Bottanuco

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Bottanuco
comune
Bottanuco – Stemma Bottanuco – Bandiera
Chiesa parrocchiale di Bottanuco
Chiesa parrocchiale di Bottanuco
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Sergio Mariani (lista civica Insieme per Bottanuco e Cerro) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°38′23″N 9°30′23″E / 45.639722°N 9.506389°E45.639722; 9.506389 (Bottanuco)Coordinate: 45°38′23″N 9°30′23″E / 45.639722°N 9.506389°E45.639722; 9.506389 (Bottanuco)
Altitudine 222 m s.l.m.
Superficie 5,43 km²
Abitanti 5 555[1] (31-12-2012)
Densità 1 023,02 ab./km²
Frazioni Cerro
Comuni confinanti Capriate San Gervasio, Chignolo d'Isola, Cornate d'Adda (MB), Filago, Madone, Suisio, Trezzo sull'Adda (MI)
Altre informazioni
Cod. postale 24040
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016034
Cod. catastale B088
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti bottanuchesi
Patrono san Vittore Martire
Giorno festivo 8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bottanuco
Posizione del comune di Bottanuco nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Bottanuco nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Bottanuco (Botanüch in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune di 5.555 abitanti[4] della provincia di Bergamo.

Situato nell'isola bergamasca, sulla riva sinistra del fiume Adda, dista circa 18 chilometri dal capoluogo orobico.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Bottanuco nell'isola bergamasca

Recenti studi indicherebbero gli Etruschi come primi abitanti del territorio, anche se al riguardo non sono emersi ritrovamenti volti ad avvalorare questa ipotesi.

Si sa per certo invece che i primi insediamenti stabili si verificarono in epoca romana, quando i conquistatori vi istituirono un vicus inserito nella circoscrizione territoriale denominata "Pagus Fortunensis".

In quel periodo storico il borgo, così come l’intera zona dell'isola, fu interessato da notevoli flussi commerciali e militari, che diedero il via ad un'importante opera di centuriazione. A tal riguardo ancora oggi è possibile notare la disposizione delle vie del paese fondate sull'antico concetto del cardo e del decumano, le due principali strade del centro abitato disposte perpendicolarmente tra loro. Queste due corrispondono alle attuali via Trento e via delle Messi, affiancate da altre vie minori secondo l'antica consuetudine.

Con il termine dell'impero romano Bottanuco fu soggetto alle incursioni barbariche, che portarono anni di saccheggi e terrore tra la popolazione.

Nel VI secolo la situazione politica si stabilizzò grazie all'arrivo dei Longobardi, la cui presenza è testimoniata da alcuni ritrovamenti, tra i quali spiccano un paio di incisioni su pietra recanti il nome di Senoald, probabilmente un antico abitante produttore di laterizi (con tanto di monopolio regio) a cui applicava il proprio nome.

Successivamente sul territorio irruppero i Franchi, i quali istituirono il Sacro Romano Impero e diedero vita al feudalesimo. Ed è a questo periodo che risalgono i primi documenti scritti che attestano l'esistenza del paese: nell'879 si menziona la località di Masatica (oggi inglobata nel comune), nel 980 il nome di Bottanuco e soltanto nel 1180 la frazione Cerro.

I terreni vennero inizialmente dati in gestione al vescovo di Bergamo e posti sotto la tutela della Pieve di Terno, ma con il tempo andò acquisendo sempre maggior potere la ghibellina famiglia Suardi.

Ebbe inizio un periodo di profonda instabilità, causata dalle numerose battaglie tra guelfi e ghibellini prima, e tra gli eserciti dei milanesi e veneziani poi, volte ad ottenere il predominio su questa zona da sempre situata ai margini territoriali delle varie entità politiche. Sorsero quindi numerose fortificazioni, torri e mura, tra cui un castello (di cui oggi non restano tracce) che i Suardi donarono in seguito alla famiglia milanese dei Visconti.

