San Pellegrino Terme

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San Pellegrino Terme
comune
San Pellegrino Terme – Stemma
San Pellegrino Terme – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Vittorio Milesi (Insieme per San Pellegrino) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°50′00″N 9°40′00″E / 45.833333°N 9.666667°E45.833333; 9.666667 (San Pellegrino Terme)Coordinate: 45°50′00″N 9°40′00″E / 45.833333°N 9.666667°E45.833333; 9.666667 (San Pellegrino Terme)
Altitudine 358 m s.l.m.
Superficie 22,95 km²
Abitanti 4 947[1] (31-12-2010)
Densità 215,56 ab./km²
Frazioni Alino, Antea, Aplecchio, Ca' Boffelli, Ca' de Rizzi, Falecchio, Frasnadello, Frasnito, Piazzacava, Pradello, Santa Croce, Spettino, Sussia, La Torre, La Vetta, Vettarola.
Comuni confinanti Algua, Bracca, Dossena, San Giovanni Bianco, Serina, Val Brembilla, Zogno
Altre informazioni
Cod. postale 24016
Prefisso 0345
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016190
Cod. catastale I079
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sampellegrinesi
Patrono Madonna di Caravaggio e san Pellegrino
Giorno festivo 26 maggio (Madonna di Caravaggio)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Pellegrino Terme
Posizione del comune di San Pellegrino Terme nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di San Pellegrino Terme nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

San Pellegrino Terme (San Pelegrì in dialetto bergamasco) è un comune di 4.947 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

San Pellegrino Terme, collocata al centro della Val Brembana, è una bella e ridente località climatica di cura e di soggiorno, adagiata lungo le rive del fiume Brembo, che divide in due il paese, ed è situato in una valle naturale, circondata da rilievi la cui vetta più alta è rappresentata dal monte Zucco che raggiunge i 1366 m s.l.m. (detto "Gioco" per distinguerlo dall'altro Zucco di 1232 metri).

Il territorio comunale di San Pellegrino Terme confina a nord con San Giovanni Bianco, a ovest con Gerosa, a sud-ovest con Brembilla, a sud con Zogno, a est con Bracca, Algua e Serina, a nord-est con Dossena.

Servito dalla ferrovia Bergamo-Piazza Brembana fino agli anni sessanta, ora il paese è collegato a valle solo con la strada provinciale, che dal dicembre 2003 non attraversa più il centro abitato dopo l'inaugurazione di due gallerie - passanti sotto i rilievi della sponda sinistra del Brembo - che permettono uno scorrimento più veloce del traffico verso l'alta valle.

San Pellegrino dista 24 chilometri a nord da Bergamo e 54 chilometri a sud-est da Milano.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di San Pellegrino Terme.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antichità e le origini[modifica | modifica wikitesto]

I primi ad insediarsi nella zona furono probabilmente gli Orobi, popolo di origine celtica, ma il nome San Pellegrino risale al secolo VIII d.C. quando i vescovi al servizio di Carlo Magno consacravano ed erigevano parrocchie nell'impero. Il centro abitato venne dedicato a san Pellegrino vescovo di Auxerre martire. La Parrocchia di San Pellegrino Terme possiede una preziosa reliquia del Santo.

L'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Mentre nel resto della Lombardia si consumano guerre e rivoluzioni, San Pellegrino rimane pacificamente isolata e solo con la costruzione della prima rotabile nel XVI secolo comincia ad affluirvi sempre più gente attratta dalla pace e dalla tranquillità che la natura sa offrire.

L'età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire del XVIII secolo San Pellegrino si sviluppa come centro termale, grazie alle acque solfato-alcaline-terrose che sgorgano alla temperatura costante di 26 gradi, note già dal Medioevo. Nel XX secolo la località si trasforma in un'elegante stazione termale. Viene creato lo Stabilimento Termale (ora appartenente alla Sanpellegrino S.p.A., nota industria che produce acqua e bibite gassate che fa capo alla svizzera Nestlé). La fama della cittadina accresce con la costruzione del Casinò Municipale nel 1904 e del Grand Hotel nel 1905.

