Lombardia, 31 gennaio 1754[1]Romano di Lombardia, 14 luglio 1830) è stato un matematico, ingegnere e accademico italiano, noto anche con il nome di Giannantonio.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Formatosi presso il Seminario di Bergamo, fu Insegnante poi di grammatica e filosofia al Collegio Mariano della città orobica e presso l'Università di Pavia; cultore degli studi di fisica, scienze naturali, matematica. Attivo politicamente, prima aderì alla loggia massonica bergamasca, poi fu tra i giacobini filo-francesi ed infine fu influente personalità della Repubblica Cisalpina, nella quale ricoprì numerosi incarichi tra cui quello di consigliere nel Dipartimento del Serio, quello di "Commissario Generale del Potere Esecutivo alle Acque", di "Idraulico Nazionale" e di "Ispettore Generale del Corpo di Acque e Strade".

Successivamente ricoprì il ruolo di "ispettore idraulico" anche nel Regno Italico. Autore di importanti studi di ingegneria idraulica tra cui il canone generale dei nuovi canali sviluppando la formula che definisce la velocità dell'acqua che scorre in un canale in cui si possa supporre il moto uniforme, riscuotendo importanti riconoscimenti in Francia e Germania.

Suo il trattato Della misura e del movimento delle acque correnti (1810). Tadini è ricordato anche per gli studi condotti sull’origine delle proprietà agrarie della laguna veneta, sulla canalizzazione delle acque del Padovano, e "sulla deviazione verso oriente che subisce un grave cadendo" fatte nella chiesa di San Francesco in Bergamo.

Nel 1814 venne sollevato dagli incarichi attribuitigli a causa di una sua insofferenza nei confronti dei funzionari della dominazione francese, ritenuti arroganti ed invadenti. Si ritirò quindi nel suo paese natale, dove continuò gli studi a titolo personale, morendo nel 1830 a 76 anni.

Opere[modifica | modifica sorgente]

La Biblioteca Angelo Mai di Bergamo conserva studi e scritti di idraulica e idrometrica, lettere e "zibaldone" donate da Carlo Lochis.

In un volume rilegato (MMB 223) sono raccolte 86 "Lettere a Carlo Marieni" (1789-1830). Altre tre lettere (1818-1824) si trovano in 65 R 10 "Collezione di autografi e notizie" e in Specola Epistolari 487 e 799.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Storia di Bergamo e dei Bergamaschi, B. Belotti. Bergamo, 1990.
  • Bergamo e il suo territorio. Dizionario enciclopedico. Bergamo, 2004.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]

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