La situazione politica si stabilizzò nel 1428 con l'annessione di Bottanuco alla Repubblica di Venezia, che infeudò parte dei terreni del paese alla famiglia del condottiero Bartolomeo Colleoni. La Serenissima inoltre cercò di migliorare la condizione sociale ed economica della popolazione, fino ad allora messa a dura prova dalle lotte, da carestie e dalle pestilenze, tanto che l'isola venne definita "il triangolo della fame".

In tal senso molto chiara è la descrizione in un documento del tempo:

« Qui non vi sono trafichi né mercantie, le persone sono povere lavoradori da terre et bracenti, quali non raccogliono a pena grani per il loro vivere; et questi non hanno alcun privileggio ma sottoposti a tutte le gravezze et a datii... »

Ai veneziani subentrò nel 1797 la Repubblica Cisalpina, subito sostituita nel 1815 però dagli austriaci, che la inserirono nel Regno Lombardo-Veneto. In quegli anni nacque e visse a Bottanuco Giovanni Maria Finazzi, noto storico ed archeologo.

Con l'unità d'Italia, avvenuta nel 1859, avvenne un primo ma deciso processo di industrializzazione, che permise un notevole miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Organo Serassi 1854 op.617 - Marzoli nella sontuosa cassa settecentesca

Notevole interesse riveste la chiesa parrocchiale di San Vittore di Bottanuco, consacrata nel 1696 e soggetta a rifacimenti nei secoli successivi. All'interno presenta ornamenti in stile barocco, e dipinti di Federico Ferrario, di Francesco Capella e di Enea Salmeggia. Contiene anche un organo dei Fratelli Serassi costruito nel 1854 op.617 e modificato all'inizio del Novecento da Marzoli & Rossi di Varese (1920 circa). Possiede due tastiere di 58 tasti e 2141 canne. Degna di nota è anche la chiesa parrocchiale della Visitazione di Maria della frazione Cerro. Risalente al XV secolo, custodisce un bell'altare maggiore, un organo edificato nel 1776 da Angelo Bossi e dipinti di Pietro Ronzelli e di Troilo Lupi.

Sempre in ambito religioso meritano menzione la chiesa di San Giorgio, edificata nel 1550, e la chiesa di Benbrusat, di cui si hanno notizie già nel 1630, a seguito delle epidemie di peste di manzoniana memoria.

Importante in ambito storico è anche il palazzo conti Morlacchi, antica villa signorile.

Molti elementi storici di Bottanuco sono andati distrutti nel tempo, come la chiesa di San Michele, già in rovina nel 1500, il Castello dei Suardi, abbattuto a Cerro alcuni decenni fa. Altri sono andati persi in tempi più recenti, tra questi, lo stemma del Colleoni affrescato nel 1700 sopra un portone in via Finazzi, distrutto nel febbraio 2006[5] e la Cascina seicentesca di via San Giorgio, demolita il 4 maggio 2006[6]. Un'auto ha invece sventrato l’ottocentesca Cappella della Madonna del S.S. Rosario il 5 aprile 2006. La cappella, ritenuta pericolante, è stata abbattuta definitivamente[7] e in seguito ricostruita (la nuova Cappella della Madonna del SS. Rosario è stata inaugurata il 13 luglio 2010).


Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Bottanuco salì alla ribalta della cronaca nera di metà '800 per il caso di Vincenzo Verzeni "lo strangolatore di donne", primo serial killer italiano, che uccise e barbaramente mutilò due donne (la prima a Bottanuco, la seconda a Pavia). Il caso è famoso per essere stato uno dei primi ad essere studiati dal celebre Cesare Lombroso.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 15 maggio 2011 Angelo Locatelli lista civica "Insieme per Bottanuco e Cerro" Sindaco
16 maggio 2011 in carica Sergio Mariani lista civica "Insieme per Bottanuco e Cerro" Sindaco

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 94.
  4. ^ Dato Istat al 31.12.2010.
  5. ^ Storia
  6. ^ In due mesi tre addi alla nostra storia « Bottanuco e Cerro NEWS
  7. ^ Addio alla Cappella del Cassinone « Bottanuco e Cerro NEWS
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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