Stemma comunale[modifica | modifica wikitesto]

Stemma sul Ponte delle Terme

Scudo gotico allungato inquartato con raffigurati, in alto a sinistra e in basso a destra, due croci bianche in campo rosso, e in alto a destra e in basso a sinistra, due pini in campo bianco. Lo stemma porta l'iscrizione Communitas Sancti Peregrini e il motto Statutis Fruita Suis.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di San Pellegrino d'Auxerre[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo, dedicato a San Pellegrino d'Auxerre, conserva una preziosa reliquia del santo. L'interno della chiesa è interamente decorato con gli stucchi dello stuccatore Francesco Domenico Camuzio e bottega di Montagnola

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il Casinò[modifica | modifica wikitesto]

Il Casinò

Inaugurato nel 1904, è un maestoso complesso architettonico in stile Liberty. All'interno, nel vestibolo si elevano otto colonne in marmo rosso di Verona che portano al monumentale scalone con molte bellezze artistiche.

L'architetto Romolo Squadrelli studiò con perfezione le decorazioni interne, i mosaici, le balaustre e le porte. Rilevanti i pannelli del soffitto e gli altorilievi decorati a stucco.

Lo scalone porta al primo piano, dove si trovano alcune grandi sale tra cui il Salone delle Feste.

Il Casinò funzionò come casa da gioco solo fino al 1917, ma ha da sempre ospitato manifestazioni culturali e teatrali, congressi, sfilate di moda, esposizioni d'arte e serate di gala.

Ad oggi è stato ampliato da un'ala teatro adiacente ad esso, il complesso è ora utilizzato per meeting, congressi e matrimoni

Il Grand Hotel[modifica | modifica wikitesto]

Il Grand Hotel

Il Grand Hotel è un colosso di sette piani, anch'esso in stile Liberty, sormontato da grandi calotte lignee a dirigibile. Costruito nel 1905 era modernissimo per l'epoca: era infatti provvisto di ascensori, luce elettrica, acqua potabile e telefono in tutte le trecento camere. All'interno troviamo la hall con un gigantesco lampadario, stucchi, colonne e decorazioni; poi uno scalone con decorazioni in cemento e ferro conduce al piano superiore. L'edificio è costituito da un corpo centrale coronato da una cupola e da due imponenti blocchi laterali.

Il Grand Hotel era destinato ad una classe sociale elevata ed infatti nel suo registro degli ospiti si trovano i nomi di importanti protagonisti della storia, della letteratura e della vita politica: i più prestigiosi sono quelli della regina Margherita di Savoia, che vi soggiornò ad inizio Novecento, e della regina Elena di Savoia, che fu ospite del Grand Hotel nel 1925 insieme al principe Umberto e alla principessa Maria. Vi soggiornarono persino due nobel della letteratura italiana: Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo; e due grandi del nostro cinema: Ugo Tognazzi ed Ornella Muti. Fu ospite di questo Grand Hotel anche il generale Luigi Cadorna.

L'hotel è chiuso dal 1979 ed è stato utilizzato per alcuni anni come sede di aste d'arte.

Le terme[modifica | modifica wikitesto]

Le Terme

Lo stabilimento termale di San Pellegrino Terme era un complesso di edifici Liberty che nei primi anni del '900 era dotato di strutture all'avanguardia sotto l'aspetto medico, impiantistico e organizzativo.

Al 14 maggio 2013[2] le terme sono chiuse in quanto è in progetto un nuovo stabilimento termale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

L'istituto alberghiero[modifica | modifica wikitesto]

L'I.P.S.S.A.R. (Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione) di San Pellegrino Terme nasce nel 1962. La scuola, allora denominata I.P.A.S. (Istituto Professionale Alberghiero Statale) aveva sede nei locali della ex Villa Emilia, un albergo di San Pellegrino, dove si trovava anche il convitto maschile. Si era all’inizio del cosiddetto miracolo economico italiano e il turismo di massa si stava diffondendo su larghissima scala. Servivano scuole idonee alla formazione di personale qualificato, destinato ad un settore dinamico e in forte espansione.

San Pellegrino Terme, che agli inizi del 1900 era stata una “Signora del Turismo”, si trovava ad una svolta: rischiava di perdere competitività in un mercato turistico con caratteristiche del tutto nuove.

Si avvertì, quindi, la necessità di chiedere l’istituzione di una Scuola Professionale specifica del settore, considerando anche il fatto che, nei primi anni 1960, ve ne erano solamente una ventina in tutta Italia.

