Bianzano

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Bianzano
comune
Bianzano – Stemma Bianzano – Bandiera
Bianzano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Marilena Vitali (lista civica Dodici opportunità per Bianzano) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°46′26″N 9°55′10″E / 45.773889°N 9.919444°E45.773889; 9.919444 (Bianzano)Coordinate: 45°46′26″N 9°55′10″E / 45.773889°N 9.919444°E45.773889; 9.919444 (Bianzano)
Altitudine 600 m s.l.m.
Superficie 6,63 km²
Abitanti 604[1] (31-12-2010)
Densità 91,1 ab./km²
Comuni confinanti Casazza, Cene, Gaverina Terme, Leffe, Peia, Ranzanico, Spinone al Lago
Altre informazioni
Cod. postale 24060
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016026
Cod. catastale A846
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti bianzanesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bianzano
Posizione del comune di Bianzano nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Bianzano nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Bianzano (Biansà in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano della provincia di Bergamo, in Lombardia. È situato a circa seicento metri di quota, poco lontano dal lago di Endine, al quale è collegato dalla Strada Provinciale SP40 e da alcune antiche mulattiere. Sorge ai piedi dei monti Pler e Croce, al confine fra le valli Cavallina e Seriana.

Particolare di una delle piccole strade che portano alla piazza del borgo antico

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Lombardia.

Il centro storico conserva per lo più la struttura dei secoli scorsi, con le case costituite da ciottoli ed elementi di muratura tipici delle fortificazioni medievali.

Proprio nel Medioevo l'abitato cominciò a svilupparsi e ad assumere le sembianze attuali, grazie all'impulso dato dalla famiglia Suardi, che in quei tempi possedeva gran parte della valle Cavallina, situazione rimasta immutata fino all'arrivo della Repubblica di Venezia. Con la Serenissima cominciò una nuova epoca, nella quale il borgo, a causa della perdita di potere della nobile famiglia, venne relegato ad un ruolo minore nel contesto della vallata.

Vi furono anche alcuni periodi in cui perse l'autonomia amministrativa, venendo aggregato prima a Ranzanico (al termine del XVIII secolo) e poi a Monasterolo (inizio del XIX secolo). Venne ricostituito in comune con l'avvento del Regno Lombardo-Veneto, per essere nuovamente accorpato a Spinone nell'anno 1927. Soltanto l'11 aprile 1955 si ricostituì definitivamente in comune indipendente.

Analogamente ai comuni limitrofi, il paese negli ultimi anni ha conosciuto un notevole sviluppo turistico-residenziale, concentrato soprattutto nella zona sovrastante il centro storico e nelle vicinanze del comune di Gaverina Terme.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone sono stati autorizzati con D.P.R. 10 novembre 2004.

Blasonatura stemma:

Semipartito troncato: il primo, di azzurro, alla ruota di mulino, di nero, di otto raggi e di sedici pale; il secondo, di rosso, alla conchiglia di argento, attraversante il bordone del pellegrino, posto in palo, di nero; il terzo, d'oro, al castello di rosso, mattonato di nero, munito di una sola torre centrale, merlato alla guelfa, la torre merlata di tre, il fastigio di otto, quattro e quattro, esso castello finestrato di tre di nero, una finestra nella torre, due nel corpo del castello, chiuso dello stesso, fondato sulla campagna diminuita, di verde. Ornamenti esteriori da Comune.

Blasonatura gonfalone:

Drappo di bianco con la bordatura di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Bianzano, data la sua ridotta popolazione, non possiede frazioni propriamente dette. Esistono tuttavia diversi luoghi di un certo interesse naturalistico. Molti di essi si segnalano per il fatto di portare nomi non ancora italianizzati. Tra di essi, vi sono: le località Valle Rossa (al confine con il comune di Cene), Torè e Dos Martì, nonché il piccolo stagno, alimentato da una sorgiva, noto come Valöcc. Nei pressi di quest'ultimo si trovano dei balzi rocciosi noti come Scalù del Diaol (letteralmente, "Scaloni del Diavolo").

Il Santuario dell'Assunta

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Presso il santuario dell'Assunta sono da segnalare un Cristo ligneo (comunemente noto come ol Signorù) e l'altare del Fantoni, mentre nella chiesa parrocchiale spiccano i dipinti di Domenico Carpinoni e di Palma il Giovane (San Francesco riceve le stigmate).

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Bianzano.

Il castello Suardi, attualmente di proprietà della Famiglia Faglia, presenta una struttura quadrata, una doppia cinta muraria (della quale rimangono molti resti) e una possente torre. L'intera costruzione è realizzata in pietra squadrata (bugnata nella parte inferiore).

All'interno, vanta alcuni affreschi di scuola toscana, fra cui i putti e le quattro virtù cardinali rappresentati nell'atrio (lo si può visitare in giorni extra).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Padre Demetrio Serafino Suardi Bianzano e la sua valle (1979 circa)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini, Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 77.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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