Peia

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Peia
comune
Peia – Stemma Peia – Bandiera
Peia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Bosio (lista civica Per Peia) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°48′00″N 9°54′00″E / 45.8°N 9.9°E45.8; 9.9 (Peia)Coordinate: 45°48′00″N 9°54′00″E / 45.8°N 9.9°E45.8; 9.9 (Peia)
Altitudine 570 m s.l.m.
Superficie 4,3 km²
Abitanti 1 857[1] (31-12-2010)
Densità 431,86 ab./km²
Frazioni Nessuna
Comuni confinanti Bianzano, Gandino, Leffe, Ranzanico
Altre informazioni
Cod. postale 24020
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016161
Cod. catastale G418
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti peiesi
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Peia
Posizione del comune di Peia nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Peia nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Peia (Pèa in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 1.761 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Situato sul lato orientale della Val Gandino, laterale della val Seriana, e confinante ad ovest con il comune di Leffe, dista circa 25 chilometri a nord-est dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese presenta una storia ricca e molto antica: pare infatti che questi territori fossero già abitati in epoca romana, quando molti schiavi venivano qui portati per lavorare nelle vicine miniere di ferro e, una volta esaurita la pena, potevano stabilirsi e coltivare i terreni della zona. Quindi l'origine del nome deriva dal latino Pilia.

Fin dal medioevo in questo piccolo borgo si sviluppò l'arte della lavorazione della lana, tanto che, per descrivere un tipo di tessuto qui prodotto, particolarmente pregiato, venne coniato il nome di Peina.

Del periodo medievale restano ruderi, in località Peia alta, di un'antica cittadella, ormai diroccata, costruita a scopi difensivi.

Il paese rimase sotto l'amministrazione del vicino Gandino fino al 1542, quando vennero unificate tutte le piccole contrade che andarono a comporre Peia. La peculiarità di ognuna di queste sta nel fatto che hanno preso il nome delle famiglie che la abitavano: Cà Bertocchi, Cà Zenucchi, Cà Rottigni, Cà Bosio.

Arte e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono le chiese dislocate sul territorio comunale: la principale è la parrocchiale di Sant'Antonio da Padova, risalente al XV secolo ed ampliata tre secoli più tardi; presenta un coro a pianta ottagonale ed opere di Gian Paolo Cavagna, di Francesco Zucco e di Ponziano Loverini.

Tra gli edifici sacri meritano una citazione anche la chiesetta di Santa Elisabetta (posta fuori dall'abitato sul sentiero che porta a Gandino ed alla Malga Lunga), il santuario della Madonna delle Grazie e la chiesa di San Rocco.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Santo Marinoni lista civica Sindaco
8 giugno 2009 in carica Giuseppe Bosio lista civica "Per Peia" Sindaco

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Angelini, La famiglia bergamasca dei Manni marmorari intarsiatori, in La Rivista di Bergamo, prima parte, ottobre 1960, 5-11; seconda parte, novembre 1960, 5-14.
  • Pagnoni, Le chiese parrocchiali della Diocesi di Bergamo. Appunti di storia e di arte, Edizione Il Conventino, Bergamo 1974.
  • Piervaleriano Angelini, La famiglia Manni di Rovio. La scultura decorativa e l'arte della tarsia marmorea in terra bergamasca, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Bergamo nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal '500 ad oggi. Campionesi a Bergamo nel Medioevo, Arte&Storia, anno 10, numero 44, settembre-ottobre 2009, 158-165 (con ampia bibliografia).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini, Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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