L’Istituto Alberghiero prese l’avvio istituendo un corso biennale di sala-bar, con 19 iscritti in un’unica sezione. L’anno seguente, si aggiunsero le sezioni di cucina e di amministrazione e il corso divenne triennale. Nel 1965 si diplomarono i primi alunni del corso triennale.

Dalla sede “storica” nell’albergo Villa Emilia, l’Istituto si trasferì nell’attuale edificio, inaugurato nel 1975 e completamente ristrutturato e ampliato successivamente nel 2007. Nel corso degli anni, la scuola si è dotata di attrezzature sempre più moderne, al fine di rendere le competenze e le abilità dei suoi alunni più consone alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione.

Dopo vari anni di continua espansione della scuola, nel 1982 si aggiunse il biennio post-qualifica. Nel frattempo il convitto maschile si trasferì nell'ex hotel Italia sotto la direzione del sig. Roberto Capelli sostituito dopo la scomparsa di quest'ultimo dal sig. Gerardo Petrizzi attuale direttore del convitto. Storici istitutori del convitto maschile sono stati: Bonzi Anselmo, Cella Giuseppe, Bonzi Gianbattista, Carmelo Bruno, Sorbo Nicola e il giovane Licini Francesco.

Nel 1985, a Nembro, sorse una sede coordinata, che acquisirà autonomia solo nel 2003.

Dal 1989 al 2003 la preside dell'istituto alberghiero fu Luciana Togliatti nipote dello storico esponente del partito comunista italiano Palmiro Togliatti. Fu proprio durante il periodo di presidenza della prof.ssa Togliatti che la scuola alberghiera di San Pellegrino riacquistò quel lustro e quella fama che l'hanno portata ad essere un'eccellenza della formazione professionale italiana e mondiale. Dopo il pensionamento della Togliatti ricoprirono questo ruolo il prof. Giuseppe Fulvio Magno, il prof. Leonardo Russo (già vice della Togliatti) e infine la prof.ssa Silvana Nespoli attuale dirigente ed ex assessore alla cultura del comune di Bergamo.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il Tempio della Vittoria

Le due sponde del fiume sono collegate da cinque ponti, da nord verso sud: ponte di Dossena (che collega il paese con le frazioni di Antea, Santa Croce e Spettino), ponte Principe Umberto (dedicato al futuro re Umberto II di Savoia), ponte Vecchio (risalente al XV secolo), ponte Camillo Cavour e il ponte Gaetano Donizetti.

Il centro del paese è situato sulla sponda occidentale, su cui, salendo per l'ex strada provinciale, troviamo la Chiesetta dedicata alla Madonna di Caravaggio (a cui i sampellegrinesi sono devoti), la Chiesa Parrocchiale (risalente al Quattrocento), la Casa di Cura Quarenghi (clinica privata), il Tempio della Vittoria, dedicato ai Caduti, i portici Colleoni e lo stabilimento termale. I due edifici più imponenti sono comunque il Casinò e il Grand Hotel.

A partire dal 2007 è stata inoltre inaugurata la ciclovia della valle Brembana, che costeggia il corso del fiume Brembo, offrendo lo spunto per passeggiate o gite in bicicletta.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Vetta è una frazione situata a circa 650 metri s.l.m., situata sui monti del versante destro della valle. Nella prima metà del Novecento era un raffinato quartiere residenziale per i frequentatori abituali della stazione climatica, un tempo raggiungibile oltre che dalla strada che parte dal centro del paese, anche grazie alla funicolare inaugurata nel 1909. In questa zona si trovano le "Grotte del sogno", ampie cavità sotterranee dalla conformazione interessante, rimaste chiuse al pubblico per lungo tempo ma ora di nuovo visitabili (a partire dal 30 luglio 2011). Le innumerevoli attrezzature turistiche presenti in questa zona, che un tempo erano il fiore all'occhiello di San Pellegrino Terme, ora sono in disuso e in stato di degrado. È in fase di studio un progetto per il recupero della funicolare e dell'hotel Vetta.

Situate poco più a valle rispetto alla Vetta vi sono altre tre piccole frazioni: Aplecchio, Falecchio e Frasnito (tutte tre a circa 530 m di altitudine). Poco sotto Aplecchio c'è la località Paradiso, dove un progetto recentemente approvato prevede la costruzione di una zona residenziale. A monte della Vetta si trova la frazione di Sussia (a 908 m s.l.m.), ormai disabitata(è rimasto un solo abitante). Sempre sul versante destro vi sono altre piccole frazioni: Alino(690 m s.l.m.), Cà Boffelli e Vettarola (entrambe a 980 m s.l.m.), Pradello (a 600 m s.l.m.), Piazzacava e La Torre(entrambe a circa 450 m di altitudine).

