Romano di Lombardia

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Romano di Lombardia
comune
Romano di Lombardia – Stemma Romano di Lombardia – Bandiera
Romano di Lombardia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Sebastian Nicoli (Lista civica Nicoli Sindaco - Partito Democratico) dal 9/06/2014
Territorio
Coordinate 45°31′00″N 9°45′00″E / 45.516667°N 9.75°E45.516667; 9.75 (Romano di Lombardia)Coordinate: 45°31′00″N 9°45′00″E / 45.516667°N 9.75°E45.516667; 9.75 (Romano di Lombardia)
Altitudine 120 m s.l.m.
Superficie 18,03 km²
Abitanti 19 469[1] (30-04-2013)
Densità 1 079,81 ab./km²
Frazioni Albarotto, Bradalesco
Comuni confinanti Bariano, Cortenuova, Covo, Fara Olivana con Sola, Martinengo, Morengo
Altre informazioni
Cod. postale 24058
Prefisso 0363
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016183
Cod. catastale H509
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti romanesi
Patrono san Defendente
Giorno festivo 14 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Romano di Lombardia
Posizione del comune di Romano di Lombardia nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Romano di Lombardia nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Romano di Lombardia (Romà in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 19.469 abitanti della provincia di Bergamo.

Situato nella pianura centrale bergamasca, dista circa 25 chilometri dal capoluogo orobico.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Romano di Lombardia rientra nella zona climatica E.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'antichità e le origini[modifica | modifica sorgente]

La storia del borgo di Romano è molto antica e risale all’epoca romana. Al riguardo bisogna specificare che molto probabilmente il toponimo non deriva dalla stessa dominazione, come i più sarebbero orientati a pensare, ma da Rumanus, di ceppo indo-europeo ed indicante un borgo costruito in prossimità di corsi d’acqua. Tale osservazione è opinabile in quanto la radice RU in luogo di RO era tipica dell'epoca romana ed entrambe rimasero in uso fino a quando la RO si stabilizzò con la normalizzazione avvenuta a cominciare dall'Umanesimo e in particolare con l'introduzione della stampa. Più verosimile risulta l'ipotesi che il toponimo Romano derivi effettivamente dall'aggettivo "Romanum" relativo al Castrum Romanum su cui sorse la "Vecchia Romano" da cui trasse origine il nuovo borgo. Tale origine del toponimo è contenuta anche nel Dizionario di Toponomastica, I nomi geografici italiani. UTET: Torino, 1997.

Tuttavia sul territorio in quel periodo si svilupparono insediamenti abitativi, formatisi in seguito allo stanziamento di numerose guarnigioni in questa zona ricca di vie di comunicazione.

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Il borgo ampliò sempre più le proprie dimensioni fino a raggiungere un discreto numero di abitanti nel periodo medievale. Inserito nel Sacro Romano Impero, venne dato in gestione feudale alla diocesi di Cremona, i cui domini terminavano proprio nei confini del borgo stesso, al quale si accedeva mediante quattro porte di ingresso, ognuna delle quali diretta alle vicine città di Bergamo, Cremona, Brescia e Milano. Una porzione del centro abitato, sempre in espansione, venne quindi a trovarsi nel territorio infeudato al vescovo di Bergamo, situazione che provocò non poche discussioni e dispute volte ad ottenere il controllo totale del paese.

Per redimere definitivamente la questione gli abitanti si accordarono quindi con i bergamaschi, decidendo la costruzione di un nuovo borgo poco distante, in territorio completamente soggetto a Bergamo: nel 1171 cominciò la costruzione, più a nord, di quello che tutt’ora è il paese di Romano di Lombardia.

La Rocca
Portale con Leone di San Marco

Il centro abitato venne cinto da un possente impianto fortificato alto ben 5 metri e protetto da un fossato, nonché dotato di quattro torri agli estremi perimetrali: tre erano gli ingressi, con le vie molto raccolte e gli edifici addossati l’uno con l’altro. Ciò era dovuto al fatto che, se il precedente borgo aveva avuto la possibilità di svilupparsi liberamente ampliandosi verso l’esterno, questo doveva essere inserito in un perimetro ben definito, riducendo ed ottimizzando gli spazi.

I nuovi feudatari riconobbero molteplici privilegi ai romanesi, tra cui l’esenzione dalle tasse e l’inserimento in una sorta di zona franca, situazione che permise il prosperare a livello economico e sociale.

