Rotonda della Besana

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Coordinate: 45°27′35.2″N 9°12′18.69″E / 45.459778°N 9.205192°E45.459778; 9.205192

Chiesa di San Michele ai Nuovi Sepolcri, detta Rotonda della Besana
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lombardia
Località Milano
Religione Cristiana cattolica di rito ambrosiano
Architetto Attilio Arrigoni, Francesco Croce
Stile architettonico Barocchetto
Inizio costruzione 1695
Completamento 1719
Sito web [1]

La Rotonda della Besana (o "Rotonda di Via Besana") è un edificio tardobarocco di Milano. Deve il nome semplicemente alla via Enrico Besana dove è situato l'ingresso. La "Rotonda" è un complesso, nato con funzioni cimiteriali, che ha il suo centro nella ex chiesa, intitolata a San Michele, oggi sconsacrata e adibita a spazio espositivo. Tutto attorno, vi è un porticato a segmenti d'arco in mattone a vista che circonda un'area attualmente utilizzata come parco pubblico.

Marcantonio Dal Re, Sepolcri del Ospital Maggiore
La Porta delle Meraviglia con i resti del ponte utilizzati come balaustre sulla via Francesco Sforza

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Ospedale Maggiore di Milano, fin dalla sua nascita (1456), si era dotato di un'area cimiteriale in cui seppellire quanti fossero deceduti al suo interno, all'interno dello stesso complesso filaretiano di Via Festa del Perdono. Alla fine del XVII secolo, il sepolcreto si rivelò però insufficiente per le accresciute necessità e inadeguato alle esigenze igieniche di un grande nosocomio.

Per la costruzione fu scelto un terreno nei pressi delle mura di "Porta Tosa", come era allora detta "Porta Vittoria", sita nel luogo dell'attuale Piazza Cinque Giornate. Nel 1696 venne edificato il nuovo cimitero con la chiesa di San Michele ai Nuovi Sepolcri in fondo alla Strada di San Barnaba (attuale Via San Barnaba). Per il collegamento del nuovo camposanto all'Ospedale Maggiore, fu costruito un nuovo ponte sulla cerchia dei navigli nei pressi dell'ingresso posteriore dell'Ospedale, sull'attuale Via Francesco Sforza. Di quest'opera, è tuttora visibile la Porta della Meraviglia sul retro della Ca' Granda. Poiché anche i vasti ossari collocati nei sotterranei della chiesa divennero insufficienti, nel 1719 venne realizzato il porticato circostante, terminato nel 1731. Il complesso era allora noto come "Foppone dell'Ospedale", dalla voce milanese "foppa" significante appunto "fossa", con cui venivano denominati i molti cimiteri di Milano.

Vi furono sepolte quasi centocinquantamila persone.

Il progetto fu degli architetti Attilio Arrigoni (autore della chiesa) e poi Francesco Croce (autore del porticato e della ristrutturazione della chiesa), con il contributo dell'ingegner Carlo Francesco Raffagno[1].

Dopo il 1792 l'edificio venne dismesso, in seguito alla legislazione sanitaria austriaca che imponeva di spostare i cimiteri fuori dalla cerchia cittadina. Nel 1807, durante la dominazione napoleonica, l'architetto Luigi Cagnola ideò un progetto per trasformare il complesso in Pantheon del Regno italico di cui Milano era capitale. Con la caduta di Napoleone e la riannessione all'Austria, il progetto fu accantonato. Fu di volta in volta caserma, fienile, cronicario, lavanderia dell'ospedale fino al 1940; seguì un periodo di degrado, che ebbe fine con l'acquisto da parte del Comune di Milano e la sua totale ristrutturazione[2].

Architettura[modifica | modifica sorgente]

La chiesa, nucleo originario del complesso, ha una pianta a croce greca, inusuale nel contesto milanese dell'epoca e con bracci di misura uguale. All'incrocio dei bracci si eleva la cupola ottagonale, coronata dalla lanterna slanciata. Ai termini di ciascun braccio vi sono quattro facciate identiche, di estrema sobrietà. Più elaborato e scenografico è invece l'interno, a tre navate. La copertura a capriate lignee è sorretta da pilastri in pietra, scanalati, a base ottagona. I capitelli, di ordine ionico, sono decorati con raffigurazioni di teschi e ossa, allusive alla destinazione del complesso e tipiche dell'iconografia barocca.

Il porticato mostra un andamento ondulato, ricco di scorci suggestivi. All'interno è costituito da un susseguirsi di volte a crociera, che coprono le arcate aperte verso la chiesa. Il prospetto esterno in mattoni a vista è invece aperto da finestroni ed oculi.

La chiesa vista dal portico

La Rotonda oggi[modifica | modifica sorgente]

Il complesso, di proprietà comunale dal 1958, è usato come spazio verde pubblico e come spazio espositivo per mostre temporanee, proiezioni ed eventi culturali.

Tra le personali più importanti si ricordano le mostre di Conrad Marca-Relli, Julian Schnabel, Luigi Veronesi, Fabrizio De André e Karl Lagerfeld - The Little Black Jacket.

Nel libro "Le avventure del folletto Bambilla", lo scrittore per l'infanzia Roberto Piumini immagina che questo monumento sia la residenza di Bambilla, creatura magica amica dei bambini e dell'ambiente.

Nel 2010, nell'ambito del Festival della Luce di Milano - LED 2010, l'artista milanese Luciano Maciotta è intervenuto sulla Rotonda con una installazione di led e plexiglas.[3]

Da gennaio 2014 è sede del Museo dei Bambini di Milano.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Eugenia Bianchi, Stefania Buganza, Il Seicento e il Settecento, p.50-52, op.cit.
  2. ^ Maria Teresa Fiorio, Le chiese di Milano, p. 341, op.cit.
  3. ^ Tracce di luce alle finestre...per andare oltre di Luciano Maciotta in Corriere della Sera, Milano/LED 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maria Teresa Fiorio, Le chiese di Milano, Electa, Milano, 2006
  • Guida d'Italia, Milano, Edizioni Touring Club Italiano, Milano, 2007.
  • Eugenia Bianchi, Stefania Buganza, Il Seicento e il Settecento, in "Itinerari di Milano e provincia", Provincia di Milano, NodoLibri, Como, 1999.
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