Civico museo archeologico di Milano

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Coordinate: 45°27′55.75″N 9°10′43.4″E / 45.465486°N 9.178722°E45.465486; 9.178722

Civico museo archeologico
1794 - Milano - Portone Museo Archeologico - Foto Giovanni Dall'Orto - 18-May-2007.jpg
Tipo Museo archeologico
Indirizzo Corso Magenta 15, 20122 Milano e
presso il Castello Sforzesco
Sito Sito del Civico museo archeologico di corso Magenta 15
Sito della sezione preistorica ed egizia del Castello Sforzesco

Il civico museo archeologico di Milano è un museo archeologico, con sede nell’ex-convento del Monastero maggiore di San Maurizio, dove si trovano le sezioni greca, etrusca, romana, barbarica e del Gandhara. La sezione preistorica ed egizia è ospitata presso il Castello Sforzesco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è l'erede del Museo patrio archeologico (fondato nel 1862) e del più antico Gabinetto numismatico di Brera (fondato quest'ultimo nel 1808). Nel secondo dopoguerra prese corpo il progetto per una nuova sede a corso Magenta, dove furono trasferite alcune collezioni.

Sede storica nell'ex convento del Monastero maggiore[modifica | modifica wikitesto]

L'area dell'ex-convento del Monastero maggiore sorge sopra un'area precedentemente occupata da una villa romana del I secolo, dalle mura massimianee e dal vicino circo romano prospiciente al palazzo imperiale della fine del III secolo. In particolare si conservano due torri delle mura massimianee, una delle quali, alta 14 m, che faceva parte dei carceres del circo, venne inglobata nel Monastero maggiore.

Nell'atrio d'ingresso del Museo, al centro della sala, è presente un grande plastico nel quale si sovrappongono l'attuale città di Milano con l'antica Mediolanum tardo imperiale, con i principali monumenti (tridimensionali) e strutture della città antica, come le mura massimiane, il circo, il teatro, l'anfiteatro, le terme, le antiche basiliche cristiane, il palazzo imperiale, le strade ed i corsi d'acqua. In questo primo settore del museo sono inoltre esposte, su due livelli, la sezione romana e una piccola sezione dedicata all'arte del Gandhara.

Nella sezione romana sono consenvati numerosi esempi di ritratti scultorei, pittura, mosaici (tutti databili alla fine del III-inizi del IV secolo), epigrafi (più di 500, nonostante solo una parte siano esposte[1]) oltre a ceramiche, coppa in vetro come quella diatreta trivulzia[2] ed argenteria come la patera di Parabiago.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Milano romana.

Il chiostro interno[modifica | modifica wikitesto]

Dalla sede di corso Magenta si accede al chiostro interno in cui sono esposte svariate stele funerarie romane e dal quale si possono ammirare i già sopracitati resti di un'antica villa romana così come le due torri d'epoca medioevale dell'ex-monastero. In particolare all'interno della torre poligonale è esposta una scultura di Domenico Paladino (donata dall'artista) la quale crea un particolare connubio tra moderno e antico con i vari affreschi, raffiguranti santi, risalenti alla fine del XIII-inizi XIV secolo.

Nuovo settore di via Nirone[modifica | modifica wikitesto]

Lungo il percorso di visita si accede dal chiostro interno alla nuova palazzina di via Nirone che ospita le sezioni altomedioevale (al primo piano), etrusca (al secondo piano) e greca (al terzo piano). È inoltre presente anche uno spazio espositivo dedicato alle esposizioni temporanee.

Galleria Fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Opere conservate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Epigrafi a Milano dal sito Epigraphik-Datenbank Clauss / Slaby.
  2. ^ La coppa diatreta databile al IV secolo.Fatta di vetro, è rinchiusa in una rete di anelli sempre in vetro. Si tratta dell'unico esemplare di questo tipo di oggetti giunto fino a noi senza alcuna rottura. Attorno al vaso corre la scritta, in lettere di vetro verde, "BIVE VIVAS MULTIS ANNI" ("Bevi [vino], e vivrai molti anni").
  3. ^ Busto di Ercole, copia da un originale greco, era di marmo dell'inizio del II secolo, ritrovato a Milano nei pressi della Chiesa di San Vito in Pasquirolo.

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