Castro (Lombardia)

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Castro
comune
Castro – Stemma Castro – Bandiera
Castro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Mariano Foresti (lista civica Intesa per Castro) dal 26/06/2014
Territorio
Coordinate 45°48′00″N 10°04′00″E / 45.8°N 10.066667°E45.8; 10.066667 (Castro)Coordinate: 45°48′00″N 10°04′00″E / 45.8°N 10.066667°E45.8; 10.066667 (Castro)
Altitudine 200 m s.l.m.
Superficie 4 km²
Abitanti 1 438[1] (31-12-2010)
Densità 359,5 ab./km²
Comuni confinanti Lovere, Pianico, Solto Collina
Altre informazioni
Cod. postale 24063
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016065
Cod. catastale C337
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti castrensi
Patrono San Giacomo e san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castro
Posizione del comune di Castro nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Castro nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Castro (Castèr in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 1.437 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato sulla sponda occidentale del Lago d'Iseo, dista circa 43 chilometri ad est dal capoluogo orobico.

Il territorio di Castro sul Lago d'Iseo

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista naturalistico, notevoli sono i paesaggi in cui ci si può imbattere lungo la vecchia e tortuosa strada litoranea: la roccia di origine sedimentaria si sussegue in continue lastre sovrapposte, "meritandosi" il nome di "Orrido", e cala a strapiombo nelle acque del lago, creando piccole insenature a dir poco suggestive (i cosiddetti "bögn"). Nella parte alta del paese si può accedere ad una palestra di roccia naturale molto conosciuta dagli appassionati del luogo. Sulla strada litorale, in località Grè, è presente la cava di marmo della Marini Marmi, presente da più di 100 anni e famosa per il suo Ceppo di Grè, utilizzato in Italia ed esportato anche all'estero.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico

Il paese di Castro (dal latino "castrum" : fortificazione) ha un’origine risalente al periodo medievale, ed è nato su iniziativa del vescovo-conte di Bergamo come porto fortificato per gli scambi tra la pianura e le valli bergamasche, importanti prodruttrici di ferro, evitando di transitare per il territorio di Lovere che era in mano al vescovo-conte di Brescia e di pagare quindi i dazi imposti da quest'ultimo. Ancora oggi esiste dietro al paese la "via corna" che i carri dei mercanti transitavano diretti alle valli. Posto su un’altura che svetta sulla costa, si trova una fortificazione che fu distrutta durante i violenti scontri tra le opposte fazioni guelfe e ghibelline. Furono quest’ultimi che, nel 1380, attaccarono violentemente la fortificazione, distruggendola: ancora oggi è possibile visitare le rovine della rocca, rimasta inutilizzata da allora.

Persa l'importanza come porto commerciale, a scapito di Lovere, il paese modificò la propria economia: si cominciò a puntare dapprima sulla pesca e successivamente anche sulla presenza, durante la dominazione della Serenissima, di alcune fucine e magli atti alla lavorazione del ferro. Si narra che la qualità del prodotto fosse talmente elevata da farvi produrre i cannoni utilizzati dai veneziani sulle loro navi.

Rinomata fu anche la fucina che produceva falci, che ad un certo momento dovette ricorrere all’importazione di manodopera addirittura dai territori d’oltralpe.

Con il passare del tempo la siderurgia acquisì un peso sempre maggiore, tanto che nel XIX secolo si insediarono attività industriali tali da soddisfare le richieste di lavoro anche dei paesi limitrofi.

Ancora oggi l’economia del paese si basa sulla siderurgia, con una recente timida apertura alle attività turistiche.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Il santuario di san Lorenzo (XII secolo)

Il borgo storico, molto caratteristico, è tipico di un paese che in passato era basato sulla pesca: vie strette, case molto vicine e ridosso del lago; è costruito attorno alla vecchia chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo. Risalente indicativamente ad un periodo tra il XIV ed il XV secolo, fu soggetta ad un’inondazione nel corso del XVI secolo, e fu riedificata due secoli più tardi con un portale in marmo di Zandobbio, opera dei Fantoni. La chiesa ora è sconsacrata e sostituita dalla nuova parrocchiale, sempre intitolata a San Giacomo, costruita nel 1969. Quest’ultima custodisce opere di buon pregio provenienti dalla vecchia parrocchiale.

Meritano menzione anche le chiese di San Lorenzo e della Natività di Maria. La prima risale al XII secolo ed è costruita, in stile romanico con le pareti in pietra a vista, su un’altura; la seconda venne edificata nel XIII secolo ed ampliata due secoli più tardi, custodisce affreschi risalenti al XVI secolo; quest'ultima è stata privata delle sue più belle e di valore decorazioni artistiche a causa di un furto da parte di ignoti avvenuto nel 2010.

Architetture civili e militari[modifica | modifica sorgente]

Sono inoltre visitabili sia le rovine della rocca, sia il maglio Carrara, nella frazione Poltragno, azionato da una ruota idraulica.

Aree protette[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale è presente l'area protetta Parco della Gola del Tinazzo, gestita dall'associazione Legambiente.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini, Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 180.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Gualeni, Vicus oliviferi Castri, Comune di Castro, 2012.
  • Flavio Salvini, Castro ed il maglio Carrara, 2001.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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