Sul versante sinistro si trovano Cà de Rizzi (420 m s.l.m.), Frasnadello e Antea (entrambe ad un'altitudine di circa 500 m); più in alto sono situate anche Santa Croce (la frazione più grande, di circa 500 abitanti) a circa 750 metri s.l.m. e Spettino (860 m di altitudine).

L'abitato del fondovalle, che costituisce San Pellegrino, si può dividere in più rioni: a sud ci sono Ruspino(sponda destra del Brembo) e Pregalleno (sponda sinistra); procedendo verso l'alta valle si incontrano poi, sulla riva destra, la zona di Caravaggio, quella della chiesa parrocchiale e il centro storico. Dietro al centro si trova la zona del casinò e delle terme, e a Nord di queste il rione di Pernazzaro. Sull'altra sponda del fiume si trovano Piazzo Basso(di fronte al centro storico) e il Belvedere(di fronte a Pernazzaro). Fra Piazzo e il Belvedere si trova il Grand-Hotel, i cui esterni sono stati recentemente ristrutturati.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

San Pellegrino è al centro di un progetto di riqualificazione che prevede la riurbanizzazione della zona della Vetta, la costruzione di un nuovo centro termale, oltre alla costruzione di un grande albergo e un centro commerciale.

Al momento non è dato sapere quali sono (e saranno) i tempi relativi al buon esito del progetto, pertanto, cittadini e visitatori non possono fruire delle cure termali e delle soluzioni turistiche, comunque garantite sino ai primi anni del XXI secolo.

Per quanto riguarda l'ambiente circostante, da segnalare la ciclovia Valle Brembana, quasi completamente pianeggiante, che porta fino a Piazza Brembana, seguendo il tracciato della ex Ferrovia della Valle Brembana, per una lunghezza di circa 15 km (solo andata). È possibile anche fare escursioni (i periodi primaverili e autunnali sono i migliori), sia semplici che impegnative, partendo dal centro del paese o dalle sue frazioni.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

San Pellegrino Terme è gemellato con i seguenti comuni:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 maggio 2011 ha ospitato l'arrivo della 18ª tappa del Giro d'Italia 2011 con la vittoria di Eros Capecchi. Guarda il video dell'Arrivo su YouTube

Personalità sportive legate a San Pellegrino Terme[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Le vecchie Terme - Comune di San Pellegrino Terme
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Brentani, Dizionario illustrato dei maestri d'arte ticinesi, I, Noseda, Como 1937.
  • L. Angelini, Vicende e restauri della chiesa e convento di S. Nicolò ai Celestini in Bergamo, Bergamo 1939.
  • Idem, Pareti, volte e soffitti nel Settecento bergamasco, in Rivista di Bergamo 1961.
  • Edoardo Agustoni, Ivano Proserpi, Decorazioni a stucco del XVII secolo in edifici religiosi del Sottoceneri: cambiamenti, evoluzioni, ripetitività ed influenze, in Rivista Svizzera d’Arte e d’Archeologia, 46, 1989.
  • Edoardo Agustoni, Ivano Proserpi, Decorazioni a stucco del Settecento nel Luganese e nel Mendrisiotto, in Arte+Architettura in Svizzera, Bollettino per i membri della Società di Storia dell’Arte in Svizzera, 3, 1995, 272-273.
  • Luigi Pagnoni, Chiese parrocchiali bergamamsche: appunti di storia e arte, Bergamo 1992.
  • S. Langè, G. Pacciarotti, Barocco Alpino. Arte e architettura religiosa del Seicento: spazio e figuratività, Milano 1994, 220.
  • Paolo Mazzariol, I Camuzio di Montagnola. Stuccatori a Bergamo e nel Bergamasco, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Bergamo nella storia, nell’arte, nella cultura, nell'economia dal '500 ad oggi. Campionesi a Bergamo nel Medioevo, Arte&Storia, anno 10, numero 44, settembre-ottobre 2009, 236-245 (con ampia bibliografia).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]