Urgnano

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Urgnano
comune
Urgnano – Stemma Urgnano – Bandiera
Urgnano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Efrem Epizoi (lista civica Guardare oltre) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°35′50″N 9°41′42″E / 45.597222°N 9.695°E45.597222; 9.695 (Urgnano)Coordinate: 45°35′50″N 9°41′42″E / 45.597222°N 9.695°E45.597222; 9.695 (Urgnano)
Altitudine 173 m s.l.m.
Superficie 13,97 km²
Abitanti 9 592[1] (31-12-2010)
Densità 686,61 ab./km²
Frazioni Basella
Comuni confinanti Cavernago, Cologno al Serio, Comun Nuovo, Ghisalba, Spirano, Zanica
Altre informazioni
Cod. postale 24059
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016222
Cod. catastale L502
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti urgnanesi
Patrono santi Nazario e Celso
Giorno festivo 28 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Urgnano
Posizione del comune di Urgnano nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Urgnano nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Urgnano (Örgnà in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di circa 10.000 abitanti[1] della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato nella media pianura bergamasca, dista circa 9 chilometri a sud dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del paese affondano nell'epoca romana, periodo del quale sono stati rinvenuti reperti di notevole importanza, tra cui due lapidi funerarie. Si presume che anche il toponimo trovi origine in quegli anni, derivando dal nome latino di un antico proprietario terriero di allora, tale Aurinus, a cui venne aggiunto il suffisso aggettivale -anus.

A tale periodo risalgono anche le vie Cremasca e Francesca, ancora oggi utilizzate dalla viabilità moderna come arterie di scorrimento, che tagliano la pianura bergamasca. Zona quindi di particolare interesse, vide anche insediamenti della popolazione longobarda, della quale sono state ritrovate sepolture.

Nel corso del IX secolo si ha notizia dell'arrivo dei Franchi, i quali ripristinarono la via Francesca per permettere il trasferimento della salma dell'imperatore Ludovico II da Brescia a Milano.

Questi istituirono anche il Sacro Romano Impero, a cui fa riferimento il primo documento che attesta l'esistenza del comune rurale di Urgnano, risalente al 985.

Durante questo periodo e per tutto il X secolo, si verificarono anche alcune invasioni barbariche, che secondo alcuni sarebbero alla base di un'altra spiegazione inerente al toponimo, derivante dal nome degli Unni, protagonisti di scorrerie sui territori della pianura padana. Un'ultima interpretazione dell'origine etimologica del nome, adottata dalla tradizione popolare, vorrebbe farlo derivare da urna, tanto che anche lo stemma del paese ne reca un'immagine.

Il periodo di profonda instabilità, unito ai crescenti scontri tra le fazioni dei guelfi e dei ghibellini, portò il paese a dotarsi di fortificazioni a scopo difensivo, tra le quali spiccava un castello. Risalente ad un periodo compreso tra il X e l'XI secolo, raggruppò attorno ad esso gran parte della popolazione, creando così un notevole nucleo abitativo, che ancor oggi forma il centro storico.

Nei secoli successivi il paese divenne feudo della famiglia milanese dei Visconti che, a partire dal XIV secolo fece erigere una rocca in luogo di una precedente fortificazione, al fine di proteggere il loro possedimento dalle mire espansionistiche delle altre potenze (famoso fu l'attacco portato al borgo da Facino Cane), prima fra tutte la Repubblica di Venezia.

Urgnano difatti si trovava in una zona di confine tra le due entità politiche del tempo tanto che, a partire dalla prima metà del XV secolo, passò sotto la dominazione della Serenissima. Questa emanò una serie di provvedimenti volti a migliorare la situazione sociale ed economica, restaurò e rinforzò il castello e lo assegnò in feudo, unitamente alle terre circostanti, al condottiero Bartolomeo Colleoni.

Documenti risalenti al 1622 attestano l'esistenza di numerosi campi adibiti alla coltivazione di granoturco, ponendo quindi Urgnano tra i primi paesi ad introdurne la coltura.

I secoli successivi non videro avvenimenti di particolare rilievo per Urgnano, che seguì le sorti politiche del resto della provincia, passando alla Repubblica Cisalpina nel 1797, a cui poi subentrarono nel 1815 gli austriaci, per poi essere definitivamente annesso al Regno d'Italia nel 1859.

Il 29 aprile 1945, dopo la Liberazione ad Urgnano nove aderenti alla Repubblica Sociale Italiana si consegnarono alle autorità provvisorie, ma furono trasferiti a Bergamo e fucilati nel locale cimitero. [4]

In tempi recenti nel paese venne decisa la costruzione di una circonvallazione, la cui costruzione implicò tuttavia la parziale demolizione della cinta muraria e del castello stesso.

Soltanto nella seconda metà del XX secolo il paese ha subìto un notevole incremento industriale e demografico, ponendolo tra le realtà principali della zona.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Rocca viscontea[modifica | modifica sorgente]

Il luogo che caratterizza maggiormente il territorio comunale è senza dubbio la Rocca viscontea. Edificata nel XIV secolo dove già esisteva una fortificazione antecedente al periodo medievale, venne più volte ristrutturata dai proprietari che succedettero ai Visconti: tra questi si segnalano gli interventi operati dalle famiglie Colleoni ed Albani. Attualmente di proprietà comunale, presenta ancora una struttura a pianta quadrata con quattro torri poste ai vertici perimetrali ed altre due sopra le porte d'ingresso. Conserva ancora anche il fossato ed i relativi ponti di accesso, e spesso è sede di iniziative culturali.

Edifici religiosi[modifica | modifica sorgente]

In ambito religioso riveste notevole importanza il Duomo, dedicato ai Santi Nazario e Celso, risalente alla fine del XVIII secolo e contenente opere di notevole valore, tra cui spiccano gli affreschi di Vincenzo Angelo Orelli, la Pietà del Tintoretto, il dipinto San Nazario e Celso condannati alle verghe eseguito da Enrico Scuri, la Via Crucis e Gesù scaccia i mercanti dal tempio di Francesco Capella e L'invenzione da parte di Sant'Ambrogio delle reliquie dei Santi Nazario e Celso, opera di Giacomo Trecourt. Esternamente si presenta con una facciata in pietra e con un campanile, detto campanile del Cagnola, in stile neoclassico ed alto ben 54 metri. Al di sotto della parrocchiale stessa si trova la Chiesa ipogea dello Scurolo.

Santuario di Basella[modifica | modifica sorgente]

Nella frazione Basella grande interesse riveste il santuario omonimo, costruito in seguito alle apparizioni della Madonna, avvenute l'8 e 17 aprile 1356. Ampliata un secolo più tardi per volere del condottiero Bartolomeo Colleoni, che vi seppellì la figlia Medea, rappresenta ancor oggi luogo di pellegrinaggio e di devozione popolare.

Meritano infine menzione anche la chiesa della Beata Vergine Maria Addolorata e la chiesetta agreste della Trinità, quest'ultima risalente al XV secolo.

Parchi[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio comunale si trovano anche il Parco del Serio, interessante dal punto di vista naturalistico, ed il museo africano.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 maggio 2002 28 maggio 2007 Enzo Togni sindaco
29 maggio 2007 15 maggio 2011 Venceslao Testa centrodestra sindaco
16 maggio 2011 in carica Efrem Epizoi lista civica - Guardare oltre sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini, Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 676.
  4. ^ R. Brunasso Chi ha ucciso quei fascisti?- Urgnano 29 aprile 1945 Mursia Milano ISBN 9788842532675
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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