Broletto

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Il "broletto nuovo" di piazza Mercanti, a Milano

Il broletto arengario identifica, nelle città lombarde, a partire dall'XI secolo, l'area recintata dove si solevano svolgere le assemblee cittadine e l'amministrazione della giustizia.
In seguito il termine venne usato per indicare il palazzo dei consoli, del podestà e genericamente il palazzo municipale.

Il broletto era costruito con il piano terra aperto a portico per consentire la presenza dei cittadini e per amministrare la giustizia in presenza di numerose persone, mentre al piano superiore si trova una grande sala per le riunioni del Consiglio Generale.

Di solito parliamo di strutture a trecentesche, con archi a tutto sesto o a sesto acuto, dipende dal periodo e sono costruiti in pietra o mattone a secondo della regione. È costituito da due piani quello inferiore che spesso è un porticato aperto dove si tenevano assemblee del popolo o il mercato e uno superiore dove ci sono estese stanze, dove si tenevano riunioni delle giunte o dove facevano udienze i giudici, e con aperture, le finestre, abbastanza grandi. Spesso queste strutture si trovano vicino alle chiese principali della città, per la stretta relazione che si crea fra il mondo laico ed ecclesiastico in questo periodo.

Si trovano degli esempi pregevoli di broletto nelle seguenti città:

Piazza Broletto, a Lodi
Cortile del broletto di Brescia (lato sud)
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