In seguito l’egemonia del borgo passò in mano alle famiglie più in vista, tra cui si segnalarono i Sommi originari di Cremona, i Colleoni ed i Suardo.

A partire dal 1335 il borgo venne preso in gestione dalla famiglia milanese dei Visconti, i quali pochi anni dopo iniziarono una lunga disputa con la repubblica di Venezia, volta ad ottenere il controllo sull’intera zona.

La spuntarono i veneziani che, con la pace di Ferrara del 1428 acquisirono gran parte della pianura bergamasca. Anche i nuovi dominatori mantennero i privilegi accordati qualche secolo prima, migliorando le condizioni sociali ed economiche, ponendo a Romano la sede podestarile e del Consiglio speciale.

Il territorio venne nuovamente infeudato alla famiglia di Bartolomeo Colleoni, diventando un importante luogo di scambio di merci, posto al confine con il Ducato di Milano, da cui arrivava ogni tipo di mercanzia anche in modo illegale, alimentando di conseguenza il contrabbando, che divenne una delle principali attività degli abitanti.

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

La dominazione veneta durò fino al 1797, quando vi subentrò la napoleonica Repubblica Cisalpina. Questa ebbe vita breve, dal momento che già nel 1815 venne sostituita dal Regno Lombardo-Veneto, inserito nell’impero austriaco.

Infine a partire dal 1859 il territorio fu inserito nel neonato regno d'Italia, trasformandosi progressivamente da centro agricolo ad importante realtà industriale della bassa bergamasca.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Parrocchiale Prepositurale di Santa Maria Assunta e San Giacomo Maggiore, Romano di Lombardia

Basilica di San Defendente[modifica | modifica sorgente]

Edificata all'inizio del XVI secolo, presenta una struttura ad una sola navata sormontata da una volta a botte, ed un aspetto esterno molto anomalo. Questo è dovuto al fatto che la chiesa è praticamente inserita tra la parrocchiale, a cui si accede mediante la sagrestia, e la chiesa di Santa Maria di Lourdes, comunicante mediante l'ex chiesa di San Luigi (detta anche chiesa delle congregazioni maschili), tanto da rendere visibile esternamente soltanto la facciata orientale (dove si trova il coro) e quella occidentale.

All'interno spiccano i dipinti di Enea Salmeggia (la Santissima Trinità), di Andrea Pozzo (La disputa di Gesù), di Pietro Ricchi (San Defendente e Sant'Alessandro) e di Pietro Mango (Martirio di San Defendente). Di notevole impatto sono inoltre gli stucchi e le decorazioni di Filippo Comerio.

Chiesa Campestre di San Giuseppe[modifica | modifica sorgente]

Tuttavia la costruzione religiosa più antica di tutto il territorio di Romano è la piccola chiesa campestre di San Giuseppe. Un tempo intitolata a Sant'Eusebio, è documentata già nella prima parte del XII secolo, di cui sono rappresentative le forme romaniche. Dopo un periodo di totale abbandono, è stata restaurata nella seconda metà del XX secolo.

Chiesa della Beata Vergine di Lourdes[modifica | modifica sorgente]

Attigua alle altre due, comunica direttamente con la basilica di San Defendente. Detta anche chiesa delle Congregazioni Femminili, risale all'inizio del XX secolo, progettata dall'architetto Elia Fornoni in stile gotico-lombardo. Possiede una struttura a tre navate con presbiterio poligonale, nonché un buon numero di opere, tra le quali spiccano quelle di Giovan Battista Galizzi ed Andrea Fanti.

Chiesa prepositurale di Santa Maria Assunta e San Giacomo Maggiore[modifica | modifica sorgente]

Posta sul lato ad est della piazza, venne edificata nel 1762 da Giovan Battista Caniana, noto architetto romanese. Tuttavia fu completata ed ampliata nei decenni successivi grazie al contributi di architetti del calibro di Giacomo Quarenghi, Francesco Caniana e Simone Elia.

Numerose sono le opere in essa contenute: si va dalle sculture del Moneghini e del Gelpi, ai dipinti di Coriolano Malagavazzo (la Santissima Trinità), Giovan Battista Moroni (la sua celebre ultima cena), Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (l'Immacolata), Mauro Picenardi (L'annunciazione), Giambattista Tiepolo, Francesco Capella e Ponziano Loverini. Tra il 1797 il 1799 su disegno del Quarenghi, Andrea Manni e Gian Giacomo Manni realizzano l'altare maggiore, e nello stessa chiesa nel 1808 la balaustra del presbiterio.

