Pagazzano
| Pagazzano comune |
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Centro con chiesa parrocchiale |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Raffaele Giuseppe Moriggi (lista civica) dal 14/06/2004 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°32′0″N 9°40′0″E / 45.53333°N 9.66667°ECoordinate: 45°32′0″N 9°40′0″E / 45.53333°N 9.66667°E | ||||
| Altitudine | 126 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 5,0[1] km² | ||||
| Abitanti | 2 103[2] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 420,6 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Brignano Gera d'Adda, Cologno al Serio, Morengo, Spirano | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 24040 | ||||
| Prefisso | 0363 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 016154 | ||||
| Cod. catastale | G233 | ||||
| Targa | BG | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 383 GG[3] | ||||
| Nome abitanti | pagazzanesi | ||||
| Patrono | santi Nazario e Celso | ||||
| Giorno festivo | 27 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Pagazzano nella provincia di Bergamo |
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| Sito istituzionale | |||||
Pagazzano (Pagasà in dialetto bergamasco[4][5]) è un comune di circa 2.103[2] abitanti della provincia di Bergamo, distante circa 15 chilometri dal capoluogo orobico.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Le origini
Situata in quella che in epoca romana era chiamata Insula Fulcheria Pagazzano ha sempre avuto il carattere prevalente di piccolo insediamento agricolo che peraltro mantiene tuttora.
Ha partecipato come i comuni limitrofi alla centuriazione che i Romani effettuarono nell'area, e di essa rimangono tracce nell'attuale topografia.
Non vi è certezza sull'etimologia del nome, da alcuni voluto come derivazione di pagus e anus ossia villaggio antico da altri derivato dal nome di un proprietario romano Pacatius.
Caratterizzata da una limitata densità demografica, Pagazzano ha sempre subito i vari processi storici che l'hanno interessata piuttosto che parteciparvi da protagonista.
[modifica] Il medioevo
Pagazzano mantenne anche nel medioevo le sue caratteristiche di piccolo borgo agricolo con limitato appeal strategico-militare nonostante la sua posizione centrale lungo l'asse Crema-Bergamo.
Vi fu costruita una fortificazione, secondo alcuni nel VI secolo, secondo altri nel X per difendersi dalle razzie degli Ungari.
Pagazzano già nell'XI secolo gravitava nell'orbita politico-militare milanese per ritrovarsi nel 1300 nel possesso dei Visconti che vi costruirono tra il 1450 al 1475 il castello che è rimasto, in buono stato di conservazione nella sua struttura architettonica, il suo monumento più importante e dal notevole fascino medievale.
Il castello, costruito sulla preesistente fortificazione, ha un aspetto spiccatamente militare privo di quegli abbellimenti e arricchimenti architettonici che hanno trasformato analoghi edifici in dimore principesche.
La struttura in mattoni cotti è tipica dell'architettura militare viscontea, ha forma quadrata circondata da un largo fossato che ne aumentava la funzione difensiva.
In tempi successivi fu aggiunta una loggia, piuttosto rustica, sul lato a sera, per aumentarne la capacità abitativa ma senza migliorane l'aspetto estetico, anche se, complessivamente, rimane un gradevole esempio dell'architettura militare.
[modifica] Età moderna
Pagazzano e ancor più il suo castello fu oggetto di interesse nell'annosa contrapposizione tra i Visconti-Sforza e la Serenissima, passando ripetutamente da un soggetto all'altro, senza che tuttavia migliorassero le condizioni socioeconomiche degli abitanti del borgo. La controversa questione legata al confine tra le due potenze venne definita con la costruzione del fosso bergamasco, canale che lambiva anche il territorio di Pagazzano, delimitandolo ad est e relegandolo definitivamente sotto l'influenza milanese.
Con la caduta della dinastia degli Sforza ad opera dei Francesi Pagazzano entrò, assieme a Milano, nella sfera d'influenza di quest'ultimi per passare dopo il trattato di Cateau-Cambrésis, 1559, sotto gli Spagnoli.
Il periodo spagnolo fu il più duro per la comunità di Pagazzano, che dovette subire oltre il malgoverno dei nuovi dominatori, soprusi e ruberie che ne bloccarono lo sviluppo economico e demografico contribuendo al suo regresso.
Con il passaggio sotto la dominazione austriaca, 1700, dominazione dura ma efficiente, vi fu un notevole miglioramento nelle condizioni di vita della comunità. Si sviluppò un incremento demografico e un miglioramento generale nelle condizioni di vita verificabile anche da un certo sviluppo edile e dall'utilizzo di materiale più pregiato nelle costruzioni.
Passato il periodo napoleonico, che a Pagazzano produsse i consueti aspetti negativi determinati dalla presenza di una truppa turbolenta e per necessità saccheggiatrice, il villaggio ritornò, dopo il Congresso di Vienna, 1818, sotto la dominazione austriaca.
Il miglioramento delle condizioni socioeconomiche della comunità nel periodo austriaco consentì quello sviluppo demografico che si era arrestato oltre a un incremento della produzione agricola.
La ricerca di nuove aree da dedicare all'agricoltura determinò a una deforestazione selvaggia che eliminò la ricca zona boschiva presente sul territorio.
Lo sviluppo di Pagazzano si incrementò dopo il 1861 con l'Unità d'Italia rimanendo tuttavia dominante un'economia a carattere prevalentemente agricolo.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Tra i principali siti d'interesse socio-culturale si identificano:
- Castello di Pagazzano
- Chiesa dei Santi Nazario e Celso MM.
- Chiesa di San Francesco
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Raffaele Giuseppe Moriggi (lista civica) dal 14/06/2004
[modifica] Note
- ^ informazioni ufficiali sul sito del comune
- ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001. ISBN 88-87353-12-3
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 467.
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