Cenate Sotto

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Cenate Sotto
comune
Cenate Sotto – Stemma
Cenate Sotto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Gianluigi Belotti (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 45°42′00″N 9°49′00″E / 45.7°N 9.816667°E45.7; 9.816667 (Cenate Sotto)Coordinate: 45°42′00″N 9°49′00″E / 45.7°N 9.816667°E45.7; 9.816667 (Cenate Sotto)
Altitudine 267 m s.l.m.
Superficie 4,62 km²
Abitanti 3 463[1] (31-12-2010)
Densità 749,57 ab./km²
Frazioni Brugaletti, Cascina Serbello, Quadra, San Rocco, Tesolta, Veneziane, Breda, Castello, Fornace, Portici
Comuni confinanti Cenate Sopra, San Paolo d'Argon, Scanzorosciate, Torre de' Roveri, Trescore Balneario
Altre informazioni
Cod. postale 24069
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016069
Cod. catastale C457
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti cenatesi
Patrono san Martino di Tours
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cenate Sotto
Posizione del comune di Cenate Sotto nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Cenate Sotto nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Cenate Sotto (Senàt Sota in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 3.135 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato all’imbocco della Val Cavallina, dista circa 14 chilometri ad est dal capoluogo orobico.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Anche se molti storici hanno descritto il paese come un borgo di antiche origini, il primo documento che ne attesta l’esistenza risale all’anno 774, quando, nel Codex Diplomaticus viene nominato il borgo di Casco (Re-gente per Orsone et Sabotino massarii in Cascas).

Il nome definitivo di Cenate appare qualche decennio più tardi, precisamente nell'830, quando un documento di eredità recita: Casa sua de Cenate. Il nome precedente di Casco venne utilizzato per identificare una piccola frazione, ora in territorio di Cenate Sopra.

L’epoca medievale vide il paese di Cenate Sotto in una posizione strategica, che gli permetteva di essere in una posizione difensiva e di controllo sulla strada che dalla pianura porta in val Cavallina ed a Trescore Balneario.

A tal riguardo sorsero numerose fortificazioni, la più importante delle quali è il Castello dei Lupi.

Posta in una posizione predominante sull’intero paese, venne edificato per conto della famiglia Suardi, che ne subì l’esproprio da parte della Repubblica di Venezia nel 1483, la quale lo assegnò alla famiglia Lupi, schierata con la Serenissima.

In epoca medievale furono numerose le diatribe tra i due borghi del paese (allora chiamato Cenate San Martino) divisi tra loro dal torrente Tadone. Questi sfociarono in ripetuti scontri dopo che San Carlo Borromeo decise di istituire, nel 1575, una seconda parrocchia, nell’attuale territorio di Cenate Sopra, dividendo di fatto il paese.

La scissione amministrativa venne ratificata nel 1611.

Nel 1927 il paese fu accorpato in un’unica entità amministrativa con i comuni di Cenate Sopra e San Paolo d'Argon, prendendo il nome di Cenate d’Argon. Il tutto durò fino al 1948, quando le tre entità vennero nuovamente scisse in singoli comuni.

Itinerari[modifica | modifica wikitesto]

Il paese permette itinerari artistici e naturalistici di discreto interesse. In primo luogo si trova la chiesa parrocchiale, dedicata a San Martino, edificata nel XVI secolo e riedificata nel XVII secolo possiede un quadro di Giovan Battista Moroni raffigurante il santo protettore.

Di notevole importanza è il Santuario della Madonna di Loreto, situato sul colle che sovrasta il paese. Da questa si ha una stupenda visuale di tutto il paese e parte della pianura bergamasca. Edificata nel 1617, custodisce opere scultoree di notevole pregio, nonché dipinti di Enea Talpino detto il Salmeggia.

Poco distante, salendo tramite la strada che porta verso la frazione San Rocco, da cui poi è possibile raggiungere Scanzorosciate, si trovano le chiese di San Bernardo e la parrocchiale della frazione stessa, entrambe edificate nel XVII secolo.

A livello civile, la principale costruzione è indubbiamente il Castello dei Lupi. Edificato dalla famiglia Suardi, alla quale fu espropriato dalla Serenissima in favore della famiglia Lupi, è dotato di saloni con affreschi settecenteschi e della piccola chiesetta di San Francesco Saverio, databile attorno al 1740.

Inoltre il territorio comunale offre numerose possibilità per chi volesse stare a contatto con la natura. Negli ultimi anni infatti si sono moltiplicate le iniziative per rivalorizzare gli spazi verdi presenti, che hanno permesso alla popolazione di ritornare a scoprire angoli suggestivi. Tra questi vi è la zona a ridosso del colle d'Argon, che è stato inserito in un Parco locale di interesse sovracomunale denominato Parco delle valli d'Argon.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Le celebrazioni per la "Madonna di Loreto" durante la settimana dell'Immacolata sono l'evento principale del calendario di Cenate Sotto. Il culmine di tali eventi sfocia nella tradizionale fiaccolata che accompagna la Madonna Nera dalla chiesa San Martino di Cenate Sotto al santuario della Madonna di Loreto posto sul colle che sovrasta il paese.

La Manifestazione più famosa effettuata negli ultimi anni è "Music for Emergency": una serie di concerti di beneficenza (accompagnati da una festa della birra) volti a raccogliere fondi per Emergency (l'associazione umanitaria di Gino Strada). Organizzata da "BDK Associazione di promozione sociale" è un punto (oltre che di raccolta di fondi per beneficenza) di diffusione di una cultura di pace e solidarietà.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Cenate Sotto che milita nel girone C lombardo di Seconda Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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