Calcio (Italia)

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Calcio
comune
Calcio – Stemma
Calcio – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Sindaco Pietro Quartini (lista civica) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°30′30″N 9°51′03″E / 45.50833°N 9.85083°E / 45.50833; 9.85083 (Calcio)Coordinate: 45°30′30″N 9°51′03″E / 45.50833°N 9.85083°E / 45.50833; 9.85083 (Calcio)
Altitudine 123 m s.l.m.
Superficie 15,75 km²
Abitanti 5 410[1] (31-12-2010)
Densità 343,49 ab./km²
Comuni confinanti Antegnate, Cividate al Piano, Cortenuova, Covo, Fontanella, Pumenengo, Rudiano (BS), Urago d'Oglio (BS)
Altre informazioni
Cod. postale 24054
Prefisso 0363
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016044
Cod. catastale B395
Targa BG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 383 GG[2]
Nome abitanti calcensi
Patrono san Gottardo
Giorno festivo 4 maggio
Localizzazione
Calcio è posizionata in Italia
Calcio
Posizione del comune di Calcio nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Calcio nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Calcio ("Cals" in dialetto bergamasco[3][4]) è un comune italiano di 5.161 abitanti[5] della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato ai margini orientali della pianura bergamasca, sulla destra orografica del fiume Oglio si trova circa 25 chilometri a sud-est del capoluogo.

Indice

Storia [modifica]

Le origini del paese sono molto antiche: possono essere fatte risalire al III secolo a.C., epoca in cui si verificò la colonizzazione Romana. Tale ipotesi è suffragata da numerosi ritrovamenti avvenuti sul territorio comunale, tra i quali spicca un mosaico di straordinaria fattura che, ritenuto il miglior esempio di arte romana di tutta la provincia bergamasca, è oggi custodito nel Museo Archeologico di Bergamo.

Anche il significato etimologico del nome risalirebbe a quel periodo: calx infatti indicherebbe proprio il materiale presente in natura con il nome di calcio (i cui composti assumono il nome di calce), molto comune in quel tempo specialmente sulle rive del fiume Oglio, dove si verificarono i primi insediamenti umani stabili.

Dopo il termine della dominazione romana, sul territorio si verificò l'arrivo dei Longobardi prima, e dei Franchi poi. Furono questi ultimi a creare i presupposti per la formazione del Sacro Romano Impero, i cui reggenti governarono le sorti del paese per tutta l'epoca medievale.

Ed è a questo periodo che risalgono i primi documenti scritti che attestano l'esistenza del borgo: nel 1035 infatti si cita in loco Calzo, per indicare alcuni possedimenti del Vescovo di Cremona, al quale era stato donato in feudo il borgo dall’imperatore, unitamente alle zone circostanti.

Altri documenti a questo successivi ci permettono di venire a conoscenza del fatto che lo stesso vescovo concesse il paese di Calcio in feudo alla famiglia dei Sommi, ribadendo comunque l’appartenenza del paese alla diocesi cremonese.

Successivi cambi portarono il borgo a gravitare nel distretto di Soncino (nel 1311), per poi ritornare nell'area cremonese qualche decennio più tardi. Nuove cessioni riguardarono questo territorio: prima al conte Gabriolo Aliprandi, poi alla famiglia milanese dei Visconti, ed infine alla famiglia dei Secco, originaria di Caravaggio.

Fu con questi ultimi che il paese visse un periodo di rinascita, dopo un lungo periodo di abbandono e di povertà che aveva reso il territorio una zona paludosa e per nulla sicura. La famiglia, tra le più in vista dell'intera Lombardia, garantì ai propri sudditi una serie di esenzioni, sgravi e diritti che fecero rinascere socialmente ed economicamente il borgo, che assunse un ruolo di rilievo tra i paesi del circondario.

Posto in una zona di confine, tra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano, era da considerarsi una vera e propria zona franca, chiamata Calciana, senza tasse da versare e con una propria amministrazione. E come in tutte le zone di confine, notevole era il contrabbando praticato nonostante le rigide leggi che lo vietavano, pena dure sanzioni, anche se per gli abitanti stessi questa era una delle principali fonti di sostentamento.

La totale esenzione dalle tasse durò fino alla metà del XVIII secolo, mentre pochi decenni più tardi si verificò il passaggio alla Repubblica Cisalpina. La nuova dominazione revocò tutti i privilegi riservati al paese, che fu annesso al dipartimento facente a capo a Bergamo, ed unito amministrativamente ai vicini comuni di Pumenengo e Torre Pallavicina.

