Lago Gerundo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lago Gerundo
Cartagerundo.JPG
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Bergamo Bergamo
Milano Milano
Lodi Lodi
Cremona Cremona
Altitudine ca. 100 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie ca. 200 km²
Profondità massima ca. 10 m
Idrografia
Immissari principali Adda, Serio, Brembo, Molgora
Emissari principali Adda

Il lago o mare Gerundo (o Gerondo) si suppone fosse un vasto specchio d'acqua stagnante, a regime instabile, situato in Lombardia a cavallo dei letti dei fiumi Adda e Serio.

Poco o per nulla descritto dalle fonti antiche, conosciuto più per tradizione orale, secondo i dati geologici tale lago sembrerebbe esistito quanto meno in età preistorica. Storicamente la zona è stata sì soggetta ad alluvioni dei fiumi, ma, piuttosto che paludosa, sembra essere sempre stata sostanzialmente poco fertile, costituita essenzialmente da gerali ricoperti da, in media, solo 45 cm di torba.

A tale supposto "lago" è strettamente legato il promontorio dell'Insula Fulcheria (forse da pulchra, "bella"), l'unica zona fertile nel centro di un'arida distesa di ghiaia.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

È probabile che il toponimo "Gerundo" derivi dalla géra o "ghiaia" (oppure gérola, "sasso"), e infatti i gerali la fanno da padroni (vedi la toponomastica locale, come in Gera d'Adda).

Valerio Ferrari, conoscitore del territorio cremasco, ha suggerito al contrario che il termine possa derivare dal greco gyrus (spira, curva), con riferimento ai meandri fluviali che abbondano nell'area.

Un'ipotesi più fantasiosa farebbe invece derivare il termine Gerundo dal greco Ăchĕrōn, ossia Acheronte, un fiume infernale nella mitologia greca, poiché il lago sarebbe dovuto essere paludoso, e quindi inospitale e malsano[1].

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

La fantasia popolare narra che un tempo nelle acque del Lago Gerundo vivesse un drago di nome Tarantasio che, avvicinandosi alle rive, faceva strage di uomini e soprattutto di bambini e che ammorbava l'aria circostante con il suo alito asfissiante. Le esalazioni, in effetti, erano dovute alla presenza nel sottosuolo di metano e di idrogeno solforato, un fenomeno misterioso per la popolazione che, pertanto, incolpava esseri sconosciuti e fantasiosi.

Il fantomatico mostro, secondo la leggenda, fu ammazzato da uno sconosciuto eroe che prosciugò anche il lago: altri non era che il capostipite dei Visconti di Milano che, dopo tale prodezza, adottò come suo stemma l'immagine del biscione. Alcune fonti popolari attribuiscono il prosciugamento e la bonifica del lago a san Cristoforo, che avrebbe sconfitto il drago, o a Federico Barbarossa.

La bonifica del territorio fu in realtà fatta dai monaci delle abbazie vicine. Si ritiene comunemente che in verità le acque scomparvero in seguito a progressive opere di bonifica in atto già da tempo, in particolare il potenziamento del canale della Muzza da parte dei lodigiani, oltre a fattori di drenaggio e assestamenti geologici, come il livellamento di depositi morenici nei pressi dell'immissione dell'Adda nel Po.

Ubicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il lago occupava un ampio tratto di territorio tra Adda e Serio, ma anche, secondo alcuni, Brembo e Oglio. Tale localizzazione comprende quindi le provincie di Bergamo, Lodi e Cremona e Milano.

La costa est del lago, secondo alcuni autori, raggiungeva Fara Olivana e proseguiva, passando ad est di Crema, sino a Grumello Cremonese; continuando poi ad occupare parte delle valli del Chiese e dell'Oglio sin quasi alla sua immissione nel Po. In particolare, si può osservare una vasta zona delimitata da una scarpata che indica l'antico alveo del lago, o meglio la zona più profonda; tale demarcazione è oggi fortemente visibile nei pressi della sponda occidentale dell'Adda, da Cassano a Castiglione. L'ampiezza massima del lago, comprendente le zone paludose, è andata comunque oltre, a causa dell'abbandono delle opere di bonifica durante il medioevo. Al centro del lago si ergeva una lunga e stretta striscia di terra che iniziava presso Caravaggio, raggiungeva Crema e proseguiva sin oltre Castelleone.

Il suolo declina verso il letto attuale dei fiumi alle volte con suggestive concrezioni e/o pendenze, come nel territorio di Truccazzano, sulla strada provinciale 14 "Rivoltana", a Formigara, e a Chieve.

Numerosi sono i comuni che dedicano una via al lago scomparso, mentre nella parte bergamasca del comune di Cassano d'Adda, esiste la località Taranta, probabilmente derivata dalla leggenda del drago.

Realtà storica[modifica | modifica wikitesto]

Datazioni geologiche permettono di rilevare che già 5000 anni fa la valle dell'Adda era già formata, e si presentava così come è ora. Il fiume ha comunque mostrato ampliamento di meandri e divagazioni del corso in misura maggiore che non l'Oglio, per esempio. La zona era inoltre abitata, essendo stati ritrovati insediamenti gallici (III e II secolo a.C.) e romani, nonché una strada romana da Milano a Cremona, in pieno "lago Gerundo".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Defendente Lodi, Discorsi historici in materie diverse appartenenti alla città di Lodi, Lodi, Bertoetti, 1629, ISBN non disponibile.
  • Livia Feroldi Cadeo, Il Gerundo. Antico lago di Lombardia dall'Adda all'Oglio, Soncino, Museo della Stampa, 1980, ISBN non disponibile.
  • Italo Sordi, Leggende sulle acque in Lombardia, Brescia, Grafo, 1997, ISBN non disponibile.
  • Carlo Fayer e Mario Signorelli, Racconti del Gerundo. Aspetti di un territorio, Milano, SIED, 2001, ISBN non disponibile.
  • Autori vari, L'araldica della regiona Lombardia, Istituto regionale di ricerca della Lombardia, Milano, 2007, ISBN non disponibile.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • virtusloci.it portale per lo studio e la conoscenza del territorio cremasco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ da La Padania, articolo di Antonia Bertocchi, 18/09/2001