Utilizzata come chiesa parrocchiale, presenta un'unica navata comprendente ben nove altari e due sagrestie, da cui si può accedere all'attigua chiesa di San Defendente. Le campane oggi presenti sui campanili sono 12: 10 delle quali intonate nella scala di Sib2 maggiore. Le otto maggiori fuse da Luigi e Giorgio Ottolina di Seregno 1950 e le 4 campane nuove, rispettivamente nelle note di: mi3, si3, do4 e re4 aggiunte dalla Fonderia Allanconi di Bolzone (Ripalta Cremasca) nel 2006. Il campanone in Sib2 maggiore, chiude le distese e i concerti solenni a 10 campane in Sib2 maggiore.

Santuario della Madonna della Fontana[modifica | modifica sorgente]

Numerosi sono gli edifici minori degni di nota: il santuario Madonna della Fontana, edificato all'inizio del XVII secolo in tardo-rinascimentale e dotato di una pianta ottagonale. Molto caratteristici sono il campanile in stile barocco, nonché gli stucchi ed i dipinti, tra i quali spiccano quelli di Enea Salmeggia.

Chiesa di San Pietro ai Cappuccini[modifica | modifica sorgente]

Chiesa adiacente all'ex orfanotrofio femminile, oramai divenuto un oratorio, realizzata in stile francescano essa è suddivisa in quattro campate che sostengono le travature in legno di copertura.

Altre Chiese[modifica | modifica sorgente]

Degne di menzione sono anche altre due piccole chiese, di recente costruzione: la Chiesa S. Lorenzo al Portico, Chiesa di San Michele all'Albarotto e la Chiesa di San Rocco.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo della Ragione[modifica | modifica sorgente]

Risalente al XIII secolo, venne utilizzato per numerose funzioni a livello amministrativo: fu sede dell'arengo, della Pretura e del tribunale, ed un tempo fu chiamato anche Palazzo della Comunità. Edificato su due piani in stile tardo-gotico, vide succedersi le varie dominazioni, che lasciarono un segno della loro presenza: tra queste ancora oggi spicca il leone di San Marco. All'interno si trovano ampi saloni dotati di affreschi (alcuni andati persi con il tempo) e la Sala delle Capriate, tuttora utilizzata come sala consiliare.

Al di sotto dell'edificio si trova un porticato dove è collocato il banco del pesce, di struttura ottagonale e di probabile origine romana, utilizzato per la vendita di prodotti ittici nei secoli medievali. Proseguendo si trovano i Portici della Misericordia, appartenenti all'omonimo edificio, edificato nel XV secolo in stile gotico per volere di Bartolomeo Colleoni. Ad ognuno dei sedici portici corrispondeva un negozio, al termine dei quali si arriva a piazza Fiume, un tempo chiamata Piazza dell'hospitale. Questa struttura, posta alle spalle di piazza Roma e del complesso delle chiese prima descritto, venne a lungo utilizzata come ospedale, e presenta un bel cortile del XVII secolo con archi e colonne.

Palazzo Rubini[modifica | modifica sorgente]

Edificato nel 1854 come residenza del famoso tenore romanese Giovanni Battista Rubini, su progetto dell’architetto Pagnoncelli, presenta al proprio interno opere di tutto rispetto, tra cui statue, stucchi e dipinti di grande valore. Lo stile è neoclassico, con un bel giardino ed una piccola corte con porticato.

Nell’edificio in seguito venne istituito il museo intitolato al tenore stesso, nonché una succursale del Liceo Don Lorenzo Milani.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

La rocca[modifica | modifica sorgente]

Torre del castello

Risalente al termine del XII secolo, può essere considerato uno degli edifici storicamente più interessanti dell’intera zona. In esso si possono notare più sovrapposizioni architettoniche risalenti a differenti periodi, che vanno dal XII al XVIII secolo. A tal riguardo un esempio può venire dalle quattro torri, poste ai vertici perimetrali della sezione rettangolare, delimitate esternamente da un profondo fossato ora prosciugato. Due delle torri risalgono al periodo visconteo, un’altra all’epoca comunale, e l’ultima all’epoca della signoria dei Colleoni, in cui il condottiero vi rinchiudeva i prigionieri.