Il successivo arrivo degli austriaci, che instaurarono il Regno Lombardo-Veneto, non ripristinò le vecchie agevolazioni ma garantì un nuovo sviluppo che portò nuovamente il paese di Calcio ad occupare un ruolo predominante in ambito economico nella pianura bergamasca.

Nel XX secolo il paese subì la crisi del settore agricolo che, non compensata dall'evoluzione industriale, lo ha nuovamente relegato a ruolo marginale nell'economia della bassa bergamasca.

Simboli [modifica]

Il comune ha come simboli lo stemma concesso con R.D. 18 luglio 1930 e il gonfalone concesso con D.P.R. 21 marzo 1997.

Blasonatura stemma:

« Di rosso, a castello torricellato di due, merlato d'argento, aperto e finestrato del campo, murato di nero, al leone d'oro, nascente dal centro del castello e tenente con la destra una spada dello stesso. »
(R.D. 18 luglio 1930)

Blasonatura gonfalone:

« Drappo di giallo, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L'asta di metallo è ricoperta di velluto giallo con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo è inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento. »
(D.P.R. 21 marzo 1997)

Luoghi d'interesse [modifica]

La chiesa parrocchiale

La costruzione che riscuote maggior interesse è senza dubbio il castello medievale. Edificato attorno all'anno 1000 in luogo di un'antica villa d'origine romana e ristrutturato nel 1862, è stato a lungo il centro della vita sociale e politica del paese.

Molto importante è anche la chiesa parrocchiale, dedicata a San Vittore: il progetto iniziale risale al XVIII secolo, ma fu terminata soltanto nel 1880. Di struttura imponente, custodisce al proprio interno dipinti di Enea Salmeggia e di Marco Antonio Mainardi, detto il Chiaveghino. Con i suoi 76 metri di lunghezza, 36 di larghezza, 64 di altezza è per dimensioni la seconda della Lombardia, superata solo dal Duomo di Milano. Di notevole bellezza è la cupola ricoperta da lavagne di Savoia.(D. Muoni: Cenni sopra Calcio) Di notevole interesse sono anche la vecchia chiesa parrocchiale, con facciata gotica e struttura romanica risalente al XIII secolo, la chiesa di San Fermo e Rustico al cimitero, la cappella dei Silvestri, sempre al cimitero. Inoltre il castello Secco-Oldofredi con fossato e traccia del ponte levatoio nel quartiere Villa, la "Casaforte" delle Löche, con fossato, nel quartiere Rivelino, il palazzo in via Marco Secco, oltre all'ex ospedale la cui costruzione è iniziata nel 1744 in via San Fermo. Di rilievo paesaggistico sono la Roggia Calciana, scavata in tempi antichissimi, che lambisce il castello. La Roggia Donna, iniziata nel 1336, che ricorda nel nome la sua costruttrice; Donna Regina della Scala. Il Naviglio di Cremona, un tempo via d'acqua navigabile che collegava Cremona col lago D'Iseo, e la Seriola Antegnata, scavata dagli antegnatesi nel 1349. (Da Calcio e la signoria della Calciana, di R. Caproni e R.Pagani) Interessanti architetture si possono notare nelle Cascine San Fermo, Torchio, Lavello, Porte.

Recentemente il comune ha inaugurato un progetto denominato Narrano i muri, in cui si prefigge l'obbiettivo di recuperare antichi dipinti posti su case, alternandoli a nuove opere moderne, eseguite da artisti locali e non. Il risultato è un ottimo colpo d'occhio che colpisce il visitatore e che caratterizza il centro storico, dotato di un impianto medievale, arricchendolo della presenza di dipinti di pregio sui muri delle abitazioni.

Amministrazione [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[6]

Etnie e Minoranze Straniere [modifica]

Secondo i dati ISTAT[senza fonte] al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 860 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Serbia Serbia 217 4,07%

Marocco Marocco 148 2,78%

Montenegro Montenegro 109 2,05%

Albania Albania 80 1,50%

Romania Romania 69 1,29%

Kosovo Kosovo 60 1,13%

Note [modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 116.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001. ISBN 88-87353-12-3
  5. ^ Dato Istat all'1/1/2008.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

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