Schilpario

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Schilpario
comune
Schilpario – Stemma Schilpario – Bandiera
Schilpario – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Agoni Claudio (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 46°01′00″N 10°09′00″E / 46.016667°N 10.15°E46.016667; 10.15 (Schilpario)Coordinate: 46°01′00″N 10°09′00″E / 46.016667°N 10.15°E46.016667; 10.15 (Schilpario)
Altitudine 1.124 m s.l.m.
Superficie 63 km²
Abitanti 1 265[1] (31-12-2010)
Densità 20,08 ab./km²
Frazioni Barzesto, Pradella, Ronco
Comuni confinanti Azzone, Borno (BS), Cerveno (BS), Lozio (BS), Ossimo (BS), Paisco Loveno (BS), Teglio (SO), Vilminore di Scalve
Altre informazioni
Cod. postale 24020
Prefisso 0346
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016195
Cod. catastale I530
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti schilpariesi
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Schilpario
Posizione del comune di Schilpario nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Schilpario nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Schilpario (Schulpér in dialetto scalvino[2], Schilpér in dialetto bergamasco[3][4]) è un comune italiano di 1.302 abitanti della provincia di Bergamo.

Situato in cima alla Valle di Scalve, fa parte della Comunità Montana di Scalve. Posto all'estremo angolo nord-est della provincia, dista circa 65 chilometri dal capoluogo orobico ed è quindi il comune della provincia più distante dal capoluogo.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Schilpario

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Inserito in un contesto naturalistico di grande livello, il paese sta sempre più sfruttando questa sua posizione per trarne i benefici dati dal turismo. Il tutto senza snaturare le peculiarità ambientali che hanno caratterizzato la sua esistenza. In tal senso si sta addirittura cercando di rivalutare la storia, ed offrirla ai visitatori.

Mulino sul Dezzo

Il museo etnografico, ad esempio, è stato istituito proprio per preservare e rivalutare la storia, le tradizioni e la cultura delle genti di tutta la Val di Scalve. Grazie all’apporto di documenti, fotografie ed oggetti legati alla vita rurale, si possono ricostruire la vita ed i lavori degli abitanti nei secoli scorsi. Inoltre, essendo la struttura che ospita il museo posta a fianco del torrente Dezzo, è presente una ruota di mulino azionata dalle correnti dello stesso corso d’acqua. Queste azionano un torchio ed una macina per la lavorazione del frumento, così come avveniva nei secoli scorsi.

Altri esempi di rivalutazione del territorio vengono dalle miniere che, ristrutturate e messe a norma dopo la chiusura dell’attività avvenuta nel 1972, sono visitabili mediante visite guidate, alcune con appositi trenini ed altre a piedi, che si addentrano nelle viscere della terra.

Inoltre la natura offre scenari mozzafiato ed una serie di itinerari adatti ad ogni esigenza: dalla semplice passeggiata per le famiglie, ad escursioni più impegnative per utenti esperti.

Durante il periodo invernale esistono inoltre numerose iniziative per la pratica degli sport sulla neve: rinomate sono le piste per lo sci di fondo. Per lo sci alpino Schilpario è stata la prima località della bergamasca a dotarsi di una seggiovia ad agganciamento automatico, la quale serve una splendida pista rossa immersa negli abeti proprio sotto le pareti del Pizzo Camino. Vi si trova anche un lungo campo scuola servito da uno skilift. La stazione rientra nel circuito Serio Snow (insieme ad altre località delle valli Seriana e di Scalve) ma è penalizzata dalla maggiore distanza dai grandi centri abitati della pianura e dalla mancanza di un impianto sulla parte alta (dai 1600 metri di quota in su); un eventuale nuovo impianto su questo tratto potrebbe servire le vecchie piste (già presenti perché un tempo utilizzate) e completare la stazione aumentando l'appetibilità per gli sciatori.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'antichità e le origini[modifica | modifica sorgente]

L’origine del borgo, intesa come insediamento stabile, risale al periodo della dominazione romana, quando venivano utilizzate le grandi risorse minerarie di ferro e zinco presenti nella zona.

Tuttavia pare che nella zona fossero già presenti piccole tribù di Galli Cenomani, come testimonia un masso, sito in località Pià Sèrsegn, che si pensa fosse utilizzato dai druidi per i riti magici. Non è però dato sapere se vi fossero insediamenti stabili o se la zona venisse utilizzata solo occasionalmente per tali riti.

Il medioevo[modifica | modifica sorgente]

I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del Sacro Romano Impero guidato da Carlo Magno, che donò l’intera zona ai monaci di Tours. Questi successivamente la permutarono in favore del Vescovo di Bergamo, il quale diede investitura feudale ai Capitani di Scalve.

Questi ultimi furono di fatto esautorati dalla costituzione dell’Universitas di Scalve, una piccola istituzione feudale molto simile ad una repubblica, che garantiva grandi privilegi agli abitanti ed un’autonomia al limite dell’indipendenza. Questa garantiva l’esenzione del servizio militare, libertà di caccia e pesca, nonché sgravi fiscali e la possibilità di sfruttamento delle miniere presenti in zona.

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Con il passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel XV secolo, Schilpario mantenne i privilegi conquistati precedentemente, ma venne aggregato nella Comunità grande di Scalve.

Soltanto nel 1797, con la fine della Serenissima e l’avvento della Repubblica Cisalpina, acquisì la propria autonomia comunale.

Seguenti modifiche, operate dai vari regimi che si susseguivano nella valle, modificarono i confini territoriali, ma non intaccarono l’autonomia comunale di Schilpario, che visse nella tranquillità della valle fino ai giorni nostri.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa parrocchiale

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Sant'Antonio[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Antonio da Padova. Edificata nel XVII secolo in luogo di una precedente chiesa, è dotata di un campanile al termine del quale è posta una statua del santo patrono, nonché di opere pittoriche del Cifrondi e del Carpinoni, e di sculture di scuola fantoniana. Nella navata principale si può inoltre ammirare la statua raffigurante il cardinale Angelo Mai, nativo di Schilpario.

Nel gennaio del 1820, anno in cui il cardinale trovò alcuni frammenti del "De re publica" di Cicerone, Giacomo Leopardi gli dedicò l'ode intitolata Ad Angelo Mai. Parte di quest'ode è stata recentemente incisa su pietra nella piazza principale.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Persone legate a Schipario[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 26 maggio 2014 Gianmario Bendotti Lista civica Sindaco
26 maggio 2014 in carica Agoni Claudio Lista civica Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 612.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 612.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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