Le mura, alte oltre cinque metri, hanno un singolo ingresso al quale si accede da un ponte in muratura, venuto a sostituire il ponte levatoio originale, a lato dell'ingresso principale è ancora apprezzabile la posterla ora murata. Le mura possiedono una merlatura di stampo ghibellino, a causa del succedersi dei domini tratti di merlatura presentano riadattamenti di stampo guelfo. All’interno si aprono piccole contrade pavimentate in acciottolato (la Corte Grande e la Corte della cancelleria veneta) con numerosi affreschi raffiguranti gli stemmi della Serenissima.

Altre[modifica | modifica sorgente]

Piazza Grande[modifica | modifica sorgente]

Monumento ai caduti

La Piazza Grande, oggi chiamata piazza Roma è da sempre considerata il luogo di maggior importanza nella vita sociale del borgo. In epoca medievale vi si trovavano gli edifici di maggior prestigio (tra cui il Palazzo del Capitano, costruito nel XVI secolo dalla famiglia Suardi in cui si può ancora ammirare la sala d'armi), vi si svolgevano le principali attività commerciali, le esecuzioni pubbliche, nonché le principali funzioni religiose, data la presenza delle principali chiese di Romano: la parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Giacomo Maggiore, la chiesa di San Defendente e quella di Santa Maria di Lourdes (edificata in epoca più recente), attigue l'una all'altra.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Persone legate a Romano di Lombardia[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1972 2003 Giuseppe Longhi Democrazia Cristiana (DC) Sindaco
2003 2004 Luigi Chiarelli centro Commissario
28 giugno 2004 7 giugno 2009 Emilio Tognoli La Margherita (DL) Sindaco
8 giugno 2009 8 giugno 2014 Michele Lamera Il Popolo della Libertà (PDL) Sindaco
9 giugno 2014 in carica Sebastian Nicoli Coalizione di Centro-sinistra Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Tra le società presenti a Romano abbiamo:

Calcio:

  • US Fiorita
  • U.S. Calcistica Romanese
  • Polisportiva Cappuccinese

Calcio a 5

  • S.C. Romano

Atletica:

  • Polisportiva Cappuccinese
  • Atletica Romano

Basket:

  • Cappuccinese Tekart Basket, Basket Romano

Pallavolo:

  • Polisportiva Cappuccinese
  • Romano Volley

Ciclismo:

  • S.C. Romanese

Motociclismo:

  • Moto Club Bassa Bergamasca

Pallanuoto:

Tra le altre attività sportive praticate abbiamo:

Personalità sportive legate a Romano di Lombardia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat al 30/04/2011
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • padre Celestino Colleoni, breve ragguaglio dell'origine e progetto della Madonna della fontana fuor di Romano e dell'apparizione di San Difendo Martire, Bergamo,1746
  • prevosto Lucchetti, cenni sulle azioni grande e forti di S.Deffendente protettore di Romano, Tagliaferri, Piacenza, 1830
  • Damiano Muoni, Cenni storici di Romano di Lombardia e dintorni, Bricola, Milano,1871
  • Francesco Galbiati, alcuni cenni sull'origine della confraternita della SS.trinità di Romano di Lombardia, Bergamo, 1889
  • Francesco Galbiati, la comunità di Romano_1427-1429, Rottigni, Romano di Lombardia, 1895
  • B.Cassinelli-A.Maltempi-M.Pozzoni, ...a una chiesa catedral granda sopra la plaza..., Comunità parrocchiale, Romano di Lombardia, 1975
  • B.Cassinelli-A.Maltempi-M.Pozzoni, La comunità di Romano in epoca viscontea e veneta, 1978
  • B.Cassinelli-A.Maltempi-M.Pozzoni, Romano...prima, 2 voll., Comunità parrocchiale, Romano di Lombardia, 1983
  • A,Bruschi-G.Casadio Strozzi, Il convento dei frati cappuccini e la chiesa di S.Pietro apostolo in Romano, BCC, Bergamo, 2004
  • Silvia Carminati-Marco Mazzoleni, Percorso arte, BCC, Bergamo, 2004
  • Marco Maltempi-Pietro Perego, Dentro le voci, Romano di Lombardia, 2005
  • Silvia Carminati-Bruno Cassinelli, Imago Urbis, BCC, Bergamo, 2006
  • Giannino Manzoni, Storia de Romàa e del so mandamét, Edizioni del Soncino, Romano di Lombardia, 2012

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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