Gian Giacomo Trivulzio

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Gian Giacomo Trivulzio
Trivulzio.jpg
1440 - 5 dicembre 1518
Nato a Milano
Morto a Arpajon
Dati militari
Paese servito Francia
Grado Maresciallo di Francia
Battaglie Battaglia di Fornovo
Battaglia di Agnadello
Battaglia di Marignano

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Gian Giacomo Trivulzio (Milano, 1440Arpajon, 5 dicembre 1518) è stato un militare e politico italiano, spregiudicato nelle azioni e coinvolto nelle complesse vicende che hanno avuto come posta il dominio dei territori della signoria di Milano tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI.

Stemma base della famiglia Trivulzio

Periodo milanese[modifica | modifica wikitesto]

Giangiacomo detto "il Grande", figlio di Antonio Trivulzio e Francesca Visconti, ha come compagno di studi Galeazzo Maria Sforza.

Nel 1465 segue l'esercito sforzesco in Francia in aiuto di re Luigi XI. Partecipa alle campagne contro il Colleoni ed è al fianco di Federico da Montefeltro nelle guerre di Romagna. Sposa la dodicenne Margherita Colleoni, lontana parente del celebre condottiero, dalla quale ebbe numerosi figli, tra i quali Giovan Niccolò (1479-1512) che sposò Paola Gonzaga.

Nel 1478 soccorre i fiorentini contro le mire espansioniste di Sisto IV. Nel 1480 diventa proprietario del Castello di Mesocco (Svizzera, canton Grigioni), che apparteneva da tre secoli alla famiglia De Sacco. Nel 1484 sconfigge i veneziani a Martinengo.

Al servizio di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Gian Giacomo Trivulzio.

Nel 1488 sposa Beatrice d'Avalos, figlia di Innico I d'Avalos, dopo che la prima moglie era morta qualche anno prima e nel giugno dello stesso anno parte per Napoli mettendosi al servizio di Alfonso d'Aragona.

La dinastia aragonese rappresentava un ostacolo per gli obiettivi di potere di Ludovico il Moro essendo Isabella d'Aragona sposa del giovane Gian Galeazzo Sforza. Così il Moro si allea con Carlo VIII e lo invita a impossessarsi del regno di Napoli.

Il re francese discende facilmente la penisola e si trova a contrattare la resa del regno di Napoli col Trivulzio, che nel frattempo era stato nominato comandante dell'esercito.

Carlo VIII viene colpito dall'abilità del Trivulzio e lo ingaggia, previo permesso scritto di Ferdinando d'Aragona, per 10.000 ducati annui.

Al servizio della Francia[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Gian Giacomo Trivulzio nella Cappella Trivulzio a Milano.

È in questa veste che il Trivulzio risale la penisola al fianco del re francese e partecipa alla battaglia di Fornovo del 1495.

Il 15 luglio 1495 i francesi arrivano ad Asti; il re nomina Trivulzio luogotenente e gli concede titoli nobiliari e possedimenti in Francia. Gian Giacomo Trivulzio è praticamente la longa manus francese in Italia. Nel 1498 muore Carlo VIII e dopo poco il nuovo re francese, Luigi XII, organizza un potente esercito, comandato dal Trivulzio, per conquistare il Milanese. Il progetto si realizza puntualmente e il 29 settembre 1499 Gian Giacomo Trivulzio viene nominato Maresciallo di Francia.

Nel 1509 batte i veneziani ad Agnadello.

Nel 1515, grazie all'aiuto dei veneziani, sconfigge gli svizzeri nella battaglia di Marignano.

Nel 1516 difende ancora Milano dall'imperatore Massimiliano I; sospetti, accuse e gelosie lo fanno però cadere in disgrazia agli occhi del re francese Francesco I; valica allora le Alpi nel pieno dell'inverno e chiede udienza inutilmente al re. Muore pochi giorni dopo.

Fu in grado di accumulare ingenti ricchezze che in parte, secondo lo spirito del tempo, vennero impiegate per finanziare opere artistiche come quelle dovute al Bramantino: la cappella Trivulzio della Basilica di San Nazaro Maggiore, dove fu sepolto, e il ciclo dei dodici Arazzi dei Mesi, ora conservati al Castello Sforzesco di Milano.

La sua figlia naturale, Francesca, sposò Ludovico I Pico, signore di Mirandola e conte di Concordia.[1]

La Cappella Trivulzio a Milano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri di Italia. Pico della Mirandola, Torino, 1835.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Letizia Arcangeli, Gian Giacomo Trivulzio marchese di Vigevano e il governo francese nello Stato di Milano (1499-1518), in Giorgio Chittolini (a cura di), Vigevano e i territori circostanti alla fine del Medioevo, Milano 1997.
  • Claudio Rendina. I capitani di Ventura. Roma, Newton & Compton Editori, 2004. ISBN 8882899748

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